Favola: il bar-panineria da Luciano (per ragazzi)

 (racconto di tipo verde)

INTRODUZIONE: la solita vita noiosa causa frustrazione a molti, come sarebbe bello però poter avere un aiuto disinteressato per i risolvere i nostri problemi, basterebbe uno specchio magico, ma sarà possibile?
INIZIO
Favola: Il bar-panineria da Luciano..
C’era una volta in un paese della Lombardia, il padrone di un bar-panineria, egli gestiva una paninoteca molto ordinata ed era sempre intento a guadagnare…sia di sabato che di domenica.
Egli dedicava molto del suo tempo al suo lavoro..ma spesso trascurava di conseguenza lo stare in famiglia. Luciano abitava in un palazzo di costruzione recente e signorile, in tre locali ben arredati e con tanto di portineria all’entrata dello stabile.
Ma un giorno la moglie di Luciano si lamentò della vita che conduceva in quella casa: “Caro marito sono stufa di pensarti sempre al bar-panineria a lavorare, ed io sempre in casa con i figli..sembra che i figli siano solo miei…tu non ci sei mai…giorno dopo giorno, sai che noia vivere così, sarebbe ora che ci prendiamo un po’ di ferie, non ti pare marito? Altrimenti mi verrà un esaurimento!”……
“Mia cara…” rispose Luciano.. “il bar è la nostra vita e poi ci sono i figli a cui badare per forza..è importante per la loro educazione…dai moglie, porta pazienza e sii obbediente ai tuoi doveri di madre”.
La moglie che si chiamava Ivana, si lamentava che non trovava abbastanza tempo per gestire con abilità tutti gli impegni della sua vita, ella voleva pensare un po’ anche a lei…al suo privato…una vita interamente dedicata solo ai figli non era per lei…non gli piaceva vietarsi le intenzioni turistiche e rinunciare alla curiosità di visitare il mondo.
Tanto fece, tanto disse, la moglie Ivana, che Luciano, così si chiamava il padrone del bar, decise di dare retta ai reclami di lei, e di promettere per il futuro un periodo di ferie, aveva ragione bisognava pensare anche alla salute della moglie Ivana, voleva che la moglie fosse contenta di lui, ma voleva anche che le sue responsabilità lavorative con il bar fossero appagate, anche gli amici dicevano che lui trascurava la salute della sua famiglia per il lavoro …ma come fare a esaudire le due cose insieme e con abilità?.
E così i due coniugi promisero che non appena avrebbero potuto, sarebbero andati in crociera ai Tropici..ma a chi dare in affidamento i figli e la gestione del bar?.
Il bar-panineria “da Luciano” era sempre pieno di clienti, era questa la loro gioia ed stranamente il loro problema, occorreva qualcuno che li sostituisse nel loro lavoro quotidiano…ma Luciano non si fidava di nessuno, poiché nessuno era simile a lui..
“Cosa diranno i clienti se noi chiudiamo il bar-panineria e che ne sarà della merce nella dispensa, essa diventerà scaduta… in quanto sarà resa invenduta per molto tempo!”
Passarono i giorni e Luciano da quel giorno dovette sopportare le lamentele della moglie ogni sera, finchè un giorno arrivò un telegramma che cambiò parecchie cose e che diceva così: “dovete sapere che vostro zio Valentino è deceduto in un incidente di macchina presto correte al suo funerale!” Luciano si ricordò che lo zio di Milano..era un noto avventuriero, era un discreto artista e nella vita aveva lavorato anche come prestigiatore, recitando la parte del mago di teatro in teatro…girando per il mondo….il telegramma diceva che era deceduto purtroppo..
Il notaio aveva trovato uno scritto autentico di qualche anno prima dello zio, dove egli diceva che lasciava in eredità al nipote Luciano il suo antico mobilio e gli ultimi denari che gli restavano nel conto corrente..
Luciano dopo il funerale andò a visitare la casa dove viveva lo zio e organizzò il trasloco, tra i mobili antichi, notò uno specchio da camera che lo incuriosì molto….
Sul retro dello specchio c’era infatti una scritta: “ guardati e contati..vedrai che adesso c’è uno in più… ed è simile a te!” e poi la scritta diceva altre cose, cosa volevano dire quelle parole? forse quello era uno specchio magico… forse esso era in grado di duplicare la persona che si rifletteva al suo interno…ciò era possibile, poiché lo zio era stato un mago e prestigiatore durante la sua vita…tutto questo incuriosì ulteriormente Luciano.
