Favola: lo spirito della praticità (per ragazzi)

 (racconto di tipo verde)

INTRODUZIONE: quando il mondo delle persone è in guerra per il troppo credere in un idealismo, ecco che gli spiriti che possono portare pace, in quanto allontanati dal comportamento dell’umanità intollerante, decidono molto spesso di trovare rifugio nel mondo selvaggio, regalando poteri ad un umile vita e aspettando tempi migliori per ritornare…

INIZIO
Favola: lo spirito della praticità
L’universo è infinito e nella sua illimitata grandezza..é possibile che esistano altri pianeti simili alla Terra, ma lontani dalla Terra, essi sono forse simili al nostro pianeta ma non del tutto, ad esempio molti di questi pianeti hanno due lune…due fonti di energia differenti per influenzare le menti dei dormienti.
Accadde un giorno su un pianeta di un altro sistema solare..che ha un altro nome e non importa quale, che il vivere in pace tra i differenti popoli che lo abitavano, fosse diventato difficile.
In quel periodo della storia di quel mondo, su quel pianeta all’improvviso, tutti gli abitanti rinnegarono la saggezza e l’intelligenza della fratellanza tra i popoli …un eccessivo rispetto dei doveri di ogni idealismo consigliava le genti al litigio e li portava alla discordia..nessuno infatti voleva più interpretare la vita con praticità e pazienza..era ritenuto troppo da loro sacrificare l’integerrimità degli ideali per favorire la pace….poiché gli atti impuri e l’incoerenza sessuale erano giudicati in modo iniquo..
In quel pianeta l’integralismo degli ideali e la troppa serietà finirono per comandare, da quel giorno le intenzioni umane di quel mondo diventarono troppo intolleranti, fu così che l’obbedienza solerte molto spesso causava il ricorso alla violenza, stava per scoppiare la prima guerra mondiale.
Come soldati motivati e mentalmente tutti impegnati ..resi tutti di un pezzo e forti di un carattere autoritario ..i popoli interpretavano le vicende umane con pignoleria..é vero che la loro immagine di serietà ci guadagnava, ma questo impegno portava a continui litigi e scaramucce…ormai la pratica diplomazia mediatrice era ritenuta una falsità e un tradimento dei veri ideali della propria nazione .
Fu così che in tutto il mondo si comandò una guerra in nome del rispetto preciso dell’integralismo consigliato dall’idealismo, lo spirito non pignolo e pratico fu allontanato da tutti, nessuno lo voleva più come consigliere..bisognava obbedire invece ad uno spirito che credeva fortemente nei propri principi, che era convinto della perfezione del comportamento e nel dover purificare con essa tutto il pianeta.
Solo una unica verità doveva comandare i popoli…la più forte…la guerra mondiale avrebbe dimostrato quale verità avrebbe governato…la perfezione era una sola…quelli che avrebbero vinto avrebbero dimostrato di essere nel giusto, e lo avrebbero dimostrato vincendo la guerra.
E così scoppiò la guerra, la praticità del compromesso era considerata poco nobile, tutti volevano difendere l’integralismo e la purezza dei loro ideali rischiando la morte…molti giovani morivano litigando per ideali che consigliavano la competizione tra i popoli..
Fu così che lo spirito della praticità che invece predicava la tolleranza di tutte le opinioni da tempo ed il vivere in pace dei popoli, consigliando che l’importante nella vita é di partecipare, si senti solo e perso e non sentendosi più capito dai tanti, pensò di partire per altri luoghi…molta gente lo aveva rinnegato con cattiveria per far posto ad una intenzione integralista della difesa pignola di un ideale.
Lo spirito della praticità deluso dalla gente…e reso triste dall’incomprensione per lui…ormai convinto di dispiacere agli uomini..sospettato anche di causare frustrazione nell’animo umano a causa del sacrificio di rinunciare a causa sua della ricerca della perfetta esistenza…lo spirito della praticità affermò che:” piuttosto preferisco aiutare i selvaggi e non l’umanità civilizzata ma egoista che comanda in questa parte del mondo”..e così partì volando via, in quanto etereo, per la zona sud di quel pianeta…lontano dai popoli che si consideravano più evoluti.
