Favola: il bambino che rispondeva dicendo anch’io (per ragazzi)

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(racconto di tipo verde)

tempo teorico da dedicare per la lettura 15 minuti

FAVOLE DI EGIDIO..

IL BAMBINO CHE RISPONDEVA SEMPRE  DICENDO ANCH’IO

INTRODUZIONE: La educazione permissiva ha per conseguenza che tutti i bambini possono aiutarsi  tra loro e confortarsi senza problemi..

Favola: il bambino che rispondeva sempre dicendo anch’io

INIZIO

C’era una volta, nel mondo delle favole, un bambino di nome Gigi che credeva molto che non si doveva temere la verità poichè diceva che temendo la verità si rischia di restare senza amici…

Un giorno la voce del vento lo rimproverò di questo, dicendo a Gigi e parlando a lui nel rumore causato dal muoversi delle canne che ondeggiavano a causa del vento lungo il fiume: “Gigi devi stare attento a tenere nascosti i tuoi segreti agli altri bambini, così mai nessuno riuscirà ad approfittare di te..in questo modo  non sapranno niente di te!”

Ma Gigi non era d’accordo su tutto questo riserbo, poichè preferiva un rapporto sincero con il prossimo,  ed preferiva che la gente si consolasse l’un l’altro..quindi Gigi non era d’accordo con quel che diceva la voce del vento.

Un giorno Gigi camminando per il bosco incontrò un bambino che piangeva ..Gigi gli chiese:” cosa hai bambino?” il bambino rispose : “mi chiamo Valter e sto piangendo poichè mi hanno rimproverato di aver detto una bugia a mia madre…sono dispiaciuto di averlo fatto e quindi piango!” ..Gigi decise di rispondere così: “questo errore é perdonabile..tutto qui! anch’io ho mentito ai miei genitori…si! anch’io!”

Fu così che il bambino di nome Valter, avendo sentito quelle parole. smise di piangere, poichè aveva capito che molti bambini avevano lo stesso errore che aveva lui..di certo qualcun’altro esisteva che aveva sbagliato come lui..e così si consolò e smise di piangere..

Un giorno Gigi pedalando in bicicletta incontrò un bambino che piangeva e singhiozzava..fu così che Gigi gli chiese : “cosa hai bambino?”… il bambino rispose: “mi chiamo Valerio e sto piangendo, poichè mi hanno rimproverato di aver rubato la ruota di una bici di un altro…l’ho restituita è vero quella ruota e mi hanno perdonato…ma sono dispiaciuto ugualmente  di averla rubata e quindi piango per la vergogna che ora qualcuno lo sà, forse adesso nessuno mi vorrà più!” …..Gigi rispose: “tutto qui ..questo errore è perdonabile..anch’io tempo fa ho rubato..e poi come te, ho restituito anch’io ciò che ho preso ingiustamente..si! anch’io!”

Fu così che il bambino di nome Valerio , avendo sentito quelle parole, smise di piangere ..poiché aveva capito che forse molti bambini avevano  gli stessi errori che aveva lui, “allora di certo esiste qualcuno che ha sbagliato quanto me!”, pensava  Valerio, si rallegrò di questo e smise di piangere..

Un giorno Gigi, correndo con il suo monopattino,  vide un bambino che piangeva e si strofinava le mani sugli occhi pieni di lacrime..Gigi  gli chiese: “cosa hai bambino?”… il bambino gli rispose: “mi chiamo Claudio e sto piangendo perchè ho capito di aver sbagliato, devi sapere che io ho preso un brutto voto a scuola nel compito in classe ..si! non sono stato bravo come gli altri, non ho studiato abbastanza, mi vergogno di aver preso cinque in matematica, e adesso piango!” ..Gigi rispose: “tutto qui! devi sapere che questo errore é perdonabile..anch’io tempo fa.. ho preso un brutto voto e proprio in matematica..si! anch’io!”

Fu così che il bambino avendo sentito quelle parole, smise di piangere, poichè aveva capito che esisteva di certo qualche altro bambino che come lui non era un bravo scolaro..e siccome forse in paese, molti bambini prendevano brutti voti, forse non era grave aver avuto un brutto voto nel compito in classe..e da quel giorno Claudio si sentì meno solo..

Di tutte queste frasi che dimostravano comprensione per i bambini meno fortunati, lo venne a sapere la voce del vento..che si infuriò con Gigi..e si mise a soffiare con molta forza.. facendo volare via dalla testa il cappello di paglia che serviva a proteggere Gigi dal sole….e spettinandogli tutti i capelli…

il vento mentre era tutto agitato disse: “Gigi hai sbagliato a fare solidarietà a quei ragazzacci, chi te lo ha fatto fare, ora diventerai il loro espediente di vita e non avrai più pace, poichè ti sarà chiesto continuamente di soffrire al posto loro!”

Ma dovete sapere che non fu così..qualcosa nella vita di Gigi cambiò è vero, ma cambiò in un altro modo

Dovete sapere che tornato in paese tutti i bambini dimostravano amicizia a Gigi, chi gli offriva le sue caramelle, chi lo invitava a giocare a pallone con lui, qualcuno gli offriva anche metà della sua merenda..

Si!..volevano tutti Gigi come amico..poiché lui aveva dimostrato che non discriminava nessuno e se c’era il bisogno di consolare qualcuno, era  disponibile a farlo..si! era proprio simpatico quel Gigi..

e fu così che tutti i bambini del paese nominarono il bambino Gigi loro capo..

e dovete sapere che nel paese vissero tutti contenti..poichè nessun bambino era lasciato solo nella sua diversità..in quanto dice il proverbio: “avere errori é una difficoltà comune…. mezzo gaudio per tutti!”..

Morale:

Va bene rispondere: “anch’io!” …quando vediamo un bambino piangere..

Ma quando il nostro errore è un errore differente da quello commesso dal bambino che piange…é forse mentire se gli diciamo anch’io? No! non è mentire, poiché l’errore giusto non esiste, quindi rispondendo “anch’io!” a chi piange, ammettiamo solo di avere qualche errore anche noi, significa che molti bambini che vivono sul pianeta Terra hanno errori, e quindi è giusto rispondere anch’io ad un bambino che piange.. poiché se abbiamo rispettato il Volersi Santo del Signore, siamo capiti nelle nostre buone intenzioni, di fare solidarietà, dicendo anch’io ad un bambino che sta piangendo per consolarlo..

fine

autore: Egidio Zippone

Milano, Febbraio 2022

giudizio: originale

voto: (da 5 a 10):9

Favola: il bambino che rispondeva dicendo anch’io (per ragazzi)ultima modifica: 2022-02-21T16:07:16+01:00da scrittore59