Favola: Una storia di ragazzi ambiziosi

A happy family of six pose for a portrait in front of their home. Children range in age from 11 to 16.

(racconto di tipo verde)

FAVOLA DI EGIDIO

UNA STORIA DI RAGAZZI AMBIZIOSI

INTRODUZIONE: Essere un porta fortuna, come sarebbe bello se fossimo acclamati, tutti ci rispetterebbero e ci amerebbero…..ma è veramente vantaggioso esserlo? Essere un porta fortuna forse vuol dire sacrificarsi per chi crede che noi lo siamo..

INIZIO

Favola: Una storia di ragazzi ambiziosi

Questa favola è un consiglio gentile per coloro che credono che per avere successo e gloria nella vita, bisogna essere ritenuti porta fortuna, queste persone di solito si vogliono e si descrivono come benefattori di altri, senza avere però un adeguato spirito di sacrificio questo non è possibile, essi sono in realtà dei falsi vanitosi, senza spirito di sacrificio l’uomo non è in grado di risolvere i veri problemi di chi gli chiede aiuto.

C’era una volta, nel mondo delle favole, nel simil periodo del 50 a.c., ed esiste ancora oggi, il mar Mediterraneo, questo mare circonda e bagna stupende isole dalle belle spiagge e forma con esse rigogliosi luoghi paradisiaci.

Dovete sapere che in una isola situata in questo mare, molti secoli fa, un giorno tre intraprendenti ragazzi si incontrarono nella piazza del loro paese e dissero: “come sarebbe bello se fossimo tutti noi considerati “porta fortuna” viventi dalla gente, tutti ci rispetterebbero e ci acclamerebbero, non ci sentiremo invece dei sempliciotti come siamo adesso, in quanto adesso siamo ritenuti simili a delle nullità!..”.

“Il mio parere cari amici è che per avere successo bisogna farsi credere porta fortuna e di conseguenza in questo modo potremo diventare famosi nella vita!” disse uno di loro, un ragazzo di nome Egidio.

“Facciamo così, dichiariamoci porta fortuna a tutto il mondo conosciuto e viaggiamo per il Mediterraneo a convincere tutte le genti a credere in noi, che siamo utili ai sogni della gente, faremo credere a tutti che noi abbiamo il potere di portare fortuna in tante cose!” disse un altro ragazzo di nome Giuseppe .

“Ma i poteri che dite…li abbiamo davvero?” chiese un altro di quei ragazzi di nome Claudio…

“Dovete sapere cari amici…” disse Egidio.. “che siccome siamo semplici persone mortali, gli eventuali momenti di fortuna in una cosa oppure nell’altra, potranno capitare comunque ma sono da attribuire alle probabilità, di conseguenza più incarichi da porta fortuna avremo dalla gente, più sarà facile che qualcuna delle situazioni desiderate si avveri e riesca per noi, ad esempio consideriamo in questo modo, una richiesta su venti si realizzerà di certo, per motivi che non sappiamo, e quella persona che ha ottenuto e realizzato il suo momento fortunato farà di certo una buona propaganda per noi, e tutti accorreranno a chiedere fortuna, sarà per noi un momento di acclamazione che favorirà il credere in noi per tutti..”

“Si! Molti ci chiederanno aiuto nell’aver fortuna in qualcosa..per la suggestione che avremo intorno a noi..vedendo poi gli altri fare richieste a noi, anche altri creduloni lo faranno e ci chiederanno di portare fortuna anche a loro..e così otterremo gloria e rispetto da molti.”

“Solo noi sappiamo che sono in realtà situazioni risolte positivamente in quanto volute dal Caso e dalla Coincidenza, che sono forze “capricciose” che obbediscono alle sole probabilità..”… aggiunse Egidio visibilmente convinto da queste intuizioni..

I tre ragazzi, per appagare la loro ambizione, decisero che sarebbero al più presto partiti dall’isola, per convertire le genti che avrebbero incontrato a crederli veri porta fortuna…a credere che loro non sono come gli altri, loro sono veramente porta fortuna viventi.

