Favola: i tre maialini solerti (per ragazzi)

INTRODUZIONE: le buone intenzioni sono giuste e sacrosante, ma interpretarle con solertia a volte ci causano brutti scherzi, soprattutto se la nostra vera natura è quella di un maialino…ma…

INIZIO

Favola: i tre maialini solerti

 Per rilassarvi un po’ e per farvi dimenticare i vecchi problemi di cui la nostra vita a volte é disturbata.

Vi voglio raccontare una favola ambientata in una fattoria della Emilia Romagna in Italia.

C’era una volta nel mondo delle favole, un cortile, in questo cortile era organizzata una fattoria con un fienile, un carretto ed una stalla con le mucche e nell’interno del cortile vivevano liberi e giocosi tre maialini piccoli  e grassottelli.

Essi erano custoditi da un coppia di allevatori entrambi contenti della loro casa che con una veranda dava proprio sull’ ampio cortile…e dovete sapere che nelle favole gli animali soprattutto quelli da cortile sono simili alle persone..parlano e sono anche intelligenti come loro.

L’allevatore che custodiva la fattoria non era contento dei tre maialini, perché trovava il suo cortile sempre in disordine  a causa del fango sparso, delle briciole delle ghiande e della distruzione dei vasi e del giardinetto pieno di fiori del cortile…un giorno si stancò talmente che rimproverò i tre maialini  e disse loro:

“Sentite maialini sono veramente stufo di riordinare il mio cortile ogni volta….il mio cortile non è un porcile…bensì è un locale all’aperto di una fattoria…quindi deve restare ordinato.”

“Sapete cari maialini che è ora che facciate un fioretto tramite una buona intenzione e mi dovete promettere di essere più ordinati da ora in poi!” aggiunse con fare deciso a quei tre.

I tre maialini intimoriti dal vocione del fattore e temendo di essere cacciati dalla fattoria presero le seguenti decisioni:

Il primo maialino di nome Piggy che era un maialino tutto rosa con sul di dietro una codina tutta attorcigliata  a cavatappi, decise che avrebbe promesso di non rotolarsi più nel fango del cortile per non spargerlo qua e là, e per dimostrare quanto era sincero si costruì un recinto per se stesso, una recinto fatto di foglie verdi ma tante e si mise subito dentro di esso e disse: “adesso che sono qui dentro non ne uscirò più, in questo modo il cortile resterà in ordine e il buon contadino sarà più contento di me”.

Il secondo maialino di nome Scrofy che era una maialina rosa e nero con sul sederino una codina rosa tutta attorcigliata come un nodo disse:

“io prometto che non mangerò più le ghiande così non farò più le briciole e così esse non sporcheranno lo spiazzo del cortile e come esempio voglio costruire un recinto in un angolo di esso costituito da rami intrecciati di legno e disse: “ adesso entrerò li dentro e non ne uscirò più, così il cortile resterà in ordine e il buon contadino sarà più contento di me.”

Il terzo maialino di nome Gilly vedendo gli altri due così solerti, decise anche lui e fu ancor più solerte di loro,  egli era un maialino tutto peloso e marrone come un cinghiale e sul di dietro una codina corta a forma di fiocco e disse “invece io prometto che non distruggerò più il giardinetto con i vasi di fiori che c’è nel cortile e per dimostrare la mia sincerità mi costruisco un recinto alto, fatto di cemento molto resistente e non uscirò più da lì, così il cortile resterà in ordine e il buon contadino sarà più contento di me.”

Fu così che  i tre maialini dimostrando molta solertia da quel giorno restarono tutti e tre nei loro recinti pieni di buone intenzioni più o meno sincere per giorni e giorni…..ma cosa accadde?

Passarono molti  giorni ed iI contadino pensando al suo cortile, notò che nel cortile con suo stupore tutto era in ordine e affermò “che bello il cortile ora è più in ordine, ma un po’ mi dispiace nel vedere che i tre maialini giocherelloni non ci sono più, essi con la loro allegria mi distraevano dalla monotonia di tutti i giorni.”

Gli rispose allora la moglie rivolgendosi al  buon contadino suo marito “chissà come soffrono quei tre a stare chiusi in quei recinti, essi sembrano dei piccoli prigionieri..non dovevi rimproverarli…. si saranno offesi..per obbligarsi ed essere diventati così solerti a questa scelta severa…ora tutto il cortile è più serio ma sembra triste!”

E la moglie continuò “Devi sapere caro marito che a tutti i maialini piace giocare spensierati in quanto sono fatti così, loro vanno matti per giocare all’aria aperta ad esempio nei cortili, divertendosi a rincorrersi ed  a creare cianfrusaglie tutto intorno ..è questa la loro natura sono maialini infatti non ti pare?..ma adesso purtroppo non possono più farlo.

Era vero il cortile era più ordinato ora…ma era effettivamente meno allegro, quei tre maialini con la loro presenza rendevano il cortile più gioioso e con il loro giocare burlesco divertivano i padroni, erano come i personaggi dei cartoni animati, distraevano dalla solitudine della vecchiaia i due contadini a causa degli imprevisti che capitavano di continuo..

Dalla veranda pensando e guardando il suo cortile, il contadino capì questo cose e decise di cambiare idea…avrebbe liberato i maialini…avrebbe comandato più permissività, per motivi di allegria, “che fa se il cortile subisce qualche disordinato maialino.”

