Favola: il rimedio esiste (per adulti)

INTRODUZIONE: esistono errori che non possono diventare esatti, forse occorre girare il mondo per trovare consigli utili su come vivere bene ugualmente avendo il peso da sopportare di aver commesso un errore nella vita..ma..
INIZIO
Favola: il rimedio esiste
Nella ipotesi che esista un errore che nessuno sa rendere esatto, ho inventato per voi questo racconto …anche secondo me è meglio che un fatto che dispiace resti sempre uno sbaglio, in questo modo sarà più difficile che ricapiti…sappiamo infatti che di certo esistono errori che non possono diventare cose giuste.
Se volete, pensate che per il protagonista di questa favola si tratti solo di un sogno..ecco che la seguente favola diventa un racconto molto fantasioso.
C’era una volta un ragazzo, orfano e quindi senza genitori, che si arrangiava nel poter vivere e anche nel sopravvivere.
Questo ragazzo per la maggior parte dei suoi giorni aveva prestato molta attenzione a tutto, ma un giorno di questi egli, forse perché era stanco, forse perché non stava bene come di solito, forse perché era di umore alterato, il vero motivo quindi non si sa, sta di fatto che questo ragazzo un giorno commise un azione di cui in seguito si sarebbe pentito in quanto essa non poteva diventare una cosa giusta…e questa è la sua storia.
Passarono le settimane ed il ragazzo comprese che quel giorno aveva commesso veramente l’errore della sua vita, una azione discutibile che nessuno avrebbe mai capito, quale errore fosse non lo diciamo perché il ragazzo non vuole farcelo sapere, si sappia solo che il ragazzo in passato commise veramente un errore, solo questo é certo di lui…io che vi racconto che ritengo di non avere errori gravi nella vita..ugualmente capisco l’imbarazzo di questo ragazzo nell’avere questa certezza nel suo comportamento.
Ma il ragazzo non si perse di animo e con coraggio prese il suo errore con se e lo mise per nasconderlo in uno zaino di colore verde.
Si sforzò di essere ottimista e riflettendoci su diceva: “Chissà! un giorno i miei errori diventeranno cosa esatta, un giorno quando forse la maggior parte dell’umanità la penserà in altro modo e non come ora, quando la umanità sarà più evoluta di adesso, tutti diranno che sono anch’io nel giusto!” pensava il ragazzo..
Ma oggi l’errore di quel ragazzo in qualunque modo lo si descrivesse o lo si raccontasse non poteva diventare esatto, purtroppo rimaneva sempre un errore ed il ragazzo provava dispiacere per questo…di quale errore in particolare si stia parlando non lo sappiamo, ma ci fidiamo del giudizio del protagonista che conosce qual’é.
Al risveglio ogni mattina al ragazzo tornava in mente il suo errore e non riusciva a dimenticare di non essere perfetto, per tutta la giornata e tutte le volte quello sbaglio gli tornava alla mente per farsi ricordare e meditare, il ragazzo molte volte ne soffriva…lo zaino verde era diventato davvero pesante per lui.
Il povero ragazzo non ne poteva più, ormai si era rassegnato ad avere un errore, ormai non si riteneva più uguale agli altri…dapprincipio pensò di non tenerci a fare tutto giusto di non darci importanza, ma poi il timore di essere considerato non più affidabile come prima lo dissuase da questo metodo..”come posso fidarmi di me stesso e gli altri come faranno a fidarsi di me?” pensava tristemente…”chi mai mi darà un lavoro se tendo a commettere errori e non ci tengo a stare attento?”
Qualcuno intorno a lui intuì che il ragazzo aveva qualcosa di differente dagli altri, quel ragazzo aveva qualche segreto da nascondere, diventò diffidente con lui e cominciò a screditarlo.
Ogni volta che questo qualcuno incontrava il ragazzo, si mostrava suo nemico e faceva al ragazzo dei dispettosi pernacchi: “Ehi tu! ragazzo Prr..Prr!” significava che aveva perso il rispetto di qualcuno..
Il ragazzo decise quindi di partire poiché dove si trovava adesso era infelice, quindi mise il suo zaino con dentro l’errore, il suo pesante errore, sulle spalle e partì per un lungo viaggio intorno al mondo.
Egli aveva raccolto tutti i suoi risparmi ed era partito convinto che un giorno avrebbe incontrato qualcuno che gli avrebbe dato dei buoni consigli per risolvere il suo problema.
