Favola: il protettore della foresta misteriosa (per ragazzi)

(racconto di tipo verde)
INTRODUZIONE: Nella foresta i bracconieri comandati da un re-cacciatore si organizzavano spesso per catturare gli animali, occorreva che qualcuno prendesse le difese di quelle povere creature. .
INIZIO
Favola: il protettore della foresta misteriosa
In una foresta misteriosa, nel paese delle favole, nel simil periodo del 3000 a.c., nel periodo delle invasioni barbariche vissuto della umanità, dei cacciatori di frodo stavano per catturare degli innocenti animali, quando all’improvviso da dietro degli alberi, in loro aiuto, arrivò un mostro, egli era in parte uomo in parte scimmione e la sua pelle era tutta verde e la sua bocca era piena di denti aguzzi, l’essere parlava con una voce mostruosa ma capibile: “ lasciate subito liberi tutti gli animali catturati o vi prendo a pugni e poi vi percuoto con questo bastone!” ….
Alla vista del mostro tutti i ladri di animali scapparono spaventati…e così gli animali catturati tornarono liberi.
Il mostro dopo aver inseguito i ladri per farli allontanare, ritornò sui suoi passi per tornare nel suo territorio, nascosto tra gli alberi della foresta..
Ma questa storia non è terminata e infatti continua .
La foresta era abitata da molti animali, che vivevano in perfetto equilibrio tra loro e con essi la natura che li circondava.
Il Signore della foresta, creatore di tutti gli alberi, proteggeva gli animali nella buona salute e dal pericolo che qualche cacciatore di frodo li importunava e creava loro dei problemi.
Poche erano le vittime dei cacciatori, gli animali della foresta da qualche tempo avevano trovato un nuovo protettore…un mostro appartenente alla razza troll.
Il troll aveva avuto il compito di difendere la salute degli animali che abitavano in quel luogo e così per prima cosa chiese al Signore della foresta che lo proteggeva un desiderio:
Chiese al Signore creatore della foresta, di rendere verdeggiante con un miracolo una zona del bosco che era stata resa arida da un incendio precedente, e così fu per magia, in un giorno tutta la vegetazione bruciata rifiorì e le paludi sparirono in parte, rendendo salubre l’ambiente, creando un vero paradiso in quel luogo, ed il troll decise che quella parte della foresta sarebbe diventata la sua dimora, in quel luogo a causa della magia, la frutta era dolce e saporita, gli alberi erano pieni di foglie, il troll avrebbe costituito la sua dieta a base di frutta, ortaggi, miele e bacche selvatiche.
Dovete sapere che ai confini di questo immenso bosco, esisteva un regno governato da un vanitoso re di nome Kundor, questi era un re coraggioso ma purtroppo cacciatore di animali, era ambizioso e molte volte si vantava con i suoi cortigiani di essere riuscito a catturare i più feroci animali della foresta e di averli messi in gabbia nel suo zoo privato, tale zoo era costruito di fianco al suo castello, tramite questo luogo il re causava divertimento ai nobili di corte.
I suoi scienziati inoltre avevano il permesso di eseguire esperimenti scientifici sugli animali prigionieri.
In questo zoo, molte erano le gabbie che contenevano animali, esse contenevano: tigri, leoni, pantere, gorilla, cinghiali, cervi, lupi, uccelli rapaci.
Ogni tipo di animale vivente era custodito nello zoo di re Kundor, per suo divertimento e interesse scientifico, gli animali erano obbligati a vivere in piccole gabbie austere, prigionieri e contrariamente alla loro natura che li voleva liberi, essi pativano il poco spazio disponibile, per questo motivo gli animali diventavano tristi e soffrivano di depressione.
Ogni sera dopo avere cenato, il re cacciatore raccontava alle dame ed ai cavalieri della sua corte, le sue gesta coraggiose nel catturare vivi quei animali, ed ogni sera era un racconto nuovo.
Ma una sera, un ospite presente alle cena rispose al re: “mio re, di certo avete nel vostro giardino molti animali feroci, ma vi dico che è da qualche tempo che è diventato pericoloso per noi cacciatori aggirarsi nella foresta, io ho visto tra gli alberi del bosco un mostro, esso era in parte uomo ed in parte gorilla gigante, e si muoveva nella foresta come se fosse lui il padrone…“
“Dice la verità mio re, anch’io mentre ero a caccia di cervi nella foresta ho visto un mostro orrendo e sono scappato perché temevo che mi divorasse!” disse un altro cacciatore ospite anche lui a quella cena.
