Favola: La scommessa (per adulti)

(racconto di tipo verde)

INTRODUZIONE: i due amici credevano che era tutto uno scherzo, invece era una vera scommessa quella, come fare a fuggire dalle conseguenze di una promessa fatta per gioco…

INIZIO
Favola: La scommessa
Nel mondo delle favole, in una città del nord…situata in Lombardia.
Vivevano due amici che lavoravano nella stessa azienda e molto spesso trascorrevano il sabato sera insieme. Essi avevano caratteri differenti..uno di questi di nome Cesare si vantava di essere sempre di parola e di essere tutto di un pezzo e molti che lo conoscevano lodavano il suo essere integerrimo….l’altro di nome Elpidio invece era poco serio e scherzava sempre volentieri..chi lo conosceva lo considerava molto simpatico…era si allegro….ma sembrava un po’ vigliacco…non si prendeva a volte la responsabilità degli errori che commetteva.
Infatti il direttore dell’azienda a causa dei suoi divertimenti disordinati e poichè nonostante l’età era ancora scapolo riteneva Elpidio un po’ matto.
Il direttore dava ugualmente del lavoro a Elpidio poiché era un direttore buono..ma non voleva di certo nominarlo capo ufficio, poiché non si fidava completamente del impegno lavorativo di Elpidio.
Invece per Cesare il direttore aveva una infinita stima e creava intorno a lui, in quanto suo dipendente, una buona immagine di persona seria e per bene.
Un giorno il direttore disse: “Di te Cesare sono contento e mi fido di te, poiché sei di parola e non rifiuti mai l’incarico che ti danno”.
“mentre di quel tale, di Elpidio, non mi fido e quindi non lo farò mai capo gruppo..lo farò restare subalterno soltanto…e quindi tieni questa busta è per te…Cesare…. un aumento di stipendio per te….e non dire niente a Elpidio mi raccomando!” disse il direttore consegnando una busta con dentro del denaro a Cesare.
I due colleghi restarono ugualmente amici poiché Elpidio non era invidioso della maggior fortuna lavorativa di Cesare….Elpidio come tutti i mediocri sapeva anche perdere. A causa del miglior stipendio un giorno Cesare conobbe una donna e andò a vivere con lei …era proprio una bella donna…degna di un vincente…mentre Elpidio intanto restava sempre solo eh si! era proprio uno sfigato.
CAP. 1° – il Luna Park
Dovete sapere che un giorno i due amici, che il caso e la coincidenza vollero che quel giorno uscissero insieme, decisero di trascorrere la serata andando al Luna Park che si trovava accampato alla periferia della città.
Il Luna Park era un luogo divertente e i due spesero tutto il loro denaro in bevande, cibarie e dolci e spesero molto anche alle bancarelle dai vari giochi…e restarono quindi a tarda sera con solo un euro ciascuno..
Dovete sapere che tutti i giochi del Luna Park richiedevano per partecipare almeno due euro..
Così i due, non trovando come passare il tempo, si misero a cercare qualcosa di economico, ad un tratto notarono nell’ombra, alle luci fioche del piazzale, una macchinetta illuminata in modo fluorescente, era una “slot machine” che richiedeva il prezzo di un euro solamente per partecipare al suo gioco elettronico.
Essa aveva una scritta sullo schermo, essa proponeva di fare un scommessa con la minima cifra di un euro, se i partecipanti avessero vinto avrebbero vinto duemila euro…
Elpidio e Cesare dissero: ”é poco… ma é sempre vincere qualcosa..i soldi fanno sempre comodo!” pensarono i due amici, e così decisero di giocare entrambi con quella slot-machine.
Ma dovete sapere che la scritta sullo schermo luminoso continuava ..ma usava questa volta un linguaggio straniero ed avvisava di una cosa.. ma di cosa avvisava?…non si capiva….”non importa abbiamo solo un euro, siamo obbligati dal poco denaro a giocare con questa macchina!” si dissero i due amici probabilmente ubriachi..e pensarono di inserire senza paura il loro gettone nella macchinetta..
Una voce metallica intanto ripeteva: “Or you win, or you will finish like prigionier in planet alone”
I due amici erano ancora ubriachi e non capivano… loro non capivano quel linguaggio straniero…. e così per noia decisero di giocare e accettarono il gioco..vedendo la scritta che illuminava di seguito il numero 2000 euro, essa lampeggiava, era quello il premio che li invitava a rischiare…e quindi rischiarono
Giocò per prima Elpidio…lo schermo miscelò la giocata, i numeri girarono, ma Elpidio non vinse.
