Favola: Il figlio ingrato (per adulti)

 

INTRODUZIONE: solo se vi darete torto e offenderete la vostra superbia, potrete ottenere aiuto e perdono da chi vive nella serietà la sua vita per bene, questa è la storia di un disobbediente che fu aiutato con un miracolo…

INIZIO

Favola : Il figlio ingrato

In una città dell’Italia del nord, nella Lombardia del 1650 d.c. viveva un padre con tre figli, che avevano questi nomi: Leandro, Angelo ed Vincenzo.
Questo padre era un Sant’uomo e faceva il guaritore ed era chiamato dai suoi amici “il Santo della guarigione”
Il Santo della guarigione ogni settimana andava nel centro del villaggio dove si trovava un circolo, nel cui interno era organizzato un ricovero per ospitare gli ammalati gravi, quelli senza speranza, in quel luogo il Santo si prodigava per farli guarire…e li consolava pregando per loro.
Il Santo della guarigione dopo qualche anno aveva imparato a guarire i malati gravi e aveva insegnato ai suoi figli i molti segreti della medicina.
Nella loro casa, la vita famigliare passava tranquilla, nella pace e nella fratellanza, il Santo ed i suoi figli vivevano benedetti dal Signore..
Ma in ogni famiglia, c’è qualcosa che non va per il verso giusto, dovete sapere che uno dei figli a causa della sua indole irrequieta e disobbediente, con il passare degli anni, dimostrò che era davvero di natura un po’ inquieta e quindi si lamentava spesso della vita che conduceva, riteneva quella vita noiosa e poco avventurosa per lui..”sempre a pregare…sempre a pregare …sempre ad aiutare gli ammalati,,,,sai che noia…mi sento un martire a vivere così..desidero una vita più avventurosa!” pensava il figlio ingrato.
Per questi motivi, questo figlio di nome Leandro un giorno disse al padre:
“Padre ti devo parlare, ho un problema, mi annoio a vivere con te, voglio realizzare le mie ambizioni di una vita avventurosa e quindi ascoltami:
Dammi tutto quello che mi spetta perché vivere con te mi fa sentire un debole.
Dammi tutto quello che mi spetta perché darti retta mi rende infelice”.
Il padre soffrì molto a sentire quelle parole, in quanto era un padre buono e onesto, fu così che il padre veramente deluso dal dire del figlio di nome Leandro consegnò a lui la sua parte di eredità e quello che gli spettava e gli disse:” adesso vattene oh figlio ingrato..hai avuto quel che volevi…ora vattene… che tu negligente figlio te ne vada pure.. ecco ti ho dato quello che ti spetta!”.

Il figlio prese parte dei suoi bagagli e il denaro dato dal padre e salendo sul suo cavallo partì per un’altra città..
Li giunto affittò una casa e si comperò da mangiare.
Passarono gli anni ed Leandro viveva spensierato la sua nuova vita, viveva divertendosi è vero ma dilapidva i suoi averi, spendendoli a donnacce e senza mai chiedere un lavoro poiché era orgoglioso e gli sembrava mendicare farlo, ogni giorno molti soldi era persi senza produrre guadagno…molte volte nella taverna perdeva soldi al gioco di azzardo dei dadi..

I giorni passarono e il denaro di Leandro come spesso accade, cominciò a terminare.
Con il passare dei giorni, Leandro si causò molti debiti per pagarsi la casa e il vettovagliamento necessario per vivere.

Erano passati dodici da quando Leandro viveva lontano dalla casa suo padre, un giorno i creditori capirono che lui non aveva più soldi per pagare i debiti fatti in quei mesi…e forse mai li avrebbe pagati..e si arrabbiarono molto con lui.
Fu così che Leandrò rubò, commise furti ed imbrogli truffando la gente onesta per poter pagare i creditori più esigenti…
Fu così che Leandro diventato ormai povero e pieno di debiti fu accusato e condannato e perse la libertà.
Fu condannato a lavorare in modo forzato come uno schiavo in una miniera di zolfo dai fumi dannosi alla salute e dalle gallerie sotterranee mal areate…
I molti creditori ritenevano Leandro un ladro..un ingrato che chiedeva sempre soldi in prestito e mai li rendeva…e dicevano “Hanno fatto bene a punirlo, ha avuto quel che si merita!”.
Dopo quache anno di quel lavoro, frustato e uniliato, Leandro cominciò anche a soffrire nella coscienza per quello che aveva commesso, a causa di queste crisi, per motivi psicosomatici stranamente cominciò anche a soffrire di forti dolori al fianco, dolori lancinanti e forti che gli toglievano il sonno, per molti giorni Leandro soffri tanto, ed a volte per il suo soffrire urlava nella notte per il dolore, camminando avanti e indietro nel cortile e bevendo vino aspro per darsi sollievo.
Vedendolo ormai incapace di lavorare, fu così che i padroni della miniera stufi di vederlo sofferente e pensando che quella persona era ormai senza speranza e che forse quelli erano sintomi di un castigo divino..molto diffusa era la superstizione tra la gente in quegli anni, i padroni della miniera decisero di portare Leandro svenuto per il dolore in un villaggio vicino e giunti in quel luogo lo misero sdraiato a giacere nel cortile circondato da mura di case, mentre lui era svenuto per il dolore e incosciente, egli fu sdraiato in mezzo a tutti i tipi di malati, sia malati di peste, che di colera ed altri malati …e fu lasciato al suo destino di moribondo.

