Favola: la chiameremo Speranza (per ragazzi)

INTRODUZIONE: nata come per magia, la bambina ha il potere di vincere il pessimismo e regalare e inventare nuove  speranze a chiunque,  speranze che forse non si realizzeranno tutte, ma l’importante è poter sperare, e questa è la sua storia

INIZIO

Favola: La chiameremo Speranza

 C’era una volta, in un paese magico situato nell’universo, una coppia di giovani sposi, il marito si chiamava il Mago del Sogno e sua moglie si chiamava la Fatina della Volontà, essi erano contenti, cose giuste erano state vissute insieme.

Essi desideravano procreare creando una vita, ma nessun bambino nasceva ancora da loro.

Finchè un giorno il marito di nome Sogno disse una preghiera:

“Signore e protettore del mondo, se nascerà da noi una bambina la doneremo alla terra, e la comanderemo a fare del bene…quindi ti prego: fai nascere una bambina dalla nostra unione, così potremo dire che abbiamo realizzato un sogno..creare una vita da noi.”

Fu così che il Signore sentito il buon proposito di quei giovani sposi, donò loro una figlia ed essi chiamarono la bambina che nacque con il nome di Speranza.

Come promesso, il padre Sogno portò Speranza sulla terra e la portò nella casa di una donna ne ricca ne povera, che si sentiva sola in quanto non aveva figli e nemmeno il marito in quanto era una vedova, perché allevasse la bambina e la educasse a vivere tra le persone.

La donna che viveva da sola, quella notte ebbe un  sogno,  e sognò una bambina vicino a lei, ed infatti al mattino, al suo risveglio, sentì il piangere di una bambina giungere da fuori casa e trovò una bambina messa in un paniere, proprio sull’entrata della sua abitazione.

La donna raccolse la bambina e la mise in una culla vicino al suo letto, ringraziò per il miracolo avuto gli dei, e decise che avrebbe allevato la bambina con premura come se fosse stata veramente sua.

In sogno gli spiriti avevano suggerito alla ricca vedova che il nome con cui chiamare la bambina era Speranza, e così la donna diede quel nome alla trovatella.

La ragazzina crebbe, era una bella bambina dai capelli castani che alla luce del sole diventavano biondi  e da un bel viso rotondo…

Passarono gli anni e la bambina andò a scuola, dove imparò la storia, la matematica e la geografia.

La bambina diventò grande e decise di conoscere meglio il paese dove era situata la sua abitazione.

Un giorno camminando per le strade del suo paese, la bambina notò che non tutti i suoi abitanti erano felici, così si chiese: “come mai?”.

La risposta che si diede era la seguente:

molti tra gli abitanti del paese erano pessimisti e non favorivano l’avverarsi dei loro sogni con buona volontà, e così la bambina per fare del bene decise di aiutarli a sperare di più.

Dovete sapere che tra i tanti, viveva in quel paese un panettiere che era innamorato di una bella donna, la quale però non lo ricambiava, la bambina per lui recitò le seguenti parole magiche:

Magia magia della speranza

Tornerà al più presto l’abbondanza

Speranza e ottimismo

Contentezza e pluralismo

La gioia di essere esauditi

ci regalino dei  sogni arditi

A nessuno si nega una speranza

Il pessimismo vada via  da noi a oltranza

Chi crede in questo con speranza e volontà

Da  questa  magia otterrà  felicità

Fu così che a sentire quelle parole, il viso del panettiere si illuminò di gioia e cominciò a credere, si cominciò a credere che prima o poi la donna che amava si sarebbe accorta di lui e avrebbe ricambiato il suo sentimento,  e quindi diventò felice di avere anche lui una speranza che si poteva avverare, però bisognava aspettare…bisognava aspettare…si ma con ottimismo..

Il giorno successivo mentre la bambina era a spasso per il paese, incontrò un ragazzo che cercava un lavoro.

Egli era triste perché non credeva più che la società gli avrebbe creato un occasione utile per sistemarsi, egli non avvertiva la certezza e la gioia che qualcosa di buono potesse capitare, e stava perdendo la fiducia in se stesso e ormai non credeva più che sarebbe arrivato un momento in cui tutti i suoi problemi sarebbero stati risolti.

La bambina donò a lui  le seguenti parole magiche:

 Magia magia della speranza

Tornerà al più presto l’abbondanza

Speranza e ottimismo

Contentezza e pluralismo

La gioia di essere esauditi

ci regalino dei  sogni arditi

A nessuno si nega una speranza

Il pessimismo vada via  da noi a oltranza

Chi crede in questo con speranza e volontà

 Da questa  magia otterrà  felicità

A sentire quelle parole il ragazzo si sentì gioire dentro e cominciò a credere di più in se stesso, ora capiva solamente le belle cose che sognava, diventò in questo modo ottimista e cominciò a stare bene. Si! la bambina  aveva il potere di dare gioia e fiducia ai sogni di chiunque.

