Favola: Ernesto ed il brigante (per adulti)

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(racconto di tipo verde)

INTRODUZIONE: Come si può fare quello che si vuole nella vita? Sembra impossibile perchè molti impongono le loro regole opportunistiche. .…

Lo scellerato Ernesto lo sapeva bene poiché da ragazzo aveva subito molte delusioni ed anche qualche imbroglio durante la sua vita, e riteneva ormai che il mondo fosse in mano ai furbi, fu così che anche lui inventò un modo furbo per poter creare intorno a se stesso una suggestione favorevole a poter fare quello che voleva, ed a suo modo sembrava che tutto diventava facile alle sue intenzioni..ma..

INIZIO

Favola: Ernesto ed il brigante

C’era una volta, nel 1790 d.c., nel mondo delle favole, un uomo di trent’anni di età di nome Ernesto, che da un pò di tempo aveva deciso di fare nella vita quel che voleva e non temeva più di disobbedire alle regole dei perbenisti.

Un giorno Ernesto fu visto a rubare, e mentre si era fermato a valutare il valore di ciò che aveva rubato, una borsa piena di monete, gli fu chiesto questo da due ragazzi che lo avevano visto rubare: “ma tu Ernesto come fai a trovare il coraggio di rubare, non temi di essere punito dalla giustizia degli uomini?

“No! io non temo di essere punito, in quanto ho per amico un brigante, che se viene a sapere che qualcuno mi impedisce di fare quello che voglio, questo qualcuno se la vedrà con lui, e badate il brigante si chiama Fra Scorpione ed è molto cattivo, lo chiamano con questo soprannome, perché è velenoso e spietato come uno scorpione!.”

“Se è così ti lasciamo fare quello che vuoi, poiché lo sappiamo… i briganti esistono, conosciamo la loro fama di feroci banditi!” e poi dissero…

“Per carità, presto facciamoci i fatti nostri… non vogliamo sapere altro!.” aggiunsero i ragazzi

Dopo che i ragazzi se ne furono andati Ernesto pensò :“Che creduloni non sanno che questo espediente di essere amico di un brigante l’ho inventato io ed è solo una suggestione” pensò lo scellerato ridendo di loro.

Un giorno Ernesto fu visto in una locanda, vestito di abiti variopinti, dai molti colori, era vestito di rosso, di verde, di azzurro, e di giallo…contemporaneamente vestito così…era vestito proprio a casaccio….

Lo vide un soldato che gli chiese:

“Ma tu Ernesto non sai che il re di questo regno, ha consigliato ai suoi sudditi di vestirsi con abiti dal colore serio, a parere del re bisogna vestirsi tutti di abiti di colore nero oppure di colore blù… poiché è di cattivo gusto fare diversamente se siamo uomini … essere vestiti in un modo dai colori troppo vivaci dimostra di non avere uno stile maschile, se si é veri uomini occorre seguire uno stile serio nel vestirsi..non ti pare?”

“Lo so, ma io non ci tengo ad obbedire al re!” rispose Ernesto ”io non temo di essere rimproverato dal re..poiché sono amico di un brigante che ha il corpo molto muscoloso, ha due pugnali nella fodera… un mantello nero sulle spalle…ed una spada….egli ha pure sulla sua testa un grosso cappellaccio nero….sappiate che il suo nome è Fra Scorpione..ed è un bandito cattivo lo si capisce questo dal soprannome con cui lo chiamano.”

“ Si! esistono i briganti, lo sò!” affermò il soldato

“Si! certo che esiste un brigante con questo nome ed è mio amico, sappia lei… che è anche malvagio e gli piace molto torturare il corpo di chi si ritiene un soldato obbediente del re!” rispose Ernesto…

“Non voglio sapere altro!” disse il soldato e se ne andò e lo lasciò conversare nella locanda anche se Ernesto era vestito in modo stravagante..il soldato decise stranamente di restare indifferente..

“Che credulone quel soldato, non sà che la mia amicizia con quel bandito non esiste e che è soltanto una mia invenzione!” pensò Ernesto.

Un altro giorno Ernesto si vantò nella osteria, di essersi portato a letto la moglie di un altro.

Glielo senti dire un sacerdote che chiese a lui:” non sai Ernesto che l’uomo non deve desiderare la donna di altri?”