Ma lo spirito della praticità che poteri ha?… lo spirito della praticità come ci aiuta nel vivere?
Lo spirito della praticità ha il potere di comandare gli elementi chimici e fisici della natura, il fuoco, l’aria, la terra e l’acqua, essi ascoltano i suoi consigli volentieri, lo spirito della praticità inoltre sa consigliare l’interpretazione della fisica e la scienza della biologia e può causare la formazione di nuovi corpi viventi favorendo la varianza del gregge, ha il potere di rendere pazienti e moderati le mentalità e inoltre far diventare più sana la suggestione dell’aria che respiriamo e dell’acqua che beviamo, ed inoltre per mezzo della praticità tutta la realtà che ci circonda diventa più tollerante alla piccola percentuale di insoddisfazione presente favorendo l’accontentarsi degli uomini…..
Non obbediscono allo spirito della praticità, la purezza ed la volontà di ideali puri e quelle idee filosofiche con le quali si favorisce la integerrimità dei valori e quindi l’intolleranza di chi si è reso diverso da noi…poichè il piacere di essere integerrimi non obbedisce alla praticità
Fu così che lo spirito della praticità vedendo negate in Eurolandia (territorio situato a Nord del pianeta) l’unico modo per ottenere la comprensione per la buona salute di ognuno e la difesa di molti dalla depressione, decise di fuggire da quella parte di mondo..decise di andarsene da quella parte di mondo intollerante, poichè la frase “siamo tutti diversi e quindi tutti uguali!” era una buona consolazione per l’umanità secondo lui, e lo spirito della praticità non voleva cambiare parere al riguardo..
Egli disse: “ fuggirò nel sud del pianeta..nel sud Africa, si fuggirò nel profondo sud della savana alberata, tra gli abitanti dell’Africa, mi recherò laggiù sperando di trovare amici sinceri che mi capiranno..laggiù la vita è ancora selvaggia e la natura è ancora aspra e bisognosa di consigli..troverò certamente pace nella vita umile dei selvaggi, consigliando loro di interpretare la vita accettando qualche sacrificio in cambio del poter vivere in pace ”.
I luoghi del pianeta hanno nomi simili alle zone abitate della nostra Terra, non ci deve stupire questo, perché la vita nell’universo abitabile è in parte molto uguale ovunque…molte cose coincidono e sono simili nonostante i mondi siano lontani.. proprio come nelle favole..le conseguenze i modi di reagire agli avvenimenti che influenzano ciò che esiste sono molto simili..
Fu così che lo spirito della praticità, partì tristemente volando nel cielo per luoghi dove la libertà individuale comandava ancora e la logica del massimo profitto non era ancora obbligatoria..partì volando quindi per la selvaggia e lontana Africa.
In quei luoghi la popolazione umana viveva insieme in simbiosi utile, essi vivevano nella comprensione reciproca che l’importante per tutti è restare vivi favorendo il vivere con praticità…secondo quei popoli ogni forma di vita andava protetta….
Dovete sapere che tra le creature che vivevano in quei luoghi selvaggi …nelle immense foreste equatoriali, esisteva anche un gruppo di selvaggi.. molto amichevoli tra loro e allegri..bassi di statura e vestiti di indumenti poveri…ma molto in pace tra loro..
essi vivevano la loro naturale esistenza con poco idealismo e con pazienza…pensavano solo a darsi benessere e buona salute e per questo motivo lo spirito della praticità affermò:
”si é questo il luogo futuro della mia destinazione, luogo dove la mia influenza spirituale non sarà contestata!” pensò lo spirito della praticità e della scelta di accontentarsi…” tornerò a gioire della pace e della vita tranquilla…tra loro, tra le tribù selvagge dell’Africa la vita era ancora comandata dalla praticità”.
