Favola: il fantasma amico (per ragazzi)

INTRODUZIONE: tutti abbiamo degli antenati che pregano per noi dall’aldilà, questa è la storia di Cosimo che parti per le americhe lontane in cerca di fortuna, e qualcuno ebbe l’incarico di preoccuparsi di lui durante il suo viaggio…

INIZIO

Favola: Il fantasma amico

C’era una volta nell’Italia del sud, nel mondo delle favole, nel simil periodo del 1820 d.c., una famiglia con un unico figlio maschio. I genitori si auguravano che il figlio avesse tanta fortuna nella vita e pregavano ogni domenica i loro antenati di aiutare il figlio nei problemi che gli causava lo stare al mondo…

Ma purtroppo per motivi di politica, la sua famiglia litigò con il re Borbone che governava quella parte della penisola italica…il re prese in antipatia il loro unico figlio e faceva di tutto per negargli fortuna e iniziative.

In quei anni in tutta Europa c’era la crisi economica e difficilmente si trovava lavoro nel paese.

E così Cosimo, questo è il nome del protagonista del racconto, decise di emigrare con una nave verso terre lontane, pensate verso il Venezuela in cerca di fortuna.

Cosimo descrisse ai suoi genitori le sue intenzioni, e loro tristemente, comprendendo le difficoltà del figlio, diedero a lui il permesso di emigrare in un paese lontano.

I genitori però erano preoccupati in quanto Cosimo era il loro unico figlio, era così giovane ed ora voleva andare lontano da casa, e così quella sera padre e madre insieme, raccolsero tutti i dipinti ed i quadri che raffiguravano i famigliari vissuti negli anni passati e pregarono i loro antenati evocandoli..tutta la sera essi pregarono..i loro antenati dovevano aiutare il loro discendente necessariamente.

Dovete sapere che quella notte, mentre nella casa tutti dormivano..apparve in sogno al padre di Cosimo… il capo degli antenati della famiglia… un generale vissuto ai tempi delle battaglie napoleoniche..nel sogno era come ci si trovasse in un salotto.. e questo antenato con autorità, nel sogno aveva chiamato a raccolta tutti le anime degli altri antenati vissuti, per organizzare un assemblea degli spiriti di famiglia.

Il nonno defunto di Cosimo nel sogno ricordò a tutti che era importante aiutare i discendenti di sangue: “i suoi genitori molto ci hanno pregato per aiutare il nostro pronipote nel suo lungo viaggio verso le americhe”.

Ed il capo degli antenati chiese:” Chi di voi si prenderà l’incarico di seguirlo nella sua avventura e di proteggere dai pericoli il nostro discendente?”

Gli antenati passarono tutta la notte a discutere su chi dovesse prendersi questo incarico…. qualcuno doveva farlo.

Fu così che il padre di Cosimo, al risveglio da quel sogno, disse a sua moglie: ”moglie!..gli antenati hanno risposto alle nostre preghiere..nostro figlio sarà aiutato spiritualmente nel suo viaggio”.

Dovete sapere che in ogni famiglia esistono spiriti protettori, veri fantasmi, assunti proprio dagli antenati della famiglia con il compito di proteggere la parte vivente della famiglia e cioè i discendenti di sangue.

Così fu scelto come protettore di Cosimo… un fantasma dal carattere molto burbero chiamato ”capo di teschio” oppure “capo di morto”..ma a lui questo nome non gli piaceva e siccome aveva un brutto carattere, tutti lo chiamavano “fantasma dalla testa di teschio” guai a chiamarlo “capo di morto” egli si arrabbiava molto.

Questo fantasma da vivo era stato un soldato ed aveva combattuto nelle battaglie per conquistare la penisola italica , e dovete sapere che questo fantasma quando era un soldato vivo, fu aiutato durante una di queste battaglie passate da un parente di Cosimo, ora defunto, quel parente rischiò la vita per lui e da quel giorno questo soldato si riteneva in debito con la famiglia di Cosimo..e così quando lo spirito del bisnonno lo comandò ad aiutare il nipote, egli obbedì all’istante.

“Lo proteggerò io, vostro nipote, nel suo cercare fortuna nel suo viaggio per il mondo, in questo modo il mio debito sarà assolto!” disse il fantasma protettore..

