Favola: il ragazzo e l’albero della felicità (per ragazzi)

(racconto di tipo verde)..
INTRODUZIONE: Andrea era convinto che avere errori differenti da quelli dei genitori rendesse infelice la vita, ma gli capitò qualcosa che gli insegnò che si poteva essere felici ugualmente…..
INIZIO
Favola: Il ragazzo e l’albero della felicità
C’era una volta, nel mondo delle favole, un ragazzo di nome Andrea che litigava con i genitori, poiché aveva delle infrazioni morali ritenute gravi da loro..sia sua madre che suo padre si erano comportati da bravi ragazzi in gioventù…le infrazioni che aveva commesso Andrea invece lo avevano reso differente da loro…
Andrea in passato aveva rubato e mentito per negare il suo rubare e per di più aveva anche fornicato mentre era da solo guardando i fumetti, suo padre lo aveva molto rimproverato per queste tre cose, il padre affermava che gli errori non sono tutti uguali.
Il padre di Andrea pur avendo intuito gli errori che aveva il figlio, ugualmente non voleva cambiare le sue regole seriose, quindi il figlio non aveva pace in famiglia quando si ricordava degli errori commessi…provava frustrazione..
Andrea voleva cambiare le regole perbeniste della sua famiglia, ma il padre non lo permetteva.
Andrea diceva tutte le sere: “Papà se decidiamo insieme regole morali nuove, io non avrò più errori e nemmeno tu ne avrai!” diceva Andrea a suo padre, ma il padre non gli dava retta, in quanto il figlio aveva infranto i suoi propositi più importanti, che erano la onestà e la serietà…in queste cose il padre pretendeva buona volontà e obbedienza..
Andrea ora se ne vergognava, ma ugualmente non voleva soffrire di depressione per i suoi errori, non era abituato ad avere errori, si voleva vincente e sentirsi vincente per lui significava convincersi di non avere errori, “le accuse di chi mi ha fatto la spia sono false e sono solo calunnie, sono padrone di me stesso, quindi posso restare incredulo a certe regole troppo serie!” diceva Andrea mentre era in camera sua..
Andrea cercava la complicità morale dei suoi genitori, ma nonostante le insistenze non ci riusciva, i genitori erano seri ed all’antica e preferivano rispettare le regole dei loro antenati.
Così Andrea, si ritrovò ad essere giudicato un incoerente per colpa della mentalità dei genitori che lo avevano generato, per questo si sentiva un po’ frustrato, pensava di essere diventato un diverso mentale dai suoi famigliari.
Fu così che una sera, dopo una ennesima litigata in famiglia, Andrea decise di partire, di fuggire di casa per andare ovunque, era stufo di chi lo faceva sentire un perdente, una persona non degna di fiducia, e vivendo con i genitori si sentiva spesso in questo modo…così commise un altro errore..
Durante la notte, era il 20 Dicembre, di nascosto ai suoi genitori, Andrea scappò di casa e andò a cercare rifugio nella foresta, che si trovava ai confini del paese, voleva vivere in una tenda laggiù, lontano da tutti, non faceva un freddo terribile in quei giorni, era un inverno mite…la natura era sua complice..
Cammina e cammina in questa foresta, Andrea cercò un posto dove riposare, dopo aver cercato in lungo ed in largo finalmente lo trovò.
Andrea vide nel bosco un albero grande, ma era un albero strano, aveva tanti rami e pensate un pò tra le sue foglie sporgevano dei frutti maturi, simili ai lamponi ma erano più grandi, “che fortuna anche in inverno, c’é ancora della frutta su questo albero del bosco!” detto questo Andrea strappò dai rami cinque o sei frutti e si sedette sotto l’albero per mangiarseli di gusto…era mattino e nonostante la stagione c’era un bel sole nel cielo..