Lo spirito della praticità…dopo aver cercato a lungo, si sentì attratto e compiaciuto in particolare dalla vita spensierata e allegra di un gruppo di selvaggi riuniti in una tribù ..essi vivevano in pace nella foresta tra alberi secolari e nelle grandi pianure e lo spirito della praticità decise quindi di incarnarsi in un individuo appartenente a quel gruppo di umani selvaggi così simpatico e basso di statura..
Lo “spirito della praticità”, li osservò per un po’ di tempo stando nell’aria e poi dopo aver chiesto il permesso all’io di uno di loro, l’umano selvaggio ritenuto più allegro e più vispo di altri, decise di incarnarsi in lui..lo spirito ottenne il permesso di incarnarsi in cambiò di una sensazione di benessere spirituale ai nervi della mente del giovane selvaggio….egli entrò nell’animo dell’umano di pelle nera che viveva come un selvaggio, diventando parte del suo spirito e della sua intelligenza umile.
il selvaggio così posseduto spiritualmente dalla praticità, crebbe e visse felice e sano e lo spirito della praticità trovò finalmente la realtà di una vita spensierata in quell’essere umile e pacifico…ingenuità e tolleranza unita a regole semplici di vita si confondevano miti in lui.
Passarono in questo modo molti anni…divisi in giorni di pioggia e belle giornate di sole…e lo spirito della praticità apprendeva ogni giorno i benefici della vita semplice di quella tribù di selvaggi..
Dovete sapere che la guerra nelle terre del nord di quel pianeta finì ma dopo ben cinque anni.
Il mondo dopo avere molto sofferto momenti di crudeltà e di violenza a causa delle battaglie, vide finalmente la parte libertaria e democratica vincere la guerra, il mondo desiderava stufo della recente guerra, ora finalmente desiderava la giusta pace per tutti….i vinti si sarebbero assoggettati ai vincitori ma convivendo e senza lamentarsi più della loro sconfitta…..senza avere sentimenti di vendetta..
Per sperare in questo, in tutte le chiese e in ogni casa di quella parte del mondo si pregava perché una volontà di pace tornasse su tutta Eurolandia…occorreva uno spirito che mettesse d’accordo vincitori e vinti, seppur i popoli erano stati resi differenti dal vincere la guerra oppure resi differenti ed umiliati dall’averla perduta..
Fu così che lo spirito della praticità capì che quello era il momento giusto per tornare in Eurolandia, doveva ora tornare a vivere tra le persone civilizzate..e convincere con la praticità del sincero tollerare il differente, il volere la pace per i molti individui, ed a difendere essa con la tolleranza alle diverse opinioni, il senso della praticità poteva tornare a essere apprezzato, tutti dovevano guadagnare qualcosa dalla pace: “ognuno a casa sua, stando attenti a non giudicare con pignoleria il prossimo..si doveva obbedire alle regole, ma sempre rispettando l’indole variante del gregge in quanto ogni forma di vita va rispettata”.
Ma prima però lo spirito della praticità doveva ringraziare quel buono ed semplice umano selvaggio che lo aveva tenuto vivo in lui in tutti questi anni.
Lo spirito della praticità si era consolato vivendo nel corpo del selvaggio, dei momenti di frustrazione di non essere capito dal mondo e decise per questo che avrebbe fatto un dono a quell’essere umile così gentile, decise di dare a quello umano di pelle nera, che si chiamava Resperò, il potere di guarire i malati ed i feriti, sia che essi fossero persone, sia che essi fossero animali..era sufficiente che Resperò accarezzasse la parte ammalata o ferita con l’intenzione di guarire e l’individuo umano oppure l’individuo animale guarivano davvero..
Lo spirito della praticità decise questo affinchè anche la vita selvaggia potesse essere utile, poichè tutti gli esseri viventi del pianeta erano una risorsa per la solidarietà, egli volle che questo miracolo avvenisse anche tra i selvaggi, esseri umani di pelle nera così semplici e umili ma ugualmente felici, il saper guarire i malati era utile anche a loro…al parere dello spirito della praticità non importava a chi si causasse la guarigione e la vita secondo lui a causa della praticità accettava di essere guarita anche dall’aiuto di un selvaggio..così in nome della vita tranquilla e sperimentata..lo “spirito della praticità” decise questo: “renderò miracoloso anche un essere appartenente al mondo selvaggio”.