Luciano portò l’indomani lo specchio nella sua abitazione di residenza e lo mise in una camera…e vendette poi gli altri mobili ad un antiquario..e con il poco denaro che ne ricavò comperò un regalo per sua moglie.
Tornando allo specchio, Luciano aveva intuito la magia di quello oggetto magico, lo specchio dello zio era infatti lo “specchio della duplicazione”, esso aveva il potere di duplicare usando delle particolari parole magiche chi si rifletteva nello specchio, il mobile che lo conteneva era alto due metri e largo un metro, le parole magiche erano scritte sul retro..lo specchio aveva il potere di creare una copia viva di chi voleva duplicarsi e solo di lui..leggendo le istruzioni sul retro dello specchio ciò era possibile a causa di una magia..
Luciano capì ogni cosa ..e così i due coniugi aspettarono quindi la mezzanotte per sperimentare la magia.
La mezzanotte arrivò, a mezzanotte in punto Luciano in presenza di sua moglie, decise di mettersi davanti a quello specchio, si mise per primo proprio davanti, prima mostrò allo specchio il davanti del corpo, poi il lato destro, poi il lato sinistro, e poi si mostrò di schiena, in quanto marito coraggioso, non ebbe timore a farlo e poi Luciano formulò le parole magiche che aveva letto in precedenza sul retro dello specchio:
specchio specchio di un’altra dimensione
esegui presto la mia duplicazione
fai di me una copia e che sia obbediente
che sia essa precisa e che sia intelligente
la magia tutto il tempo durerà
finché la copia un giorno, la parete dello specchio bacerà!
e cosa accadde nella stanza?
L’immagine dello specchio, che era proprio uguale a Luciano diventò all’improvvisa viva all’interno dello specchio e con un lampo uscì dallo specchio e disse sorprendendo i presenti “ai vostri ordini padrone!” rivolgendosi a chi aveva proferito le parole magiche.
“Stupendo!” affermò Luciano nel vederla, essa era proprio vestita come lui ed era viva e parlava come lui, era proprio somigliante.
“Presto moglie: fai anche tu… la tua copia virtuale…presto moglie mettiti davanti allo specchio… fai come ho fatto io!”. disse Luciano.
Non appena la moglie si mise davanti allo specchio facendo riflettere la sua immagine, ella ripeté le parole magiche:
specchio specchio di un’altra dimensione
esegui presto la mia duplicazione
fai di me una copia e che sia obbediente
che sia essa precisa e che sia intelligente
la magia tutto il tempo durerà
finché la copia un giorno, la parete dello specchio bacerà!
ecco un lampo..e dallo specchio uscì una copia uguale alle sembianze della moglie che si era appena riflessa.
“Ai vostri ordini padrona!” disse la copia ..era proprio uguale alla moglie Ivana ..ora Luciano aveva due mogli e sua moglie Ivana aveva due mariti…e le loro copie sembravano capire tutto quello che gli si diceva.
Luciano capì subito la situazione e con opportunismo, ricordando i problemi causati dal suo impegnativo lavoro, decise per bene e si rivolse ai duplicati dicendo:
“care copie..voi siete i nostri duplicati..a voi ordiniamo di sostituirci nei nostri compiti lavorativi e di eseguire il compito di tutori dei nostri figli, e vi ricordo che dovete essere a noi obbedienti!”.
“Obbediamo! siete voi i nostri padroni e vi obbediamo in tutto!” risposero le copie..erano proprio uguali a quelli veri..e capivano ed intuivano quello che gli ordinavano..nessuno si sarebbe accorto del trucco.
A quelle copie Luciano e sua moglie diedero l’incarico di governare la loro famiglia ed il loro bar-panineria…le copie dovevano fingersi proprio quelli veri durante la loro assenza
Eh si! Alle loro copie, Luciano e sua moglie, diedero il compito di gestire anche i clienti e i rapporti sociali con gli amici…le copie dovevano imitare e fingersi loro, proprio come se fossero quelli veri.
E così Luciano e sua moglie decentrate le responsabilità domestiche…poterono partire in ferie insieme..in una crociera, non di un mese..ma di ben due mesi… da trascorrere sulle spiagge del Brasile, in albergo serviti e riveriti, felici e contenti..e poi nel mare calmo dei Caraibi e sotto il bel sole dei Tropici…avevano intenzione di girare il mondo, svagandosi nel contemplarlo, pensando solo a godersi la vita spendendo i soldi guadagnati con il loro onesto lavoro.
Fu così che i due coniugi poterono dedicarsi ad un periodo prolungato di ferie di nascosto a tutti quanti ..proprio così..ferie segrete ma in piena libertà….mentre le loro copie virtuali badavano intanto al bar-panineria ed ai loro due figli.