“Se dite la verità cari amici, io voglio che quel mostro sia catturato per il mio zoo, egli sarà la preda più importante del mio giardino..l’ho voglio questo mostro ibrido e che esso sia imprigionato subito!” disse il re Kundor e continuò:
“Giustiniano! Tu che sei il più forte dei miei cavalieri, organizza una spedizione per catturarlo, domani stesso dei miei soldati con al comando Giustiniano, partiranno per la foresta misteriosa” così comandò il re.
“Si maestà! Io Giustiniano e quattordici tuoi cavalieri, partiremo per una missione di caccia domani, per catturare questo mostro..sarà fatto!” rispose al re il capo dei cavalieri.
“Sarà fatto maestà, obbediamo al tuo volere, domani partiremo per organizzare la cattura del mostro” dissero i cavalieri di re Kundor…brindando con i boccali pieni di birra..
“Chi è questo mostro che sembra vivere nella foresta senza nemici, da dove arriva, forse é un pericoloso essere, bisogna catturarlo al più presto, sarà la sua cattura una ulteriore dimostrazione per miei soldati di essere abili cacciatori” pensava il re.
Il re Kundor non poteva partecipare alla missione di caccia, poichè doveva preoccuparsi di incontrare i suoi ministri, un altro problema attanagliava il suo paese, ai confini del regno infatti i barbari delle terre dell’est erano diventati minacciosi e il regno di Kundor era in pericolo.
Come deciso, all’alba, quattordici cavalieri comandati da Giustiniano partirono sui loro cavalli in direzione della foresta misteriosa, con loro portavano diverse pale ed un carro che trasportava una grossa gabbia di legno spesso.
Si addentrarono nel bosco aprendosi una strada tra i rovi, tra gli arbusti, tra gli alberi, per raggiungere il luogo dove il mostro era stato visto l’ultima volta.
Chi aveva incontrato l’uomo-troll, aveva detto che il mostro era stato visto nutrirsi di ogni tipo di frutta, quella buona, quella dolce e nutriente.
Raggiunto quel luogo, subito scavarono una profonda buca nel terreno morbido e la ricoprirono di foglie e sul finto terreno posero come esca molte cose prelibate e profumate a base di frutta saporita e dolce.
Fatto questo i soldati si nascosero poco lontano e aspettarono pazienti che il mostro cadesse nella trappola.
Dopo qualche ora di attesa, lo videro, egli era un mostro in parte uomo in parte gorilla gigante, aveva un volto mostruoso con zanne e denti aguzzi..era ciò che chiameremo un troll dalla pelle verde , il mostro si avvicinò alla frutta tropicale per mangiarsela, come previsto il finto terreno per il peso crollò all’improvviso e il gigantesco mostro cadde nella buca scavata in quel punto.
Subito Giustiniano ordinò:” bisogna catturarlo vivo!” e si avvicinò alla buca, lanciando con il suo arco una freccia avvelenata da un potente sonnifero, che rapidamente ferì il mostro ad un braccio, ed il mostro nonostante tentasse di uscire dalla buca scivolosa, fu presto vinto dal sonnifero che contaminava il suo sangue e l’uomo-troll finì con l’addormentarsi li nella buca.
I soldati prima si assicurarono che il mostro fosse addormentato e poi lo issarono dalla buca profonda e lo misero in una gabbia di legno spesso, il mostro adesso era catturato come aveva ordinato il re.
“Siamo stati dei bravi cacciatori!” si complimentarono fra loro i cavalieri di re Kundor.
Il carro con la gabbia con dentro il mostro era trainato da due cavalli e viaggiava per il sentiero creato dai soldati che avevano liberato dagli arbusti il percorso.
Tutti i cavalieri erano di scorta alla grossa gabbia, niente faceva temere quello che stava per accadere.
Dovete sapere che qualcosa di spirituale che si muoveva tra gli alberi favolosi del bosco non era d’accordo che quel mostro fosse catturato, il Signore della foresta che governava la vita di quel luogo alberato non era d’accordo sulla sua cattura.