.Anche i maialini nei loro recinti capirono che avevano preteso troppo dalla loro natura ribelle..

i maialini cominciarono a disobbedire alle loro precedenti intenzioni, giudicandole poco appropriate e poco moderne e per ritrovare nel loro rinnegarsi la primitiva felicità, essi decisero di rompere la loro promessa, .essi intuirono ascoltando ciò che dicevano all’esterno  il buon contadino e sua moglie, che i padroni avevano cambiato idea riguardo al cortile e non la pensava più come prima, provarono contentezza nel saperlo.

Fu così che:

Piggy si mise a correre contro le pareti del recinto e ruppe facilmente il recinto in quanto fatto di foglie e tornò libero finalmente e potè quindi apprezzare l’aria della primavera e uno spazio più ampio.

Scrofy invece ebbe qualche problema in più…ma con un furbo salto puntando contro l’angolo del recinto distrusse con una testata la sua prigione fatta di rami di legno e tornò anche lui a respirare  ed a correre libero per il cortile.

Il povero Gilly invece quando la natura lo chiamò al suo istinto primordiale, vedendo che gli altri due avevano infranto la loro promessa, da buon maialino volle infrangerla anche lui e sbattè inutilmente più volte la testa contro le pareti del suo recinto  fatte di cemento, ma purtroppo nulla potè, il recinto che si era costruito da lui, era troppo resistente a qualsiasi iniziativa di romperlo e quindi Gilly rimase suo malgrado prigioniero della sua buona intenzione…ed allora massaggiandosi la testa dolorante disse a se stesso: “ma si! che fa! …forse il proprietario del cortile non è vero che ha cambiato idea, meglio così non vorrei causare problemi al padrone e decido quindi di restare ancora chiuso nel recinto, che in fondo non si sta male…e fu così che si dichiarò ugualmente contento e il suo sgomento passò…il buon contadino non potè fare altro che versargli da mangiare da una finestrella e si assicurava così ogni tanto che Gilly stesse bene …

Il contadino potè rallegrarsi nel veder almeno due dei tre maialini correre liberi nel cortile come prima, ma quando tentò di liberare il terzo maialino, non potè far niente per lui, non riusciva infatti con il suo piccone a far crollare quelle robuste mura del recinto di cemento …e fu così che solo Gilly il maialino marrone, visse rassegnato prigioniero delle sue buone antiquate intenzioni, ormai superate da nuove interpretazioni educative più moderne.

Gilly contrariamente alla sua natura allegra di maialino visse sempre nel suo recinto fatto di cemento, dicendo però a chi gli chiedeva come stava,  che stava bene così.. chissà forse era vero che stava bene lo stesso..oppure Gilly mentiva per non farsi compatire…questo non lo sapremo mai.

La vita nella fattoria del contadino continuò come sempre varia e spensierata…e il sacrificio di Gilly restò come monito per tutti..”siccome siamo tutti un po’ maialini é meglio che non prendiamo troppo la vita sul serio, diventando solerti esageratamente, eviteremo in questo modo di farci del male.”

Morale:

i tre recinti rappresentano la volontà di tre differenti buone intenzioni.

I maialini sono invece tre cittadini che il rimprovero della loro società ha reso molto solerti all’obbedienza delle regole.

Nel caso invece che i tre maialini siano tre vivaci ragazzini, un consiglio ai genitori allora: “invece di convincere a buone intenzioni-prigioni i figli, non  è forse meglio accettare i figli come sono, senza mai lamentarsi di loro?.

Piuttosto che obbligarli ad una solerzia, che a volte li fa giudicare poco furbi dagli amici e potrebbe rendere loro infelici, non è meglio renderli tolleranti alla infrazione casuale di qualche principio morale?

Meglio lasciare liberi i figli nell’obbedire a ciò che la natura del loro essere libero li comanda, se faciliteremo alla natura di realizzare il loro legittimo destino, gli causeremo forse una vita meno seria, ma sicuramente più felice…e noi vivremo insieme a loro la loro allegria, ma non sempre le ciambelle riescono con il buco…e quando capita che si fa? Semplice si cambia la buona intenzione che abbiamo intrapreso..e si rompono le mura prigione in cui ci siamo messi da noi….e tutto è risolto….si torna come prima..

fine

scritto: (Milano, Ottobre 2010)

Giudizio: interessante, originale

voto (da 5 a 10): 9

Favola: i tre maialini solerti (per ragazzi)ultima modifica: 2017-04-06T13:15:46+02:00da scrittore59

Un pensiero su “Favola: i tre maialini solerti (per ragazzi)

  1. Ho sempre lasciato le mie figlie libere di prendere qualsiasi decisione. Libere anche di tenere le loro cose in disordine. Ora che non ci sono, ho messo tutto in ordine, Ti dirò che anch’io mi sento libera nel mio ordine. Loro un po’ meno; rimpiangono la loro mamma che metteva ordine e puliva, cucinava e lavava. E io sono felice, perché è giusto che crescano e capiscano. Se io le avessi forzate nell’ordine, ora per ribellarsi sarebbero vissute nel disordine. Così invece si trovano spiazzate. Per averlo, devono rimboccarsi e maniche. Ognuno di noi ha il suo modo di educare, io ho usato quello del cuore. Ciao scrittore.

Lascia un commento