Favola: Arlecchino ed il tesoro (per ragazzi)

(racconto di tipo verde)

INTRODUZIONE: il nostro Arlecchino trova un tesoro, e da quel momento la sua vita cambierà, comincerà così l’avventura per Arlecchino e la sua Colombina

INIZIO

Favola: Arlecchino ed il tesoro

Per il teatro dei burattini – PERSONAGGI:

Arlecchino: il protagonista fortunato

Brighella: l’amico di Arlecchino

Il Cavalier Spaventa: soldato abile con la spada ma senza un soldo

Pantalon: il banchiere avido

Il Dottor Balanzon: il furbo medico

Colombina: la cameriera innamorata di Arlecchino

Corallina: figlia devota obbediente al padre Vincenzo

Messer Vincenzo:..il padre di Corallina..in cerca di un marito ricco per la figlia

Brunilde: madre di Corallina e moglie di Messer Vincenzo

Il brigante Antonio detto Trallalà: il capo dei briganti del bosco

I briganti del bosco: gruppo di avventurieri ladri e malfattori

Svolgimento

Siamo in un paese qualsiasi del nord Italia..ad esempio a Bergamo, siamo nel 1700 d.c., questa è una epoca barocca e fortunata ma non per il nostro protagonista..che per saziare la fame aspettava che la fortuna si ricordasse un giorno anche di lui.

Vi voglio raccontare le avventure del povero Arlecchino, persona di poche parole ma dal cervello fino, che l’ignoranza e le poche opportunità avevano reso povero..”che se ero ricco” usava dire egli stesso…”chissà quanto successo avrei nella vita e quanto da mangiare avrei e non come ora!.”

CAP. 1° – Un giorno fortunato Arlecchino trova un tesoro

Un giorno che Arlecchino era più affamato del solito, camminando per i boschi e le colline che circondavano la città di Bergamo..in cerca di qualche albero da frutto…si trovò non si sa come sotto un albero di castagno, cominciò a guardare il terreno in cerca di qualche castagna e vide dalla nuda terra sporgere un forziere.

“Sta a vedere che ho trovato un tesoro.. da me medesimo!” diceva il fortunato Arlecchino mentre dissotterrava con le nude mani la cassetta di ferro dall’umida terra marrone vicino all’albero.

Si! cari amici…nella cassetta di ferro trovata da Arlecchino c’era un tesoro di monete di oro e gioielli preziosi..ed era tutto suo..di Arlecchino..”ma è proprio mio! Si l’ho trovato io, quindi è proprio mio!” rispondendo a se stesso con fare allegro.

CAP. 2° – Arlecchino torna in paese

“Non lo devo dire a nessuno che oggi ho trovato un tesoro” ..pensava Arlecchino mentre si portava dietro il pesante forziere…”non vorrei che chi lo saprà ne vorrà una parte!”

“Ah! ecco il mio amico Arlecchino!”..disse una voce alle sue spalle era l’amico Brighella un morto di fame anche lui.

Il nostro Arlecchino pensava che era meglio che lui faceva finta di niente e cominciò a fischiettare per camminare innanzi…ma l’amico che lo aveva visto lo chiamò ancora:

“Donde vai oh Arlecchino con quella grossa cassetta che hai in spalla?” disse curioso il Brighella..si sa la fame rende curiosi…e anche lui era un affamato…ed a quel tempo i curiosi erano tanti.

“Chissà cosa c’é dentro?… dai che ti aiuto a portarla!” disse Brighella ad Arlecchino.

“Non te lo posso dire..nessuno deve sapere che ho trovato un tesoro!” rispose Arlecchino facendo finta di niente e tornando a fischiettare..

“Ma a me lo puoi dire… sono o non sono io… il tuo compagno di fortuna e di sfortuna amico di tante avventure?” aggiunse il Brighella che aveva capito che ci poteva scappare un guadagno anche per lui.