Giocò poi Cesare lo schermo miscelò la giocata, i numeri girarono, ma non vinse nemmeno lui.
Entrambi persero un euro in quella macchina elettronica dalla voce metallica.
Intanto il tempo passò e l’ora diventò notte….la macchina all’improvviso si attivò diversamente e una voce metallica questa volta con una tonalità severa disse: “non avete vinto!..ci vediamo a casa vostra nel proseguire della notte!”
In quanto ubriaco, Elpidio non fece caso a questo ultimo messaggio..solo Cesare era un po’ spaventato di averlo sentito, lui presagiva qualcosa di magico.
I due amici tornarono ognuno alle loro rispettive case per andare a dormire…si misero ognuno nel proprio letto e spensero la luce.
Arrivarono le quattro di notte..ed Elpidio fu svegliato da strani rumori e presagi …infatti nel suo giardino di casa, Elpidio vide una luce fluorescente illuminare dall’alto tutto quanto..essa proveniva dal cielo…
Nel cielo buio infatti un astronave extraterrestre, stava sospesa sul giardino di casa ed era tutta un lampeggiare di luci e stranamente da essa stavano scendendo nel giardino due extraterrestri, essi si avvicinarono ad Elpidio mentre era ancora insonnolito, Elpidio vide nel suo giardino un extraterrestre che gli parlava in perfetto italiano:
“Lei terrestre ha fatto scommessa con noi….ricorda?…se lei perdeva la scommessa, avremmo portato il suo corpo su un lontano pianeta, per diventare forza lavoro ridotta in schiavitù, al comando del dittatore Burman..e ci risulta che lei ha perduto, caro umano eh! si” affermava l’extraterrestre.
“Su un lontano pianeta…a fare che?” rispose stupito l’assonnato Elpidio: ”io dovrei essere deportato su un lontano pianeta, come schiavo.. non ci credo di certo!” aggiunse Elpidio.
“No! Non voglio..ma che scherziamo!” disse Elpidio questa volta un po’ spaventato vedendo un atteggiamento serio negli occhi degli extraterrestri.
“Umano! Lei ha scommesso oppure no?..adesso deve accettare di pagare la scommessa poiché ha perso!” aggiunse l’extraterrestre.
“Non ha letto la scritta sulla macchinetta, mentre era con il suo amico al Luna Park ieri sera?” disse risoluto l’alieno.
“Ecco vede lassù..guardi lassù verso l’astronave, vede il suo amico Cesare nelle nostre mani, come nostro prigioniero…il tuo amico ha capito che è una cosa seria ..ed ha accettato di pagare!” disse l’alieno.
Elpidio credeva di sognare…guardò in alto e vide il collega Cesare tenuto fermo e legato con delle catene ai polsi dagli alieni..e cominciò a causa di quella vista a preoccuparsi…adesso capiva che non era un gioco quella scommessa..”essa era una cosa vera e seria…quella macchinetta al Luna Park era una trappola!”.
Capì di essere in serio pericolo, Elpidio doveva affidarsi a tutta la sua inventiva e improvvisazione, per fuggire da quella situazione terribile..
pensava preoccupato: “vivere in schiavitù e su un altro pianeta…da dove non tornerò mai più…una terribile sciagura sta per capitarmi!”.
“Ascolta extraterrestre o qualunque cosa sei!” disse Elpidio ad un tratto…”è vero che ho giocato alla slot-machine..ma la scritta che avvisava del rischio era in una lingua straniera..quindi per me incomprensibile…e dico che non vale per me!”
“Cosa dici umano? ..non vale per lei..cosa vuol dire che lei non é come gli altri..é forse lei un matto?” chiese l’extraterrestre.
Fu allora che Elpidio intuì una via di fuga e disse: “Si! Io mi dichiaro matto! e dico di non conoscere perfettamente nessun linguaggio straniero”.
“Il mio parere è di essere stato imbrogliato e per me è ancora tutto uno scherzo quello che sta capitando!”
“Dai! sei mascherato da marziano …dai! è tutto uno scherzo no!” rispose Elpidio rivolto allegramente all’uomo verde per far sembrare matto se stesso.
“Che scherzo! è una cosa seria questa, quindi lei è un umano senza onore, non si vuole di parola con noi!”….disse l’extra terrestre.
