Favola: il gatto magico ed il bambino (per ragazzi)

INTRODUZIONE: un bambino che riceveva molti rimproveri, vuole insistentemente una vita molto spensierata per lui, ad esempio diventare un gatto, ma l’amore per sua madre lo farà tornare quello che era……

INIZIO 

 Favola: il gatto magico ed il bambino

C’era una volta una casa, in questa  casa l’arredamento era sufficiente ad adornare tre  locali e i servizi, era una casa carina.

Nella appartamento c’era un salotto abbellito con mobili in legno color marrone, ed anche un mobile rustico molto bello che ricordava una casa di montagna ed un bel divanetto …

Dovete sapere che in questa casa viveva un bel gatto di colore bianco, di un pelo bianco e morbido ed aveva anche un nome si chiamava Leo…lo avevano chiamato così perché era un felino…il gatto è un felino come specie..quindi quel nome che significa leone era ritenuto un nome giusto per un gatto.

Ma questo gatto bianco era anche un gatto speciale, era magico, era sufficiente accarezzarlo e pensare un desiderio che questo si avverava, ma nessuno dei suoi attuali padroni sapeva di questo suo potere…i suoi padroni pensavano che tutto in quella casa capitasse per caso.

Il gatto bianco appariva come un gatto normale, era molto vivace e sembrava intelligente a osservarlo..esso  faceva giochi e rotolava le pietrine sul pavimento prendendole in bocca e giocava con i gomitoli di lana srotolandoli qua e là.

“Che bello!” pensava il gatto,  era lui il guardiano del salotto, esso aveva libertà di stare in salotto e poteva osservare tutto esplorando i locali della casa, il gatto poteva curiosare in ogni angolo della casa e ricordare  tutto quello che capitava intorno…non era mai annoiato..era come se fosse lui lo spirito magico di quella casa.

Dovete sapere che nelle favole, in ogni casa che si rispetti, nella parte spirituale di esse, esiste un spirito guardiano, esso di solito ha la forma di un animale domestico, ma in realtà è costituito di energia ecto-plasmica di colore verde, oppure molte volte ha la forma di un omino verde, piccolo come un folletto, dovete sapere che in quella casa lo spirito guardiano aveva invece la forma di un gatto.

Lo spirito della casa serviva a ricordare ai veri padroni di casa i loro doveri nei riguardi di chi ci abitava…serviva anche a difenderla dagli spiriti disturbatori del sonno e della pace, oltre che a ricordare ai domestici, incaricati di mettere ordine, quali erano i necessari lavori casalinghi da fare per tenere la casa pulita.

Dovete sapere che per quella casa i veri proprietari, avevano assunto una cameriera a ore limitate..che tutti i venerdì giungeva nella loro casa, la puliva e la riassettava, facendo contenti i suoi datori di lavoro, dovete sapere che la cameriera che accudiva la casa era una vedova, ma ella non era sola al mondo, aveva anche un figlio di nome Fabio che andava alle scuole elementari poiché era ancora un bambino.

Un giorno siccome la scuola era chiusa per ordine del sindaco e quindi Fabio non ci poteva andare come di solito , la cameriera decise che il figlio avrebbe trascorso la giornata con lei e si portò quindi il figlio Fabio sul luogo di lavoro…..e cioè nella casa dove viveva il gatto bianco di nome Leo .

La casa era disabitata quando entrarono, e quindi oltre la cameriera e suo figlio, c’era solo il gatto bianco.

La cameriera disse al bambino che era suo figlio: “stai qui seduto nel salotto e fai il bravo, mentre io penso a riordinare le stanze”.

Quando il bambino vide il gatto bianco, ne fu molto contento, fu molto interessato nel vedere quanto il gatto vivesse bene e quanta pace c’era in quella casa, il bambino sorrise e desiderò di fare parte anche lui di quella pace.