“Nessuno deve sapere che la fortuna mi ha baciato e ha voluto che trovassi sul mio percorso una cassetta piena di cose preziose… ecco guarda qui!” disse lo sprovveduto Arlecchino aprendo il forziere e mostrando all’amico il contenuto..

“Oh! che bel tesoro! Ma ti serve qualcuno che ti aiuti a nasconderlo non sai che ci sono i ladri in queste contrade..le strade poi non sono sicure?” affermò lo astuto Brighella reso avido dalla vista.

“Dammene un po’ del peso anche a me!..dammene una parte in custodia a me…sai Arlecchino bisogna diversificare i nascondigli… poi te lo rendo..dai lo faccio per aiutarti” e così Brighella allungò il braccio per mettere le mani dentro il forziere.

“Si te lo rendo… dicon tutti così..poi spariscono e chi li vede più!” disse Arlecchino chiudendo la cassetta di preziosi all’improvviso..impedendo così a Brighella di metterci dentro le mani..

“Non ti fidi più di me oh! Arlecchino..non ti fidi del tuo amico migliore?”..disse il furbo Brighella

“Sarà! ma è meglio come dice il proverbio fidarsi è bene, ma non fidarsi è meglio” disse tra se e se il nostro Arlecchino.

“Ah! così che fai… mi hai offeso..addio!”..disse in modo sgarbato il Brighella girando le spalle all’amico e andandosene risoluto camminando in direzione del paese.

Al che!.. mentre il Brighella se ne andava invidiando il tesoro dell’ingrato Arlecchino…l’offeso Brighella pensava:..

”Lo dirò in tutta Bergamo vedrai che quel tesoro gli creerà più problemi che favori… così impara a non rendermi suo complice quell’egoista”.

E si avviò più veloce di Arlecchino per la strada del paese..

Dietro di lui, più in là, seguiva il nostro Arlecchino appesantito dal forziere portato su una spalla, che camminava ad una ora di distanza.

CAP. 3° – Tutta Bergamo ha saputo del tesoro di Arlecchino

Il Brighella tanto fece tanto disse a tutti quelli che incontrava che in poco tempo tutto il paese venne a sapere che Arlecchino aveva trovato un tesoro nel bosco circostante.

Tutti i suoi amici e conoscenze lo seppero e decisero a causa del tesoro di cambiare atteggiamento con l’ignorante Arlecchino.

”Eh si! una parte del tesoro lo terrò per me e l’atra la metterò in banca ..è più sicuro..che furbo che sei Arlecchino” diceva Arlecchino a se stesso mentre si avviava verso l’entrata della porta del paese.

Infatti, a proposito di parlare di banche…all’entrata del paese sopraggiungeva il banchiere e strozzino, oltre che arzillo vecchietto, messer Pantalon..il quale vedendo Arlecchino appesantito dal forziere e avendo parlato poco prima con Brighella..decise il da farsi e di approfittare di quello stupido ignorante.

“Buona giornata Arlecchino!” disse il banchiere…

“riverisco ma lei chi è?” rispose l’emozionato Arlecchino

”Ehila! Arlecchino non riconosci messer Pantalon..io sono un noto banchiere ed ho saputo che ora hai un tesoro da sorvegliare… dammene a me la consegna che lo metterò in un posto al sicuro e non c’e posto più sicuro in tutto il paese di mettere quel forziere insieme a miei numerosi risparmi..nella mia banca..i tuoi soldi con i miei soldi..ti va?” disse messer Pantalon.

“Oh! ma mi pare una bellissima idea!” rispose Arlecchino e pensò tra se e se:

”Ma chi me dice che poi questo vecchio non li sa distinguere i miei soldi dai suoi soldi!” allora affermò subito…”eh si! ma questi sono i miei soldi beninteso e non i tuoi!” poi Arlecchino aggiunse: “oh! messer Pantalon mi sembra una buona idea ma vorrei da voi una garanzia ..un tocio de carta che poi lei me li restituisce”….“Ne va della mia parola Arlecchino puoi stare tranquillo…” aggiunse Pantalon

“Mi devi però pagare la pigion..in cambio del tocio de carta e del servizio bancario..ti pare?” disse Pantalon

Farò come dice voi..messer banchiere…spero che non costi troppo il suo servizio”

E così Pantalon condusse Arlecchino e il suo tesoro nella sua casa e gli mostrò la stanza sicura dove egli teneva tutti i suoi soldi..i suoi e quelli di altri..