Il fantasma dal capo di teschio prese l’occasione per sdebitarsi, il bisnonno di Cosimo aveva difeso la sua libertà durante la guerra con i francesi, egli era molto grato con chi lo aiutò e per questo motivo si sentiva in debito con la famiglia…

Adesso questo fantasma, partecipando a questa missione che gli avevano affidato, aveva l’occasione di risolvere il suo debito, era una questione di onore.

L’uomo fantasma, che appariva come un uomo vestito da soldato, con un mantello verde scuro sulle spalle, ma con il volto costituito da un teschio, e dagli occhi color del fuoco ardente, accettò e si mise agli ordini della famiglia, con l’intenzione di aiutare Cosimo, come gli avevano ordinato gli antenati suoi amici.

Fu così che unl mattino Cosimo, con uno zaino sulle spalle si mise in cammino in direzione per il porto di Napoli, seguito a sua insaputa dall’invisibile uomo fantasma…da quel porto partivano numerose navi per le americhe.

La strada per Napoli era lunga e così Cosimo dopo aver camminato per molte ore, dovendosi riposare, accese un fuoco e si mise a dormire vicino ad un albero.

Fu così che Cosimo lo vide, mentre era sdraiato su un telo vicino al fuoco in piena solitudine..di fronte a lui, vicino ad un albero, stava in piedi un fantasma vestito da soldato e con un mantello..faceva un pò paura poiché la sua testa aveva la forma di un teschio..e da quel teschio due occhi fiammeggianti guardavano Cosimo.

“Chi sei tu?..disse Cosimo alzandosi all’improvviso dal giaciglio tutto spaventato nel vederlo.

“Non temere ragazzo..sono il tuo fantasma protettore e ti porterò fortuna..ti aiuterò io a cercare ricchezza nelle lontane terre dove hai intenzione di andare..non temere sono molto amico del tuo bisnonno defunto e lui che mi ha comandato di proteggerti” disse il fantasma..

Rassicurato dai modi amichevoli del fantasma, il ragazzo allora disse: “ Ah! Si! L’amicizia degli antenati con i pronipoti, credevo che fosse una leggenda..invece è tutto vero… la magia degli antenati esiste..sto parlando con un loro fantasma infatti..oppure sono impazzito per la stanchezza… ma non mi pare”.

All’alba Cosimo si svegliò e si mise in cammino per raggiungere il porto e in questo modo si poté imbarcare sulla prima nave diretta in Venezuela..egli era sempre seguito dal suo amico fantasma che era invisibile.

La nave su cui era Cosimo salpò l’ancora, e dopo un tranquillo viaggio calmo per l’oceano atlantico, che durò quasi tre settimane, la nave raggiunse finalmente il porto di Maracaibo in Venezuela.

In quel paese ancora selvaggio esistevano solo tre grandi città e tutto l’interno era costituito da ampie foreste amazzoniche abitate da Indios selvaggi, essi erano ostili alla civiltà dei bianchi.

Il governatore del Venezuela era un generale, questi per incoraggiare la coltivazione nelle sue terre di caffè e di canna da zucchero, organizzava in quella città, la donazione di terre lontane e donava i terreni a chi volesse fare da volontario e diventare un proprietario terriero..

Parte di queste terre libere, erano situate in ampie vallate e circondate da ampi e pescosi fiumi…esse erano molto prossime a grandi foreste e il governo del Venezuela regalava ogni tipo di semenze per piantare laggiù ogni tipo di coltivazioni..

Cosimo lesse lo annuncio che era in lingua spagnola ..era l’occasione che cercava ..era quello il suo sogno, coltivare una terra tutta per lui, egli sarebbe diventato un ricco proprietario terriero..avrebbe venduto il raccolto ed avrebbe accumulato ricchezze…un giorno sarebbe tornato in Italia da vincente..portando con se molto denaro.

Andò nel municipio di Caracas ed ebbe dall’impiegato in donazione una grande partita di terra ad est , essa era segnata su una mappa ..ebbe in regalo anche sacchi di semenze di caffè e canna da zucchero oltre che di frumento.

Osservando la mappa, Cosimo capì che la terra che gli avevano donato era vicino ad un fiume..sarebbe stato facile coltivarla…ma pensò leggendo le avvertenze della mappa, che l’unico problema era la vicinanza a quella zona di una tribù ostile ai bianchi..ma essi erano dei selvaggi ignoranti che vivevano nella foresta e non andavano considerati.

Cosimo uscì dal municipio e mise tutti i sacchi di semenze ed i molti attrezzi su un carro trainato da un cavallo che aveva precedentemente acquistato con i suoi risparmi .