Mentre mangiava i frutti dell’albero, Andrea pensò che lui voleva essere felice, è un desiderio normale questo per un ragazzo, ed era per questo che era scappato dai suoi genitori, il suo proposito di vita era di essere felice nonostante gli errori che aveva, ci pensò su e disse: “E’ giusto che io la penso a modo mio, ho fatto bene a fuggire di casa!” con questi pensieri Andrea si addormentò, sdraiato su di un telo, e quel posto sull’erba sembrava ideale per una buona dormita, in quella parte di bosco sotto l’albero il ragazzo prese sonno…e poté riposarsi del suo camminare..
Dopo qualche ora però Andrea si risvegliò, era sempre lì sotto l’albero, ma si sentiva strano, le sue mani era senza dita, la sua bocca più larga e la sua lingua più lunga, inoltre sul di dietro aveva una buffa coda che scodinzolava.
“Ma cosa mi è successo?” cercò di dire Andrea, ma il suono della sua voce era rauco e sforzandosi ulteriormente di parlare si mise ad abbaiare proprio come un cane.
Dall’alto dell’albero si udì uno sbattere di ali, da un ramo un merlo nero lo stava guardando incuriosito, e gli diceva:
“é normale che ti senti strano, amico mio , non vedi, forse sei stato trasformato dall’albero in un cane lupo, ma dimmi hai forse mangiato i frutti di questo albero?
“Si!” rispose Andrea “questi frutti sono molto buoni!” in realtà Andrea non parlava, ma abbaiava come un cane, ma c’era una intesa mentale con il merlo in quanto erano tutti e due animali e quindi si parlavano e si capivano.
“Ma tu chi sei?” disse Andrea sempre abbaiando.
“Sono il merlo Armando e ti voglio spiegare, a te che mi sei simpatico, so io cosa ti è successo. Cra cra….Devi sapere, che tu povero ragazzo, ti sei nutrito dei frutti dell’albero della felicità, quest’albero ha una magia in lui, ha il potere di rendere felici gli afflitti ed i preoccupati…le Fate del bosco hanno voluto che quest’albero esista ed è un albero dai frutti magici..
Quest’albero ha deciso di renderti felice, visto che ti lamenti delle regole degli uomini, ed ha voluto farti fuggire da loro, l’albero ha deciso che tu sarai felice se ti riterrai un cane e infatti lo sei diventato, la magia dell’albero ti ha trasformato in un cane, ora non sei più una persona e non soffrirai più per i tuoi errori, la tua vita è quella di un cane, ora i tuoi errori pur essendo cose sbagliate ora diventa normale averli, sei normale e quindi coerente come vita anche se hai errori..infatti i cani non hanno vere regole..pensaci…ora sei perfetto …non è questo che volevi’…cra cra!” ed il merlo volò via con un sbatter di ali.
“Aspetta dove vai? Merlo aspetta!” ma il merlo se ne era già andato.
Rimasto solo Andrea, diventato cane, pensò:” Sono diventato un cane, e dovrei essere felice…ora i miei errori non è più strano averli, perché è normale che un cane abbia degli errori causati dalla sua ignoranza…mah sarà…e poi il Signore del Bene non ha deciso vere regole per i cani!”
Poi ridendo tra se e se pensò: “ quindi ora sono una creatura coerente con la sua vita.. evviva! posso anche essere felice se lo voglio, ora non ho più errori, tutto è diventato esatto, evviva!”
Andrea abbaiando e correndo di quà e di là, sempre a quattro zampe, in sembianze di cane lupo, avendo dimenticato le sembianze umane e accettando quelle di un cane, si sentiva felice della maggior libertà ottenuta.
Correndo velocemente e scodinzolando su e giù per i sentieri della foresta Andrea incontrò un topo..si un topo…e si fermò presso di lui..il topo gli disse:
“Ciao mi chiamo Diegolo, Squit! Squit! anch’io ho mangiato i frutti dell’albero della felicità, e l’albero mi ha trasformato in un topo, e anch’io sto meglio se uso quattro zampe anzichè due, ora che sono solo un topo, posso non preoccuparmi delle conseguenze degli errori che commetto.”