Convinto di far bene Arlecchino dette una parte del tesoro al banchiere, ma volle tenere qualcosa per se diciamo cento monete di oro..tanto per sentirsi ricco:

”Ecco tieni questi soldi e questa borsa mentre invece tutto il resto resta qui” disse Pantalon

“tieni messer Arlecchino” disse il soddisfatto Pantalon al fortunato Arlecchino consegnando la borsa.

“Avete sentito orecchie mie, mi ha chiamato messere..oh! come sono fortunato..la vita da oggi cambia per me”

“Ora tutti mi chiameranno messer Arlecchino eh si! sono diventato ricco”.

Intanto diceva Pantalon:” ora questo tesoro lo investirò e arricchirò la mia banca….è proprio vero chi ha più soldi… più ne vorrebbe eh eh!” fregandosi le mani con avidità.

Brighella intanto aveva raccontato a tutti quel che sapeva e di come l’economia di Arlecchino era cambiata dal giorno del ritrovamento del tesoro.

Da un giorno all’altro tutti avevano capito il segreto di Arlecchino e tutti in paese ne parlavano.

Ed Arlecchino era un pò preoccupato di questo, ma per consolarsi e vedendosi con i soldi in mano, si andò subito a comperare un panino al salame e del vino in una osteria del paese..

Poi si cercò un posto tranquillo per farsi una bella dormita..”ah! ecco una panchina in un bel giardino..”

Arlecchino era diventato un ricco signore..ma la paura che i ladri potevano derubarlo, non lo faceva star bene..la sua borsa era in pericolo ed Arlecchino non riusciva a prender sonno..

“Come se dice..Arlecchino ha il mal de ventre per la paura di tornare povero! ”

Proprio per questo chi lo vuol curar ad ogni costo è il dottor Balanzon..

infatti era così ad Arlecchino in quei giorni lo prendeva una paura, ma una paura, che farebbe cambio con un altro ma non si può..

Si sa che la paura è un tormento, ed il tormento causa cattiva salute tante che ormai Arlecchino pensava solo a come curarsi ..e andò dal dottore.

Ah! ecco arrivare il dottor Balanzone..medico e medicastro un po’ imbroglione, dalla buon parlantina e dal grosso panzone.

“Fatti visitare Arlecchino forse che tu sei malato infatti ti vedo pallido..sono di certo le preoccupazioni!” e il medico continuò:

“Dimmi Arlecchino ti tremano le gambe?”

“Dimmi Arlecchino ti manca il respiro per l’ansia?

“Dimmi Arlecchino non riesci a dormire?

“E con calma! dottor fatemi rispondere… quante domande!” disse Arlecchino

“No! dottor ho soltanto dolore al ventre..all’altezza dell’ombelico”

Il dottor Balanzone restò in silenzio..e disse:”Arlecchino fammi un po’ veder la lingua”

dopo avere visto la lingua..il dottor Balanzone mostrò una brutta faccia e borbottò tra se e se tanto che Arlecchino nel vederlo si spaventò ed esclamò:

“che brutta espression che ghà il dottor…Allor son grave dottor?”

“Ebbene si! Arlecchino tu sei ammalato di una malattia rara e mortale..la “Ventrescolina fulminante””

disse il dottor Balanzone per intimorirlo..(malattia che noi sappiamo non esiste).

“E si può guarire da tale malattia?’” chiese Arlecchino spaventato.

“Si! si può guarire, ma devi finanziare la medicina che è da fare!” rispose l’avido dottore.

