Favola: il marinaio e la sirena (per ragazzi)

INTRODUZIONE: Un marinaio poichè era povero, desiderava diventare ricco e così si arruolò nei pirati…sarà una amorevole sirena a salvarlo..
INIZIO
Favola: il marinaio e la sirenaPersonaggi

Portun: marinaio francese ambizioso

Sondie: la sirena dai poteri magici

Capitan Trecorni: pirata eroe ex nobile e giudicato un ribelle dal re Luigi XVI

Pier la Fonde: medico dei pirati

I pirati: corsari ladri ma coraggiosi

Il re del mare: magico protettore delle creature del mare e dei pirati

Periodo storico : Anno 1765 d.c.

ambientazione: siamo in Europa sulla costa della Francia meridionale..zona di mare a nord del mediterraneo centrale situato tra la Corsica, la Sardegna e la costa francese

Nascita e vita di Portun

C’era una volta un povero marinaio di nome Portun..

egli viveva della sua pesca e abitava in una baracca ombreggiata da un platano sulla riva del mare e si nutriva di pesce e acqua ed era quindi molto povero.

Portun viveva con il padre anziano…la madre lo aveva messo al mondo ed era poi fuggita con un altro dopo la sua nascita in quanto non sopportava la povertà a cui era costretta e di lei non si seppe più niente.. si diceva che fosse scappata con l’amante in una delle tante colonie francesi del Sud-Africa.

Portun e suo padre vivevano della pesca e dei guadagni della vendita del pesce pescato, esso era venduto al mercato del paese più vicino..e con il poco ricavato essi pensavano a soddisfare le loro necessità.

Morte del padre

Correva l’anno 1765 e Nizza era una piccolo villaggio sulla costa meridionale francese.

In un inverno freddo e gelido il padre di Portun si ammalò di polmonite e morì nel suo letto..

Portun a quel tempo aveva 20 anni e restò quindi da solo…ma ereditò la baracca e la barca del padre per andare a pesca.

Portun va a pesca

Un mattino come tutti i giorni Portun si guadagnava da vivere, in quel mare blù che le leggende dei marinai descrivevano abitato da creature magiche e strani fantasmi, mentre Portun era in mare con la sua povera barca egli sperava che un giorno pescasse così tanto pesce ma così tanto da arricchirsi in un attimo.

Era la ora sesta di mattina, il sole era appena sorto dal mare e si vedeva all’orizzonte il suo disco dorato illuminare da vicino l’acqua del mare azzurro.

Portun marinaio e pescatore..con la sua barca a vela..ricordo del padre defunto…si trovava come detto anche quel giorno al largo per lavorare. Si portò come sempre nella zona del mare dove aveva messo in acqua le sue reti e decise che era ora di ritirarle..bisognava issarle nella barca con fatica e scegliere il pesce che trovava nelle reti.

Aveva bisogno di denaro per comperarsi abiti e cibo e sperava anche con questa giornata di lavoro di guadagnare bene.

Raggiunse spinto dai venti di occidente la zona segnata dalle boe galleggianti…ammainò la vela e cominciò a ripescare le lunghe reti aiutandosi con un vecchio argano cigolante.

Era contento quel giorno vedendo i molti pesci catturati dalla rete..e con fatica continuò il suo ritirare le reti in barca e mentre era intento a dividere il pesce buono da quello non buono si accorse di una cosa: il marinaio Portun avvertì che nella rete c’era un peso.. “nella rete ci deve essere un grosso pesce!” pensò il marinaio.

Il mare era calmo ma ugualmente leggere onde muovevano il suo bel colore blù scuro intorno alla barca.

Non lo vedeva ancora quel grosso pesce..ma agendo sull’argano con fatica continuava a tirare a se le reti in barca sempre di più…e cosa vide..esclamò:”Ma per tutti i pesci..cosa è sta cosa?” vide meglio e disse: “Ma è un bambino!” affermò con sorpresa il marinaio con un po’ di stupore..poi guardando meglio la creatura che si dibatteva nelle rete..”Ma é un bambino con la coda di pesce!”..in quell’attimo una voce femminile lo chiamò dalle onde: “Marinaio..buon marinaio..ti prego ascolta..quel bambino che vedi é mio fratello..ti prego lascialo libero dalle reti..”

”Chi è che mi parla?” disse Portun dalla barca e finalmente la vide:” era una sirena..”Per tutti i mari.. una vera sirena” disse stupito il marinaio.

“Marinaio..buon marinaio ti prego..lascialo libero..lascialo andare..egli è mio fratello..è finito nella tua rete per sbaglio.” Diceva la sirena con voce femminile ed era triste per la sorte del bambino-pesce.
Fu allora che Portun cominciò a vederci chiaro..aveva pescato con le sue reti un piccolo di sirena..un bambino-pesce…se ne rese conto e affermò pieno di avidità:

“Fossi matto! non lo libero..con tuo fratello farò soldi a palate in paese..” disse provando cupidigia “lo venderò al mercato agli scienziati del museo nazionale.. non lo libero di certo “e continuò a issare la rete in barca per catturarlo….intanto il piccolo di sirena piangeva in quanto prigioniero della rete”.