Forse tra un anno, forse di più, girando il mondo con il suo zaino verde in spalla, il ragazzo avrebbe trovato qualcuno in grado di rendere, non dico giusto, ma almeno non grave, quell’errore che gli causava il giudizio di essere diverso dagli altri.
“Ma che errore aveva commesso il ragazzo?” chiederete voi cari lettori, vi dirò che non lo potrete sapere mai, in quanto il ragazzo è geloso della sua vita privata, ma se volete decidete voi da soli quale errore esso possa essere, secondo quanto vi consiglia la vostra coscienza e la vostra esperienza di vita.
Potete se volete tentare di indovinare quale sbaglio possa essere, chiedendo consiglio ad esempio ad un sacerdote o ad un carabiniere.
Sappiate che non importa quale errore pensate che il ragazzo abbia nello zaino..l’intenzione del racconto ed infatti la seguente:.”.cosa accade quando l’errore che abbiamo commesso non è risolvibile in nessun modo? il bisogno di essere perdonati da qualcuno ci rende vulnerabili? Sapere di non essere considerati più integerrimi ci farà soffrire?
L’errore che avete appena pensato potrebbe essere quello, ma non importa, continuiamo se volete a leggere il mio racconto per capire come il ragazzo ha risolto il problema.
Cammina e cammina per il suo viaggio intorno al mondo, il nostro ragazzo sentiva che l’errore che era nel suo zaino cominciava a brontolare, esso si muoveva tutto all’interno dello zaino come se fosse cosa viva, come se volesse guidare il ragazzo per una strada anziché per un’altra..esso si contorceva all’interno dello zaino come se fosse un serpente…..
“Fa quasi impressione a vederlo questo zaino chiuso, ma con dentro una cosa viva che si contorce!” pensava il ragazzo al riguardo, l’errore si muoveva all’interno cercando di uscire e cercando di non restare più un segreto, invece ribadiva il ragazzo:” nessuno saprà mai che errore ho, perchè so che non mi comprenderanno e diranno di punirmi!”.
Dovete sapere che questo ragazzo, tutti lo pensavano da bambino un bravo ragazzo e quindi egli era obbligato dal timore di deludere qualcuno a far restare segreto il tipo di errore che condizionava la sua vita.
Ma bisognava che il ragazzo prima o poi trovasse una soluzione, bisognava che il ragazzo prima o poi si togliesse quel peso.
Ma era tutto inutile, ogni volta che il ragazzo lo abbandonava in qualche luogo quello zaino, il giorno dopo all’improvviso lo zaino verde ritornava di nuovo sulle sue spalle facendogli piegare le gambe con il suo peso, ed era diventato ancora più pesante di quanto fosse prima.
Un giorno ad esempio, il ragazzo nascose lo zaino verde nella casa di uno sconosciuto, ma il giorno dopo, niente da fare, lo zaino tornò ed era ancora sulle sue spalle…lo zaino era tornato da lui.
Un giorno il ragazzo seppellì lo zaino sotto un metro di terra in un giardino, ma il giorno dopo, niente da fare, lo zaino apparì ancora sulle sue spalle con tanto di zolle di terra appiccicate, così il ragazzo capì che era meglio rinunciare a disfarsene e rinunciò a qualunque atto di furbizia.
Gira e rigira per il mondo, il ragazzo continuò il suo viaggio, cammina e cammina sempre con il suo zaino verde in spalla per trovare qualche idea al riguardo nel visitare paesi nuovi e luoghi sconosciuti .
METODO DEL POLIZIOTTO
Ad un certo punto del suo viaggio il ragazzo nei pressi di una stazione incontrò una persona, si trattava di un poliziotto, costui lo vide e capì dallo sguardo di quel ragazzo sconosciuto che quel ragazzo aveva qualcosa da nascondere e disse:” solo se hai commesso un reato e rischi quindi la prigione dovrai avere una crisi di coscienza e temere per il domani!”.
Il ragazzo nel timore che forse il suo errore era vietato dalla legge di quel paese, prese paura e così fuggì, il poliziotto vedendolo fuggire urlò per farsi sentire da tutti i presenti:
”Attenti quel ragazzo con lo zaino verde ha un pericoloso errore con se, è portatore di un grosso errore, di una incoerenza che può infastidire il mondo intero, presto fermatelo!” temendo che il poliziotto, a causa del suo intuito, evidenziasse troppo il tipo di errore che aveva , il ragazzo si mise a correre e scappò via in modo da far rimanere ancora segreto il suo errore ed evitare così la perquisizione del suo zaino.