Ricordando i soldi che aveva Arlecchino e siccome lo riteneva un grullo..il medico Balanzone affermò..”Messer Arlecchino ascolta” e continuò a dire la sua bugia “mi serve per fare la medicina..il veleno di un insetto che vive in Egitto..e sai dove si trova l’Egitto, si trova nella lontana Africa” aggiunse il dottor Balanzone.

“E devo quindi mandare in viaggio nel lontano Egitto un mio incaricato, per catturare laggiù ben 10 scorpioni neri da cui estrarre il veleno e fare quindi la medicina che a te serve per salvarti la vita eh si! Arlecchino tu sei grave!” affermò l’astuto medico.

“E quanto costa tale medicina o povero mi..gho paura temo di saperlo” disse l’Arlecchino.

“Se mi darai quaranta monete d’oro..saranno sufficienti e potrai guarire..te la procuro io la medicina stai tranquillo” disse il dottore.

Il nostro Arlecchino temeva di morire ora che era ricco… eh si! vuol guarire dalla malattia…”siccome sono ricco ora temo di più la morte di prima ..ma mi posso curare che bello!..ci ho i soldi infatti” disse tra se e se il nostro amico.

Arlecchino prese i soldi dalla sua borsa e pagò il medico..il quale se ne andò tutto contento del guadagno appena ottenuto pensando: “un po’ di acqua e zucchero e qualche colorante nell’acqua saranno sufficienti”

CAP. 4° – Arlecchino incontra il padre di Corallina messer Vincenzo

Viveva nel paese di Bergamo..un nobile..ma era in realtà un nobile decaduto e cioè si diceva di lui che aveva dei debiti da pagare… molti debiti da pagare..la sua unica speranza era organizzare un buon matrimonio per la figlia Corallina in modo da imparentarsi con qualche ricco abitante del paese.

“Vedrete che un fesso lo trovo che mi sposa mia figlia!” pensava messer Vincenzo.

In paese si raccontava di un certo Arlecchino diventato improvvisamente ricco e il nobile bisognoso di soldi messer Vincenzo lo voleva conoscere…”é il tipo che fa al caso mio, dai che forse ci scappa il matrimonio!” disse messer Vincenzo.

Ma la figlia Corallina donna seria e sottomessa al padre, era invece innamorata di un cavaliere…il cavalier Spaventa, bravo capitano di armi ma al giudizio del padre povero in canna..più volte il cavaliere aveva chiesto la mano della figlia di quel nobile in quanto innamorato di lei..ma il padre messer Vincenzo non voleva sentire ragioni: la sua Corallina doveva sposare uno uomo ricco.

Messer Vincenzo andò incontro ad Arlecchino fermandolo in piazza:

“Ho saputo caro messere Arlecchino che siete diventato ricco..di cosa ha bisogno un uomo ricco..facile la risposta… ma di una casa e di una graziosa moglie devota..ed io caro amico ho tutte e due queste cose ..caro Messer Arlecchino…” disse il nobile dando allo sprovveduto una pacca sulle spalle…” vorrei che conosceste mia figlia Corallina..donna saggia e in età da marito..brava donna e intende essere se vorrete anche un ottima madre”.

Quando padre e figlia si incontrarono si dissero tutto, la figlia capendo le intenzioni di suo padre pensò:

”Oh! che disdetta mio padre mi vuole dare in sposa ..ma io sono già innamorata di un cavaliere e sono anche ricambiata..”

“Figlia mia! ho urgente bisogno di denaro! Devi fare un buon matrimonio in nome del nostro casato”…

Fu così che Corallina chiese consiglio a sua madre Brunilde.