Il Signore della foresta ordinò ai venti e alle nuvole di addensarsi nell’aria e di formare una tromba di aria potente, cosi potente da sradicare gli alberi e da far imbizzarrire i cavalli e con la forza del vento anche di far volare via i cavalieri nell’aria e portarli lontano, di far volare la gabbia di legno con loro, sollevandola e facendola roteare nell’aria, la gabbia dopo questo agire dei venti, ricadde al suolo e nel suo girarsi urtò il terreno in modo vorticoso e si ruppe in più parti..ed il mostro contemporaneamente si svegliò e tornò libero.
“Presto scappiamo il mostro si è liberato ed è pericoloso!” dissero i cavalieri sopravvissuti alla tempesta, mentre correvano a gambe levate per allontanarsi.
Il mostro era infuriato e prese un soldato per una gamba e lo fece roteare nell’aria, sbattendolo di qua e di la sul terreno, poi ne prese un altro per un braccio e lo lanciò lontano facendo sbattere sui tronchi degli alberi.
“Presto scappiamo il mostro è troppo forte, scappiamo oppure ci ucciderà tutti!”.
Il capo dei cavalieri di nome Giustiniano invece era intrappolato, a causa della tromba di aria il suo cavallo si era imbizzarrito e lui era stato disarcionato ed era finito rotolando sul terreno proprio sul ciglio di un burrone e stava per precipitare da una grande altezza, sarebbe morto se non fosse, che due forti braccia lo stavano prendendo per la sua armatura e lo issavano al sicuro, era il mostro, era il troll e stava salvando quel soldato da una morte sicura …”si é preoccupato per me!” pensò Giustiniano.
Il cavaliere ne era ugualmente impaurito: “ ma forse ora il mostro mi ucciderà!” pensava..invece il mostro si dimostrò tranquillo, non sembrava essere vendicativo, e sentite un pò sapeva anche parlare..infatti rivolto all’impaurito cavaliere disse:
“Cavaliere! mi vedi come un mostro adesso, cavaliere! ora sono mezzo uomo ed in parte gorilla gigante..ma devi sapere che una volta, anni fa, io ero un re in forma umana e mi chiamavo re Urlab!” affermò il mostro.
Intanto tutto era passato in quel luogo, l’agire dei venti e tutto intorno era tornato calmo, fu così che il mostro, il troll, nonostante le sue orribili sembianze, potè raccontare in tutta calma la sua storia al cavaliere Giustiniano…che pieno di stupore si mise ad ascoltare incuriosito…..
Storia che io, il narratore, vi riassumo qui brevemente.
Dovete sapere che il mostro, tempo prima, aveva sembianze umane ed era un re del popolo barbaro servito dal suo popolo, ma un giorno stranamente prese il vizio di bere e cominciò per di più anche a tradire sua moglie la regina, la tradiva in tutte le maniere e sotto gli occhi di tutti, anche intrattenendosi con i servi e le servette, che pur essendo poco puliti in quanto ignoranti, lui re Urlab, li riteneva attraenti, essi erano inferiori a lui come ruolo e come doveri, ma a lui re Urlab piacevano ugualmente.
Tutti i soldati mormoravano con rimprovero tutto questo, ed immenso era il disonore per la regina a lui sposata…ella si vergognava molto di suo marito e non ci poteva fare niente…il suo onore di moglie ne soffriva.
La regina, che si chiamava Giuliana, si sentiva molto spesso umiliata dal comportamento adultero di suo marito e il dolore che provava era causa di tristezza, la regina chiese giustizia al Signore della foresta contro il re, ma non ottenendo risposta, si rassegnò alla triste vita che doveva sopportare e fu quindi presa da una forte depressione e un giorno la regina decise di suicidarsi buttandosi da una alta rupe nel mare e ivi annegò.
Alla sua morte il Signore della foresta provò la sofferenza ed il dolore dell’anima di quella regina tradita e si incollerì con suo marito, e condannò per le conseguenze del suo tradire, re Urlab a mille tormenti.
Re Urlab fu punito mediante il tormento da spiriti erinni (spiriti che causano depressione, ansia e panico) e tremende crisi di coscienza, oltre con il dovere di subire molte malattie psico-somatiche tra le quali l’insonnia ed il dolore nevralgico..