A lui Andrea trasformato in un cane chiese:
“Bau! ma questa magia durerà forse in eterno..sarò sempre un cane tutta la vita?” E Diegolo il topo gli rispose:
“Squit squit… la tua trasformazione potrebbe durare tutta la vita..ma in verità mi ha detto la mia amica Ada la cicogna, che se il trasformato dalla magia salverà la vita di un essere umano rischiando la sua, solo allora potrà tornare a essere in sembianze umane, poiché avrà compiuto un sacrificio nobile..devi sapere che solo gli umani fanno sacrifici nobili per il loro prossimo… per loro è un dovere” disse il topo.
“Bau! Ti ringrazio di avermelo rivelato..deciderò per bene!” rispose Andrea.
“Squit! Felice di averti incontrato amico Andrea!” Rispose il topo e se ne andò subito a nascondersi dietro un tronco di albero e poi con un salto, il topo se ne scappò via rifugiandosi in una tana nel terreno.
Passeggiando per il sentiero del bosco, Andrea il cane-lupo, incontrò un coniglio grigio.
“Come ti chiami coniglietto?” chiese Andrea
Mi chiamo José, ero un ragazzo una volta, che giocava bene al pallone, ma tutti mi davano del fifone, ora che sono stato trasformato in un coniglio posso essere timido e pauroso e quindi per me è diventato normale essere così.
Saltellando il coniglio se ne andò: “Ciao vado in cerca di rape e di carote!”
“Quanti animali nel bosco, ed una volta forse alcuni erano persone!” pensava Andrea il cane lupo, annusando qua e là gli odori del bosco.
Cammina e cammina, Andrea il cane-lupo vide vicino ad un cespuglio due volatili che conversavano tra loro e si avvicinò incuriosito al cespuglio per sentire cosa dicevano e chiese loro:” Come vi chiamate, cari amici?
I due lo guardarono e risposero con molta educazione: “Io sono Pino e sono un gallo selvatico, vado in giro per il bosco in cerca di gallinelle per accoppiarmi, sai è la stagione degli amori per la mia specie e quindi c’è bisogno di trovarsi una compagna e di fare i pulcini in primavera.”
L’altro sbattendo le ali disse:” Io sono Nunzio e sono un colombo viaggiatore, mi sto riposando su questo ramo prima di prendere il volo e raggiungere la mia destinazione, devo tornare dove sono nato, ho un messaggio legato alla zampa da portare ad un amico del mio allevatore….
“E tu chi sei, mai visto un tipo così curioso?” dissero i due amici volatili al cane.
“Io sono Andrea e sono un cane, ma prima ero un ragazzo che litigava con i suoi genitori, poi l’albero della felicità, mi ha trasformato in un cane lupo, non so perché, vado in giro per il bosco per imparare dalla vita e dai mei errori”.
“Probabilmente l’albero magico vuole che impari ad apprezzare l’umiltà ed ad avere bisogno degli altri” disse Pino il gallo.
“Anche per me è per quello!” disse Nunzio il colombo “accidenti come è tardi!” ed il colombo se ne volò via con un sbatter di ali, ed anche il gallo decise che era meglio andarsene via, non si fidava troppo dei cani, sono spesso affamati, e se ne andò via per il sentiero.
“Quanti animali nel bosco ed forse una volta alcuni erano persone” pensava Andrea il cane lupo.
Dovete sapere che un giorno Andrea, uscendo dal bosco e trovandosi sul ciglio di una strada, dovendola attraversare, dove passavano molte auto, c’era infatti molto traffico in quel momento, in sembianza di cane attraversò all’improvviso, tutte le auto frenarono nel vederlo in mezzo alla strada, ed Andrea causò un incidente tra ben tre auto, le quali per evitare di investirlo, si scontrarono tamponandosi tra di loro.