Il giorno successivo al parco, la bambina incontrò due sposi ormai maturi, I due non avevano figli, non ne potevano avere in quanto incompatibili nel sangue, ma ugualmente si amavano per questo stavano bene insieme, ed inoltre avevano anche loro un sogno diventare ricchi e con il denaro ottenuto girare il mondo.

La bambina donò a loro una speranza con le seguenti parole magiche:

Magia magia della speranza

Tornerà al più presto l’abbondanza

Speranza e ottimismo

Contentezza e pluralismo

La gioia di essere esauditi

ci regalino dei  sogni arditi

A nessuno si nega una speranza

Il pessimismo vada via  da noi a oltranza

Chi crede in questo con speranza e volontà

 Da questa  magia otterrà  felicità

Subito gli sposi cominciarono a provare una gioiosa speranza e si convinsero che prima o poi il loro sogno si sarebbe realizzato, diventarono ottimisti e capirono che bisognava solo aspettare…chissà forse avrebbero vinto un giorno alla lotteria nazionale…e con quel denaro avrebbero potuto pagarsi un viaggio per il mondo…”girare il mondo stando bene e pieni di felicità.. che bello!” dissero gli sposi resi ottimisti per effetto della magia…..tutto questo non era possibile adesso ovviamente…ma i due sposi erano certi che prima o poi sarebbe capitato loro un momento di fortuna.

Passarono  giorni mesi ed anni e la bambina regalava speranze e ottimismo a chiunque incontrava in quel paese…ella crebbe e diventò più grande… diventò una bella ragazza.

Dovete sapere che viveva in quel paese un sindaco, egli si chiamava Signor Pessimismo, e quando gli raccontarono che nel paese da lui governato esisteva una ragazza che dava molta gioia  al cuore a parlargli, decise di incontrarla.

Fu così che egli mandò un impiegato del comune a cercarla per organizzare una appuntamento nel palazzo del comune.

La ragazza accompagnata dalla donna ormai anziana che la tutelava, andò un po’ preoccupata dal sindaco…”ma cosa vuole da noi quella persona così importante” si chiedeva la ragazza….

Il sindaco ricevette le due donne con tutti i riguardi, e poi disse loro: “ho saputo che tu ragazza, hai una magia dentro di te con la quale puoi dare gioia a tutti…come fai?

“Si caro signore” disse la ragazza “ io ho il potere dicendo qualche parola in rima, di migliorare il credere in noi stessi e nei nostri sogni e quindi di provare gioia da queste due cose”.

“Ti prego cara ragazza aiuta anche me, in quanto anche io sono una persona triste!” disse il Signor Pessimismo.

E così la ragazza recitò la sua poesia magica per lui:

 Magia magia della speranza

Tornerà al più presto l’abbondanza

Speranza e ottimismo

Contentezza e pluralismo

La gioia di essere esauditi

ci regalino dei sogni arditi

A nessuno si nega una speranza

Il pessimismo vada via  da noi a oltranza

Chi crede in questo con speranza e volontà

Da  questa  magia otterrà  felicità

passarono alcuni minuti ma non accadde nulla e il sindaco si spazientì e disse:

“tutto qui!” e il Signor Pessimismo si alterò, “tutto qui!” ripetè il sindaco “ come vedi io non sono ancora felice… mi sento ancora triste…vuol dire che tu mi hai mentito!” disse rabbuiato il Signor Pessimismo.

poi il sindaco si alterò ulteriormente e disse risoluto:

” vai via da qui! brutta ragazza bugiarda, tu non sai dare la felicità, ed io lo so perchè, la felicità è raziocinio, la felicità è vedere con logica la riuscita della nostra vita programmata con precisione, la felicità é stare con i piedi ben per terra, non con la testa fra le nuvole come consigli tu…via!.. via subito da me… gli imbroglioni non li sopporto..guardie cacciate via queste due imbroglione…sono degli imbonitori…non mantengono quello che promettono!”.

Un po’ spaventate le due donne capirono che se ne dovevano andare davvero, il sindaco era adirato con loro, non era colpa loro se la magia non era riuscita, forse il sindaco era troppo pessimista.

Fu così che la signora e la ragazza fuggirono da quella casa.

Ma cosa era successo al sindaco?

