Favola: Il paguro delle Maldive (per mamme e bambini)

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hermit crab exotic pet in aquarium

(racconto di tipo verde)

INTRODUZIONE: Esistono nel mondo piccole creature, che la natura ha reso adatte all’ambiente in cui vivono, ugualmente esse sono vittime di una selezione naturale..
INIZIO
Favola: Il paguro delle Maldive
C’era una volta nell’arcipelago delle Maldive, una delle tante isole incontaminate circondata dal mare, abitata da aironi, granchi e paguri.
Come ogni estate, natura volle, che sotto una pianta di mangrovia nascessero tanti piccoli paguri indifesi..
Essi siccome erano piccoli, erano paurosi e se ne stavano nascosti sotto le radici delle piante per difendersi dagli aironi, che erano ghiotti di loro e se li mangiavano, quindi dovevano stare attenti a non farsi vedere, se ne stavano vicini vicini e zitti zitti…
Un paguro ancor giovane, ma più grande degli altri, decise che era il momento per lui di diventare adulto e parti per l’avventura obbedendo al suo istinto naturale, e si incamminò sulle sue quattro zampe trascinando il grosso addome verso la riva del mare…obbediva al suo istinto..doveva procurarsi il cibo, ad esempio piccoli granchi, ed occorreva un rifugio, una protezione che difendesse il suo corpo…
Era notte ed il paguro prima camminò sulle zampette sulla sabbia bianca illuminata dalla luna poi si immerse nel calmo mare e camminando sul fondo cammina e cammina, molto lentamente, incontrò una bella conchiglia ferma vicino alla riva, bussò al guscio della conchiglia e quando il mollusco si affacciò per vedere chi era, obbedendo alla sua natura, il paguro con la sua grossa chela lo morse e lo uccise all’istante…subito il paguro si mangiò il tenero mollusco e pulì per bene l’interno della conchiglia e decise che quella doveva essere la sua dimora mobile ed il suo rifugio, si mise all’interno della conchiglia piano piano e se ne tornò verso riva camminando sotto acqua trascinando la sua pesante casa-conchiglia sulle spalle, finchè raggiunse la spiaggia e si andò a nascondere sotto una radice di una pianta che sporgeva dalla sabbia all’ombra di una mangrovia.
Il giorno dopo mentre il paguro si trovava sulla riva del mare in cerca di cibo, piccoli gamberetti e conchigliette, e frammenti di alghe, mentre sorreggeva con le spalle la grossa conchiglia, il nostro paguro vide avvicinarsi a lui un airone, e si spaventò, subito il paguro si nascose nella sua conchiglia, bella robusta, l’airone inutilmente agì con il becco per far uscire il paguro dal suo rifugio e diceva: “esci bel paguro dalla conchiglia a fare un giretto con me, dai che ci facciamo compagnia!” ma il paguro rispondeva: ” no..non sono così stupido da uscire fuori dal mio rifugio, lo so che mi mangerai se lo faccio!” …. e così dopo qualche minuto e qualche tentativo invano..l’airone se ne andò indispettito rinunciando a cibarsi… quella conchiglia era proprio dura da beccare…
Passarono i giorni ed il paguro si sentiva un grande, si sentiva un bello, si vantava con gli altri paguri della bella casa che aveva conquistato, era in effetti una bella conchiglia spaziosa e tutta adornata da penducoli ricurvi esternamente, era anche in parte liscia e levigata a forma di cono, era molto bella la sua casa-mobile e il paguro era molto vanitoso che essa era sua…
Quando all’improvviso il paguro si sentì sollevare da terra, era la mano di un pescatore che era giunto su quell’isola per pescare, costui era stato attratto dalla bella conchiglia, la colse e si mise ad agire con un rametto al suo interno, obbligando il povero paguro ormai prigioniero ad uscire dalla conchiglia..e così fu, il paguro dovette fuggire, fu obbligato a lasciare la conchiglia, e la conchiglia abbandonata fu presa quindi dal pescatore..che con le sue lunghe gambe si avviò per raggiungere la barca posta sulla riva..ma il paguro non si diede per vinto e si mise a seguire quel pescatore, con ostinazione, voleva la sua casetta-conchiglia indietro…
Il pescatore camminava con in mano la conchiglia e dietro di lui lo seguiva il paguro nudo ed indifeso, lo seguiva il paguro tutto arrabbiato trascinandosi con le sue zampe sulla sabbia bianca…ma il paguro a causa dell’ingiustizia vissuta diventò disattento…natura volle che dall’alto un airone vedesse tutta la scena..
L’airone subito discese verso la spiaggia e si posò vicino al paguro che camminava senza conchiglia seguendo le orme del pescatore, l’airone con un colpo rapido del suo becco ghermì il paguro e se lo mangiò.. e così morì il paguro….
Tutti i piccoli paguri da sotto le piante…videro la scena e ne furono inorriditi…e promisero tutti che mai si sarebbero allontanati dalle radici della mangrovia..essa era il loro vero rifugio…
Morale:
le leggi della natura favoriscono il più forte, ma di solito le creature più deboli si difendono dall’estinzione facendo molti figli… fatevi forza e restate di carattere, per evitare che vi derubino della libertà e dei beni materiali, poichè la natura insegna che come il paguro forte deruba paguro debole….così l’essere umano opportunista approfitta purtroppo degli errori del prossimo.
fine
autore: Egidio Zippone
(Milano, Giugno 2016)
Giudizio: interessante
voto (da 5 a 10): 9
Favola: Il paguro delle Maldive (per mamme e bambini)ultima modifica: 2017-08-08T06:38:00+02:00da scrittore59

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