“Ti prego marinaio!” disse ancora la sirena avvicinandosi alla barca nuotando..”se lo libererai..prometto che esaudirò tre tuoi desideri..te lo prometto… sai che io sono una creatura magica…le sirene possono esaudire i desideri degli umani.”

Portun si fermò incuriosito nel suo issare le reti.. ma poi rispose..”no! non credo che tu sia capace di tali magie.”

“Ti prego marinaio è l’unico fratello che ho…liberalo e vedrai che diventerai ricco ugualmente ma con il mio aiuto..” disse ancora la sirena dai capelli biondi.

“Tre desideri!..ma son tanti..e tu li esaudisci” disse Portun…”e poi chissà non è certo che in paese guadagnerò così tanto denaro da questa scoperta scientifica..il guadagno dipenderà dalla bontà degli studiosi..meglio che ci penso eh!” disse a se stesso…poi rivolto alla sirena aggiunse:

“Allora sirena hai detto…tre desideri in cambio della libertà a questo bambino-pesce..eh sia! Ma sappi che se non manterrai la promessa mi arrabbierò molto.” Concluse il marinaio.

Portun un po’ per cupidigia un po’ perché impietosito dal pianto del bambino..prese la rete e la capovolse in modo che il bambino-pesce potesse cadere in mare..infatti il bambino non appena si rese conto di essere libero, si mise a nuotare velocemente lontano dalla barca e scomparve tra i flutti del mare blù.

“Attenta sirena..io l’ho liberato tuo fratello ora tu devi mantenere la tua promessa.” Urlò Portun dalla barca.

“Sì! la manterrò la mia promessa… parola di sirena!”…disse Sondie era questo il suo nome…era una creatura mezza donna e mezzo pesce…dai capelli biondi..ella si avvicinò alla barca e aggiunse:” marinaio dimmi il tuo primo desiderio!.”

“Sirena..io sono povero..voglio quindi un casa bella e grande con tutte le comodità e del denaro per mantenerla..voglio una villa al posto della mia solita e brutta baracca… ecco!.” Disse il marinaio Portun pieno di speranza..

“Va bene marinaio sei esaudito!…torna a riva e vedrai che ciò che hai desiderato è diventato vero!” disse la sirena allontanandosi e nuotando lontano….immergendosi nel mare azzurro.

“Sappi Sirena che io tornerò..hai capito…non credere di fare la furba..tornerò a cercati..i desideri sono tre…me lo ricorderò bene!” gli rispose Portun sciogliendo dai loro legami le vele al vento.

“Ti aspetterò in questo stesso luogo!” rispose una voce femminile ormai lontana..che poi svanì tra le onde.

Portun ancora stupito..pensava di essere stato fortunato e intanto muoveva il timone della barca per tornare a riva…”non mi crederà nessuno ho incontrato una sirena e parla con voce di donna”!

Il marinaio subito si apprestò a raggiungere la riva…era curioso di sapere se tutto era vero…”chissà cosa troverò?”.

Portun raggiunse la riva e infatti si stupì..al posto della vecchia baracca lasciata a lui da suo padre..c’era ora una bella e grande villa proprio sul mare..

L’ombroso platano era sempre li, ma al suo fianco invece della solita baracca di legno c’era ora una villa bellissima…proprio come desiderava lui.

Si avvicinò al molo e buttò l’ancora…scese dalla barca e subito corse verso la villa…la sua villa…”finalmente ne ho una!” affermò il marinaio.

Portun aprì la porta ed entrò nella villa..all’interno tutto era arredato di un gusto a lui gradevole..tutto gli ricordava quelle case che piacevano ai nobili del paese vicino..ampie pulite, adornate con molti quadri e divani in salotto… tende di velluto rosso alle finestre, proprio come consigliavano gli architetti ai ricchi nobili..si ricordò di aver visto queste cose in un disegno dell’epoca sui muri dell’osteria.

Portun entrò nel salotto e si buttò con gli stivali ai piedi sul divano di velluto..prese dei sigari dal comodino di fianco e ne accese uno..e affermò: ”Grazie! sei proprio una sirena e sei davvero magica!” pensando a quella creatura del mare..e mentre si fumava un sigaro…pensò che nessuno gliela avrebbe tolta questa casa…usci sulla veranda della villa e guardò verso il mare dalla sua sedia a dondolo posizionata sul terrazzino..quel mare gli sembrava più bello…e disse accarezzando le colonne di marmo che sorreggevano la terrazza..”il mare è stato un grande amico mi ha fatto incontrare una creatura magica..che ora mi aiuterà esaudendo ben tre miei desideri.”

Il secondo desiderio di Portun

Passarono i mesi e Portun viveva nella sua nuova casa..era ampia luminosa con tutti i confort.

Ma Portun doveva pur mangiare e quindi occorreva risolvere un altro problema ..occorreva una compagna di vita che lo accudisse.