Stanco di tutti questi disturbi .. non riuscendo più a dormire, il re Urlab chiese di voler fare pace con il Signore della foresta, e si mise a pregare nel tempio sacro per ottenere il suo perdono…e quindi si pentì del suo comportamento immorale.
Il Signore della foresta, a causa delle implorazioni di re Urlab, cambiò atteggiamento ed ebbe pietà di quel re e volle calmare la cattiva salute di quel povero essere umano, ma poiché la tendenza al peccato era ritenuta impossibile da sanare, anche se re Urlab era pentito e non sopportava più l’ingiustizia che aveva causato a sua moglie, il Signore della foresta per aiutarlo a sopportare i dispiaceri, decise di trasformare re Urlab in un uomo-troll di colore verde..
Come per magia furono mutate le sembianze umane di re Urlab, che diventò un mostro, accadde così che il ricordo dei suoi peccati diventò più sopportabile e la cattiva salute in quelle sembianze poté guarire…poiché un mostro a differenza di un re, si può comportare come un immorale…la logica della Natura poteva sopportare e comprendere questa situazione, ed il Signore della foresta smise di punirlo…poiché ciò che è simile ad un animale è da comprendere..
A causa di questo, cosa accadde nella casa reale del re Urlab?
Tutti i servi ed i soldati del regno spaventi per la presenza di un troll tra loro, si armarono e cacciarono il re-mostro via dalla dimora reale, in quanto non lo riconoscevano più loro re in quelle sembianze, pensavano che lui il mostro avesse ucciso il vero re, prendendone il posto in segreto.
E lui il re-mostro fu obbligato a fuggire ed a vagare per la Terra, senza amici ne casa, e finalmente un giorno trovò rifugio nella foresta misteriosa che si trovava vicino al regno di re Kundor.
Gli animali della foresta lo videro e siccome era in parte animale, sembrava un animale come loro, lo accettarono come capo e protettore di tutti gli animali, in quanto in quel luogo gli uomini trovavano divertente cacciare di frodo, occorreva quindi qualcuno che difendesse gli animali e doveva essere molto forte, qualcuno che incutesse timore all’uomo.
Urlab tramutato in mostro, promise al Signore della foresta di difendere gli animali della foresta e la loro libertà.
Urlab disse: “La natura consiglia gli animali a dare importanza solamente alla libertà ed alla salute, mentre qualcuno ugualmente si diverte a imprigionarli nel suo zoo, per mostrarli umiliati ai suoi amici, ma gli animali si preferiscono liberi anche se sanno sopportare la carestia, sanno comunque gioire dell’abbondanza …in quanto questa incoerenza è nella natura di ogni animale.
“Ed ora cavaliere, sai la mia storia ed hai davanti a te il protettore degli animali di questa foresta misteriosa!” disse il mostro alzandosi in piedi e picchiandosi il forte petto con i suoi pugni…dimostrando così la sua autorità..
Il capo dei cavalieri di nome Giustiniano sentì la storia e si impietosi, ma allo stesso tempo comprese il destino terribile di quell’uomo trasformato in mostro e decise di aiutarlo.
“Mostro! ….io ti ringrazio di avermi salvato la vita…e ti sono debitore e ti voglio aiutare!” affermò Giustiniano.
Giustiniano aggiunse: “per il motivo che tu mostro sai anche parlare e conversare, io ti condurrò da re Kundor, ed in questo modo potrai dichiarare le tue ragioni e quelli di tutti gli animali tuoi amici.”
“Mi seguirai al palazzo del re presso di lui e i suoi cortigiani…davanti al re potrai pretendere i tuoi diritti e quelli di tutti gli animali…se il re Kundor ti ascolterà i tuoi problemi saranno risolti.”
Il mostro uomo-troll, fu condotto dal cavaliere Giustiniano alla corte di re Kundor..e dopo un lungo cammino, attraversando la foresta misteriosa, mentre si faceva sera, i due giunsero al castello del re.
Il mostro entrò nella corte reale, sotto gli occhi stupiti di tutti i presenti, facendo svenire le donne sensibili, poichè la sua mostruosa sembianza era straordinaria.
Il cavaliere Giustiniano entrò nella sala reale e raccontò al re tutta la storia che già sapete.