Dopo aver dato questo potere a Resperò il selvaggio, lo spirito della praticità se ne andò da lui e tornò volando verso Eurolandia, verso il Nord del pianeta e obbedendo alle implorazioni di una nuova saggezza maturata in quei luoghi ..tornato nelle terre del nord…si incarnò contento in scrittori, filosofi, poeti e capi di governo e di certo in coloro che volevano una volontà di pace nel mondo per molti, e fu libero di utilizzare loro per influenzarne il comportamento legislativo dei governanti favorendo in molti il compromesso di fare qualche sacrificio in nome della pace..
Dopo qualche mese finalmente una pace fondata sulla “praticità” tornò a governare su tutto il nord del pianeta…”anche se siamo differenti siamo uguali nelle speranze..quindi restiamo amici ugualmente” affermarono con praticità i capi di ogni popolo.
Intanto lontano nella selvaggia Africa cosa accadeva?
Il selvaggio di nome Resperò, non si rese conto subito del potere che avevano le sue mani..ma egli ora poteva guarire chiunque..bastava accarezzare un’ammalato..ed il sofferente guariva.
il selvaggio Resperò col tempo capì e poi imparò a guarire fratture e ferite da freccia o da taglio..semplicemente ponendo le sue mani sulla testa del malato o del ferito..dopo qualche attimo il malato guariva…anche se il ferito non era umano…il ferito guariva a causa del miracolo di Resperò, i malati di cui parlo però erano i semplici umani di pelle nera della sua tribù.
Si! la praticità comandava la forza e gli elementi del corpo vivente a tornare sani..ed essi erano incoraggiati a guarire dalla malattia, la praticità non poteva guarire lo spirito..ma poteva guarire il corpo vivente nel sangue e nei muscoli..ed in seguito la consapevolezza di essere tornati in buona salute, consolava gli ammalati delle loro colpe se li avevano..
Resperò aiutò tutti gli animali a fuggire lontano quando arrivarono gli uomini bianchi malvagi e cacciatori di frodo ..ed un giorno vedendo uno scimpanzé ferito da una freccia ..egli intuì che se avrebbe accarezzato la ferita sanguinante, il fratello scimpanzè sarebbe guarito..poichè per chi vive in modo selvaggio gli scimpanzé sono da considerare fratelli per lui..e così Resperò si comportò..pose le sue mani sulla ferita dello scimpanze…e la freccia uscì all’improvviso dalle carni..e subito dopo la ferita rimarginò…lo scimpanzé tornò rapidamente in forze..l’amico animale era guarito come per miracolo.
Furono causati molti miracoli dal selvaggio di nome Resperò…
Passarono i mesi e molti facevano offerte al guaritore Resperò, molti malati della sua tribù guarivano miracolosamente, la sua tribù era molta grata a Resperò, e la sua fama di guaritore si diffuse in tutto il sud Africa tra le genti..
“Ma tu hai dei poteri miracolosi” dicevano gli amici della tribù a Resperò, e poi dissero: “ con te caro Resperò faremo del bene a molti e riceveremo regali da molti..tu hai il potere di guarire il corpo ammalato caro amico, sei magico…” .
Da quel giorno il capo tribù che si chiamava Berengue, considerò il “selvaggio guaritore” con molto più attenzioni di prima..come un vero amico, come se Resperò fosse diventato una persona pari a lui.
i ragazzi del villaggio andavano dicendo a tutti in quella zona di Africa che esisteva un guaritore tra loro e quindi la loro tribù seppur povera doveva essere trattata con rispetto…
In seguito la notizia dei miracoli si sparse per tutto la regione e tutti gli uomini delle tribù vicine, seppero che i poteri di Resperò erano miracolosi e vollero tutti un bene grande a quell’umano di pelle nera come loro, anche se era abbigliato come un selvaggio era molto amichevole e portarono Resperò ad ogni villaggio vicino per far gioire dei suoi miracoli più persone……
E Resperò dovette guarire molta gente che fiduciosa permetteva al guaritore nero, abbigliato in modo strano come sempre, di porre le sue mani umili sui loro corpi doloranti..ed il selvaggio Resperò li guariva uno per uno.