Mentre i due discutevano, fu così che intanto un altro extraterrestre si avvicinò a quello che sembrava il capo alieno e gli disse: “si! capo abbiamo saputo dal suo amico che il direttore che dà lavoro a questo umano e anche molti suoi colleghi lo ritengono matto, Elpidio è il suo nome e lo ritengono molti un matto, a questo umano danno lavoro solo per fare della carità, poiché in realtà non meriterebbe fiducia da nessuno..i terrestri lo pensano proprio matto le dico!”.
“Ah! è così…. deciderò per bene!” disse il capo degli alieni.
“ Umano!… di nome Elpidio!” (dovete sapere, cari lettori, che gli extraterrestri sanno tutto di tutti poichè sono telepatici nella mente), il capo degli extraterrestri quindi affermò:
:”Umano siccome ritieni matto te stesso, e mi sa che lo sei davero..non ci sarai di certo utile per i nostri progetti…forse non sei adatto come forza lavoro sul nostro pianeta… occorre per questo compito… gente sana di mente ed affidabile nel modo di reagire alle difficoltà..
Devi sapere che il lavoro a cui ti vorremo obbligare, consiste nel lavorare nelle miniere infuocate ..situate a centinaia di metri sotto il suolo di un pianeta lontano.. e devi usare con abilità macchine computerizzate ed elettroniche e abbiamo capito che tu umano, poiché ti ritieni matto, non sarai in grado di eseguire questo difficile lavoro usando la logica del computer..” disse il capo alieno.
“Infatti la scommessa con la macchina non può valere per tutti..essa si rivolgeva solo ai sani di mente, a persone ritenute valide nell’intelletto!” aggiunse l’altro alieno.
“Vedi il tuo amico Cesare, si vuole invece sano e integerrimo per continuare a stimarsi..e quindi per dimostrare questo… ha deciso di pagare la scommessa che ha perduto, e nell’Universo tutti lo sanno …se si sbaglia si paga! … quindi ci prendiamo prigioniero solo lui, Cesare in quanto ha perso..ed ora egli pagherà mettendo a nostra disposizione la sua intelligenza, ed invece a lei, povero umano infermo, rendiamo l’euro e quindi la sua scommessa con noi non è più valida!” disse il capo degli alieni.
Presa questa decisione…gli alieni salirono sulla loro astronave rapidamente, gli sportelli della astronave si chiusero..e l’astronave volò via, tra le nuvole della notte, portando lontano il suo carico di prigionieri umani, vittime della scommessa con gli alieni e della loro solerzia ai doveri, e quindi anche l’amico Cesare..
Fu così cari lettori, che Elpidio si salvò e restò sulla Terra, mentre Cesare finì invece rapito dagli extraterrestri per compiti che non ci riguardano e offendono di certo la libertà dell’essere vivo.
Di lui, povero Cesare, non si seppe più niente.
CAP. 2° – Ad Elpidio offrono il posto di Cesare
Qualche giorno dopo, Elpidio era tornato al suo lavoro di ufficio, tutto contento di averla fatta franca…l’organizzazione aziendale invece era tutta scombussolata poiché avevano tutti saputo della scomparsa di Cesare..erano ormai giorni che il dipendente Cesare non si faceva più vivo in azienda…fu avvisata la polizia, ma la polizia non sapeva come risolvere il caso, secondo la polizia quel tale Cesare forse a causa di una demenza improvvisa, si era allontanato di casa per vagare per la città..forse vagava per tutto il paese sconvolto nella mente e senza una meta precisa..forse aveva perso la memoria…sta di fatto che non aveva lasciato nessun messaggio per giustificare la sua strana sparizione.
Elpidio decise di non dire niente a nessuno di quel che sapeva per non passare per scemo, non gli avrebbero creduto.
Dopo un mese, Il direttore dell’azienda vedendo che uno dei suoi lavoratori era fuggito ai suoi doveri..fu obbligato a nominare capo ufficio al suo posto un altro e necessariamente suo malgrado, decise per quel tale Elpidio suo collaboratore, nominò capo proprio Elpidio…ma di certo in prova… poiché non si fidava tanto ancora di lui.