Infatti il bambino, ogni tanto, tristemente si ricordava dei brutti voti e dei rimproveri dati a lui dagli insegnanti, quanti  rimproveri e quante sgridate aveva ricevuto, a volte ingiustamente, tutto ciò lo faceva soffrire e lo avviliva, soprattutto lo rattristava quello che dicevano i suoi parenti a causa dei suoi voti scolastici insufficienti nel trimestre…e per tutti questi motivi: il bambino non voleva più andare a scuola.

Dovete sapere quindi che il bambino vedendo il gatto così spensierato e così felice che pensava solo a giocare, provò invidia per lui, Fabio prese il gatto bianco sulle sue gambe e lo accarezzò, e mentre lo accarezzava pensò mentre era rilassato: “ come vorrei essere e diventare un vero gatto..magari proprio come questo gatto bianco qui!”

Fu allora che ebbe un pensiero svagato, espresse un desidero inconsciamente: diventare lui un gatto al posto del gatto bianco, vedeva quel gatto così tranquillo e solo questo desiderò per se stesso, in questo modo  il bambino non sarebbe andato più a scuola…non lo avrebbero più mandato a scuola perché era diventato un gatto…”chiaro il concetto mi pare!” pensò il bambino di nome Fabio mentre sognava di essere un vero gatto.

Dovete sapere che nel mondo delle favole, ogni tanto nasce un gatto con poteri magici, e il gatto bianco di nome Leo come già detto all’inizio, aveva dei poteri magici..il suo spirito di gatto magico sentì quel bambino così triste sperare di diventare un vero gatto e decise di accontentare la sua speranza..un po’ per curiosità, un po’ perché era vero che il bambino voleva una vita con meno responsabilità, più libera e con meno rimproveri, una vita più spensierata, così vedendo che non era un capriccio il suo, il gatto di nome Leo decise di aiutare quel bambino.

Il gatto bianco di nome Leo..come per magia, si ingigantì e divenne un bambino del tutto somigliante al figlio della cameriera..smise di essere a ginocchioni e si alzò sulle due gambe da bambino, mentre contemporaneamente  nella stanza una nube verde avvolgeva il vero bambino di nome Fabio e infatti egli in pochi secondi si rimpicciolì e diventò un vero gatto bianco..proprio un vero gatto…

Come si sentiva strano Fabio  mentre lo accarezzavano con le mani sulla schiena di pelo bianco e mentre lui alzava la coda e si incurvava a causa delle carezze e mentre lo prendevano in braccio e lo mettevano dolcemente nel suo lettino di gatto…e così dopo aver fatto questo, il gatto Leo invece diventò un bambino.

Quindi riassumiamo, il bambino di nome Fabio, trasformato in gatto di pelo bianco aveva  preso il posto del gatto Leo e restò quindi  a vivere in quella casa…e il gatto invece di nome Leo viceversa come già detto, diventò il figlio Fabio della cameriera….in quanto assomigliava proprio a lui..e aspettò che la madre finisse il suo lavorare.

La cameriera arrivò nella stanza e siccome non si era accorta di niente ed anche poiché aveva finito di riassettare la credenza in cucina, prese suo figlio per mano, che vi ricordo in realtà era il gatto  trasformato in bambino, e se ne tornò a casa sua con lui.

Passarono i giorni e il bambino era felice di vivere in quella casa in forma di gatto bianco e di giocare con le piante, camminare intorno ai mobili di legno ed ai soprammobili e alle anfore di ceramica…stando attento a non romperle, l’armonia di quella casa gli dava molta pace.

Diventato gatto ..il bambino potè assaggiare il mangiare che il padrone di casa gli dava nel piattino e notò che gli piaceva..era molto saporito e nutriente…quel cibo per gatti aveva un buon sapore..per forza era diventato un vero gatto.

Giorno dopo giorno, era felice ora il bambino, finalmente non doveva più studiare e nemmeno nessuno voleva che lui andasse a scuola…adesso era un  gatto domestico..con un lettino ed una casa tutta per lui…ed una padrona gentile che gli voleva bene.

Passarono i mesi e il bambino diventato gatto, continuò a giocare felice nella sua nuova casa…rincorrendo il gomitolo di lana e dormendo vicino al calorifero..della segreta magia.. nessuno si accorse di niente.