I coniugi veri erano in ferie, mentre le loro copie virtuali restarono invece in Italia, gestendo il lavoro ed i doveri famigliari al posto loro.
Passarono i giorni e tutto sembrava andare per il meglio per le intenzioni furbe di Luciano.
Però tutti sanno che non essendo le copie, corpi originali, qualche errore e qualche guaio di certo lo combinano.
Infatti dopo aver trascorso e provato quasi per due settimane la vita da copia di un altro e aver dimostrato un comportamento valido ed esemplare per qualche settimana, all’improvviso cominciarono i problemi, anche la copia di Ivana cominciò a lamentarsi della vita noiosa che conduceva, proprio come aveva fatto l’originale, questo perché era proprio identica in tutto alla vera Ivana..quindi la copia del vero Luciano cominciò ad avere delle incomprensioni verso di lei…e quindi le due copie si stufarono di stare insieme…e per questo spesso litigavano.
Dapprincipio pensarono di usare la magia dello specchio anche loro, ma la copia virtuale non aveva il potere di duplicarsi, lo specchio magico non funzionava con loro, poiché lo specchio dava questo potere solo a chi era originale e vero….di conseguenza senza la speranza di aiuto dello specchio, questa volta essi litigarono aspramente…perché ciò che è identico nelle sembianze… non sempre è identico nello spirito.
Quindi annoiati l’uno dell’altro e non potendo anche loro utilizzare lo espediente dello specchio deciso dagli originali, i due finti coniugi si demotivarono, diventarono negligenti nel compiere l’incarico avuto e litigarono con tutti..soprattutto con i clienti del bar-panineria e litigarono anche con i veri amici…
Infatti la copia di Luciano si comportò in modo sgarbato nel bar mentre serviva dei affezionati clienti, alcuni clienti abituali ed influenti furono offesi dal barista. ..
I clienti promisero che non sarebbero tornati mai più in quel bar..alla copia di Luciano non importò…e così si udì stranamente un barista mandare a quel paese i suoi clienti… e nel paese cominciò a girare la voce che il barman Luciano era impazzito..faceva dispetti ai clienti e trattava male chi si serviva del suo bar-paninoteca.
Intanto in casa, la copia di Ivana si annoiava a fare da madre a degli sconosciuti, infatti non erano veramente figli suoi quei due ragazzi brontoloni e capricciosi …e così ella più volte picchiava i due ragazzi e si rifiutava di cucinare la cena ed il pranzo per loro….i due figli delusi e spaventati..poiché pensavano che i loro genitori non li volessero più bene..decisero e si organizzarono per scappare via di casa.
La copia di Luciano litigò inoltre con i suoi amici per motivi di denaro in prestito…gli amici lo vedevano strano e si erano rifiutati quindi di prestargli dei soldi.
Dovete sapere che la copia di Ivana e Luciano volevano partire anche loro per le ferie..ma ognuno per conto proprio..perché si erano stufati di restare in città, ma avevano bisogno di denaro per farlo..ma non ne avevano abbastanza…praticamente tutta l’organizzazione sia della casa che del bar era nel caos…le copie proprio come i loro originali, si erano stufati di quella vita e anche loro avevano pensato di scappare lontano..ma non avevano abbastanza denaro… come fare?.
Nonostante queste difficoltà, il tempo in città passò ugualmente ed un giorno tornarono dalle ferie i veri Luciano e Ivana..questi trovarono in paese una vera situazione catastrofica che li riguardava.
Tra situazioni ambigue in famiglia e litigi continui con i concittadini, sul lavoro a causa del modo con cui era stato gestito il bar-panineria, Luciano ormai era pensato matto, per i modi maleducati con cui aveva trattato i clienti.. il guadagno che il vero Luciano trovò nelle casse del bar era considerato scarso a causa dei pochi affari.
Tornati a casa il vero Luciano e la vera Ivana decisero di risolvere il problema causato dalle loro copie indisciplinate.
Le persone vere e le loro copie magiche a causa di questa situazione litigarono e per di più si facevano dispetti rincorrendosi per casa, il portinaio del palazzo sentendoli litigare, volle intervenire per aiutare, ma vedendo due persone identiche bisticciare nell’atrio dello stabile, credendo di vederci doppio, fu preso da una forte crisi, ritenne se stesso esaurito per le allucinazioni avute, e chiese all’ospedale di ricoverarlo in quanto secondo lui era veramente malato ed esaurito forse per colpa del suo bere troppo vino.
