Favola: i due regali (per ragazzi)

INTRODUZIONE: tra due regali, non sempre il regalo più di valore è quello che darà più benefici a chi lo riceve..ma..
INIZIO
Favola: i due regali
In un paese lontano, nel mondo delle favole, nel 1815 o giù di lì…
Accadeva un piccolo imprevisto, un uomo anziano, bisognoso di aiuto, si ritrovò in panne con la sua carrozza in una strada di campagna poco frequentata..la carrozza era pesante da sollevare, si era rotta il raggio di una ruota e il vecchio non sapeva come risolvere da solo l’incidente.
Visibilmente in difficoltà a causa dell’età che aveva…egli chiese aiuto a due giovani..che erano di passaggio in quel momento per quella strada isolata…promettendo loro di ricompensarli per il meglio, se risolvevano il suo problema.
I due ragazzi si guardarono dapprincipio sospettosi e riluttanti, poi uno dei due convinse l’altro a collaborare e decisero di aiutare il vecchio, pensando alla ricompensa che avrebbero ricevuto.
“Una bella pulita al perno portante e un sforzo per sollevare la carrozza ooh! issa una bella spinta..tutti insieme…e si riesce a togliere la ruota rotta”.
“La si ripara nel raggio con chiodi e pezzi di legno aggiunti come si può, ohh! issa e la si rimette al suo posto, avvitare per ben la ghiera del mozzo..e subito a spingere la carrozza tutti insieme.”
“Alè! La carrozza è pronta finalmente!”.
“Ed il vecchio uomo è subito aiutato!” dissero i ragazzi.
Il vecchio era molto grato ai due giovani e disse loro: ”come posso ricompensarvi? “.
Per ringraziarli il vecchio prese qualcosa dal carrro e mostrò loro nella mano destra un sacchetto con dentro un bel vestito principesco dal valore di 500 denari
E nella mano sinistra mostrò invece una scatoletta di ferro con dentro un piccolo anello di argento del valore di 50 denari
“Ecco ragazzi, io vi regalo queste due cose e voi da bravi dividetevi il premio da buoni amici” disse il vecchio ai ragazzi con un sorriso.
Giuseppe il più grande, prepotente come era, volle subito la fetta migliore e cioè il sacchetto con dentro il vestito principesco, aveva un valore in danaro maggiore e disse: “Sono il più bravo! e sarò io a scegliere per prima il regalo… è giusto così!
“Lo voglio io il vestito… e ciò che vale di più!” disse Giuseppe..
” Io sono meglio di te! Con questo vestito chissà quante belle ragazze conoscerò e mi vorranno!” ..e pretese quindi con modi maleducati il sacchetto di tela con dentro il vestito principesco..il vestito era di tessuto bianco e ricamato in oro…con giacca corta alla vita di colore celeste ed una camicia con dei ricami sul davanti da vero principe e con dei pantaloni attillati azzurri.
E così Eugenio, il più gentile, dovette accettare invece il vecchio e piccolo anello di argento di meno valore..era questa una normale consuetudine ormai…Eugenio infatti subiva spesso le prepotenze di Giuseppe ed anche questa volta le subì..
Eugenio disse: “….meglio che niente..me lo tengo io l’anello di argento..va bene!
“Sei sempre il solito Giuseppe, a volte un po’ di buona educazione, ci rendebbe più giusti…tienti pure il vestito dalla bella immagine, però che prepotente che sei!” disse Eugenio.
Il giovane gradasso di nome Giuseppe..tornò a casa e si vestì di tutto punto con il suo bel vestito, il suo parere era che il vestito gli stava a pennello…era domenica sera e Giuseppe subito si recò ad un albergo in centro, dove la cittadinanza organizzava quella sera un grande ballo in onore del nuovo sindaco, dove erano stati invitati tutti i giovani del paese..
Molte furono le ragazze che notarono Giuseppe, con il suo bel vestito da nobile..bianco e azzurro..ma dopo un po’ essi percepirono anche il contrasto che c’era tra i modi di quel ragazzo, che erano goffi, e quel che significava quel bel vestito..eh si! era proprio notevole il contrasto….
I modi del ragazzo risultavano sgarbati e da ignorante….si grattava spesso la testa ..stava seduto scomposto, masticava e sputava tabacco nelle sputacchiere..e si puliva a volte il naso con le mani..le ragazze per bene le più belle.. gli dissero..”ma dove lo hai rubato questo vestito?..di certo non è tuo!..non sei degno di cio’ che stai indossando!” e lo lasciarono da solo infastidite dai suoi modi poco educati..