Dovete sapere che un giorno mentre la solita cameriera, come ogni venerdì, puliva e faceva i lavori domestici nell’altra stanza, quel giorno diversamente dagli altri giorni accadde che la cameriera lasciò la porta dell’entrata della casa aperta, distratta come era capitò questo, da quella porta furtivamente entrò un ladro con l’intenzione di rubare e  rubò di nascosto alla cameriera la scatola dei gioielli della sua padrona, che era in un cassetto posto nel salotto…il ladro vide il gatto bianco ma non se ne curò:” tanto è un  animale non ho da preoccuparmi!” pensò: “che problemi può causare un animale!”…il ladro quindi rubò dal cassetto i gioielli e se ne andò.

La cameriera non si accorse di nulla..rimise tutto in ordine come sempre ..e se tornò a casa sua chiudendo a chiave la porta di casa del suo datore di lavoro, ma il gatto bianco aveva visto tutto e ricordò tutto.

Quando la padrona tornò quella sera, vide che la scatola dei gioielli di famiglia era sparita..e pensò che la cameriera gli avesse rubati..poteva essere stata solo lei, la cameriera a rubare, pensò la padrona…solo lei poteva esser stata, era infatti l’unica estranea a frequentare la casa.

E così la padrona rivelò al marito severo e burbero i suoi sospetti, che si arrabbiò e telefonò alla cameriera ordinando di tornare subito nell’appartamento del datore di lavoro per dare spiegazioni.

La cameriera ignara, siccome era tardi e non poteva lasciarlo solo, portò con se anche il figlio Fabio..ella era pronta a difendersi dalle accuse, ’era di certo un equivoco…non era stata lei a rubare i gioielli della padrona.

“Sì cara moglie, la nostra cameriera, ci ha derubato di molti soldi..adesso chiamiamo la polizia.. se la cameriera non ci rende i gioielli rubati la facciamo arrestare dai gendarmi!” dissero i padroni di casa, in quanto erano molto arrabbiati, si sentivano presi in giro dalla serva.

La polizia arrivò e sentite le accuse fatte dai padroni, interrogò la cameriera… ma la cameriera affermava di essere innocente…

Il poliziotto ugualmente minacciò di arrestarla  perché la cameriera non aveva testimoni che la escludevano dai sospetti e la cameriera capì …era spaventata e si mise  a piangere….si mise su una sedia a sedere singhiozzando…faceva proprio pena, tutto era contro di lei.

Fu così che il gatto bianco sentendo piangere, si commosse, e si ricordò che una volta era lui il figlio della cameriera, si commosse e decise di tornare a essere un bravo bambino,  e pensò: “povera mia madre, solo io la posso aiutare, ma ora sono un gatto e non posso parlare, come posso fare ?” infatti il gatto era stato testimone vero  e sapeva chi era il ladro e lo poteva riconoscere…solo lui poteva salvare sua madre…ma ora aveva lo aspetto di gatto..che fare?

Desiderò quindi in modo deciso di tornare bambino, quindi chiese mentalmente allo spirito del gatto magico della casa  di cambiare il suo desiderio e così il vero gatto che era uno spirito buono, lo esaudì ancora, anche perché si era commosso anche lui per tutta la vicenda e per la povera cameriera piangente, e pensò:” rimettiamo tutto a regola come era prima!” come per magia il gatto tornò vero bambino e il finto bambino tornò vero gatto, come per magia sotto gli occhi stupiti di tutti quanti.

Tra la sorpresa di tutti i presenti, Fabio tornato bambino si vestì dei suoi vestiti..dopo che un gatto bianco era stato tolto da essi.

Tra la sorpresa di tutti i presenti il vero bambino fu visto vestirsi dei suoi abiti e il gatto vero con un salto finì tra le braccia della padrona che stava seduta su una sedia, per essere accarezzato da lei..tutto era tornato a posto.