“Bisogna al più presto far tornare tutto come era prima, facendo rientrare le copie magiche di noi nello specchio magico da cui ne sono uscite” affermò il vero Luciano.
I due coniugi capirono che l’espediente di farsi sostituire da copie magiche, non aveva dato i risultati desiderati..le copie erano infatti identiche anche nelle lacune e nelle insoddisfazioni, anzi erano peggio di quelli veri..
Ma c’era un problema, le copie protestavano… volevano restare vive in questo mondo..semplicemente volevano andare in ferie anche loro..e volevano per farlo anche in prestito del denaro dal vero Luciano..che però non aveva denaro…in quanto tutto era stato gia speso per il viaggio recente.
Altro parapiglia e discussione per tutta la casa tra i quattro protagonisti…divisi in originali e copie..tutti a litigare ed a confrontarsi.
Fu così che Luciano si ricordò che era tutta colpa di una magia e che la magia aveva delle regole da rispettare, le copie dovevano essere obbedienti ad essa per forza ..fu così che comandarono ad obbedire alle frasi magiche le loro copie ribelli in nome delle regole della magia dello specchio..ed ordinarono le copie a rientrare nello specchio..le copie dovettero obbedire al sortilegio che le comandava, poiché rischiavano di stare male fisicamente se non obbedivano….esse quindi furono costrette a baciare lo specchio e lo specchio a causa del bacio sul vetro e del rispetto della formula magica dichiarata ..lo specchio dicevo, riassorbì le copie una ad una..riportandole in un altra dimensione creata nello spazio dello specchio dalla magia, proprio da dove erano uscite.
Sparite le copie..ora i due coniugi dovevano rimettere tutto a posto e riconciliare l’ambiente famigliare e lavorativo.
Il bar-paninoteca era chiuso e la casella-postale che li riguardava era piena di reclami ..i figli non si trovavano in casa da qualche giorno erano spariti..e gli amici facevano capire che Ivana e Luciano erano considerati impazziti da loro ed al parere di tutto quanto il paese…quindi non li volevano frequentare ed aiutare più.
La vera Ivana andò quindi alla polizia per chieder loro di ricercare i suoi figli fuggiti di casa…era la loro vera madre…quindi era disperata.
Il vero Luciano per fare pace con i clienti del bar promise in regalo, omaggi di prosciutto e formaggio e rinfresco gratuito per tutti, a scopo pubblicitario, ed invitò gratis nel suo bar-paninoteca tutto il paese…soprattutto le famiglie più influenti del paese ….scusandosi con loro con una lettera gentile piena di buoni propositi.
I due coniugi inoltre invitarono a cena in casa loro, i loro amici..e si scusarono anche con essi per le stranezze causate, dicendo che loro Ivana e Luciano stavano attraversando un periodo di esaurimento e crisi matrimoniale…e li convinsero ad avere pazienza…gli amici vedendoli pentiti, li perdonarono dei disguidi che avevano subito…situazioni molto imbarazzanti..” voi non potete immaginare…la confusione di questi giorni!” affermò Ivana.
Raccontare la verità? Luciano ed Ivana pensarono che nessuno avrebbe creduto alla vera versione dei fatti..erano già pensati sufficiente strani e così non raccontarono mai niente a nessuno dello specchio magico che avevano…non volevano rischiare di passare per scemi.
Il giorno dopo la polizia riportò a casa i loro figli..essi erano stati rintracciati alla stazione, mentre erano pronti a partire con un treno per Asterdam verso l’Olanda…la polizia li aveva presi in tempo…che fortuna per Ivana e Luciano..ritrovare i figli scomparsi fu una vera gioia.
Nemmeno ai due figli, i veri Luciano ed Ivana raccontarono il segreto..invece con le buone e promettendo regali e tante carezze..riuscirono in famiglia a far tornare la pace…ed a riconquistare l’amore dei due figli.
Tutto tornò in quella casa e nel paese come era prima…
Solo che ora, Ivana e Luciano si amavano più di prima poiché avevano capito quanto fosse importante capirsi e rimanere uniti…si erano resi conto finalmente cosa rischiavano e cosa si sarebbero persi se si fossero lasciati, il loro sicuro amarsi…i loro bei ricordi da fidanzati…tante certezze sincere…che non andavano dimenticate..queste cose li rendevano originali e unici.
Da quel giorno Luciano promise di non dedicare tutto il suo tempo al lavoro ed assunse così un aiutante serio..un aiuto-barman per preparare i panini… e decise che ogni tanto il bar sarebbe restato chiuso anche di sabato e di domenica, decisero che il lavoro ed il guadagnare non dovevano essere tutto nella vita.