Cosimo tutto preso nelle sue iniziative agricole, non si accorse di essere seguito..c’erano infatti due ladri dalle brutte intenzioni…che lo avevano notato… e che volevano derubarlo.

Cosimo partì al più presto seguendo la mappa data dall’impiegato del comune….verso il terreno ricevuto in donazione…

La strada era fangosa per le piogge stagionali…ma in quel momento nel cielo splendeva un bel sole…avrebbe fatto una sosta appena possibile con l’arrivare della sera.

Durante la notte mentre Cosimo dormiva vicino al fuoco in solitudine..i due ladri si fecero coraggiosi e arrivarono furtivi presso di lui e lo immobilizzarono con le loro forti braccia ..urlando a Cosimo spaventato.. “Hombre! dove hai il tuo denaro presto daccelo!”

Mentre minacciavano Cosimo con le armi, i due ladri non si accorsero dell’ectoplasma che stava prendendo forma alle loro spalle..fu così che all’improvviso un aria gelida prese i corpi dei due ladri facendoli rabbrividire e apparve in quel punto il fantasma “testa di teschio” che si mise a picchiare i due ladri con le sue braccia forti..egli aveva un senso della giustizia molto spiccato e quindi si arrabbiava molto quando incontrava i delinquenti.

“Ma cosa é questo… è un fantasma e ce l’ha con noi.. presto scappiamo è los demonio…” urlarono spaventati i ladri mentre si prendevano sberle e calci in faccia e sul sedere.

I due ladri spaventati scapparono anche perché le loro pistole nulla potevano contro i pugni e le sberle del fantasma.

Fu così che con l’aiuto del suo amico fantasma, Cosimo scampò al pericolo, e tutto fini solo con un grande spavento.

“Ringrazio i miei antenati..è vero che mi proteggono!” disse Cosimo mentre ritrovava piano piano il suo coraggio.

All’alba Cosimo arrivò a destinazione …la mappa diceva che quello era il punto esatto…il suo terreno era lì..finalmente era giunto, e Cosimo piantò la sua bandiera tra le zolle erbose poco distante dal fiume.

Cosimo si tolse il cappello e disse una preghiera: “Questa è la mia terra e dichiaro che la proteggerò e la coltiverò con abilità e dedizione..il Signore me la data ed ora è mia…ahmen!.”

Tagliando dei tronchi dai giovani alberi dalla foresta vicina…Cosimo costruì un lungo steccato tutto intorno al perimetro del terreno avuto dal governatore e chiamò quella fattoria con un nome insolito “fattoria del teschio” in onore del fantasma che lo proteggeva.

Dopo qualche giorno, Cosimo cominciò a costruire una casa nel centro del terreno su una collinetta poco distante dalle acque del fiume che scorreva poco lontano. Ma purtroppo quella terra che gli avevano donato era molto vicina alla foresta e in quel luogo si trovavano molti pericoli per lui.

Dovete sapere che all’interno della foresta abitava un tribù di Indios, essi vivevano mezzi nudi…e si chiamavano tra loro: ” i pelle rossa”..così si chiamavano poiché si dipingevano i loro corpi nudi di una argilla rossa ricavata dalla sabbia del fiume.

Gli Indios erano tutti incuriositi dall’arrivo di quell’uomo bianco..egli era giovane e si dava molto da fare…ma era sempre un nemico per loro…era infatti un estraneo.

Fu così che un giorno il capo degli indios di nome Dazhi decise di dare una lezione a quel bianco che spiantava gli alberi sacri della madre foresta e si nutriva del pescato del padre fiume ..questi due cose erano considerati divinità dai pellerossa, erano la forza della vita della loro tribù.

Gli Indios arrivarono alla casa di Cosimo..quando egli si trovava nei campi a zappare ed a togliere le pietre dal terreno.

Gli indigeni saccheggiarono l’interno della casa…danneggiando e portandosi via molte cose quando scapparono.

Cosimo li vide da lontano ma era troppo tardi..Cosimo sparò in aria con il suo fucile..ma fu troppo tardi il danno era compiuto.

Quando Cosimo entrò nella casa era tutto in disordine…ma con pazienza decise di rimettere tutto a posto, era vero quella terra era degli indios.. era lui l’intruso..

Ora Cosimo era un po’ deluso..il suo sogno aveva problemi a realizzarsi….presagiva qualche difficoltà nel vivere laggiù…doveva avere pazienza.