Aveva trovato un forziere nella villa con molte monete di oro…” serviranno a pagare le spese di mantenimento dell’abitazione” disse il marinaio nel trovarle.

Aveva tutto.. ma si sentiva solo in quella bella villa..occorreva una donna per compagnia…eh si! occorreva una moglie che avrebbe accudito la casa e cucinato.

Si ricordò della sirena e decise di formulare ad essa il secondo desiderio.

Prese la barca e andò in mezzo al mare nello stesso luogo dell’incontro fortunato di mesi prima e urlò alle onde:

“Sirena.. sirena dove sei?..ricorda devi essere di parola” diceva il marinaio alle onde del mare.

Dopo pochi minuti si udì una voce dal mare:
”Qual’è il tuo secondo desiderio” disse una voce femminile dal mare.

Intanto le onde azzurre muovevano la barca da ogni parte.

“Il secondo mio desiderio è di avere tutta per me una bellissima donna..ella sarà innamorata di me..e sarà mia come una moglie..una donna che somiglia a te cara sirena” disse il marinaio.

Ci fu un po’ di silenzio poi una voce disse:”Cala la rete in mare e issami sulla tua barca per te diventerò una donna vera e sarò tua moglie” disse la creatura magica.

Il marinaio fece come gli era stato detto e la sirena fu issata a bordo ed ecco la magia pronosticata …ella si trasformò in una donna mantenendo la bellezza delle sue sembianze..la sirena diventò una donna vera e diventò la compagna di vita di Portun.

I due si baciarono in segno di matrimonio e in questo modo la sirena Sondie esaudì il desiderio del marinaio dicendo che era di lui innamorata.

Portun portò la sua donna tenendola tra le sue forti braccia all’interno della villa e insieme vissero come marito e moglie in quella splendida casa in riva al mare.

Il tempo passava e il marinaio Portun diceva di essere un uomo felice..aveva tutto ciò che può desiderare un uomo…una bella casa e l’amore di una bella donna..si sentiva anche ricco.

Il terzo desiderio di Portun
Portun diceva a se stesso..é molti anni che sono felice con questa donna..ma qualcosa mi manca..la felicità raggiunta non mi basta mai…voglio più gioia dalla vita.. non mi basta mai …ed era vero Portun era avido e ambizioso proprio per sua natura.

“Ma cosa mi manca?”…. “si! mi manca il potere…voglio il potere sul mare e sul mondo” disse il marinaio all’improvviso reso ambizioso dalla possibilità di ottenere quello che voleva.

Si ricordò infatti che aveva un terzo desiderio da farsi esaudire e chiamò la moglie che vi ricordo era la sirena Sondie.

La avvicinò e gli disse: “moglie! Per mezzo dei tuoi poteri magici..voglio e chiedo di poter comandare l’intero mare e tutte le sirene ed tutte le creature del mare…io voglio che essi diventino tutti miei servi..io voglio il potere!” disse il marinaio ormai pieno di cupidigia.” È questo il mio terzo desiderio e tu sirena devi essere di parola e mantenere la tua promessa”.

La sirena si rattristò vedendo il marito in preda alla pazzia dell’ambizione e pensò:”mio padre il Re del mare non lo permetterà mai che io realizzi questo tuo desiderio”…ella era combattuta dall’amore per il marinaio e il rispetto per suo padre..nel conflitto la donna provò dolore e si mise a piangere.

Fu così che le lacrime della donna-sirena chiamarono a quella spiaggia il Re dei mari che apparve sulla riva e decise di porre fine al sogno di quel marinaio avido.

Vestito di bianche vesti con una corona di oro sulla testa e un tridente nel braccio sinistro..il Re dei mari decise:” punirò quell’avido marinaio” con un gesto delle mani e del suo tridente..comando la villa a tornare come prima e cioè a tornare una vecchia baracca, poi rivolto alla donna gli disse:” torna in forma di sirena e torna nel tuo mondo perché questo marinaio non ti merita”.

Il Re dei mari era molto irritato con Portun..il mare per dimostrarlo era in tempesta e la spiaggia era devastata dalle onde schiumose e dai forti venti che agitavano il platano vicino alla baracca.

Eh Si! Il terzo desiderio formulato da Portun aveva fatto arrabbiare il Re del mare..la sirena temendo l’ira del padre piangeva disperata.. mentre il mare all’improvviso si calmava e la promessa della sirena fu annullata da chi poteva, il Re del mare comandò l’annullamento dei desideri fatti dal marinaio..il Re quindi comandò agli elementi di acqua di terra e di aria e di fuoco di far tornare tutto come prima e fu così:

Portun ritornò povero come era prima..e il Re dei mari inoltre mutò all’improvviso aspetto e diventò un gigante che sporgeva dal mare e guardando dall’alto della sua figura Portun disse al marinaio stupito di tutto quel potere: “chi troppo vuole nulla stringe e per questo ti ho punito!” e sparì tra le onde..
Fine di un sogno

Era l’alba Portun si svegliò sulla spiaggia e pensò di aver sognato..la sua bella villa non c’era più ed al suo posto era tornata la vecchia baracca di legno ed era di nuovo solo e povero..e altra cattiva notizia la sua barca era stata affondata dal mare in burrasca. Ricordava tutto, ma era stato per lui come un sogno meraviglioso, ed ora tutto era svanito purtroppo…si appoggiò all’albero di platano che era ancora lì vicino e pianse in silenzio aveva capito..la sua povertà era il suo vero destino.