Doveva pensare a rendere allegra sua moglie Ivana..e pensare ogni tanto al loro matrimonio e alla gioia del vivere in famiglia…doveva pensare alla educazione dei suoi figli.
I loro ragazzi capirono…che anche i grandi hanno momenti di malattia e di esaurimento…i due figli infatti non sospettarono mai niente..anche a loro quel periodo di magia fu tenuto nascosto.
Poi un bel giorno in casa suonò il campanello..Luciano andò ad aprire..e chi era? Pensate un po’ chi era?…..volete saperlo?…era lo zio di Luciano, egli era vivo e vegeto, si! lo zio Valentino era vivo… e lo zio disse al nipote:
“ Luciano tu mi devi aiutare…sono tornato da un lungo viaggio…io non sono morto come puoi ben vedere ora..quello che è morto in un incidente, era la mia copia magica..ora tutti mi credono morto ed ho quindi dei problemi!”..
“Aah! è così zio..anche tu zio Valentino.. hai usato lo specchio magico? Ora è tutto chiaro..capito!” rispose il nipote Luciano.
E così Luciano ospitò da quel giorno lo zio Valentino nella sua casa, poiché lo zio non sapeva più dove andare, risultava morto per tutti infatti..invece avrete inteso, era morta in un incidente di auto solo la sua copia magica..la copia dello specchio…che lo zio aveva realizzato tempo prima, per darsi libertà nell’aver più tempo libero con le donne di ogni città…probabilmente lo zio aveva infatti più relazioni sentimentali da gestire..ed aveva usato la magia dello specchio per risolvere le difficoltà di una doppia relazione..
E così in quei giorni lo zio rispondendo alle curiosità di Luciano rivelò il segreto e disse dove aveva trovato lo specchio magico.
Dovete sapere che lo zio di Luciano, durante un suo viaggio all’estero, aveva vinto ad un gioco di società indiano, lo specchio magico, molti anni prima durante un suo viaggio in India, aveva vinto una scommessa con un santone asiatico appartenente ad una setta di negromanti di Nairobi, aveva vinto al gioco quello specchio magico, il santone aveva per sua fortuna il vizio del gioco d’azzardo, e lo zio di Luciano aveva vinto la scommessa e lo zio decise dopo averne capito i poteri, di usare lo specchio magico per scopi di svago e di piacere..inoltre molto spesso lo zio usava quello specchio nel suo lavoro di prestigiatore e di mago..il suo spettacolo di magia era pieno di trucchi e le comparse che apparivano e sparivano, facevano guadagnare molto denaro.
Dovete sapere che ogni tanto Luciano pensava scherzando con se stesso , ma era solo un sospetto il suo, che sua moglie non fosse quella vera e che quella vera, fosse invece finita nello specchio a causa di un funzionamento anomalo della magia..ma forse si sbagliava …forse era un timore infondato..bah!
Luciano aveva anche dei dubbi sullo zio Valentino, che forse il corpo che viveva nella sua casa e che gli aveva chiesto aiuto, forse non era il vero zio, ma una copia magica di lui, per dover sopportare tali dubbi, Luciano si diede ugualmente una ragione valida e pensò:
“…in ogni caso la realtà vera, obbliga a dei doveri seri queste due vite..quindi io Luciano decido di fidarmi di loro necessarriamente..e decido in ogni caso di considare come veri originali questi due.”
Ma per ogni sicurezza, Luciano decise che lo specchio fosse ben imballato e ricoperto da lenzuoli, e messo in una soffitta e fosse impedito a tutti di avvicinarsi e per questo chiusero a chiave per bene la porta della soffitta ai loro ragazzi.
Morale: meglio adempiere di persona ai propri doveri senza incaricare altri..poiché se le cose non riescono come dovrebbero, la colpa sarà ugualmente ancora nostra e non di chi abbiamo chiesto aiuto…anche se egli è simile a noi nei modi, egli sarà ugualmente innocente ai fatti, poichè siamo stati noi che lo abbiamo istruito e scelto per i nostri obiettivi lavorativi……
Dovete sapere che solo la originalità e l’unicità rappresentano e sono padrone delle vere capacità di un individuo.
Siate quindi veri e spontanei e amici sinceri nel comportarsi con il vostro prossimo.
Fine
Autore: Egidio Zippone (Milano, Giugno 2012)
giudizio: originale, divertente
voto: (da 5 a 10): 9

Favola: il bar-panineria da Luciano (per ragazzi)ultima modifica: 2019-11-30T14:38:34+01:00da scrittore59

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