Dovete sapere che il sindaco era così pessimista, ma così pessimista e questo da molti anni, che tutti i suoi sogni erano ormai morti in lui, deceduti a causa della sua logica severa che li faceva credere impossibili, e quindi il sindaco aveva nel proprio animo un freno ad ogni sogno da realizzare, e se non si hanno sogni da realizzare, non si ha più bisogno della gioia dello sperare…quindi si diventa prsone spente nelle emozioni, apatici e soprattutto pessimisti.

Eh si! quel signore era troppo pessimista, era troppo schiavo del bisogno del trovare una logica ai sogni che aveva, per lui le cose impossibili non potevano realizzarsi, era incredulo e di poca fede, e nessuna speranza imprevedibile trovava spazio nella sua anima chiusa.

Per il sindaco i sogni erano cianfrusaglie inutili e futili, il sindaco ormai viveva tristemente e senza gioia da troppi anni, forse si riteneva ormai arrivato dove aveva voluto ed aveva scoperto che la sua ambizione nella carriera politica non gli dava vera felicità ed ora deluso, non aveva più sogni da desiderare quindi non poteva essere più felice…i sogno del ragazzo che viveva in lui erano ormai fuggiti, scacciati da un raziocinio eccesivo.

Dopo un po’ di tempo tutti  i cittadini capirono che quel sindaco non aveva più sogni e idee nuove da offrire alla città, ed essi  quindi non lo ritenevano più adatto,  alle successive votazioni non fu rieletto e così l’anno dopo fu nominato un altro sindaco al suo posto.

La ragazza di nome Speranza giustamente non si perse di animo e continuò a girare il paese consigliando a chi incontrava il dover credere con molta speranza nei sogni che si hanno, in questo modo si ottenevano nel cuore momenti di felicità nonostante la dura realtà, ella convinceva le persone buone che qualunque sogno si poteva realizzare,  ella aveva il potere di causare una suggestione di felicità, ma solo a chi teneva vivi nel proprio cuore i sogni di quando era ragazzo, la ragazza li convinceva  ad avere in loro un sincero ottimismo.

Anni dopo, la donna che l’aveva presa in adozione si ammalò gravemente, in quanto anziana e diventò avvilita temendo di morire.

Speranza capì i suoi timori e diede anche a lei un sogno ambito, ed era questo:

convinse la donna anziana che dopo il suo defungere, diventata ormai spirito, ed a causa delle sue preghiere, la donna anziana sarebbe andata a stare in luogo di pace chiamato Paradiso, saputo questo, fu così che un sensazione di felicità prese l’ammalata e ella non ebbe più timore della morte.

Dopo qualche giorno quando la donna sua tutore morì, in quanto anziana, tutti erano certi che ella aveva trascorso gli ultimi giorni della sua vita in piena felicità…nonostante fosse gravemente malata..poiché aveva vissuto una speranza dentro di lei…che dopo la sua morte sarebbe stata accolta in un Paradiso…

Per non restare sola Speranza, diventata ormai una bella donna  decise che era il momento di sposarsi.

Ed infatti si sposò, sperò tanto che quel momento arrivasse e quel momento un giorno capitò, ella incontrò una persona che aveva veramente bisogno di lei, si trattava di un povero disoccupato, che pensate era così povero, che non aveva nemmeno un nome…eppure Speranza si innamorò di lui…

Speranza risolse anche questo problema e diede a lui un nome e lo chiamò Ottimismo, in quanto l’opinione più adatta a questo ragazzo era che bastava poco per essere felici…bastava avere la capacità di non avere timori pensando al futuro..

Rassicurato e convinto a questa speranza il ragazzo si innamorò di lei..

A causa dell’amore di Speranza per Ottimismo, da quel giorno i sogni che avevano i due sposi si realizzarono ed essi diventarono benestanti insieme, poiché l’ottimismo e la speranza se sono uniti in armonia in una famiglia, possono realizzare ogni cosa…anche le cose che sembrano impossibili…dovete sapere che i due vinsero il primo premio alla lotteria nazionale..e i loro problemi economici furono risolti..

Dal matrimonio di Speranza e Ottimismo nacquero  due bei bambini… la femminuccia fu chiamata Gioia e il maschietto fu chiamato Coraggio e tutti in quel paese vissero felici…per l’effetto della loro suggestione benefica sulla vita…

Fine

Autore. Egidio Zippone (Milano, Settembre 2011)

Giudizio: interessante, originale

voto (da 5 a 10): 9

Favola: la chiameremo Speranza (per ragazzi)ultima modifica: 2016-11-14T11:02:22+01:00da scrittore59

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