“Lo so..ma non mi importa..” rispose Ernesto..”perchè io faccio quello che voglio nella vita…io posso fare quello che voglio… perché ho per amico un bandito…che mi difende dai mariti gelosi..infatti la donna sposata che mi sono portato a letto… non era contenta del proprio marito..ed io l’ho resa ugualmente felice…il brigante che mi protegge dovete sapere si chiama Fra Scorpione!”

“Si! Lo sappiamo anche noi preti che i briganti esistono… e che non hanno timore della legge decisa per gli uomini!” disse il sacerdote

“Certo che esistono!…ed uno di loro è mio amico….e sappiate che si compiace di questo, di saper far paura a tutti anche ai preti perbenisti ..poichè non ha paura di finire all’inferno!” aggiunse Ernesto..

“Non voglio sapere altro..vai pure per la tua strada..quelli come te non mi servono!” rispose subito il sacerdote e se ne andò.

“Che credulone quel prete, non ha capito che l’amicizia con il brigante di cui si è parlato è una mia invenzione!” disse nuovamente lo scellerato Ernesto…

Un giorno Ernesto incontrò per strada un delinquente… si! un pregiudicato, che gli chiese:

“Ehi! tu Ernesto, in quanto tu hai un attività, e siccome questa zona del paese é zona mia, hai il dovere di pagare una tassa sull’essere ladro al protettore della via, che sono io, tassa che io so che è da molto che non paghi…Attento Ernesto che chiamerò i miei complici, che sono tutti malfattori come me, e ti farò bastonare da loro se non paghi subito il pizzo che ti spetta da pagare in seguito alle tue ruberie!” disse il pregiudicato….

ed Ernesto rispose per nulla impaurito certo del suo espediente:

“Attento tu!…cattivo compare!..non sai che io sono amico di un brigante più forte e più cattivo di te..lo sanno tutti questo e tu non lo sai ancora!…devi sapere che io sono amico del famoso brigante Fra Scorpione, che comanda i briganti della foresta, e che potrebbe punire con la sua maggiore cattiveria chi mi minaccia?

“Tu Ernesto sei amico di Fra Scorpione, che è un brigante?…non vorrei che é vero…io ho figli e una moglie e non vorrei che mancando di rispetto a te, in quanto dici che quel brigante é tuo amico…che lui si metta contro di me e metta contro di me tutti briganti che comanda…forse tu Ernesto non sei una vera risorsa per me… in fondo il denaro che mi devi è poca cosa…..ecco vedi…sto per andarmene..non ti chiedo più niente!” ed il pregiudicato si girò per allontanarsi poichè aveva paura di Fra Scorpione.

“Ma Ernesto gli gridò ancora, mentre il pregiudicato era pronto ad andarsene…” Si! certo che esistono i briganti della foresta… ed uno di loro é mio amico, devi sapere… che è anche più forte e cattivo di te, brutto pregiudicato che non sei altro… e usa molte volte la sua forza contro i miei nemici!” aggiunse Ernesto con tono spavaldo..

“Per la feccia di tutte le prigioni! ..non voglio sapere altro!” disse il pregiudicato e decise di allontanarsi in fretta in fretta e si mise anche a correre per allontanarsi prima..

Un giorno Ernesto fu visto in una locanda, bere della birra sul pesce fritto e salato, beveva un buon boccale di birra fresca e assaggiava il pesce fritto,…aveva deciso proprio a casaccio la bevanda….ma proprio sul pesce beveva la birra..oibhò! ciò era strano per molti presenti..

Lo vide un aristocratico che gli chiese:

“Ma tu Ernesto non sai che il re di questo paese, ha consigliato di bere solo vino sulle portate di pesce, a parere del re bisogna dimostrare del buon gusto a tavola… poiché si da un cattivo consiglio.. se siamo noi gentiluomini educati…a non stare attenti a ciò che si beve e si mangia..”

“Lo so, ma io non ci tengo a quel che pensa il re, questo già doveste saperlo!” rispose Ernesto  mentre mangiava il pesce e beveva la birra subito dopo ed aggiunse…

”io non temo di essere rimproverato dal re..poiché sono amico di un brigante che ha il corpo muscoloso, nella fodera ha due pugnali, un mantello nero sulle spalle, un cappellaccio nero sulla testa, e nella cintura ha una spada.”