Portun sogna la ricchezza che non ha più

E fu così che Portun ritornò più povero di prima ed ora che aveva provato cosa vuol dire essere ricchi ed ora che la villa era sparita ora si sentiva ancora più deluso di se ..voleva ritornare ricco ma come fare?.

La sua vita gli sembrava ora la vita di un miserabile.. si egli voleva tornare ricco ed in fretta e prese una decisione …decise che l’unico modo era di partire e tentare di far fortuna altrove.

Portun con un piccolo bagaglio a mano, dopo aver sprangato per chiudere la porta della baracca sul mare, partì per la città di Marsiglia..aveva provato la soddisfazione ambiziosa di essere ricco e quindi non accettava più di essere povero.

Tornare ricco di nuovo, “ma si! anche a costo di compiere atti illegali”… voleva ridiventare ricco al più presto…era per lui questa una ossessione.

Pensando queste cose dopo qualche ora di viaggio si ritrovò nella vicina città di Marsiglia e decise di fermarsi in una taverna per bere un po’ di vino e meditare con calma sul suo futuro.

Entrò nella fumosa taverna piena di marinai ma anche di gaglioffi e di brutti ceffi e si sedette ad un tavolo e ordinò da bere.

L’oste arrivò al suo tavolo portando del vino ..quando una voce maschile gridò rivolta a lui:

“permetti marinaio che offriamo noi da bere?” era la voce di una persona vestita da ufficiale della marina francese ..Portun notò che la divisa era in disordine..e dal cappello a tre punte pendevano tre corni lucenti..forse quel tipo era un pirata… infatti:

Portun aveva casualmente incontrato in quella taverna il famoso capitan Trecorni che cercava volontari per la sua nave di pirati…quell’uomo alto lasciò al loro tavolo i suoi amici pirati, si avvicinò e si sedette al tavolo di Portun servendosi da bere.

I due parlarono bevendo del vino del più e del meno e Trecorni gli rivelò che lui era pirata e che combatteva da anni contro il regime iniquo del re Luigi di Francia.

Quel pirata tanto fece tanto disse che convinse il giovane marinaio Portun a seguirlo in quanto gli promise una parte del tesoro che si sarebbe accumulato col tempo nel suo rubare alle imbarcazioni commerciali piene di oro appartenenti all’egoista re francese.

Portun non aveva niente da perdere non sapeva dove andare e pensò che forse era quella l’occasione che aspettava.. “diventerò un pirata e ladro!” pensò e decise quindi di arruolarsi su quella nave gestita dai corsari e comandata dal quel capitan Trecorni, sperando nella fortunata e futura divisione del tesoro dei pirati che lui avrebbe aiutato nelle loro imprese…Il capitan Trecorni promise a Portun che lo avrebbe fatto diventare un uomo ricco proprio come voleva.

Portun seguì i pirati per le vie delle città di Marsiglia fino a giungere al vicino porto e vide la loro nave ormeggiata ad uno dei moli ..essa imbarcava rifornimenti, era un vascello oppure un brigantino..fa poca differenza pensò Portun… sulla sua prora una scritta ella si chiamava :”il serpente dei mari” .

Portun diventa un vero pirata

Una sera dopo aver bevuto vino e mangiato pesce.

Capitan Trecorni radunò tutto l’equipaggio della nave pirata sul ponte per compiere tutti insieme il giuramento di fedeltà alla pirateria…e disse loro:

“Miei pirati!…pirati della nave “il serpente dei mari” siamo riuniti qui per compiere il nostro giuramento annuale in quanto ci sono nuove reclute tra noi.” Disse capitan Trecorni.

“Tutti insieme armatevi di coltello e fatevi un taglio sulla pelle del palmo della vostra mano..ora mentre qualche goccia del vostro rosso sangue è versato in mare dalle vostre mani insanguinate ..giurate insieme a me e ripetete:

“noi pirati del serpente dei mari giuriamo di dividere il nostro tesoro in parti uguali quando verrà il giorno….e questo quando vorrà il nostro capitano..chi si approprierà del tesoro ingiustamente subirà l’ira del re dei mari e la nostra.. a lui giuriamo…inoltre giuriamo di non fare mai la spia ad un amico pirata e di aiutarci l’un l’altro con coraggio nella battaglia..a morte re Luigi l’iniquo!”

Portun pensò che al Re dei mari non gli avrebbe importato nulla di fare giustizia a quel branco di assassini..quindi incredulo mentì e giurò anche lui. Tutti i pirati giurarono urlando quelle parole e il vento portò via l’eco delle loro grida sulle onde del mare…e il Re del mare smentendo Portun.. udì invece le loro parole…e decise per bene.