“Si! Figlia mia..”…disse la madre Brunilde….” la nostra famiglia ha bisogno di denaro per pagare i debiti, noi però ti chiediamo solo di sposare messer Arlecchino, che tu sai è diventato ricco, ma non sei obbligata da noi a restare fedele a tuo marito se questo ti è sacrificio, innanzitutto ti sistemi e risolvi i miei problemi ed anche quelli di tuo padre, ti sistemi sposando un marito ricco e poi dopo che sei sposata, nessun ti impedirà di soddisfar il provar amore con chi vuoi….siamo intesi cara figlia?”

e fu così che Corallina si rassegnò ad obbedire al padre e pensò:

“Mio padre ha bisogno di denaro e se una figlia si vuole degna di suo padre deve sacrificarsi!” pensò Corallina…” ed accettò di conoscere Arlecchino di incontrarlo e di passeggiare con lui per il paese”.

E così tutti in paese videro Arlecchino ….anzi messer Arlecchino, parlare di amor e di matrimonio con la graziosa Corallina.

E così Arlecchino amoreggiò con Corallina in quanto lo doveva sposare per volontà del padre, che aveva saputo come tutti in paese che Arlecchino era diventato una persona ricca..

“Ma non è vero amore il suo..ella è una donna istruita e lui Arlecchino è un povero ignorante!” diceva la gente nel vederli senza farsi sentire dai due futuri sposi.

“Il mio vero amore è cavalier Spaventa..mio unico amore!” pensava tristemente Corallina sopportando Arlecchino.

Un giorno li vide passeggiar per la strada centrale del paese anche la povera Colombina, che una volta era fidanzata del povero Arlecchino..ella faceva la cameriera e non aveva la dote per sposarsi.

“Ah! e così neanche la grazia di avvisarmi delle sue nuove intenzioni..il mio Arlecchino non mi ama più….oh! povera me..resterò da sola per sempre!” pensava la cameriera Colombina tra se e se.

CAP. 5° – Il cavalier Spaventa

Il più incavolato per il futuro matrimonio di Arlecchino e Corallina era il soldato cavalier Spaventa.. bravo soldato ma povero in canna…egli era geloso di Arlecchino..e andò incontro al nostro amico nella piazza del paese per affrontarlo.

Arlecchino fu subito provocato al litigio con lui… il cavalier Spaventa voleva sfidarlo a duello e per farlo capire il soldato geloso percosse il volto di Arlecchino con un guanto come si usa tra soldati.

“La sfido a regolar duello messer Arlecchino!” disse il soldato.

“Proprio come si fa tra i nobili..quasi quasi sono contento..mi fa sentir nobile” disse il vanitoso Arlecchino..”ma in realtà ahimè! ..ho paura di morir di spada” aggiunse il malcapitato questa volta più modesto…

Eh si! il nostro Arlecchino doveva battersi a duello con quel cavaliere e dovete sapere che egli si chiamava cavalier Spaventa proprio perché era molto bravo con la sua spada a infilzare i suoi nemici…e tutti avevano paura di lui.

“Solo se mi vincerà in duello e se resterà vivo, solo allora Arlecchino potrà sposare la gentildonna Corallina.” diceva Cavalier Spaventa a tutto il paese.

Arlecchino potrebbe diventare un nobile…era lusingato dal poter sposare la dama di nome Corallina..ma aveva paura di cavalier Spaventa..una brutta paura, quel soldato era bravo con la spada.

Arlecchino rifiutò il duello e si mise a scappare…ma fu rincorso da cavalier Spaventa per tutto il paese, che sguainando la spada voleva ucciderlo lo stesso perché era geloso di Corallina…e diceva mentre il soldato rincorreva Arlecchino:” ma non ti vergogni che scappi, brutto vile e ricco ignorante”

“Fermati infingardo..tu vuoi portarmi via la mia Corallina, ma io ti infilzerò con questa spada..quanto è vero che mi chiamo cavalier Spaventa!” ed era tutto un rincorrersi per le strade del paese tra le risate dei divertiti abitanti di Bergamo.

CAP. 6° – La cameriera Colombina

Fuggendo per le strade del paese Arlecchino..trovò un riparo dal suo nemico in una contrada, ed incontrò per caso in quel luogo la serva Colombina che una volta era la sua fidanzata.