“Nemmeno sa conversare in modo forbito e con cognizione!” affermarono i genitori presenti…eh si! il vestito attirava l’attenzione su Giuseppe è vero…ma allo stesso modo faceva capire che quel ragazzo non era un vero principe…
Il regalo che scelse Giuseppe, aveva infatti una magia, era quello “il vestito della coerenza” se la persona non era degna di indossarlo..se nella vita non era un idealista..esso evidenziava per magia… le lacune e i difetti del suo carattere e la sua ignoranza…chi lo indossava rischiava grosso…
Infatti Giuseppe era per davvero ignorante e maldestro..e le ragazze lo capirono e si stufarono presto di lui..e nel sentirlo parlare con quel tono di voce arrogante e aspro..capirono cosa egli era veramente dentro ..”un prepotente maleducato!”.
Il ragazzo di nome Giuseppe capì tutto questo all’improvviso vedendo le occhiate di rimprovero dei presenti e fuggì dalla festa.
Il giorno dopo Giuseppe prese in antipatia il vestito, e decise di cambiare al più presto il vestito principesco da un rigattiere con 20 denari..e si comprò con quei soldi un panino al prosciutto e un bicchiere di vino…e non ne volle più sapere di tutta quella eleganza…
Invece il ragazzo pìù tranquillo, Eugenio, che aveva accettato malgrado tutto il piccolo anello di argento di poco valore..stava quel giorno contemplando il suo regalo.
Prese l’anello di argento e se lo mise al dito..e si accorse vedendo la sua mano così adornata, che qualcosa cambiava tutto intorno..qualcosa cambiava dentro…migliorava.
Il ragazzo Eugenio con l’anello al dito..diventava ogni giorno più padrone di se stesso.. come per magia.
Le sue opinioni, se dichiarate, non erano mai contestate e l’anello causava in lui una magia buona:..dovete sapere che il ragazzo era sempre stato trattato male dal prossimo che approfittava spesso di lui sia in famiglia che tra gli amici…ma da quando cominciò a portare al dito quell’anello qualcosa cambiò per Eugenio..quel che diceva sembrava avere più valore per gli altri…
Ad esempio il ragazzo affermò un giorno che la ragazza di cui era innamorato era la più bella del paese e nessuno dei presenti sentì il bisogno di dichiararsi contrario al suo parere… un po’ per una improvvisa intenzione che li prese di essere educati, ed un po’ forse perchè la ragazza era davvero bella… chissà!
Un altro esempio, il ragazzo un giorno per vivere da sposato con la sua futura moglie acquistò una casa…e decise l’arredamento senza sentire consigli…e poi affermò che essa era la casa più bella del paese..e nessuno infatti gli contestò ne il prezzo speso, ne la bellezza della casa comperata e arredata..un po’ per una improvvisa educazione che li prese, un po’ forse perché la casa era davvero bella..chissà!
Tutto questo era invece causato da una magia, era la magia dell’anello che aveva al dito, pensava il ragazzo, esso aveva un potere.
Disse a se stesso “Di solito i miei amici non perdono mai una occasione per mettermi in difficoltà, ritengono divertente comportarsi così con me, ma questa volta no..ma questa volta no!..eh! si!” ora gli amici gli davano sempre ragione..era lui il capo.
Infatti quello che aveva ricevuto in regalo Eugenio..era “l’anello del capo” la cui magia difendeva dalla contestazione altrui.
Il ragazzo Eugenio per mezzo di quell’anello di argento diventò finalmente padrone di sè stesso e visse felice e contento per il resto dei suoi giorni, tutti erano sempre d’accordo con lui, le sue opinioni non erano mai contestate…in quanto è “la libertà delle nostre opinioni” che ci rende felici..e “l’anello del capo” aveva questo potere da far provare a chi lo aveva al dito.
morale:
Il vecchio anziano era un mago….e dimostrò ai ragazzi che la vera felicità è quella che dura nel tempo non quella che deriva dalle cose materiali di più valore..e non sempre c’è bisogno di essere opportunisti per ottenere questa felicità..
L’anello di argento, aveva un valore materiale inferiore, ma aveva in lui però il potere di allontanare, da chi lo metteva al dito, “il disturbatore del libero arbitrio” …e rendeva di conseguenza contento il suo possessore..è questo un grande dono che vive in chi è protetto da una divinità .
Fine
autore: Egidio Zippone (Milano, Novembre 2007)
Giudizio: interessante, originale
voto (da 5 a 10):9″
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Favola: i due regali (per ragazzi)ultima modifica: 2019-04-13T10:57:53+02:00da scrittore59

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