Portun diventò con quel giuramento un vero pirata e si comportò da quel giorno da pirata in mezzo ai pirati dedicandosi al saccheggio di mercantili e navi da trasporto appartenenti all’odiato re Luigi di Francia..che causava con il suo egoismo povertà a tutto il popolo francese ed era quindi giusto derubarlo ogni tanto.

La vita tra i pirati

Capitan Trecorni addestrò quel marinaio alla vita di pirata..e gli insegnò l’uso delle pistole e della sciabola e anche del pugnale..i giorni su quella nave trascorrevano lenti e Portun diventò col tempo ogni giorno più bravo con le armi..

Capitan Trecorni nei momenti di riposo raccontava a Portun parte della sua vita.. quando lui, ora pirata, era invece in passato un nobile di Francia lontano cugino del Re..ma il parente egoista e furbo con opportunismo interpretando con astuzia leggi fiscali inique …lo aveva fatto arrestare e lo aveva derubato delle sue ricchezze.. l’ingrato Re Luigi si era appropriato ingiustamente della sua casa e delle sue terre..Trecorni riuscì a scappare e fu incolpato ingiustamente di essere un sovversivo del governo del re..in realtà il re voleva solo impossessarsi dei suoi denari ed evitare che lui congiurasse con altri nobili. Trecorni che era un conte..il conte Trecorni..riuscì a scappare e prese la rischiosa decisione di fare il pirata…e diventò quel che era ora il famoso Capitan Trecorni comandante della nave pirata “il serpente dei mari”.

Primo arrembaggio di Portun

Era l’alba ed il sole era basso all’orizzonte..appena sorto dal mare.

L’avevano avvistata…la nave francese piena di mercanzie e ricchezze proveniente dalle colonie del sud africa era visibile a occidente.

Capitan Trecorni diede l’ordine di colpire con un salva di cannoni l’albero maestro di quella pacifica nave ..prima che potesse sfuggire alla sua cattura.

I marinai del mercantile videro la nave pirata troppo tardi.. essa si avvicinò velocissima spinta dai venti a favore..la nave pirata sparò due colpi di cannone rapidi e tremendi che frantumarono i due alberi della pacifica nave e la nave mercantile francese restò senza vele. Subito capitan Trecorni comandò di avvicinarsi di sponda con il suo vascello e comandò “all’arrembaggio miei pirati!”. I pirati salirono a bordo del mercantile vincendo la poca resistenza delle poche guardie del re..ci furono combattimenti di spada e colpi di fucile ma infine tutti i marinai francesi furono presi prigionieri dai pirati…e con poche perdite capitan Trecorni vinse la battaglia..il mercantile e il suo carico erano ormai diventati preda dei pirati…e la pacifica nave fu data al saccheggio e affondata.

Furono fatti prigionieri il capitano del mercantile e il suo secondo ,mentre parte dell’equipaggio fu convinto un po’ con le buone un po’ con le cattive maniere ad arruolarsi tra i pirati corsari.

Il carico del mercantile era composto da oro e gioielli e seta pregiata oltre che frumento e frutta proveniente dal sud Africa.

L’oro saccheggiato fu portato nella camera di capitan Trecorni

Per essere deposto insieme all’altro precedentemente conservato.

Fu allora che Portun potè vedere nella stanza di capitan Trecorni i tre forzieri pieni di oro e gioielli ..che il pirata custodiva gelosamente nella sua cassapanca…i suoi occhi di povero marinaio si riempirono di avidità e Portun ebbe strani pensieri.

Porto Torres (mare tra Sardegna e Corsica)

La nave “il serpente dei mari” attraccò al porto di appoggio di porto Torres situato a sud dell’isola di Corsica, sulla costa della Sardegna. I pirati volevano fare rifornimento di acqua, di aglio (un buon antibiotico naturale), galline in gabbia e conigli in gabbia (un buon nutrimento vivo e sempre fresco), i prigionieri negligenti a diventare pirati furono venduti ai briganti dell’isola, mentre i viveri e la seta erano venduti dai pirati al mercato di quella città per guadagnare altro denaro da aggiungere al loro tesoro.

Altro arrembaggio

Dopo tanti e tanti giorni tra i pirati..durante un arrembaggio Portun rischiò davvero di morire.
Quella nave al largo sembrava il solito mercantile pacifico..in realtà era un trappola.
Capita Trecorni comandò di sparare coi cannoni e poi di avvicinarsi al lato destro della nave per assaltarla..come sempre ordinava…ma questa volta trovò una sorpresa.

I pirati e anche Portun gridarono: ”all’arrembaggio pirati!” salirono su quella nave aiutandosi con delle funi attaccate alle corde delle vele…ma trovarono la nave francese inizialmente vuota..ma all’improvviso da un sottoscala nascosto apparvero i soldati del re armati di fucile e di spade…la stiva era piena di soldati.

Subito ci fu una battaglia…Portun combatté con valore armato di sciabola lanciando coltelli ai gendarmi..molti amici pirati morirono sotto il fuoco dei loro fucili.