La cameriera Colombina aveva saputo che Arlecchino era diventato ricco..come tutti in paese sapevano..e che pensate si stava per sposare. Colombina pensava che era di certo per effetto dei tanti soldi che ora aveva nella borsa Arlecchino..egli non la voleva più come moglie per questo…e preferiva ora Corallina…

“ Lui è diventato ricco..ed io sono ancora povera è una altra politica ormai…oh! sfortunata me!” diceva Colombina.

“Oh! Arlecchino adesso non mi vuoi più e preferisci a me la gentildonna Corallina, ti ho visto sai con lei nella piazza del paese a passeggio.. brutto ingrato!…cosa ne sarà del mio cuore triste?”…e la ragazza si mise a piangere singhiozzando.

Arlecchino per consolarla: “No! Colombina io ti voglio ancora, ma la gente è diventata così premurosa con me… così gentile con me…non è più come una volta ..che io non capisco più niente..dicono che mi devo sposare una donna nobile ora che sono diventato ricco..si usa così al giorno di oggi.”

” Ma tu non piangere Colombina vedrai che lo risolverò questo problema interiore..questo mal di cor ..che ci ho”

CAP. 7° – Arlecchino ricattato dai briganti

La notizia che in paese c’era un uomo ricco in più, arrivò oltre il bosco e lo seppero i briganti.

Ecco infatti all’improvviso arrivare i briganti in paese e con loro il pericoloso capo brigante Antonio detto Trallalà.. (che aveva questo soprannome, perchè da bambino il brigante cantava sempre trallalà..trallalà… ovunque si trovasse e gli amici gli avevano dato questo soprannome per prenderlo in giro) egli aveva saputo del tesoro scoperto e voleva estorcere del denaro ad Arlecchino..li aveva spiati e vedendo la preoccupazione di Arlecchino nei riguardi di quella ragazza di nome Colombina…il brigante li raggiunse e urlò: “ presto prendete la ragazza è di certo la sua fidanzata e portatela via!”.

“Senti un po’ Arlecchino, devi sapere che il tesoro che hai trovato nel bosco ci appartiene… esso è nostro… è di noi briganti….se non ce lo ridai subito faremo del male a questa innocente ragazza e poi anche a te ..chiaro!” urlò il capo brigante ad Arlecchino ..mentre i suoi compari rapidamente mettevano un sacco in testa alla ragazza e la portavano via…Colombina gridava ma non c’era nessuno intorno per aiutarli…non si poteva fare niente i briganti erano tanti.

“No! per carità non fate del male a Colombina è tutta colpa mia ..solo mia..sono io che ho trovato il tesoro!” diceva Arlecchino inutilmente. Intanto qualcuno dalle finestre in parte chiuse a causa della presenza dei briganti per le strade, aveva osservato la situazione ed era pronto a riferire alla comunità.

Intanto Arlecchino sentendosi preoccupato per Colombina aveva capito che il suo cuore era innamorato di lei ed aveva deciso di liberarla anche se gli sarebbe costato molto denaro…”Finisca nel nulla la mia ricchezza!” disse risoluto ad un tratto “Io amo Colombina!”.

CAP. 8° – Arlecchino vuole dare il suo tesoro ai briganti

Arlecchino tornò quindi da Pantalone a chiedere indietro il suo tesoro per salvare la vita a Colombina e accontentare i cattivi briganti..e raccontò tutto al banchiere: “Presto i briganti vogliono il mio tesoro…presto ridatemi i denari che ho dato!” diceva trafelato il povero Arlecchino.

Ma Pantalone era restio a quel ritornare: “Ma come messer Arlecchino con tutto il lavoro che ho fatto per custodirlo ora tu.. te lo vuoi portare indietro.. non te lo posso dare tutto il tuo denaro… devo trattenere una parte… ecco questa è la tua parte e questa la mia!” affermò il furbo banchiere Pantalone.