Guarì anche una bambina di colore malata ai reni…e guarì molti altri ancora..tutti coloro che avevano chiesto aiuto alla sua tribù furono guariti per la gioia di molti.
il selvaggio Resperò ottenne molti regali dalla sua gente per ringraziamento e potè smettere di vivere chiedendo la carità e gli fu donata una capanna nel villaggio…
I giorni passarono e la notizia che nella regione viveva un misterioso guaritore capace di molti miracoli si diffuse per tutta la popolazione del sud Africa.
Dovete sapere infatti, che in quei giorni a figlia del governatore, tale Cristina Villiams, si era ammalata gravemente di una malattia rara, tanto rara e tanto sconosciuta che nessuno la sapeva guarire, una vera malattia tropicale e così il nobile bianco Villiams era disperato e molto triste nel vedere che la medicina del suo dottore di pelle bianca, che doveva essere il migliore in quei luoghi per questo motivo, non riusciva suo malgrado a guarire sua figlia,
Fu così che il governatore chiese ai suoi servi di colore di mandare alla sua casa i migliori dottori della città vicina..ma essi ugualmente non erano in grado di guarire la sua bambina ed ella restò ammalata per molti giorni.
Dovete sapere che i consiglieri del governatore di quella regione, che era un nobile di razza bianca con l’incarico di amministrare quelle terre…suggerirono al governatore bianco, che governava la regione tale lord Villiams, questo era il suo nome, di incontrare il capo tribù Berenguè ed il suo amico guaritore per complimentarsi con loro.
Lord Villiams aveva saputo che esisteva nella parte della regione che amministrava, un guaritore ritenuto molto abile, ed aveva sentito dire che questi era un guaritore capace di molti miracoli, poiché era residente in una zona della regione africana sotto il suo dominio, lord Villiams si incuriosì molto di questa strana notizia..le capacità miracolose di cui si parlava erano ritenute da tutti molto speciali..e così lord Villiams ascoltò il suggerimento e decise di voler conoscere di persona quel guaritore, ma il governatore non sapeva ancora che il vero guaritore era un giovane selvaggio ed ignorante….lo pensava un uomo istruito e civilizzato ed educato dai bei modi…forse era negro va bene, ma era sempre secondo lui certamente un essere umano esperto in medicina.
Si! ..il governatore era razzista e difendeva un suo ideale personale, nonostante fosse per tutti una cattiveria, e cioè la teoria per la quale l’uomo bianco è superiore all’uomo negro…infatti lord Villiams era un uomo bianco ed era un governatore ed un giudice istruito, sapendo che molti appartenenti al popolo negro erano invece ignoranti, poveri e quindi bisognosi di essere governati dall’intelligenza e migliore saggezza di un nobile come lui, altrimenti come facevano a vivere in pace, dovete sapere che in quella zona del pianeta la mentalità colonialista era molto diffusa tra i bianchi.
Quando i dottori di colore istruiti e preparati si accorsero che l’unica speranza di guarigione era rivolta in un selvaggio ignorante di pelle nera, decisero ugualmente di portarlo dal padrone bianco, l’importante secondo loro era che qualcuno guarisse l’ammalata, il selvaggio Resperò quindi era ritenuto l’unica possibilità…e comandarono il capo tribù Berenguè a condurre il suo guaritore alla villa del governatore per dare aiuto alla figlia dell’uomo bianco che era ammalata gravemente da molti mesi…
Il padrone bianco sperava che quell’unica possibilità di guarigione fosse abbinata ad una persona esperta in medicina, forse quel guaritore era forse un negro istruito, e si aspettava di incontrare un uomo di colore abile e capace ..”nasconderò, in nome di questa abilità riconosciuta da molti, il parere del mio convincimento razzista ..quello di cui parlano è di certo un dottore qualificato quindi merita rispetto anche lui..”