Tutto fu risolto dall’eroico capitan Trecorni che prima sparando contemporaneamente con due pistole e poi mediante colpi di sciabola si fece largo tra i soldati del re e catturò il capitano dei gendarmi..che temendo di essere ucciso si arrese e comandò a tutti i soldati restanti di deporre le armi in cambio di avere salva la vita.

Il carico di quella nave era molto prezioso ..monete di oro zecchino proveniente dalle terre del re in Asia.

Anche questa volta capitan Trecorni si salvò e cosi quasi tutti i suoi pirati.

Portun fu ferito di striscio da un colpo di fucile..e nel vedere il sangue che fuoriusciva dal braccio destro si sentì svenire e fu portato a spalla sulla nave pirata insieme agli altri feriti.

I soldati del re disarmati furono lasciati vivi su quella nave maledetta e abbandonati al loro destino con solo una botte di acqua da bere e senza viveri…capitan Trecorni aveva promesso loro che li avrebbe lasciati in vita e così fu.

I pirati si allontanarono al più presto da quella nave e pensarono a curare i loro amici feriti.

Pier la Fonde medico dei pirati feriti

“I soldati feriti da armi da taglio e dai proiettili di fucile hanno bisogno di mangiare molto aglio”..ordinò il medico dei pirati a chi lo aiutava..esso è un buon antibiotico e impedirà alle ferite di infettarsi.

Si chiamava Pier la Fonde ed era il medico dei pirati, egli aveva deciso di seguire capitan Trecorni in questa avventura tre anni prima..a lui piaceva molto bere Rhum…aveva commesso errori nella vita e si era imbarcato tra i pirati per farsi dimenticare dal mondo era un bravo dottore ma purtroppo era un alcolizzato..”ma egli è sempre il medico di questo vascello chiamato il serpente dei mari e merita rispetto” dicevano i pirati di lui.

Molti pirati dopo ogni battaglia..erano feriti ed avevano delle bruciature da fiamma sulla pelle..e il medico Pier la Fonde aveva imparato a cosparge dell’albume di uovo sulla loro pelle scottata dal fuoco per farla guarire ed evitare il suo fastidioso bruciore.
Sulla ferita di Portun ad esempio il medico Pier la Fonde sparse dei granuli di spicchio di aglio e diceva che questo medicamento la avrebbe fatta guarire bene…Portun si fidò di lui.

Molte volte il medico doveva nei casi gravi praticare l’amputazione a qualche pirata ferito e di solito utilizzava dei granuli a base di oppio, erano grani speciali e contenuti in un sacchetto… erano ottenuti da una pianta africana che lui solo conosceva… erano essi un buon sonnifero..” credimi Portun, questo sonnifero è capace di addormentare un cavallo!”

Portun ebbe degli strani pensieri su quel sonnifero appena seppe dei poteri di quella sostanza in granuli che si poteva sciogliere facilmente ad esempio nel vino…

Pier la Fonde durante gli arrembaggi era comandato alla “bombarda” un piccolo cannone messo sul ponte della nave pirata e per prudenza non partecipava direttamente all’azione bellica ..egli era molto importante per curare i feriti dopo la battaglia..sarebbe stata una perdita molto grave per la organizzazione della nave di capitan Trecorni perdere quel bravo medico.

Capitan Trecorni racconta la sua vita

La sera dopo ogni cena capitan Tricorni parlava di quanto odiava il re Luigi… quel re si era approfittato delle sue terre.. e delle sue numerose navi…infatti il conte Trecorni era anche un noto armatore di navigli prima che diventasse un pirata …”si è salvata dal sequestro del re solo questo vascello in cui siamo..”il serpente dei mari” la mia nave, ed io Capitan Trecorni l’ho trasformata in una nave pirata armandola di cannoni e bombarde ..ne ho fatto una forte nave pirata” diceva il capitano bevendo il vino servito da Portun come ogni sera al tramonto.

Capitan Trecorni si fida di Portun

Portun diventa molto amico del capitano dei pirati di capitan Trecorni..e impara molto dalle sue confidenze.

Il capitano dei pirati fidandosi di lui gli mostrava ogni tanto verso sera il suo tesoro custodito nella sua stanza..tesoro accumulato compiendo i molti saccheggi alle navi mercantili del re Luigi suo nemico.

Portun vedeva quel tesoro e si ricordava quale era il suo compito e impegno..diventare ricco subito a costo della illegalità .. il suo sogno era diventare ricco…doveva realizzare il suo sogno di ricchezza…era questa la sua ossessione.

Capitan Trecorni gli ricordò che:” tutti i marinai ed anche tu Portun avete giurato di dividere questo tesoro in parti uguali e il Re dei mari nostro spirito protettore è garante di questo giuramento”.

La luna nella notte illuminava il mare e tutti i pirati tranne le sentinelle dormivano…in quanto avevano tutti bevuto come sempre molto vino.

Per tutta la notte Portun ebbe strani pensieri.

Portun decide di scappare

Portun vedendo che i pirati non si decidevano mai a dividersi il tesoro accumulato.. non erano mai d’accordo per quanto spartirsi il tesoro..pensava spazientito: ”qui mi devo arrangiare da solo..questi bifolchi ..ladri assassini e criminali..meritano un atto di mia furbizia.”