Leandro si svegliò e restò sdraiato sul lenzuolo nel cortile guardando il cielo, diventò cosciente di quel che gli stava capitando…i suoi occhi
lacrimavano, una triste consapevolezza gli pervadeva l’anima e sempre soffrendo sentendosi povero e sperduto, vestito delle sue povere vesti ormai sporche, Leandro decise di aspettare in preda ai dolori la morte liberatrice.

Dovete sapere che quel giorno, passò da quell’ospedale un guaritore, ogni tanto passava di li, quando era di turno nel fare volontariato, a quel tempo non c’erano veri pronto soccorso e chi si ammalava era affidato alla carità della chiesa e dei volontari, questo volontario era chiamato “il Santo della guarigione” voleva fare carità ai poveri malati e dar loro una speranza di perdono religioso e forse anche di guarirli dalla loro malattia.

Il “Santo della guarigione” in compagnia dei suoi figli girava a piedi nel cortile del ricovero tra gli ammalati ed ogni tanto faceva del bene a loro..dando conforto e porgendo qualche cura…chiedendo solo all’ammalato di pregare insieme a Lui..

Il Santo per fare del bene, da tempo, si prodigava nei molti siti per ammalati gravi dell’intero ducato, per aiutare lavando e medicando con i suoi unguenti ogni tipo di ammalato.
Mentre porgeva aiuto ai tanti ammalati del ricovero, fu così che il Santo della guarigione si avvicinò ad un ammalato che stava sdraiato tra gli altri.. e il malato era Leandro che giaceva sofferente su dei panni in terra.

Leandro seppur malato lo riconobbe, quel guaritore era suo padre, ma non si fece accorgere e cercò di non far capire di essere lui, poiché si vergognava, egli pensava:” se mi riconosce di certo non mi guarisce…forse mi rimprovera pure poiché i miei peccati sono tanti!” così rimase in silenzio.

Fu così che vedendolo così mal sdraiato e notando la sua sofferenza, vedendolo così addolorato, il “ Santo della guarigione” disse rivolto ai presenti: “Cosa ha questa persona così malata e così sofferente?
“Fermati non lo medicare! gli disse qualcuno “questo malato finirà all’inferno…stiamo aspettando che muoia e lasci il posto ad un altro..”

“Egli deve espiare!” diceva la gente presente, forse per castigo divino quest’ammalato è stato contaminato da malattie infettive, sta di fatto che ora stò sventurato sta male, subisce la malattia che meritano gli imbroglioni, devi sapere che questo ammalato, quando era in salute ha abbandonato il Padre e la sua famiglia per una vita avventurosa ed ora ha trovato quello che si merita..la grave malattia”.

Dovete sapere che il Santo della guarigione non la pensava allo stesso modo nell’aiutare e nel far carità alla gente…poiché era molto buono con chi soffre..era strano che quel giorno si trovassero nello stesso luogo, ma il Caso e la Coincidenza vollero così.

“Hai capito Santo…questo infermo è stato un peccatore ed ha litigato anche con il suo povero padre e anche in modo cattivo e devi sapere che il Padre ha sofferto molto per le cose cattive che ha sentito dire dal figlio..” disse qualcuno.

“Devi sapere che questo peccatore è vissuto di gioco d’azzardo e di donne facili ed ha dilapidato tutti i suoi averi a prostitute e inoltre più di una volta lo hanno sentito maledire in pubblico la sua famiglia dicendo che essa é una famiglia troppo all’antica e retrograda…e questo molte volte..quindi dai retta a me oh! Santo.. non lo aiutare, lascia che egli muoia poiché sappiamo tutti che è di certo un peccatore..e sia fatta giustizia!” disse la gente che era li vicino.

Il Santo della guarigione si mostrò infastidito dalla poca pietà per quell’infermo…sapendo che il Signore non è vendicativo e lento all’ira..certo di non disobbedire al Santo Vangelo..si rivolse quindi ad Leandro:
“Cosa hai da dire tu.. malato grave.. hai davvero commesso tutti questi peccati..cosa hai da dire..in tua giustificazione?”.