Giunse finalmente il giorno che il guaritore fu portato dal capo tribù Berengué alla casa del governatore per sanargli la figlia.
Tutti i presenti si fecero largo davanti all’abitazione di lord Villiams per far passare il misterioso guaritore, facendo spazio nei corridoi per farlo giungere nella stanza dell’ammalata dove l’attendeva il governatore ed il suo medico bianco..
“Fate entrare il guaritore più famoso del sud Africa, che egli salvi mio figlia!”..ordinò il nobile bianco ai servi battendo le mani due volte per attirare l’attenzione dei presenti.
Ed il misterioso guaritore entrò:
“E lei il famoso guaritore?” chiese lord Villiams ad un uomo di pelle nera si! ma ben vestito e con un atteggiamento istruito,
“No SIr! Il vero guaritore è questo selvaggio qui vicino a me!” rispose Berengué con sincerità indicando quello che stava dietro di lui.. “Si chiama Resperò!”.
Ma che stupore sconvolgente per il governatore… che orrore per quell’uomo ordinato ed idealista della razza bianca, dovete sapere che a lord Villiams il suo sangue nobile gli ribollì dentro….
il governatore bianco non appena vide che il guaritore portato dai consiglieri negri era in realtà un vero selvaggio, mezzo nudo, a piedi nudi, vestito in parte di pelli di animale ed in parte di foglie di palma ..un vero essere probabilmente poco pulito ed ignorante, al parere del giudicare di un lord, Resperò appariva come un individuo da ritenere poco più di un animale. seppur il presunto guaritore era riverito e rispettato da un intero villaggio, lord Villiams fu incredulo ed affermò: “Oh! Cavoli!.. é sempre un selvaggio ignorante ed appare sporco di fango..ed è molto più simile ad un animale che ad una persona, probabilmente è privo anche di una vera educazione!” disse il nobile lord Williams premendosi sul naso un fazzoletto profumato preso da una sua tasca..
Non appena lord Villiams si rese conto di quanto fosse ridicola la situazione in cui si trovava, pensò dapprincipio ad uno scherzo e si alterò molto e rimproverò il capo tribù, poi rimproverò i suoi consiglieri di colore di essere stati poco riguardosi con lui ed aggiunse:
“Ma come vi permettete..portare un vero selvaggio vestito in questo modo strano, poco lavato e simile al mio parere più ad una scimmia che ad un umano…e poi qui in casa mia… e volete che io creda che questo individuo selvaggio sia in grado di fare miracoli?..mentitori e impuri che non siete altro!” urlò il governatore a tutti i presenti.
Si! quel lord Villiams era un razzista e riteneva inferiori tutti i selvaggi e tutti gli umani non degni di rispetto e meritevoli di buoni paragoni.
“Mi avete portato un individuo sporco e mal vestito nella mia dimora ..cosa è questo?..é uno scherzo!”..
“Un essere impuro..uno sporco selvaggio qui in casa mia.. che potrebbe contaminare con qualche altro virus la mia dimora.. contaminare mia figlia ed forse anche me, mia figlia vedete e già molto malata poiché qualcuno l’ha contagiata…forse questo pigmeo è pure un portatore sano di qualche malattia infettiva..la mia povera bambina dovete sapere è stata contaminata forse da un selvaggio, e costoro che fanno? me ne portano un altro..terribile a pensarsi…ma che siete matti!..”
“Portate subito via dalla mia casa questo individuo simile ad animale sporco… non credo che questo selvaggio abbia il potere che raccontate..poichè il potere di guarire, sempre se il potere di guarire esiste davvero, c’è lo ha sicuramente una persona di bell’aspetto, sana di testa e vestita in modo serio, pulita ed istruita e certamente di razza bianca…certamente il guaritore che occorre a mia figlia è una persona dai capelli biondi con gli occhi azzurri ed alta di statura, via tutti voi brutti negri ignoranti..voi volete imbrogliare un padre bianco che soffre!” urlò di nuovo il governatore mettendosi una mano sul torace per calmarsi a causa del turbamento causato dall’incomprensione dei suoi ideali pignoli..