CAP. 3° – Liliana va a trovare Elpidio a casa sua
Passarono i giorni, ed una donna di nome Liliana, che si trovava in uno stato di tristezza grave, bussò alla casa di Elpidio e chiese ad Elpidio se sapeva dove fosse finito Cesare il suo compagno, in quanto Elpidio era conosciuto come un buon amico del convivente..ed era stato l’ultimo a vederlo oltre lei…
Durante quella notte infatti Cesare era rientrato dal Luna Park, ma dopo aver dormito qualche ora, Cesare era uscito in strada mentre lei dormiva e da quel momento non si era saputo più niente di lui……
Anche alla convinvente di Cesare, per non passare per scemo, Elpidio decise di non dire niente della verità imbarazzante che sapeva…”ma chi mi crederebbe, é meglio che mi sto zitto!” pensava Elpidio .
Vedendo poi quella donna piangere per la sua solitudine… Elpidio decise di aiutarla e si propose a lei come suo compagno di vita alternativo, un pò per consolarla, un po’ perché ella era una bella donna davvvero e lui era scapolo.
Liliana accettò volentieri la sua compagnia… perché Elpidio era un tipo allegro e simpatico..ed anche perché Elpidio aveva ora un incarico lavorativo veramente rispettabile… era infatti stato nominato capo ufficio come sostituto di Cesare lo scomparso…
Elpidio aveva ora un buon stipendio…fu così che Liliana si innamorò col tempo di Elpidio ed i due decisero di vivere felicemente insieme.
Accadde proprio così, come quella donna aveva finito per dimenticarsi dell’ingrato compagno fuggito da lei chissà con chi…anche l’intero mondo si dimenticò dell’integerrimo Cesare.
Pensate nemmeno la polizia riuscì più a trovare il suo corpo..Cesare era proprio sparito ed il caso di sparizione fu archiviato…
Il suo caso fu dichiarato senza soluzione e successivamente dimenticato…il commissario di polizia affermò: “molta gente scompare nel nulla..non è strano che sia capitato anche a quel tale Cesare!”..
CAP. 3° – Elpidio sposa Liliana
Elpidio che era un buon etero-sessuale, nonostante fosse un po’ un matto, ebbe fortuna anche nei sentimenti, ed ora che aveva un buon incarico lavorativo, era diventato anche un buon partito, potè così vivere felice con quella donna di nome Liliana e fu così che dopo qualche anno se la sposò…
CAP. 4° – Cosa capitò all’integerrimo Cesare?
Il suo amico Cesare ormai era finito su un lontano pianeta..nelle miniere infuocate di Pandor, un pianeta distante anni luce e governato dal dittatore Burman, mentre gli alieni lo sfruttavano come uno schiavo e lo incitavano a lavorare duramente, usando le loro macchine logiche e sofisticate, Cesare l’integerrimo, mentre faticava, diceva a se stesso:
” Sono contento di me stesso, poiché nessuno nell’Universo mi pensa matto, quindi a mio modo, anche se fatico tutto il giorno in questa miniera, sto dando ragione allo scopo della mia vita..che é: non passare per “matto”… vi prego ditemi che ho ragione!” diceva Cesare a tutti gli umani presenti resi schiavi dagli alieni, che loro malgrado condividevano il suo destino.
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Morale: dovete sapere che l’uomo è sicuramente meno di un angelo e quindi può dire che ha scherzato e può ammettere di aver sbagliato, se qualcuno lo obbligherà in seguito all’aver fatto promesse di obbedire a doveri non vantaggiosi per lui, un giudice onesto lo capirà a causa di queste attenuanti ed in questo modo riuscirà a sfuggire a conseguenze non adatte alla sua vera natura.
Molte volte l’individuo umano é ricattato ed obbligato a impegni poco onesti…impegni presi per un suo scherzare stupido, di cui un giorno di certo si pentirà..quindi é giusto che non abbiano valore certe promesse fatte all’individuo umano in certi momenti.
Chiunque si faccia arbitro della questione, Santo oppure Angelo, essendo consapevole di questa attenuante, di certo non darà importanza a quelle promesse estorte all’uomo con il ricatto..soprattutto se sarà vero che esse non sono causa di vera felicità per l’uomo…l’arbitro della questione riterrà giusto quindi che l’uomo che le ha commesse sia libero di abiurarle.
Fine
Autore: Egidio Zippone
(Milano, Marzo 2013)
Giudizio: interessante, originale
voto (da 5 a 10): 9
Favola: La scommessa (per adulti)ultima modifica: 2020-02-19T15:14:48+01:00da scrittore59

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