Fu cosi che “testa di teschio”, vedendo preoccupato Cosimo, ebbe una idea, ci avrebbe pensato lui..

Il fantasma testa di teschio restando invisibile e si addentrò nella foresta alla ricerca del villaggio degli indios.
Lo trovò facilmente sentendo le vibrazioni spirituali dei loro corpi vivi..

Senza che gli indios messi di guardia lo vedessero in quanto era invisibile..il fantasma entrò nella capanna più grande del villaggio, quella che probabilmente doveva essere la capanna del grande capo.

Il capo stava fumando una lunga pipa accanto al fuoco ed il fantasma decise di apparire a lui proprio nel fuoco.

“Ahhi!” Urlo il capo indios spaventato quando vide uno spirito che dal fuoco lo guardava minaccioso.
Lo spirito è mente viva e telepatica e quindi testa di teschio intese subito quale era l’idioma di quel indios..e poté parlare nella loro lingua al capo tribù: “Tu capo indio hai infranto la casa di un mio grande amico..egli non è solo un uomo bianco..ma è anche l’eletto tra gli uomini..io Signore del fuoco… l’ho scelto come mio figlio..ora tu devi rimediare al torto che hai fatto a lui”..e dicendo questo testa di teschio con il suo ectoplasma ingrossò le fiamme del fuoco fino a bruciacchiare i piedi del capo indios.

“Ahiai!” Urlò l’indios per lo spavento ma anche per le scottature.

“Io sono il Signore del fuoco” aggiunse testa di teschio “io posso distruggere tutta la foresta e dove voi vivete con le mie fiamme magiche..ed io vi ordinò di rimediare ..andate dall’uomo bianco che vive vicino al fiume e fatevi suoi servi finchè egli vorrà, ed io vi perdonerò….. altrimenti…” e le fiamme si ingrossarono ulteriormente..”saranno guai!”.

“No! Spirito del Signore del fuoco..io capo Dazhi ti obbedirò e farò pace con l’uomo bianco che vive vicino al fiume..come tu vuoi..”.

Sentito questo scusarsi, testa di teschio pensò di scomparire, anche perchè stavano arrivando altri uomini indios nella capanna attirati dalle urla del capo.

Il capo ancora spaventato per l’apparizione, raccontò tutto allo stregone della tribù.

Lo stregone consigliò di fare amicizia con l’uomo bianco che viveva oltre la foresta, perché lui era stato scelto come figlio del Signore del fuoco..e meritava rispetto..”riportiamo tutto quello che gli abbiamo rubato o saranno guai per noi!”..disse lo stregone.

Il giorno dopo un gruppo di indios guidati dal capo tribù Dazhi e dallo stregone, si avviò nella pianura per incontrare Cosimo, avevano intenzioni di pace.

Cosimo dapprima fu diffidente, poi si rassicurò, pur capendo con difficoltà il loro idioma, Cosimo capì che qualcuno era apparso a loro e aveva detto loro che lui Cosimo era un eletto …un figlio del Signore….probabilmente non era vero..ma Cosimo intuì un vantaggio e finse di crederci..

In segno di amicizia Cosimo e gli indios si scambiarono dei doni..e gli indios ridiedero a Cosimo tutto quello che gli avevano rubato..e chiesero inoltre all’uomo bianco di cosa aveva bisogno in modo da potersi scusare.

Cosimo rispose loro: “ i Signori della natura mi comandano a custodire questa terra e a farla produrre frutti, voi dovete aiutarmi a coltivarla e quindi tu capo Dazhi mi dovrai fornire dieci uomini robusti al giorno per aiutarmi a coltivarla” così disse Cosimo.

“Sarà fatto rispose il capo…il volere del figlio del Signore del fuoco è un mio dovere!” e comandò la sua tribù a obbedire all’uomo bianco perché era degno di questo.
Fu così che Cosimo ottenne l’aiuto sperato… e da quel giorno i suoi progressi di agricoltore divennero tanti, poiché era aiutato dagli indios.. adesso erano suoi amici.

Mesi successivi giunse la stagione del raccolto…il terreno si dimostrò fertile, le piante per il caffè..e le piante per lo zucchero crescevano rigogliose..

La settimana dopo Cosimo mise tutto su un carro e in compagnia di alcuni indios partì per la città più vicina per vendere il raccolto e comperare qualche altro attrezzo.

Giunto in città Cosimo fece buoni affari, la gente si rallegrò nel notare, che era possibile fare amicizia con gli indios della foresta.. questo era un buon segno per lo sviluppo di quella parte del Venezuela.