Tutti scapparono da quella casa impauriti..temevano che il governatore chiamasse i soldati o prendesse delle armi ..se lo faceva sarebbero stati guai per tutti.
Fu così che il capo tribù di nome Berenguè ed il selvaggio Resperò furono allontanati rapidamente e sgarbatamente da quel luogo.
I capi dei villaggio in quei giorni ricevettero l’ordine scritto dal governatore bianco di quella zona del sud Africa, di allontanare dal villaggio, prima che potevano, il selvaggio stregato, in modo da sminuirne la suggestione creata intorno a Resperò, e di lasciarlo vivere libero ma in solitudine nella foresta per volontà della saggezza bianca…
Inoltre il governatore ordinò che “nessuno chieda aiuto, da questo giorno in poi, al potere anomalo e impuro di quell’umano selvaggio..al mio parere di certo esso é causato da una invenzione umana di un demone infernale decisa da parte di qualcuno voluta senz’altro per deridere l’umanità!”…
Tanto fece il nobile bianco, tanto disse, che voleva che nessuno fosse più aiutato dal selvaggio guaritore..facendo temere al villaggio di Berengue tremende rappresaglie mediante soldati armati, intimidazioni dovute all’accusa di voler fare un dispetto nei riguardi della vera saggezza umana…….
il selvaggio Resperò dovette fuggire nella foresta e tornò libero del tutto vivendo inizialmente in solitudine e si riabituò così alla vita selvaggia tra gli alberi, visse umilmente come fanno i selvaggi, torno ad unirsi a quelli come lui…esseri sperduti tenuti vivi dalle risorse naturali della jungla..
I giorni passarono e dovete sapere che nessun medico bianco e nessun negro istruito, riuscì a guarire la povera figlia del governatore Viliams, la sua malattia era purtroppo molto grave e rara.. non si riusciva purtroppo a trovare una cura efficace per lei,,,fu così che la figlia del governatore a causa della sua malattia, si aggravò ulteriormente , la figlia Cristina si indebolì nella salute e morì prima della fine di quell’anno.
L’incredulità di suo padre ne aveva causato la morte…poichè dovete sapere che interpretare la vita terrena con troppo idealismo, ad esempio in modo razzista, aveva causato un’altra vittima in quel mondo…sarebbe stata sufficiente una mentalità leggermente più pratica e si sarebbe salvata anche quella bambina..ma non fu così in quei luoghi, anche nel sud dell’Africa a causa dell’uomo bianco, aveva vinto il testardo idealismo..in quei luoghi si preferì dare ascolto all’intolleranza.. .
morale:
a volte le idee filosofiche che consigliano un interpretazione pratica della vita umana, ad esempio il consigliare la Carità ed il dimostrare accoglienza alle genti, richiedono sacrifici e momenti di pochezza di immagine..ad esempio l’umiltà di dover paragonarsi ad un essere meno intelligente…ma poi il tutto è però seguito e premiato da un profonda soddisfazione, infatti l’interpretare con praticità e bontà la speranza di vedere esaudite i nostri sogni, ci rende contenti i credenti nella Fede che il Signore si Vuole Santo con noi..in quanto poveri esseri umani abbiamo bisogno della sua indulgenza…..poiché forse l’Onnipotente ci ha creati differenti nella sembianza per favorire la tolleranza e l’amore tra le genti…quindi riteniamoci in nome della pace seppur tutti differenti.. tutti uguali..
Fine
Autore: Egidio Zippone
(Milano, Settembre 2011)
Giudizio: interessante, originale
voto (da 5 a 10): 9
Favola: lo spirito della praticità (per ragazzi)ultima modifica: 2020-04-30T18:52:33+02:00da scrittore59

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