“Quel figlio di un cane..se lo prendo!”…disse uno degli autisti uscendo dall’auto fracassata….”ma lascialo, non vedi che è solo un animale…dai facciamo la constatazione amichevole per l’assicurazione.” Rispose il successivo autista che era un tipo più tranquillo..
“Aveva ragione l’albero della felicità ..un cane se sbaglia è perdonato di ogni cosa. Pensò Andrea e tutto felice e se ne andò via per la sua strada al più presto, perché temeva che gli umani ci ripensassero sul perdonare e lo bastonassero.
Un giorno Andrea in forma di cane incontrò una cagnolina di nome Giulia e con lei visse momenti di felicità e di semplici momenti sentimentali..era felice di essere ricambiato affettuosamente, i due cani si ritrovarono e giocarono per molti giorni insieme,
Andrea scoprì così che anche gli animali vivono momenti di gioia tra loro, pur essendo esseri inferiori nella catena alimentare, essi riescono ad avere ugualmente gioia dalla vita.
Era proprio felice Andrea, egli aveva imparato a essere felice pur avendo errori, era sufficiente pensarsi un animale e una sensazione di non responsabilità prendeva il suo essere, poiché tutto diventava perdonabile…non era più un essere superiore..
Non tutti però erano buoni con lui, dovete sapere che in quanto era pur sempre un cane randagio, qualche umano vedendolo girovagare presso casa sua, gli aveva tirato dietro delle pietre per allontanarlo, qualche umano invece per cacciarlo via, lo aveva inseguito urlando e agitando un grosso bastone: “ eh si! esisteva anche gente cattiva a questo mondo…” pensava Andrea.
Andrea aveva capito che essere un cane porta gli altri a considerarci un mediocre…un essere inferiore al migliore del mondo….è questa la legge del più forte che comanda tutta la natura e questa regola della natura ci fa molto spesso subire le altre creature, eppure Andrea pur avendo capito questo, imparò che si poteva essere felici lo stesso, era sufficiente avere degli amici.
Fu così che Andrea tristemente, si abituò a sopportare i giorni in cui non aveva niente da mangiare e senza che ci fosse vicino qualcuno che gli volesse bene, tutte queste cose gli insegnarono che era brutto restare soli, ed in quanto essere intelligente, imparò in questo modo i benefici dell’umiltà che lo resero simpatico e che gli permisero di consolarsi chiedendo aiuto a qualcuno quando era necessario, confrontandosi diversamente con il prossimo, egli pensava che se anche non era nessuno, poteva accontentarsi della vita che conduceva, l’importante della vita infatti è il sopravvivere.
Passarono i mesi ed un giorno Andrea, sempre in forma di cane, si avvicinò scodinzolando ad un ragazzo seduto su una panchina, Andrea aveva fame, molta fame, e voleva accordarsi in amicizia con il ragazzo..”io mi faccio accarezzare da te e tu mi dai una parte del tuo panino!” pensava la sua mente canina, guardando con i suoi occhioni il ragazzo, che facevano capire che aveva fame, era piacevole farsi accarezzare da quel ragazzo, era contento di averlo incontrato..”Bau! tu sei il mio padroncino ed io sono il tuo cane.” Pensò Andrea abbaiando e scodinzolando vicino a lui, mentre si nutriva con il resto del panino…
Andrea era contento, quando quel ragazzo gli dava da mangiare parte del suo cibo, era così felice di aver trovato un amico.
Passarono i giorni e finalmente Andrea ebbe di che nutrirsi per molti mesi grazie all’aiuto del suo nuovo amico umano, Andrea avrebbe voluto vivere con quel ragazzo tutta la vita..ma la fortuna non sempre resta con noi…infatti un giorno cosa capitò?
Dovete sapere che quel ragazzo, ora padroncino di un cane, aveva l’abitudine di fare il bagno nel fiume che scorreva poco lontano dalla casa dove abitava.