METODO DEL BANDITO
Il ragazzo continuò a camminare per giorni e giorni senza mangiare e senza bere e fu così che un giorno incontrò un ladro, un bandito:
costui era una persona furba che approfittava degli errori che avevano commesso gli altri, ma teneva ben nascosti i suoi, e mentendo a tutti obbligava gli ingenui a ritenere giusti gli errori dei ladri, e diceva:” l’errore non è che hai rubato, ma è che ti hanno visto rubare, se nessuno ti ha visto farlo é come se non fosse mai successo!” non appena il ragazzo capì le brutte intenzioni e la falsità che aveva nei modi di fare quel ladro, fuggì da lui scappando via…il ragazzo non riteneva quel ladro degno di dare consigli…il ragazzo aveva infatti un problema di coscienza, poiché nonostante l’infrazione, lui era restato uno idealista e credeva ancora nella verità…
METODO DEL GIUDICE
Cammina e cammina il ragazzo incontrò una persona a cui piaceva punire e perseguitare con continui rimproveri chi aveva errori, egli era un giudice di tribunale e siccome il ragazzo non riusciva proprio a rendere giusta la cosa che aveva commesso, il giudice lo rimproverò, : “ragazzo rimprovera e giudica te stesso come se fossi un altro, infliggi delle punizioni a quelli come te, ritieni la tua coscienza un altro!” ma dopo avere sofferto per alcune accuse crudeli da parte del giudice, temendo di ammalarsi di schizofrenia, il ragazzo riuscì con destrezza a scappare via da lui dicendo:
”ne parliamo domani ora ho da fare!” ma non fu così…non si incontrarono mai più.
METODO DEL FILOSOFO
Il ragazzo continuò il suo viaggio sempre con il suo peso nascosto nello zaino verde che aveva sulle spalle e questa volta incontrò:
una persona, un laureato in filosofia, che gli disse: “ si può avere errori in quanto siamo esseri umani e l’umanità è piena di persone che hanno errori e quindi la tua situazione caro ragazzo è normale é comune a tanti”…il ragazzo mangiò un panino con lui e bevve del suo vino, sembrò convincersi insieme a lui di questo e si stava bene, ma poi decise di proseguire il suo viaggio, perché quello che gli aveva detto il filosofo non lo guariva dal fardello che portava sulla schiena, infatti risultava che il suo errore esisteva sempre, e poi non tutti credevano che gli esseri umani meritavano di restare allegri se avevano errori, consolare gli errori era ritenuto da molti un fastidioso sacrificio per la società civilizzata, bisognava migliorare l’umanità, e spaventare i rei causando una selezione comandando conseguenze gravi a chi era accusato di aver commesso errori, quindi il peso sulle spalle esisteva ancora, il ragazzo decise di continuare il viaggio poiché aveva ancora una speranza, “forse incontrerò un giorno una persona che mi aiuterà a rendere leggero il peso contenuto nel mio zaino verde”.
METODO DEL POLITICO
Il viaggio intorno al mondo continuò e il ragazzo incontrò un politico, un riformatore che spesso cambiava le sue regole per vincere, che gli disse:”ragazzo perché non cambi le tue regole come ho fatto io, inventa regole nuove così non avrai più errori!” per un attimo il ragazzo ne fu entusiasta di questa idea, ma poi il ragazzo pensò che la felicità della politica era fondata sul dovere appartenere ad una maggioranza, ma esisteva sempre una controparte che si era convinta diversamente, che si lamentava delle nostre nuove regole, pensando che questa opposizione avrebbe sempre ritenuto il suo errore molto grave, egli si avvilì e se ne andò da quel luogo, in quanto la verità è più di una è sempre si fa torto a qualcuna…e quindi esisterà sempre chi ti rimprovera…ed a volte anche se non subito quel qualcuno vince negli argomenti , si! quando sono i ragionamenti dell’opposizione a vincere, si soffre tanto per l’infastidimento che si prova nel sentire le sue obiezioni.
Fu così che il ragazzo riprese il suo viaggiare..