“ Si! i briganti esistono lo sò e sono molto decisi…sono crudeli!” affermò l’aristocratico..

“Si! certo che esistono i briganti ed uno é mio amico, sappia lei… che è anche cattivo e gli piace molto impiccare i vanitosi aristocratici obbedienti al re, ed il nome di questo brigante è Fra Scorpione!” rispose Ernesto…

“Non voglio sapere altro!” e l’aristocratico se ne andò e lo lasciò cenare in pace nella locanda, anche se Ernesto beveva birra sul pesce..il nobile decise che era meglio restare indifferente..

“Che credulone quell’aristocratico, non sà che la mia amicizia con il brigante non è vera ed è soltanto una mia invenzione!” pensò Ernesto tutto compiaciuto dello stratagemma…….

Fu così che il nostro amico Ernesto, riusciva molto spesso a fare nella vita quello che voleva, ed a chi gli faceva delle obiezioni, diceva che lui era amico di un brigante molto cattivo che non temeva le regole degli uomini ..e tutti lo lasciavano quindi in pace….per la paura di averci a che fare….solo a sentire il soprannome con cui chiamavano quel brigante, scappavano via intimoriti..

Cammina e cammina… un giorno mentre Ernesto era in giro per i sentieri della foresta cosa capitò?

Capitò che il nostro personaggio incontrò proprio il brigante Fra Scorpione in persona e questi era, tutto muscoloso, aveva sulla testa un cappellaccio nero, sulle spalle un mantello nero, nelle fodere due pugnali, ed aveva nella cintura una grossa spada…

Il brigante Fra Scorpione vide Ernesto gli si avvicinò e gli disse: “Sappi uomo, che io sono un vero brigante, e mi chiamo Fra Scorpione, ho molto potere nella foresta poichè comando molti banditi, e so tutto di tutti poiché ho degli informatori, e so che tu sei Ernesto, sei quel tale che va in giro per il paese a dire che sei mio amico e che io… Fra Scorpione… dovrei essere tuo complice nelle tue malefatte, sappi che per tutto c’è un prezzo, se è vero che io ti aiuto a fare quello che vuoi, il mio aiuto va pagato!” affermò il brigante…

Ernesto aveva paura del brigante, poiché Fra Scorpione era molto muscoloso, ma Ernesto non lo faceva capire, poiché era furbo e pensò: “Allora esiste davvero il bandito Fra Scorpione, credevo che era solo una leggenda inventata nelle osterie!”…e furbescamente aggiunse:

“io sono Ernesto e non ho paura di nessuno..è vero che vado in giro per il paese a dire che io ed il brigante Fra Scorpione siamo amici, lo so che questo non è vero, ma devi sapere che c’è dell’altro e questo non l’ho mai detto a nessuno, perchè sono un furbo, in quanto l’aiuto che ricevo da te caro Fra Scorpione, non è un vero aiuto, ma io utilizzo solo la tua suggestione di esistere, con la quale tengo lontano da me chi non si fa i fatti suoi..capito brigante?… è solo una suggestione il tuo aiuto!.” rispose Ernesto al capo dei briganti..

Fu così che il nostro personaggio di nome Ernesto ed il brigante Fra Scorpione restarono soli nel bosco a parlarsi tutto il pomeriggio..

Dopo avere smesso di discutere, il capo dei briganti disse a Ernesto:

” Suggestione o non suggestione….. l’aiuto a te, io comunque in qualche modo te l’ho dato, quindi mi devi pagare quel che mi devi, poichè tutti sanno che non si ruba al bandito Fra Scorpione, puoi rubare a chiunque, ma non a Fra Scorpione!…”

La situazione era diventata pericolosa, Ernesto rischiava di finire sotto tortura o forse assassinato, ma Ernesto sappiamo che era un furbo ed ebbe quindi un idea…

Fu così che Ernesto con molta furbizia disse al bandito Fra Scorpione:

“Adesso vedo che hai capito oh! brigante!…che il tuo aiuto è stato per me solo una suggestione.. ma tu vuoi essere pagato?..va bene! però io ti pagherò secondo questa coerenza!”

Fu così che Evaristo prese dalla sua borsa il sacchetto pieno di monete e cominciò a versare il suo contenuto su una grossa pietra che stava li vicino..