Arrivò nella piazza in quel momento il medico: il dottor Balanzone che disse: “Aspetta Arlecchino devi finanziare la medicina che ti ho preparato…ma mi servono altri soldi per completarla!”

“va bene dottor, tenga una parte del mio tesoro…per la medicina medesima” disse Arlecchino

Arrivò in quel momento messer Vincenzo:

“E forse così!? Mi ha detto la gente di paese che Arlecchino vuole ritornare insieme a Colombina” diceva messer Vincenzo fingendosi offeso.

“Per me va bene questa decisione!” disse il cavaliere Spaventa, sopraggiunto anche lui sul luogo in quel momento:

”Ora io ed Arlecchino siamo di nuovo amici in quanto non siamo più concorrenti in amore e quindi non lo voglio più uccidere.. anzi lo voglio aiutare… cosi son certo che tornerà con Colombina davvero e per sempre e non disturberà più il mio amore per Corallina.”

“E no! Aspetta Arlecchino ci devi fare un regalo di addio a me e mia figlia Corallina… un indennizzo per tutto il tempo che abbiamo perduto a frequentarti!” disse Messer Vincenzo con furbizia…”Tu hai amoreggiato con mia figlia..è giusto..devi fare un regalo di addio!”

“E va bene… tenete anche voi una parte del mio tesoro… come regalo di addio” rispose Arlecchino a quei due furbi.

Ecco che arrivò nella piazza il furbo Brighella che sapeva già tutto in quanto le voci corrono come il vento in paese, il quale disse:

“Senti Arlecchino io so dove sono nascosti i briganti nel bosco e ti voglio aiutare a liberare Colombina..ma prima tu mi devi regalare una parte di quel tesoro che tu sai!”

“E va bene! tieni anche tu Brighella una parte del mio tesoro come regalo in cambio del tuo aiuto” rispose Arlecchino a quel furbacchione.

Poi Arlecchino si rivolse al cavaliere Spaventa e disse:

“ora che siamo tutti amici… tu cavaliere devi aiutarmi a liberare Colombina dai briganti perché il tesoro e ormai terminato e i briganti lo vogliono indietro..é questa è la situazione…quindi come facciamo..ora che non c’è più un tesoro?” affermò il disperato Arlecchino.

“Lascia fare a me!” disse il cavalier Spaventa chiamerò i miei amici soldati che in cambio delle restanti monete di oro ci aiuteranno ma bisogna fare presto…e così Arlecchino consegnò le ultime monete di oro al cavaliere per convincere i suoi amici soldati a rischiare la vita per lui ..lo avrebbero aiutato a vincere i briganti che erano tanti..

CAP. 9° – Tutti nel bosco a liberare Colombina

I soldati amici di cavalier Spaventa furono guidati da Brighella al nascondiglio dei briganti che si trovava nel bosco, dove avrebbero fatto giustizia e liberato Colombina..

Era scesa la notte e i nostri amici tutti armati di bastone erano nella foresta per affrontare i briganti..il tesoro non c’era più ormai era terminato davvero, Arlecchino lo aveva speso tutto e l’unica soluzione per salvare Colombina, era questa: fare battaglia ai briganti.

Durante la notte armati di bastone tutti quanti, entrarono nell’accampamento dei briganti situato nel bosco e colpirono a bastonate tutti quei ladri che stavano dormendo attorno al fuoco ignari… i quali tutti spaventati scapparono tutto intorno..ma ping e pong colpi di bastone sulla testa dei briganti..

Il capo dei briganti Antonio Trallalà dopo aver preso delle sonore bastonate da cavalier Spaventa, fu subito arrestato dai soldati in quanto era ricercato dai gendarmi da tempo e c’era infatti una taglia sulla sua testa..e finalmente in questo modo i briganti si arresero e Colombina fu liberata con la gioia di tutti.

CAP. 10° – Gran finale

Il tesoro ormai non c’era più… era terminato.. era stato diviso tra tutti e Arlecchino era tornato più povero di prima.