Fu così che alla fine del racconto del cavaliere, con lo stupore di tutti i presenti il mostro parlò e disse:
“Oh re! vi chiedo di liberare dalla prigionia tutti gli animali catturati in passato da voi e che ora si trovano nel vostro zoo, in modo da poter porre termine alla loro sofferenza.”
Disse ancora il troll: “L’uomo è paragonabile agli animali, in quanto è solo un uomo, egli infatti anche se é più intelligente e più bello degli animali, è secondo me utile anche lui al mondo degli animali…quindi l’uomo deve capire il loro volersi liberi.”
“Gli animali maestà, devono stare nella loro foresta liberi, e non vivere prigionieri o ridotti in schiavitù in uno stupido zoo, derisi e resi sofferenti da chi li ha imprigionati.”
Il re Kundor ascoltò stupito le parole del mostro..poi dimostrando molta collera urlò ai soldati: “ il mio parere che la storia che mi hai raccontato è totalmente falsa, e poi come osi tu, che sei simile ad un animale, voler consigliare un re..”
“Sappi che le persone non sono paragonabili agli animali, tutto ciò che esiste è degli uomini e quindi del loro re..sia gli animali che gli uomini sono del re, e il re può fare di loro quello che vuole.”
“Anche tu creatura mostruosa obbedirai a questa coerenza e devi ritenerti mio..e secondo me sei di certo malvagio viste le tue sembianze orrende…quindi vai imprigionato.”
“Soldati! ….addormentatelo con il sonnifero, catturate questo mostro e mettetelo in una delle gabbie dello zoo, affinchè si possa contemplare il suo aspetto mostruoso stando al sicuro dalla sua forza.”
I soldati agli ordinì del re, scagliarono all’improvviso frecce avvelenate e nonostante la natura combattiva dell’uomo-troll e la sua pelle resistente alcune frecce riuscirono a trafiggerlo, il mostro fu colpito e per l’effetto del veleno si addormentò prima che potesse fare danni, e fu catturato dai soldati che lo trascinarono subito via verso il giardino per rinchiuderlo in una gabbia di ferro.
“Mio re!” disse Giustiniano..”quel mostro è un essere buono..merita ascolto..mi ha salvato la vita..il dovere a cui ha deciso di obbedire, é un incarico giusto!”….disse Giustiniano parlando in favore dell’uomo-troll.
Il re Kundor sentito dire queste parole si infuriò ulteriormente. “Guardie imprigionate anche Giustiniano! disse il re Kundor..”tu cavaliere mi hai tradito..hai messo a repentaglio la mia incolumità…portando da me libero questo pericoloso mostro…che Giustiniano sia quindi portato nelle prigioni ..guardie obbedite e imprigionatelo!” ordinò il re.
Il re Kundor, ancora incollerito con il suo miglior cavaliere continuò: “ma si! imprigionate Giustiniano è un traditore, in quanto si è messo a difendere gli animali, che vantaggio ne ha a far questo, lui che è umano…è la legge del più forte che comanda il mondo…noi umani siamo i padroni del mondo e loro gli animali invece devono finire in gabbia” disse a tutti il re.
Il mostro fu imprigionato in una grossa gabbia, ma durante la notte il veleno svanì il suo effetto, ed il mostro si risvegliò, purtroppo era stato rinchiuso in un gabbia di ferro, si trovava lontano dalla foresta misteriosa.
Il Signore della foresta che lo proteggeva, in questo luogo lontano, in questo giardino, non poteva aiutarlo con le sue magie…i suoi poteri erano deboli con il terminare degli alberi magici della foresta…
L’uomo troll era prigioniero in una gabbia, poteva vedere tanti animali sofferenti in quanto imprigionati anche loro, essi si lamentavano nelle loro gabbie della loro condizione disagiata da tempo…comunicando tra loro a loro modo e descrivendo la loro triste sorte, essi si lamentavano di quanto fosse cattivo l’essere umano.
Il mostro cercò di spezzare le sbarre della sua gabbia con le sue forti braccia, ma non ci riuscì, il ferro della gabbia era resistente.