“Sono ormai tre anni che saccheggio e rubo con questi pirati e ora voglio che la parte del tesoro che mi spetta mi sia consegnata..voglio contare il mio oro..voglio sentirmi ricco. “ pensò Portun

Fu così che Portun una notte che toccava a lui il turno di essere la sentinella al timone ..dopo aver cenato e offerto da bere del vino drogato a tutto l’equipaggio…droga ottenuta derubando dalla borsa del medico alcuni medicinali… durante la notte Portun entrò nella stanza del dormiente capitano che era privo dei sensi in quanto anche lui drogato…egli russava steso nel letto.. …Portun già sapeva dove era nascosto il tesoro ed egli così si appropriò di tutto l’oro dei pirati..aveva tempo tutta la notte, tutti i pirati dormivano profondamente e così Portun potè rubare indisturbato oro e gioielli…e mettere il tutto nella scialuppa di salvataggio che stava sul ponte della nave.

Portun tutto da solo, mise poi in mare la scialuppa.. era notte mentre i pirati ignari dormivano perché drogati…lui si allontanò con la barca dalla nave verso la destinazione lontana della terra ferma..ormai l’avidità consigliava le sue intenzioni.

Portun pensò:” questo tesoro è del re non è dei pirati..io non devo sentirmi in colpa poichè sto rubando a dei ladri e assassini…sto facendo giustizia.”

Portun agì con i due remi e poté remare allontanandosi dalla nave dei pirati, fuggiva da loro temendo di essere ucciso… era notte ed al mattino avrebbe messo tra se e la nave pirata molta distanza ..

Portun era felice ora era ricco proprio come sognava..aveva il suo forziere ai suoi piedi situato nel fondo della barca …e si stava allontanando dalla nave per sparire all’orizzonte….nessuno lo avrebbe trovato soprattutto i pirati come avrebbero fatto a sapere dove era diretto.

Portun nella sua ambizione di diventare ricco per comperarsi una villa ..si era dimenticato che aveva infranto un giuramento sacro..aveva infranto la promessa di dividere l’oro in parti uguali con gli altri pirati.. per il Re dei mari era ormai un traditore.

Portun è castigato

Era l’alba..il sole sorgeva ad oriente..ma Portun vide che insieme al sole nel cielo dal mare si ergeva un’altra figura e si trovava proprio sulla suo percorso marittimo.

Guardando innanzi a lui appariva dal mare un gigantesco spirito era il magico Re del mare..il quale con il comando delle sue mani armate di tridente… comandava il mare circostante a rovesciare la barca con le sue onde e voleva che il ladro che remava in essa finisse ucciso.

Lamento di Portun al Re dei mari

Portun vide il gigantesco Re… si ricordò in quel momento e capì che quel giuramento in quanto collettivo non era uno scherzo ed ebbe timore.. doveva sfuggire a quella figura e raggiungere al più presto la riva..altrimenti sarebbero stati guai ….

Mentre Portun remava velocemente per allontanarsi da quella visione…per la paura pensava:

Oh! come sono me sciagurato

ora in preda alla furia del mare io sarò

a nulla mi salverà tutto il mio tesoro

che mi sono guadagnato rubando ai pirati

una tempesta di mare mi farà annegare…

All’improvviso onde alte dieci metri si formarono tutto in torno

alla sua imbarcazione…
sempre più spaventato..

perduto nel profondo mare io sarò

per volere del dio dei mari che mi vuol punire

poiché ho infranto il mio giuramento a lui

si rubai…ma rubai a dei ladri ed a dei criminali

non puoi oh! Re del mare avere pietà di questo povero marinaio

si! sono stato ambizioso… ma è la mia natura

le onde del mare si calmarono all’improvviso e si formò attorno alla barca di Portun un gorgo nel mare che girava vorticosamente e lo attirava velocemente verso il centro per risucchiare la barca nel profondo mare.
sempre più spaventato Portun urlò:

meglio che muoio.. sono ormai fallito

come persona onorata ho deluso

Signore dei mari mi pento per la mia ambizione

ho sbagliato ma tu…oh Re dei mari… vedi comandi tu!

Fu così che le onde della tempesta vinsero la leggera imbarcazione e la barca si rovesciò tra le onde.. il corpo di Portun catturato dalla corrente si inabissò e fu risucchiato dal gorgo.

Ma mentre Portun stava ormai per assaporare l’acqua salata nella bocca e nei polmoni aprendo la sua bocca desiderosa di aria ..non temendo ormai rassegnato la sua morte in quanto era certo che sarebbe morto..vide il suo tesoro rovesciarsi ed aprirsi alle acque e perdersi nel fondali del mare ingrato.

Fu allora che Portun avvertì due mani gentili sorreggerlo per le spalle e Portun esausto riconobbe il volto della sua amata sirena Sondie.. una volta ella era stata sua moglie..una volta ella era stata sua innamorata..ora lei voleva salvarlo.