“Se saremo considerati dal prossimo portatori di benefici, potremo cambiare il mondo, potremo gioire sia dell’obbedienza che della disobbedienza alle regole della vita…tanta gioia e ricchezza per noi…e gloria in eterno per noi tutti..

Dichiariamo in base alle nostre capacità, di quali benefici saremo capaci, quale è il dominio del nostro essere spirituale.” chiese  sempre Egidio con entusiasmo ai suoi amici.

I tre giovani, si misero a pensare tutti, quali fossero i loro doni spirituali e poi decisero.

Il ragazzo di nome Claudio, pensava di avere poteri positivi sui sentimenti delle donne e degli uomini, si voleva il porta fortuna degli innamorati.

Il ragazzo di nome Egidio, si pensava molto pratico e si voleva il porta fortuna della contentezza e dell’aver benefici da fatti concreti….

Il ragazzo di nome Giuseppe, che aveva già reso gravida una donna a solo 18 anni, si vantava con tutti di questo, e disse che si voleva porta fortuna della fertilità.

I tre ragazzi partirono lo stesso giorno con navi diverse per tutti le direzioni del Mediterraneo e cosa fu di loro?

Vi racconterò, cari lettori, con questa favola piena di intuizioni cosa accadde ad ognuno di loro.

————————————————–

Cosa accadde ad un ragazzo?

Il ragazzo di nome Giuseppe arrivò in Italia e come detto si dichiarò porta fortuna della fertilità.

Giunto in questo paese, subito si prodigò per fare prediche e comizi nelle piazze e nelle case di chi lo ospitava, per convincere che era grazie a lui che i bambini nascevano numerosi, e che tutti dovevano chiedere aiuto lui, se gli uomini e le donne, volevano avere figli sani e belli.

Se una donna voleva restare gravida del marito, doveva sperare che lui Giuseppe gli portasse fortuna, poiché lui si poteva vantare di aver fatto nascere molti figli.

Tutte le coppie che avevano problemi a fare figli e anche gli impotenti del paese, vedevano una speranza in lui e gli chiesero subito aiuto e promisero di rispettarlo, per ingraziarsi il suo potere.

Se Giuseppe gli aiutava a fare figli essi avrebbero dimostrato molto vigore e molta abilità, loro lo avrebbero quindi dichiarato un porta fortuna vivente, avendo creato molta suggestione di se in questo, Giuseppe era riuscito a far credere a tutti loro di avere questi poteri.

Giuseppe si mise a pregare in favore di chi gli chiedeva aiuto e tanto volle e tanto pregò, che alle donne e alle coppie che gli chiedevano aiuto diventassero virili i mariti e fertili le mogli, dopo molte preghiere, la fortuna volle che così fu per molti suoi seguaci.

I problemi di chi aveva chiesto aiuto a Giuseppe furono risolti…molte donne restarono gravide e dissero a tutti gli abitanti di quella città che era un beneficio da attribuire a Giuseppe..che era un vero porta fortuna vivente della fertilità..

Dopo qualche tempo, però accadde che, Giuseppe si accorse che mentre la gente che gli chiedeva aiuto nel sesso, migliorava la sua felicità, lui invece si sentiva sempre più debole e stanco e la sua virilità si indeboliva di giorno in giorno…Giuseppe non riusciva più a dimostrare di essere virile a se stesso…

Dovete sapere infatti che quando si prega per rendere forte un altro nel sesso, siccome siamo semplici mortali, i difetti e le paure di costui diventano nostri, la persona che aiutiamo a migliorare migliora. e noi che abbiamo pregato per lui invece peggioriamo.

Così dopo qualche mese che la gente di quel paese chiedeva il suo aiuto, Giuseppe aveva ormai perduto completamente la sua virilità, l’aveva donata agli altri e lui aveva ottenuto in cambio le loro debolezze e le loro paure, ora che Giuseppe era diventato lui il debole, e gli erano infatti capitati degli incidenti sessuali, egli capiva che non poteva essere più lui il porta fortuna della fertilità, colui che allontana gli spiriti impotenti, perché ora aveva ricordi di rinunce anche lui e quindi non era più credibile, e quindi Giuseppe si rattristò e decise di tornare alla sua isola, aveva fallito…si era arreso… troppi erano i sacrifici da sopportare…

————————————————–

Cosa accadde ad un altro ragazzo?