Le ore passavano e il mostro sembrò desistere da iniziative, ma poi si ricordò che forse nel giardino esistevano animali liberi, si ricordò che lui, il mostro, in quanto facente parte della natura degli animali, era telepatico anche con il mondo degli insetti, anche loro infatti gli insetti, erano animali, e si concentrò con la mente per chiedere aiuto a qualcuno di loro…si! gli insetti.
C’era infatti in quel giardino vicino ad una pietra, un piccolo scorpione delle pianure, era robusto e fornito di grosse chele, il troll imprigionato e il piccolo scorpione in libertà si intesero alla perfezione nella telepatia mentale che unisce tutti gli animali…e unisce anche chi si vuole simile agli animali.
Il mostro vide appoggiate poco distante, su una colonna delle mura del giardino, le chiavi della sua gabbia, e chiese al piccolo scorpione se poteva prenderle e portarle a lui.
Lo scorpione era piccolo ma evidentemente forte, poiché si arrampicò per la colonna di pietra ruvida e raggiunse in questo modo il chiodo con le chiavi di ferro inserite, le prese con una delle sue chele e ne ridiscese senza far rumore, mentre i guardiani dello zoo, ancora dormivano, poiché era notte fonda.
Il piccolo scorpione con pazienza portò le chiavi fino alla gabbia di ferro, fino alle mani del mostro che sporgevano in attesa dalla gabbia. Il mostro prese le chiavi e aprì subito la sua prigione e fu quindi libero.
La prima cosa da fare era liberare tutti gli animali prigionieri soprattutto quelli feroci, i predatori, essi lo avrebbero aiutato, liberò quindi le tigri e comandò loro di fare il loro dovere di giustizieri, “Uccidete divorando il re Kundor fonte della vostra sofferenza e prigionia” disse a loro il mostro.
Le tigri si incamminarono verso le stanze del palazzo, consigliate dal loro fiuto, sapevano riconoscere l’odore del loro aguzzino, capivano che il re Kundor era poco distante.
Intanto il mostro con due forti pugni stordiva i guardiani che si stavano svegliando per il rumore degli animali che scappavano dalle gabbie…e si impossessò delle chiavi delle prigioni dei sotterranei, che il troll trovò cercando in una tasca di una guardia stordita poco prima.
Fatto questo, fornito di altre chiavi, il mostro si diresse alle prigioni degli umani e ivi giunto, egli potè liberare anche Giustiniano il suo amico, e liberò anche altri umani prigionieri, contadini abitanti di un villaggio vicino, imprigionati in quanto colpevoli di evadere le tasse, si erano negati di versare i tributi pretesi dal re.
Intanto le due tigri raggiunsero la stanza del re consigliate dal loro super-odorato, ed entrarono dalla finestra aperta, il re Kundor urlò avvertendo il pericolo, ma fu troppo tardi, le due tigri con un salto azzannarono con il loro denti il collo del re ed con i loro artigli lo uccisero dilaniandone il corpo e le sue carni…il re Kundor morì nel suo sangue sparso per tutta la stanza..
“Presto guardie accorrete, sciagura è stata, hanno ucciso il re Kundor, hanno ucciso il re Kundor!” gridavano i servi per tutto il castello..
“Gli animali sono scappati presto guardie accorrete!” gridavano le guardie dal giardino al di fuori del castello.
Le sentinelle ed i soldati del grande castello arrivarono al gridare di tutti..quando ecco che il cavaliere Giustiniano, che era considerato, vi ricordo, il più forte tra tutti i cavalieri del regno disse: “Soldati! il re Kundor è ormai morto, e come tutti sapete, un pericolo nuovo ci minaccia, ai confini dell’est, le tribù barbare stanno per invaderci, occorre al più presto nominare un nuovo re, forse anche più giusto e più saggio di quello che abbiamo avuto, che non abbia ad esempio la ossessione di imprigionare animali, un nuovo re che ci guidi alla giusta battaglia che abbiamo da vincere..i nemici barbari.”
“Udite soldati, io chiedo a tutti voi di nominarmi vostro nuovo re, poiché il pericolo di una guerra necessaria incombe” così parlò Giustiniano.
Ci fu un attimo di silenzio, poi fu presa una decisione, consigliata dalla praticità, bisognava infatti difendere dai barbari i villaggi dei contadini, giovani donne e bambini erano in pericolo, e così tutti dissero: “Sono state le tigri a uccidere il re Kundur, viva Giustiniano nostro nuovo re! Sia Giustiniano il nostro re egli ci guiderà in battaglia contro i veri nemici..i barbari” dissero tutti.