I presenti furono dapprincipio stupiti, poi capendo che nelle favole tutto é possibile, non dissero niente e accettarono la situazione strana, ma di certo magica, quindi normale per una favola.

Il bambino tornò bambino e la cameriera riconobbe il suo vero figlio anche se ella era un po’ confusa, “ sono il figlio della cameriera e so chi è il ladro dei gioielli non è stata mia madre!” disse il bambino ai padroni.

Fu così che il bambino raccontò subito tutto al poliziotto, che era ancora stupito della magia vissuta, il bambino raccontò tutto quello che sapeva al poliziotto..e disse che poteva riconoscere il vero ladro..e che sua madre la cameriera… era quindi innocente.

Dovete sapere che il ladro, si scoprì in seguito, era il vicino di casa…un noto pregiudicato  e malvagio individuo…che abitava nello stesso condominio.

La polizia trovò subito il colpevole, a causa della testimonianza, il bambino lo riconobbe e il pregiudicato fu subito arrestato dalla polizia, soprattutto perché dopo un sopralluogo nella casa del sospetto ladro, furono trovati i gioielli denunciati, si! il ladro ingenuo aveva ancora nella sua casa la refurtiva in gioielli…. fu deciso quindi che la innocente cameriera fosse subito liberata dalle accuse ingiuste.

Fu così che tutto tornò come prima..e la cameriera potè riavere rispetto ed anche il suo vero figlio…diventato però più saggio a causa della esperienza magica vissuta.

Intanto la scuola era terminata e siccome il gatto Leo nei giorni passati aveva dovuto fare anche da studente al posto di quell’ignorante di Fabio,  lo stratagemma aveva causato buoni risultati al suo nome, il gatto si era dimostrato un  bravo studente, forse perché era magico, la mente del gatto trasformata in bambino era stata brava nel fare i compiti al posto di Fabio, forse perchè era un gatto proprio intelligente..tutto finì quindi per il meglio per il nostro Fabio.

Soprattutto perché il Fabio si ritrovò dei buoni voti alla fine dell’ultimo trimestre..buoni voti anche  in condotta, in quanto era un bambino che non disturbava la lezione chiacchierando con gli altri, infatti quando la insegnate diceva a tutti di restare in silenzio, egli diventava muto come un gatto …da lui neppure un grido…forse Fabio qualche miagolio sottotono lo faceva, ma solo nei momenti di nervosismo, ma nessuno in aula ci faceva caso…e quindi il bambino ebbe dei buoni voti alla fine del trimestre.

Inoltre Fabio si ritrovò con dei buoni voti in pagella anche in ginnastica, infatti nella ginnastica a corpo libero era diventato, a giudizio degli insegnanti, un vero campione, saltava sulla pedana e roteava nell’aria e tornava al terreno sempre sulle sue gambe, aveva quel bambino dimostrato un buon equilibrio ginnico, in questo modo grazie all’amicizia del gatto Leo, che contento di se perché aveva fatto in quel modo magico una buona azione aiutando quel bambino triste ad andare bene a scuola, grazie al gatto dicevo, il bambino di nome Fabio risultò per questi motivi promosso a fine anno.

Fu così che i personaggi di questa favola vissero tutti felici e contenti aspettando l’anno scolastico prossimo…sia il gatto bianco di nome Leo che il figlio della cameriera di nome Fabio, trascorsero felici la loro villeggiatura in una bellissima villa vicino al mare.

Morale: ognuno ha un suo ruolo nella vita, ma a volte vedendo i problemi da punti di vista differenti, si possono intuire delle soluzioni originali e più valide, ed i problemi non saranno più irrisolvibili come sembravano prima. Provate anche voi a vedere i vostri problemi dal punto di vista magico di un gatto domestico…chissà quante nuove idee avrete per il domani.

Fine

autore: Egidio Zippone (Milano Giugno 2012)

Giudizio: interessante, libero

voto: (da 5 a 10): 9

Favola: il gatto magico ed il bambino (per ragazzi)ultima modifica: 2017-04-10T05:57:41+02:00da scrittore59

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