Però il nostro Arlecchino aveva dimostrato a Colombina che gli voleva bene davvero..i due giovani erano davvero molto innamorati.

E così per una serie di avvenimenti ..il tesoro… che era di Arlecchino, era passato dalle sue mani a quelle dei suoi amici e per il nostro amico non restava più niente .

E così Arlecchino ritrovò la povertà che aveva lasciato, che però era una sua vecchia amica e lui ci era abituato ad averla.. e Arlecchino ritrovò soprattutto anche la pace…la pace di chi si accontenta.

Inoltre aveva avuto conferma che era il sentimento di amore ricambiato per Colombina a renderlo felice davvero e non l’oro trovato nel bosco.

Il padre di Corallina tale Messer Vincenzo non volle più Arlecchino come genero, aveva smesso di insistere, ora che quell’ignorante era tornato povero si congratulò con se stesso per aver ottenuto un regalo di addio, ricevuto da Arlecchino, e potè così pagare i suoi debiti e finalmente Corallina potè sposare il suo innamorato il soldato chiamato cavalier Spaventa…che aveva intascato dalle autorità della città un premio in denaro per aver catturato il capo dei briganti…ed era diventato benestante anche lui…..

Il tesoro trovato da Arlecchino non si seppe mai di chi era, forse apparteneva ad Antonio Trallalà il capo dei briganti, che adesso era rinchiuso nel carcere per tutta la vita..ma forse no non apparteneva a quel brigante..Arlecchino a questo proposito diceva a se stesso:

“Che problemi da non saperlo!.. se io Arlecchino ho danneggiato dei veri ladri e assassini, erano tutti soldi rubati quelli che ho trovato ..è giusto che sia finita così e che l’oro trovato abbia fatto godere la gente onesta.. e poi potrebbe non essere vero che il tesoro apparteneva a quei briganti..forse era questa una loro frottola..detta per causare un ricatto a me medesimo..si sa che chi è ladro ed assassino é anche un vero bugiardo..eh si! chi è ladro non è mica una brava persona! ”.

Si consolava l’onesto, ma furbo anche lui, ad Arlecchino i suoi rimorsi di coscienza gli passarono subito, infatti egli aggiunse sempre parlando da solo:

” è meglio essere più attenti ad evitare i rimorsi alla pancia causati dalla fame, quelli si che fanno soffrire davvero!.”

Ed è cosi che alla fine della favola il personaggio Arlecchino contento di essere tornato povero come prima ..dichiarò la frase che è l’argomento principale di questa favola :

“Vi sembrerà impossibile cari amici, ma sono più felice ora che sono povero, che quando disponevo della ricchezza!. Bastano pochi soldi e un tocio di pane da mangiar, un bicer di vin da ber e tanta speranza di una buona salute che si prova la vera felicità.”

E la nostra Colombina era contenta di queste parole.. ora che Arlecchino era tornato degno di lei…glielo diede un bel bacio..anzi diede ad Arlecchino più di un bacio, uno sulla bocca ed uno sulla guancia..

E finalmente i personaggi di questa favola vissero tutti felici e contenti.

Morale: l’ignorante sta meglio e conferma tutte le sue capacità nella sola vita in povertà..mentre il ricco che non sa servire gli altri e nemmeno se stesso…ottiene forza dal suo solo avere e non dal suo essere..quindi non saprà mai la persona ricca quali sono i suoi veri limiti .

Il povero non sa capire alla lunga i benefici della vita nella ricchezza e si sente diventare un altro se diventa ricco all’improvviso…. e si sente davvero strano ..poichè non è abituato a vivere da ricco…non è la sua natura..

fine

Autore: Egidio Zippone

(Milano, Ottobre 2010)

Giudizio: divertente, originale, saggio

voto (da 5 a 10): 9

 

 

Favola: Arlecchino ed il tesoro (per ragazzi)ultima modifica: 2021-02-16T08:58:44+01:00da scrittore59

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