Intanto alle esterno del castello, fu così che tutti gli animali una volta prigionieri avevano il tempo di scappare nella foresta, nessuno si curava più di loro e quindi riuscirono a fuggire verso la libertà.
Il mostro in parte uomo in parte troll consigliò gli animali a nascondersi, ed essi obbedendo a lui si nascosero nella foresta misteriosa, era necessario, c’era il rischio che gli uomini ci ripensassero.
Pochi giorni dopo, le tribù barbare dell’est tutte unite, arrivarono a minacciare le mura del castello e Giustiniano ordinò alla battaglia e con coraggio i suoi soldati affrontarono il nemico, ma i barbari erano troppi, la battaglia si dimostrava difficile .
Il troll di nome Urlab, avendo avuto la notizia che gli uomini stavano combattendo tra loro, prese una decisione e disse a tutti gli animali:”Se non possiamo vincere gli uomini poiché sono più numerosi di noi, facciamone diventare nostri amici una parte di essi, ed io so come fare!”.
Fu così che un inaspettato aiuto giunse al re Giustiniano, un aiuto arrivò dalla foresta, all’improvviso si vide un numeroso gruppo di animali, ma solo gli animali predatori e feroci, comandati dal troll Urlab, attaccare i barbari alle spalle, essi gli animali entrarono nel mezzo della battaglia per aiutare i soldati di Giustiniano….erano leoni, tigri, orsi, iene, lupi, pantere…ed erano molto pericolosi..
Erano tanti, erano furiosi ed erano animali feroci, e così le tribù barbare ostili al re Giustiniano, stupiti da questo nemico inaspettato, furono vinte e messe in fuga, e fu così che i villaggi abitati da donne e bambini non furono depredati.
Il re Giustiniano amico del troll vinse la battaglia decisiva..
Il giorno dopo, avendo vinto la guerra e curati i feriti, tutti gli abitanti del regno promisero al re Giustiniano, che mai più, avrebbero cacciato gli animali della foresta per divertimento, poichè loro gli animali, li avevano aiutati dal pericolo barbaro, gli animali rappresentavano ora una risorsa importante per la sicurezza del regno.
In seguito a questa promessa fatta dagli uomini, tornò la pace nella foresta misteriosa.
Tutti gli animali furono al sicuro…la vicinanza del paese degli uomini non era più un problema.
E tornò la pace anche in tutto il regno di re Giustiniano…poiché i barbari erano stati vinti e respinti oltre i confini del regno.
Il troll Urlab affermò: “ il mio scopo di vita è difendere la libertà dei miei amici animali, io stesso ho sofferto per essere stato imprigionato a causa della volontà di re Kundor, ma siccome non do importanza a tutto, dirò che la mia vita è ancora felice ed ora che sono un uomo-troll non soffrirò più per i miei errori..” disse il troll Urlab.
Per l’abilità dimostrata dal mostro in questa avventura, il Signore della foresta permise ad Urlab di creare intorno a se un oasi di pace, una pace protetta dalla selvaggia foresta, un insieme di numerosi alberi che circondava un paradiso verdeggiante..
E cosi l’uomo troll in quei giorni diede pace al suo dolore di uomo e diventò il guardiano di quel paradiso.
Il mostro visse nella foresta per molti anni e nessuno umano o re, in quel periodo, più importunò gli animali liberi in quanto la foresta aveva un degno protettore…temuto da tutti..
il Signore della foresta adesso era contento di questa armonia che si era instaurata tra gli uomini e gli animali…l’uomo e gli animali ora potevano considerarsi quasi fratelli…
————————-
Morale: non sempre le sembianze mostruose sono dimostrazione di anima malvagia, bensì è il comportamento giusto, oppure quello sbagliato, che distingue chi è buono da ciò che è cattivo.
Fine
autore: Egidio Zippone
(Milano, Luglio 2015)
Giudizio: interessante, avventuroso
voto (da 5 a 10): 9
Favola: il protettore della foresta misteriosa (per ragazzi)ultima modifica: 2020-03-08T22:49:47+01:00da scrittore59

Lascia un commento