METODO DEL MAGO
Il viaggio era lungo ma il ragazzo continuò il suo cammino alla disperata ricerca di qualcuno che lo consigliasse ancora e incontrò un mago che gli disse:” caro ragazzo io ho il potere di manipolare i tuoi ricordi, con l’aiuto dell’ipnosi, io ti convincerò che sulle tue spalle non hai più un peso, ti convincerò che l’errore che hai non è evidente come credi, inserendo poi in te le certezze e i ricordi di un altro, non ti accorgerai che hai sulle spalle uno zaino pesante e non ti importerà soprattutto di quale colore lo zaino sia, io posso cambiare i tuoi ricordi del passato causando un presente migliore”.
Per un attimo il ragazzo pensò di fermarsi li a riposare, forse quel mago aveva ragione..ma poi un bambino biondo che lo vide passare gli disse ad un tratto: “ che bello zaino verde che hai sulle spalle..è così grande… ma però chissà quanto è pesante!” subito la ipnosi del mago scomparve e il suo effetto svanì e il ragazzo sentì all’improvviso di nuovo un forte e traumatico peso sulla schiena, a fatica si rialzò e decise di scappare via da quel luogo, si sentiva strano a causa dello sbaglio che aveva commesso, la sua crisi di coscienza gli era ritornata, non si sentiva troppo convinto dagli espedienti di quel mago.
METODO DELLO PSICOLOGO
Il viaggio del ragazzo in torno al mondo continuò e il ragazzo incontrò un’altra persona, uno psicologo, che gli consigliò di credere nel pluralismo e nel rispetto della dissociazione pacifica dai doveri creati da una opinione soprattutto se essa è inventata da un altro, creando la pace della pari opportunità, anche se sappiamo che ogni errore è differente, nessuno è uguale agli altri, ed ogni errore che si aggiunge alla nostra vita ci fa restare differenti dagli altri, come già siamo, e di conseguenza siamo ancora uguali agli altri…..poichè nell’essere differenti gli uni dagli altri siamo tutti uguali.
Il ragazzo credeva di avere raggiunto finalmente la meta al suo fuggire, bevve del suo vino e si nutrì del suo cibo, ma si accorse che il suo errore era troppo grande anche per questo e non esisteva in verità un gruppo di opinione che lo poteva consolare..era proprio un ragazzo solo, nessuno voleva unirsi a lui e far solidarietà al suo sbaglio, il ragazzo era solo al mondo e pensava che nessuno sarebbe stato d’accordo con lui…il prossimo pensava che non portava vantaggio alcuno consolarlo..quindi il ragazzo deluso da tutti… fuggì da quel luogo…il peso dello zaino verde lo affaticava ancora.
METODO DEL PAGLIACCIO
Il ragazzo continuò il suo viaggio, cammina e cammina, sempre con il suo zaino sulle spalle fin che un giorno incontrò un’altra persona, questa volta si trattava di un pagliaccio, si! di un clown…Questi gli consigliò di ridere e sempre ridere di se stesso e di prendersi in giro volentieri e di non importarsene se anche qualcun altro ride di te a causa degli errori che hai..”caro ragazzo non devi prendere il mondo sempre sul serio, ogni tanto ridi ugualmente dei tuoi sbagli.. è lo stesso..scegli di non soffrire più dei tuoi errori..mettiti a ridere quando te ne ricordi..e sopratutto permetti che il prossimo rida di te e ridi insieme a lui!” gli disse il pagliaccio.
Il ragazzo si fermò a riposare e rispose: “veramente il problema è il peso di questo zaino verde che mi tormenta la schiena, e poi sò che dopo ogni momento di allegria tornerà la tristezza di sempre in me, le due emozioni infatti si alternano in noi, e dopo la luce del giorno torna il buio della notte”. Il ragazzo rispose con saggezza e ripartì per il suo viaggio intorno al mondo alla ricerca di altri metodi
METODO DELL’ATTORE
il ragazzo continuò il suo cammino ed incontro questa volta un attrice di teatro che capì il suo problema e gli consiglio di essere a modo suo..di non imitare mai nessuno e di essere sempre se stesso..
Il ragazzo avendo capito la libertà di essere a modo suo, decise che a qualcuno avrebbe detto la verità ad altri avrebbe invece mentito, a seconda di quanto gli altri erano importanti per lui, poiché si sentiva libero di comportarsi come voleva..