Si! Sondie impietosita dal lamento di Portun ..pregò il re dei mari suo padre di salvare il marinaio poiché ella era innamorata ancora di lui…

Il Re dei mari con un gesto delle mani decise per bene..e causò una magia, trasformò Portun in quanto sfortunato come uomo…infatti aveva fallito nell’onore..trasformò quel marinaio in un tritone..un uomo dalla coda di pesce.

Disse il Re del mare: “Egli ha degli errori..egli è fallito come pirata..ora Portun prova a vivere come creatura del mare!”.

Portun si accorse come per magia che ora poteva respirare sotto acqua come la sua amica sirena ..e poteva nuotare anche nel mare molto velocemente per via della sue gambe trasformate in coda di grosso pesce.

La sirena sua amica lo aveva salvato dalla morte e gli aveva dato una speranza..”Rinnega la tua natura di uomo Portun e diventa un uomo-pesce” disse telepaticamente Sondie.

La sirena prese per mano Portun trasformato in tritone e lo condusse verso il basso… nuotando insieme a lui nel mare nel profondo dei suoi abissi.

Poco dopo avere nuotato per qualche ora al marinaio Portun, ex pirata, apparve una città sommersa..”la città delle sirene” .

“Sarà questa la nostra casa!” disse in telepatia la sirena Sondie al suo amato.

Portun potè vivere in quanto trasformato in un tritone, in quel luogo di pace insieme alla sua amica sirena che gli restò sempre affezionata …

Portun imparò ad amare quella creatura magica vivendo in quelle case scavate nella roccia… con tutti i mobili scolpiti nella roccia..Portun in quel luogo visse felice.

Portun dopo qualche giorno aveva finalmente capito che il proverbio che dice: ”chi troppo vuole nulla stringe” è veritiero ed è pericoloso disobbedire…

Ma ritornò vivo si! ma solamente come tritone ovvero come un uomo-pesce e in questa forma i difetti umani lo abbandonarono finalmente, abitare in quel luogo marino lo rese più sano e felice, quel luogo magico creato dal re dei mari nel profondo abisso per le sirene era la sua nuova casa, esso era illuminato dalla magia di quelle creature…quel mondo viveva una vera pacifica esistenza.

Cosa ne fu dei pirati francesi..
Quando i pirati e capitan Trecorni si svegliarono al mattino con l’amaro in bocca per aver bevuto del vino drogato.

Si adirarono molto nello scoprire che il loro tesoro era stato trafugato.

“Il nostro tesoro è sparito!” disse capitan Trecorni a tutto l’equipaggio.

Subito comandò l’adunata sul ponte della nave pirata

“Capitano manca una scialuppa..ed è sparito un marinaio.

È stato quel lestofante di Portun a derubarci..abbiamo fatto male a fidarci di lui!” dissero i pirati.

“Presto cerchiamolo per tutto il mare lo troveremo!” disse Trecorni.

Dopo settimane e settimane..finalmente la nave pirata scorse e riconobbe tra le onde del mare il relitto della sua scialuppa.

“e’ la nostra scialuppa quella?..vuol dire che il pirata Portun è morto annegato e il nostro tesoro finito in mare..e così il mare ha punito quel traditore” affermò Trecorni.

Detto questo capitan Trecorni si rassegnò alla perdita del tesoro, e promise a se stesso di guadagnarne ancora dell’altro..
infatti si rifece subito del disavanzo, poiché quello stesso mese saccheggio ben otto navi mercantili del re francese, cariche di beni preziosi diretti a Marsiglia, quindi i pirati diventarono ancora ricchi anzi più ricchi di prima.

Nella estate di quell’anno tutto il popolo francese insorse contro il Re Luigi ed i suoi nobili…scoppiò infatti la rivoluzione francese…il re Luigi fu destituito e capitan Trecorni, riconosciuto eroe pur essendo nobile, fu nominato capo della rivolta della Francia meridionale.

Dopo la vittoria dei rivoluzionari capitan Trecorni fu riconosciuto generale della marina della nuova repubblica francese nonostante fosse nobile di sangue in riconoscimento alle sue battaglie da pirata..e ritornò finalmente in possesso delle sue terre e delle sue ricchezze, beni che il malvagio re Luigi suo nemico aveva sequestrato anni prima ingiustamente.

I suoi pirati furono considerati eroi dal popolo tutto e ricevettero denaro e ricchezze in regalo dal governo della nuova repubblica francese in quanto furono considerati dei valorosi dalla pubblica opinione…i loro reati furono tutti perdonati dalla nuova repubblica..

Morale: se non siete perfetti nella morale e nelle capacità è meglio che non pretendiate troppo da voi…poiché chi troppo vorrà nulla stringerà..e questa la punizione di chi ha troppa ambizione e poche capacità.

fine

Autore: Egidio Zippone

racconto scritto nel Ottobre 2010

Giudizio: divertente, avventuroso

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Favola: il marinaio e la sirena (per ragazzi)ultima modifica: 2019-01-22T09:37:56+01:00da scrittore59

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