Tin Tin ….Tin Tin…facevano le monete cadendo dal sacchetto e tintinnando sulla dura pietra…Tin Tin..

“Eccoti pagato oh! brigante!…con una suggestione di amicizia mi hai aiutato, ed io per essere di parola con te… con il suono di queste monete ti ripago..la tua suggestione di esistere ho usato e con una suggestione ti ho ricompensato..” disse il furbo Ernesto e poi aggiunse:

“Hai tu… capo brigante… ascoltato con piacere il suono del Tin Tin delle mie monete che tintinnavano sulla pietra?…ritieniti allora pagato con questa suggestione….era piacevole quel suono vero?, per te brigante che sei certamente un avido!.

Il brigante Fra Scorpione intuendo l’intenzione furba dell’uomo Ernesto disse ridendo: ” Ho sentito si, il tintinnare delle monete sulla pietra e mi è piaciuto ..perchè è vero che sono avido..pensò ridendo della strategia di Ernesto..è stata una bella suggestione davvero…ahhaha! ahaha!…. sei furbo tu Ernesto!…per questo mi sei simpatico compare!”…e diede una forte manata con la sua mano sulle spalle di Ernesto, e poi il brigante aggiunse: “ma come tutti i furbi si sà…prima o poi finirai all’ìnferno anche tu!…proprio come tutti noi briganti!” rispose il brigante Fra Scorpione divertito dall’invenzione furba di Ernesto, poiché il bandito aveva capito che il furbacchione Ernesto  non voleva perdere le sue monete….

Detto questo il brigante…senza mostrare permalosità..in quanto sapeva apprezzare l’aver astuzia e l’imbrogliare anche negli altri..detto questo il brigante pensando:…”Tanto sono già molto ricco, che me ne faccio di altri soldi!”…si allontanò ridendo tra se e se e questo per un po’ di tempo, mentre si incamminava per un sentiero della foresta…

Era tardi si stava facendo sera… ed Ernesto restò solo nel bosco…

Fu così che Ernesto raccolse le sue monete da in terra e le rimise nel sacchetto…contento di non averle perdute…

Cammina e cammina, si inoltrò nel bosco, finchè giunse nei pressi di una locanda, entrò all’interno di essa e si sedette ad un tavolo, ordinò subito da bere un boccale di birra fresca e pensò mentre se lo beveva:

”La vita è bella davvero!.. ed ho ancora molti anni da vivere… fatta la regola… gabbato lo brigante!…”

Pensava così di se allegramente lo scellerato ma furbo Ernesto  mentre beveva nell’osteria….e poi disse:

“Quanto a quello che succederà il giorno del giudizio a chi ha preferito nella vita essere più furbo che onesto…sarà quel che sarà!…ora non me ne voglio preoccupare!” ed Ernesto ordinò all’oste anche da mangiare del buon cibo, poiché pensava: “Ho capito e sono convinto che nonostante molti umani sono rimproverati per la loro furbizia dagli onesti perbenisti, i furbi troveranno forse sempre il modo di godere delle gioie della vita..poiché il mondo al parere di quelli come me, è nelle mani di chi sa essere furbo!…alla salute di tutti voi!” disse brindando Ernesto alzando il suo boccale di birra…e continuò a bere ed a mangiare tutto contento..

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Morale: per ottenere dalla vita quel che si vuole, non serve la forza bruta, è sufficiente mantenersi furbi e avere molta fantasia nel trovare soluzioni, ma si sa che occorre anche un pò di fortuna..

Sappiate comunque che la furbizia non porta di certo in Paradiso…poichè il Signore del Bene, ci preferisce ingenui e semplici persone… proprio come lo sono i bambini…

Al Signore infatti chi obbliga se stesso ad essere furbo non piace..poiché il Signore preferisce gli onesti ed i poco ambiziosi..poiché il Signore si preferisce Santo con il suo creato..e vorrebbe che molti si vogliano come Lui in questo modo mite e prudente..

Fine

Autore: Egidio Zippone

(Milano, Settembre 2016)

Giudizio: interessante, avventuroso

voto (da 5 a 10): 9

Favola: Ernesto ed il brigante (per adulti)ultima modifica: 2020-05-24T09:32:49+02:00da scrittore59

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