Il ragazzo di nome Egidio che diceva di essere convinto che era utile interpretare la esistenza umana consigliati dalla Praticità e di dare Consolazione a chi gli chiedeva di condividere questo convincimento, il voler provare contentezza nella vita causato da un unica certezza importante, partì con una altra nave e arrivò in Olanda.

Giunto in questo paese, si mise a fare comizi e prediche sul fatto che si deve essere tutti concreti e poco idealisti nel giudicare gli esseri umani e che per avere successo nella vita, ci vuole una mentalità che permette qualcosa e ne vieta un altra e questo per motivi di Praticità, si! ne vieta un altra ma considerata da Egidio una cosa più grave..Egidio diceva a tutti che questa era una strategia indispensabile a risolvere in modo sbrigativo le discussioni che disturbano la pace..

E dovevano tutti sapere che: “Chi avrebbe dato retta ai suoi consigli, Egidio il porta fortuna che utilizza un metodo basato  Praticità, lo avrebbe considerato molto intelligente e quindi un seguace non matto per davvero, in quanto Egidio era il porta benefici della Consolazione e della autostima necessaria a sentirsi fortunati nella vita!”.

Tutti gli sfortunati e tutti gli insoddisfatti a causa di ragionamenti troppo idealistici nel giudicare la natura disobbediente dell’essere umano, pensarono di avere una speranza in Egidio e offrirono, oltre alla loro amicizia, anche la propria gratitudine, e chiesero ai ragionamenti di Egidio di portare contentezza e di portare benefici anche a loro, così avrebbero vinto anche loro la tendenza al pessimismo, tutta questa gente consideravano infatti Egidio come un filosofo benefattore.

Nei giorni successivi, In pratica queste persone, in qualcosa migliorarono davvero, ma dopo qualche mese Egidio si accorse che mentre gli altri diventavano più contenti e soddisfatti di loro, lui invece si sentiva dentro di se sempre meno ottimista, sempre di più sentiva che la paura di non meritare felicità dalla vita lo prendeva e dovete sapere che gli capitavano pure momenti sfortunati, il suo spirito era infatti  diventato succube della pignoleria di chi lo pensava e si sentiva stranamente posseduto da malumori.

Egidio capì questa verità e si volle paziente con se stesso e decise di considerare se stesso in segreto, una semplice persona, poiché il sacrificio spirituale che rischiava di subire se diventava superbo di se stesso era troppo per lui. …ma pensò con semplicità che il parere degli altri non aveva valore per lui, poichè la buona volontà in qualcosa, che consigliava la Praticità, ed a cui era diventato importante obbedire, non lo abbandonava mai..

Fu così che Egidio continuò a consigliare di sapersi accontentare e di giudicare la esistenza umana con molta Praticità..ed ogni tanto si sentiva contento di averlo dimostrato a se stesso..diventando un giudice sostanziale di se stesso..

————————————————–

Cosa succede invece ad un altro ragazzo?

Il ragazzo di nome Claudio che pensava di avere il dono di far innamorare la gente, partì con una nave e giunse invece in Francia.

Giunto in questo paese, si prodigò con prediche e comizi per convincere che lui era il porta fortuna dell’amore e chi credeva in lui e lo avrebbe stimato, avrebbe ricevuto amore dalla vita e si sarebbe innamorato di qualcuno di certo e sarebbe stato ricambiato…

Fu così che tutti gli scapoli e le donne nubili che non incontravano l’amore fino a quel momento, poiché non riuscivano ad innamorarsi di nessuno, vedevano ora una speranza in Claudio.

Queste persone tanto chiesero aiuto a Claudio, che donarono a lui il loro spirito arido di sentimenti in quanto erano sempre disamorati e lui Claudio in cambio diede invece a loro, le piacevoli sensazioni spirituali degli innamorati che lui custodiva nei suoi ricordi, aveva uno spirito emotivamente piacevole…con molte buone sensazioni..