Deluso e amareggiato per la rivelazione crudele che aveva sentito dire dal prossimo riguardo a lui, vergognandosi e pieno di pentimento, Leandro rispose facendosi forza con le ultime energie che aveva nel suo corpo malato:
“Padre Santo, io sono tuo figlio Leandro .. in questi giorni ho scoperto di essere matto.. e così mi sono comportato con te..mi sono comportato come un matto a dirti quelle cose cattive che tu sai”.
Ed il Santo rispose “Ti ritieni matto…vuol dire che le punizioni che hanno deciso i tuoi creditori non hanno valore.. poiché il peccato commesso é stato causato non da un valido buon ragionamento, ma solo dalla stoltezza umana..non eri sano in quel momento, non eri giusto nella testa..infatti anche il cervello umano come gli altri organi del corpo a volte si ammala? E mi dici anche che le cosa cattive che mi hai detto…non le pensavi davvero, lo dimostra il fatto che ora ritieni matto in quel momento te stesso..hai quindi capito che mentivi come fanno i matti certe volte” disse il Padre al figlio.

Fu così che il Santo prese una decisione e con tutta la sua autorità di medico rispettato si girò verso i presenti e disse:
Andate via tutti! Brutti malvagi…costui ha sbagliato proprio come avete fatto voi che molte volte avete mentito alle autorità fiscale… così mio figlio ha mentito a me…ora andate via…la punizione di chi favorisce l’imbroglio e di restare imbrogliato a sua volta..quindi ora andate via.!”.
E rivolto ai suoi figli che erano li con lui, disse: “mandateli via da questo luogo..solo la gente che sa aver pietà di chi soffre può restare qui..!”
Il Santo guaritore aggiunse: “portate via questa gente malvagia, oltre che iniqua, portatela via da questo ospedale, affinché io possa guarire in santa pace gli ammalati che si trovano in questo luogo”.
I figli del Santo presero per il pastrano le persone presenti contrarie al dover fare la carità e le spintonarono accompagnandole fuori dalle mura.
Detto questo il Santo guaritore si avvicinò guardando meglio all’ammalato e disse alla persona sdraiata con tono commosso:” ….si! sei proprio tu…sei mio figlio Leandro..nonostante la barba che hai ora e le povere vesti che hai indosso…ti riconosco sei proprio tu mio figlio..anche se è passato molto tempo da quando sei andato via!”.
“Presto! è mio figlio Leandro .. ed è anche vostro fratello.. e mi sta dando ragione..su quel che è accaduto tra di noi… mi sta pure chiedendo aiuto…finalmente l’ho ritrovato….presto figli preghiamo e facciamolo guarire subito della sua malattia!”.
Dovete sapere che l’amore famigliare tra un padre e un figlio è capace di grandi cose, è questo un amore grande capace di fare miracoli.
Agendo con le sue mani sante e dicendo formule e preghiere sacre il Santo della guarigione pose le sue mani sul fianco dolorante di Leandro..li dove al figlio faceva male e cosa accadde? …
Le preghiere di un Padre molto spesso hanno commosso il Signore..
In quel momento dalle mani del Santo ..un fluido di energia bianca lasciò le sue mani per incarnarsi nel corpo del figlio ammalato..proprio dove gli faceva male …quell’energia benefica portò pace ai nervi doloranti di quella parte del corpo.
In questo modo il figlio Leandro sentì calmare il suo dolore sul fianco..dopo qualche minuto il Santo disse all’ammalato:
“Ora massaggiati con le tue mani..massaggia bene la parte che ti faceva male”.
E così il figlio Leandro ubbidì..e il dolore al fianco passò del tutto come per miracolo.
Il Santo spalmò in seguito un unguento sulle escoriazioni della pelle dell’ammalato causate dal mal nutrimento, e come per miracolo Leandro in pochi minuti guarì e le sue ferite sparirono .
“Ora miei figli, portate vostro fratello ormai guarito nella nostra casa e consigliate a vostra madre di cucinare per lui un pranzo molto ricco che voglio festeggiare la nostra riconciliazione con lui” disse il Santo guaritore ai suoi figli.

Fu così che il figlio Leandro ritornò a vivere con suo padre, il padre ogni tanto ricordava al figlio… il suo certo perdono, vincendo le crisi di coscienza del figlio causata da frequenti dubbi e dalle frasi scherzose dei fratelli integerrimi, e così la pace ritornò per sempre in quella famiglia.
I suoi fratelli furono educati a rispettare Leandro, egli era il fratello ravveduto, anche se lui in passato era stato un ingrato e un disonesto con i famigliari, Leandro era pur sempre sangue del loro sangue e tutti compresero che era giusto che fosse perdonato anche da loro.

Morale: la riconciliazione con il Signore in punto di morte, ottiene la promessa del Paradiso, se il motivo del peccare, é dovuto a semplice pazzia momentanea causata dalle cattive compagnie spirituali, di certo in quel momento sarà concesso ugualmente il perdono al pentito…poiché il Signore non è mai vendicativo.

FINE

Scritta in MIlano Ottobre 2012

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Favola: Il figlio ingrato (per adulti)ultima modifica: 2019-04-23T10:16:53+02:00da scrittore59

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