Passarono gli anni e Cosimo divenne un proprietario terriero sempre più ricco e stimato..

Tutti lo conoscevano come un buon lavoratore e padrone di fazenda..ora aveva alle sue dipendenze ben dieci indios obbedienti e gran lavoratori.

Un amico di origine italiana gli presentò sua figlia, e lui se ne innamorò e volle portarla con se nella sua fattoria.

Con il denaro guadagnato dal raccolto si organizzò a Caracas un bel matrimonio ed in quella città Cosimo si sposò la figlia di un emigrante italiano il suo nome era Rosaura, dopo anni nacquero due bei figli dalla loro unione

La fattoria intanto con il passare del tempo prosperò e divenne ricca di coltivazioni e anche di bestiame.

Il fiume forniva l’acqua sufficiente per tutte le iniziative agricole di Cosimo.

Passarono altri anni e Cosimo ebbe nostalgia della sua Italia e dei suoi genitori… non sapeva più niente di loro, non aveva notizie, “chissà come stanno i miei genitori?” pensava.

Così un giorno Cosimo si decise:
..decise di vendere tutti suoi possedimenti…e disse agli indios..”E’ tempo che il figlio del Signore del fuoco torni alla sua vera casa…ma due di voi mi seguiranno..Cosimo scelse i più fidati che avevano imparato a parlare italiano e li portò con se a Maracaibo..

In quella città Cosimo vendette a buon prezzo il suo terreno, la fattoria ed il bestiame ad un generale benestante e mise tutte le sue ricchezze in un forziere…e disse a sua moglie ed ai suoi figli..

“il re Borbone che aveva antipatia per me nel mio paese è morto ed i suoi amici sono in esilio..ora comanda un altro re in Italia…cara moglie dobbiamo partire per l’Italia”.

Cosimo e la sua famiglia, attesero stando in albergo che una nave partisse per l’Europa.

Dopo una settimana una nave era pronta a partire, la nave partì dal porto venezuelano di Maracaibo e dopo quasi un mese di navigazione agevolata da un mare calmo, la nave con su Cosimo giunse in prossimità del porto italiano di Napoli.

Che fortuna! Cosimo ora aveva una famiglia ed anche dei servi ..era tornato in Italia da persona ricca.

Sbarcato a Napoli, Cosimo comperò un carro con due cavalli e si mise in viaggio con la moglie e figli per il suo paese di origine poco distante.

Giunto in paese, tanta fu la felicità dei suoi genitori di riabbracciare il figlio.. “Cosimo é tornato!” tanta fu la gioia che per tutto il piccolo paese che furono decisi tre giorni di festa..

Giorni dopo, Cosimo con il suo denaro, comperò una casa…e anche dei terreni fertili..e comandò ai suoi servi di coltivarli e in questo modo diede un futuro ai suoi figli.

Finalmente a giudizio dei suoi parenti Cosimo era ormai ritenuto una persona sistemata e benestante.

Dovete sapere che il re di Italia era un re piemontese, a differenza dell’ex re Borbone, il nuovo re non aveva rancori per Cosimo.

Cosimo in segno di amicizia mandò regali al re, cose preziose, vari ricordi provenienti dalle Americhe, dove disse che era stato per motivi di lavoro.

Fu così, che quella stessa notte, nell’aldilà, l’uomo fantasma ricevette i complimenti di tutti gli spiriti antenati della famiglia di Cosimo e il fantasma “capo di teschio” poté così tornare libero di viaggiare sul pianeta e di incarnarsi in chi voleva per poter tornare vivo.. poiché il suo compito di protettore di quella famiglia era stato assolto con onore..adesso era uno spirito eroe libero da doveri.

Morale: non perdete la speranza se state vivendo una cattiva sorte attualmente..probabilmente tutti hanno uno spirito amico…che ci proteggerà e ci aiuterà ad vivere un felice destino.. bisogna solo aspettare e la fortuna ritornerà….
gli spiritualisti affermano che esiste un legame spirituale con i nostri antenati..secondo gli spiritualisti i nostri antenati sentono il dovere di preoccuparsi di noi portandoci fortuna..

Fine

Autore: Egidio Zippone (Milano, Marzo 2013)

Giudizio: interessante

voto (da 5 a 10): 9

Favola: il fantasma amico (per ragazzi)ultima modifica: 2019-01-24T15:04:14+01:00da scrittore59

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