Dopo qualche mese in quel paese molti si innamorarono, ed ebbero amore da qualcuno, ma dopo qualche mese ancora Claudio si accorse che qualcosa era cambiato in lui, Claudio non provava più amore per se stesso, il suo prossimo grazie a lui provava amore e lo ringraziava, lui invece poiché era diventato incarnazione dello spirito del prossimo che aveva aiutato, proprio per questo non provava più niente, Claudio era diventato infatti arido di sentimenti…proprio come chi gli aveva chiesto aiuto in precedenza.. poiché Claudio era una semplice persona ed i suoi poteri erano limitati..

Ma a differenza degli altri ragazzi, il suo modo di reagire a questa difficoltà, fu un altro.

Claudio pensò in principio di fallire, ma poi ricordando che amore è anche sacrificio, decise di vivere ugualmente così, in solitudine , sopportando la sua nuova realtà, Claudio decise di abituarsi a vivere provando poco amore, tenendo però nascosta questa negatività in lui, ora poteva così risolvere i problemi degli innamorati, accettando con sacrificio di diventare contenitore di sentimenti per niente amorosi, quali l’odio, il rancore e la vendetta, li teneva prigionieri in lui, perché aveva capito che amore è donarsi agli altri, senza chiedere niente in cambio, proprio così per favorire l’amore negli altri bisognava togliere l’odio vissuto dagli altri e tenerlo prigioniero in noi, e di questo che il prossimo aveva bisogno…qualcuno che facesse sacrifici per loro..che lottasse al posto loro contro i nemici spirituali dell’amore..

Appropriandosi del non-amore vissuto precedentemente da chi sperava in lui, per migliorare nei sentimenti chi chiedeva a lui aiuto, Claudio pensava di fare del bene al prossimo, anche se lui intanto diventava sempre più frigido e arido nell’essere romantico, era comunque felice di se stesso per i benefici che causava liberando dalla solitudine il suo prossimo…

Questo ragazzo di nome Claudio si sentiva vincente secondo voi nella sua iniziativa?

Si! Egli accettò di vivere nel suo sacrificarsi per gli altri, era diventato questo il suo dovere di vita, il suo destino, tutti gli erano grati e lo stimavano per questi motivi, ma sappiate che Claudio non incontrò mai l’amore, poiché mai si innamorò, e visse nella castità il suo rapporto con il prossimo.

Claudio toglieva al prossimo ciò che impedisce all’amore di manifestarsi tenendo i ricordi difettati di altri per se, impedendo che capitassero nuovamente a chi aiutava…era forse l’intenzione di credere nell’amore ad avergli fatto fare questa scelta di sacrificio?

Si! Grazie a Claudio i sentimenti di amore erano liberi di vincere e di manifestare innamoramento in chi chiedeva aiuto a lui…più niente lo impediva, Claudio viveva così, provando come unica gioia, la sola gratitudine degli altri, era diventato un difensore ed un tutore spirituale di chi vuole innamorarsi e provare amore nella vita..

———————————————–

Morale: Solo l’abitudine a vivere nel sacrificio per gli altri, può trasformare una persona normale in un porta fortuna.

Per essere una persona benefica, bisogna saper risolvere un problema all’umanità, se chi si vuole porta fortuna accetterà il sacrificio di nascondere nella propria anima, ciò che impedisce di risolvere il problema di chi gli chiede aiuto, egli potrà essere e considerarsi il loro porta fortuna vivente.

Si potrebbe dire per allegoria che bisogna giorno per giorno, togliere acqua dal contenitore ed aggiungere nella giara il  nostro vino buono per migliorare il sapore della bevanda..anche se lo si fa per beneficiare un altro..

Se non avete spirito di sacrificio è meglio che restate semplici persone, consideratevi semplici uomini, sarete liberi di alternare egoismo e altruismo nella vostra vita…sarete liberi di gioire, anche se come tutti ogni tanto vivrete momenti strani, poichè la vita piena: è solo un sogno ambito da molti..un utopia..un aspirazione causata dal troppo idealismo..

Fine

Autore: Egidio Zippone

(Milano, Giugno 2015)

Giudizio: originale, saggio

Voto: (da 5 a 10): 9

Favola: Una storia di ragazzi ambiziosiultima modifica: 2020-03-08T14:30:22+01:00da scrittore59