In quei giorni era giunta la primavera, uno dei tanti giorni sereni ma caldi, Andrea ed il suo amico umano andarono al fiume come al solito per fare un bagno nell’acqua limpida e prendere un pò di sole…in quei giorni si sa, faceva molto caldo…
Andrea in forma di cane sonnecchiava sull’erba verde e profumata vicina alla riva del fiume, il padroncino intanto si era immerso nell’acqua del fiume, stava facendo un bagno, era un buon nuotatore quel ragazzo, ma quel giorno il fiume era in piena e la corrente che muoveva le acque era più forte del solito.
Al padroncino del cane di nome Andrea, il cane-lupo, cosa accadde?
A quell’umano mentre nuotava nell’acqua fredda, ad un tratto si formò un crampo muscolare in una gamba, il corpo era dolorante al polpaccio sinistro, il dolore era forte e gli toglieva energia muscolare, ed il ragazzo non aveva più le forze per vincere la corrente, stava proprio per annegare nelle acque grigie del fiume.
Il cane lupo, Andrea, avvertì il pericolo ed anche se era un semplice cane decise di aiutare, si tuffò subito in acqua e nuotò come nuotano i cani, con forza ed ostinazione, facendosi largo nell’acqua, raggiunse il suo amico umano, poco prima che il ragazzo stesse per affogare e si offrì come sostegno.
Il ragazzo era proprio in difficoltà, vide il cane presso di lui e subito vedendo una speranza di salvezza si aggrappò al corpo del suo cane…gli faceva molto male la gamba…l’acqua era fredda, aveva anche bevuto un pò di acqua e tossiva, il cane lupo che vi ricordo era Andrea, nuotò verso riva sorreggendo il peso del suo padrone, vincendo la forte corrente, il cane lupo sempre sorreggendo il ragazzo aggrappato a lui, si avvicinò alla riva, allontanandosi dalla zona del fiume dove la corrente era più forte, il ragazzo vedendo la riva più vicina, lasciò il suo cane, che era già esausto poveretto, e con un ultimo sforzo delle sue braccia raggiunse la riva, dove si potevano appoggiare i piedi, salì sulla spiaggia e si sdraiò ansimante sulla ghiaia..il cane lupo potè vedere, mentre era ancora nelle acque del fiume, il suo padrone essere in salvo e provò gioìa di questo.
Ma purtroppo cosa stava accadendo ad Andrea, il cane lupo.
Il cane era esausto nelle forze muscolari in quanto pagava lo sforzo compiuto, aveva faticato nel nuotare contro corrente, infatti all’improvviso proprio dove si trovava il cane si formò nell’acqua del fiume un gorgo, una corrente più forte delle altre lo prese, il cane fu avvolto dalle acque, ed in quanto indebolito dallo sforzo precedente, le acque del fiume lo vinsero e lo trascinarono sul fondo per molti minuti, l’aria mancò al cane, ed esso stava per annegare…Andrea in forma di cane allora pensò: “ ecco il mio destino è compiuto!” e chiuse gli occhi mentre l’acqua del fiume impietosamente gli riempiva i polmoni e così morì.
Passò un pò di tempo….poco dopo Andrea riaprì gli occhi.
Si guardò intorno, era nel bosco e pensò: ”ricordo che sono annegato, forse sono morto!” disse a voce alta e scoprì che aveva finalmente una voce umana.
“Che fortuna sono vivo invece, ed ho un aspetto umano!”
Andrea era tornato il ragazzo che era ..ma dove si trovava ora, ma si! era ancora mattina, era sdraiato nei pressi dell’albero della felicità sul suo telo, era tornato a quel momento, dove tutto aveva avuto inizio, come se tutto fosse stato solo un sogno “ forse ho solamente sognato, è stato tutto un sogno allora!”
