Favola: il buon contadino (per ragazzi)

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Fichi

 

(racconto di tipo verde)

INTRODUZIONE: La natura della Terra è selvaggia e bisogna che l’umanità impari a considerarla per quello che è: a volte è troppo buona ed a volte è poco buona..

INIZIO

Favola: il buon contadino..

C’era una volta, nel mondo delle favole, in una isola situata nel mar Mediterraneo, un giardino con degli alberi..

Un buon contadino piantò un albero di fichi in quel giardino, affinchè un giorno, quando la stagione lo avrebbe permesso, il contadino potesse assaggiare dei frutti dolci per lui e la sua famiglia..

L’albero crebbe ricco di foglie ed in Estate diventò ricco di frutti..

Ma quando un giorno di fine Estate il contadino andò nel giardino per assaggiare i fichi dell’albero, noto mangiandoli che non erano abbastanza dolci per i suoi gusti, il contadino si aspettava di più dal sapore dei frutti, i fichi erano tanti ma il loro sapore non era abbastanza dolce per fare del vino di fichi…che sua moglie utilizzava per insaporire i dolci..

E così il contadino intuì che l’albero aveva bisogno di un aiutino per migliorare i suoi frutti..

Fu così che impulsivamente il contadino deluso disse in presenza dell’albero: “Dono quest’albero alla Fata della Natura, che lo aiuti a fare frutti molto più dolci e ugualmente numerosi”….e poi il contadino se ne andò a lavorare altrove..

Venne lo Inverno e poi la Primavera e poi la Estate tornò in quella isola..

Un giorno di fine Estate il contadino andò nel giardino per assaggiare nuovamente i frutti del fico ed assaggiandoli notò che nulla era cambiato rispetto all’anno precedente, i frutti erano numerosi ma sempre erano del sapore stesso, cioè poco dolci non adatti a fare del vino cotto di fichi..

E così il contadino intuì che l’albero aveva bisogno di un aiuto per migliorare i suoi frutti..

Fu così che spontaneamente il contadino disse nuovamente in presenza dell’albero: “Dono quest’albero ad un altra fata, alla Fata Gelsomina, che lo aiuti a fare frutti molto più dolci e numerosi!”….e poi il contadino se ne andò a lavorare altrove..

Venne lo Inverno e poi la Primavera e poi la Estate ….tornò in quel giardino..

Un giorno di fine Estate il contadino andò nel giardino per assaggiare i frutti del fico ed assaggiandoli notò che nulla era cambiato, i frutti erano numerosi ma sempre erano del sapore stesso, cioè poco dolci non adatti a fare del vino cotto di fichi per insaporire i dolci di sua moglie..

Un amico vedendolo non contento gli disse: “Tutto qui! Taglia l’albero che non ti ha reso contento pienamente e pianta al suo posto un altro albero però di un altra specie di frutti”..

il contadino deluso si ricordò di quel consiglio, ed un giorno era pronto a recidere l’albero, quando la Fata Gelsomina apparve vicino all’albero di fichi e gli disse:

“Buon contadino ti insegno e finalmente impara che la Natura della Terra é stata creata selvaggia, e bisogna imparare ad considerarla spontanea ed apprezzarla per quello che è senza forzature, a volte i frutti dell’albero nasceranno troppo dolci ed a volte nasceranno poco dolci, dipende da quanto sole lo irradierà durante la Estate, poichè la natura è fatta così non si può programmare e difficilmente si addomestica, dovresti quindi per favorire il Volersi Santo del Signore che mai si consigli di discriminare e quindi bisogna accettare questo albero di fichi dai frutti poco dolci che è nato nel tuo giardino e accontentarti di esso, senza discriminarlo o scartarlo, proprio come il Buon Signore ci insegna quando è obbligato a giudicare gli esseri umani..oppure quando un padre giudica i suoi figli..

Fu così che il contadino preso dal timore di rendere pignolo il giudicare del Signore nei suoi confronti, decise di essere un esempio di tolleranza per il Signore e permise all’albero di fichi di continuare a vivere obbedendo alla sua natura selvaggia di cui faceva parte..e nulla fu cambiato nel giardino..

il buon contadino il giorno dopo prese una decisione, in quanto timoroso di essere giudicato un pignolo, e decise di recarsi al mercato per comprare delle bottiglie di vino cotto di fichi e le portò alla moglie che preparò con esso dei buoni dolci per le festività natalizie di quell’anno..

morale:

bisogna che impariamo ad accettare gli esseri umani e tutto ciò che esiste in relazione alla loro natura di essere..

non discriminando oppure non selezionando ed accogliendo con intenzioni di tolleranza ciò che il Signore ci ha fatto incontrare nella vita..diventeremo così un buon esempio di carità per il prossimo..

fine

autore: Egidio Zippone

(Milano, 5 Agosto 2015)

giudizio: saggio, buono

voto (da 5 a 10): 9

 

 

Favola: il buon contadino (per ragazzi)ultima modifica: 2021-01-05T12:00:26+01:00da scrittore59

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