Andrea si rialzò, si riordinò gli abiti e disse:
“Sono tornato umano, posso tornare alla mia famiglia, chissà come stanno i miei genitori, mi sembra che sia passato molto tempo… mi sento triste senza di loro!” Andrea aveva imparato ad apprezzare il bisogno di avere una famiglia anche se essa a volte lo obbligava a obbedire a dei doveri.
Dovete sapere che Andrea pensava che forse aveva sognato tutto, era infatti fuggito di casa da poche ore..così diceva l’orologio… ma Andrea a causa del sogno aveva capito una cosa molto importante..aveva imparato che si può vivere anche chiedendo aiuto al prossimo, anche se costui ci obbliga a dei doveri a cui abbiamo disobbedito….ma di certo il prossimo ci aiuterà se abbiamo dei problemi per questo..
Avendo vissuto come un vero cane, Andrea aveva capito che la cosa peggiore per un essere vivente e rimanere soli al mondo ed essere per questo vittima degli abusi di chiunque.
Andrea a causa di quel sogno nel bosco, era stato obbligato a paragonarsi ad un animale, ed aveva così capito che non c’era bisogno sempre di essere il migliore, quindi si possono avere errori rispetto a qualcuno e ci si può nella vita accontentarsi di essere bravi soltanto…ed a volte é meglio giudicare se stesso con umiltà..
Andrea mentre meditava queste cose, si allontanò dal bosco, raggiunse la sua casa e stando fuori nella strada, urlò rivolto ai genitori: “Mamma….. papà….sono tornato!”
Andrea aprì la porta di casa e disse: “Papà non litigherò più con te a causa delle regole che hai… ho imparato che se anche si hanno errori, si può essere felici…sono solo un essere umano, poco di più di un animale e posso quindi avere errori……Che fa papà, se tuo figlio ha qualche errore in più di te..come sanno essere felici gli animali pur avendo errori..anche l’essere umano può imparare ad esserlo”.
Il padre e la madre accolsero con un abbraccio il loro figlio, l’ultima litigata in famiglia li aveva cambiati, i genitori prima di dormire ne avevano parlato tra di loro, e così dissero a lui che anche loro avevano imparato che forse tutti gli errori sono uguali, e quindi non é giusto approfittare degli errori del prossimo, per favorire la pace in famiglia, questo importava per loro, non importava più che si fosse perfetti nella vita oppure no, fu così che dopo essersi baciati ed abbracciati, tutta la famiglia si mise a tavola per il pranzo.
Dovete sapere che era quello un giorno prossimo al Natale…e la famiglia fu felice di aver ritrovato la sua armonia proprio in quei giorni di festa e di bontà.
Andrea nei giorni successivi, non era ancora certo di avere solo sognato, ogni tanto aveva dei dubbi al riguardo, e pensava con nostalgia ai suoi amici animali conosciuti nella foresta, ma sapeva che non gli avrebbe incontrati mai più..ora egli era un essere umano…era una persona…le sue sembianze umane di certo facevano pensare a tutti che lo era, e così decise che: “per me tutto quello che ho vissuto sarà stato…. proprio un sogno..sarà così per sempre!” pensò risoluto Andrea e si dimenticò di loro.
Morale: il paragone con gli animali permette all’essere umano, di giudicarsi umilmente, che se anche nella sua vita gli sono capitati errori morali, gli é permesso ugualmente di essere felice e ritenersi sufficiente nell’intelligenza.,.é normale avere errori non siamo mica individui angelici..
In fondo siamo solo uomini…siamo semplici persone..per quale motivo litigare con chi risulta migliore di noi, ad esempio i nostri genitori….meglio non obbligarli a cambiare le regole..potrebbero avere problemi se lo facessero..non bisogna pensare solo a noi..ma anche a chi vive con noi..
fine
Autore: Egidio Zippone
(Milano (Luglio 2015)
Giudizio: interessante, educativo
voto (da 5 a 10): 9

 

Favola: il ragazzo e l’albero della felicità (per ragazzi)ultima modifica: 2017-04-05T11:11:51+02:00da scrittore59

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