Ma il ragazzo dopo un po’ di questa vita resto solo, si sentiva solo, nessuno lo voleva come capo, non avendo quindi potere sugli altri, accadde che litigò e fu oltraggiato da una banda di malavitosi, che lo umiliò e lo torturò, gli altri videro quello che gli facevano, ma a nessuno importava di lui poiché dicevano “sei a modo tuo non hai diritto al nostro aiuto!” e lo misero nelle mani degli opportunisti e di chi non permette il libero arbitrio ed approfitta delle minoranze dichiarando la legge del più forte sul più debole..
Fu così che il ragazzo non avendo ancora risolto il suo problema decise di rimettersi in viaggio nuovamente intorno al mondo..
FINE DELLA SCHIAVITU’ DEL PECCATO
Il ragazzo continuò il suo viaggio finchè decise di lasciare la strada che conduceva alla città e si ritrovò in una foresta con molti alberi camminò tra gli alberi e giunse presso una grotta su una collina, la grotta era tutta illuminata da candele..
Dovete sapere che in quella grotta viveva un eremita giudicato da tutti come un Santo..
Il Santo era vestito di un saio grigio e portava dei sandali ai piedi…ed una corda legava i suoi fianchi facendo da cintura al saio…..
Il ragazzo chiese ospitalità all’eremita che lo accolse gentilmente e gli offrì del latte e del pane..essi mangiarono insieme illuminati dalle candele..
Il Santo chiese al ragazzo “raccontami la tua storia di vita oh!ragazzo” e fu così che il ragazzo commosso dalla gentilezza di quella povera persona trovò il coraggio e l’umiltà di confidare il suo segreto e si mise a piangere, confidò il suo segreto e cioè di avere sulla coscienza il dispiacere di aver commesso durante la sua vita un azione che tutti giudicavano un errore..essa era un errore di certo..”Puoi tu Sant’uomo dare pace al mio dolore?”
“Dimmi ragazzo ritieni tu il SIgnore un essere Buono e Santo?”
“Si!” rispose il ragazzo il Signore è certamente Buono e Santo poichè mi ha fatto incontrare lei, cara persona, che ha il dono miracoloso di dare pace alla coscienza dei peccatori”
Il Santo eremita, capì che il ragazzo era degno, confessò il ragazzo e lo perdonò dei suoi peccati chiedendo al ragazzo di pentirsi di tutti i peccati commessi fino a quel momento anche di quei peccati che non ricordava e che un giorno casualmente si sarebbe ricordato..
Il ragazzo obbedì alla richiesta e si penti e per effetto della assoluzione dei suoi peccati, cosa accadde? accadde un miracolo, all’improvviso lo zaino pesante sparì dalle sue spalle, il ragazzo lo capì poichè non ne sentiva più il peso sulla schiena, e lo zaino non fu più visto ne ritrovato ne in cielo ne in terra..
Il ragazzo stava bene ora, poiché aveva compreso una Fede che dice che la speranza che sarebbe stato mandato in Paradiso tra i Beati era sincera, anche se non lo meritava in quant peccatore, ciò era possibile, la certezza che si può anche perdonare poichè il Signore lo permette, lo confortava ed inoltre non sentiva più il peso dei suoi errori…la conseguenza dei suoi errori adesso non sembrava più pesante…il ragazzo capì che il suo pentimento lo aveva liberato dal dispiacere e guarito dalla schiavitù del peccato..la pace che si provava a vivere con quel Sant’uomo lo aveva conquistato..quello zaino rappresentava la sua coscienza..
Il ragazzo decise di vivere con l’eremita, egli dopo tante sofferenze aveva provato la vera pace e non voleva più andarsene per il timore di perderla, e decise quindi di diventare il suo discepolo…ed imparò i consigli del Santo Vangelo..
Dovete sapere che ogni domenica l’eremita in compagnia del discepolo andavano giù in paese a chiedere un elemosina ai contadini che ci abitavano..si! i due eremiti chiedevano del cibo in cambio delle loro preghiere per chi era stato generoso…e avendo ricevuto del cibo in offerta potevano vivere con esso tutta la settimana…il ragazzo decise anche lui di vivere della carità della brava gente che abitava il paese vicino…imparò a pregare il Signore…e fu felice di vivere così..
Quando in seguito, dopo molti anni il Santo morì…in quel luogo gli abitanti del paese decisero di costruire una chiesa e il ragazzo ebbe l’incarico di custodirla e diventò il frate organizzatore di quel luogo Santo..
Ogni domenica gli abitanti del paese salivano su per la collina in pellegrinaggio per ascoltare le preghiere del ragazzo diventato frate e potevano pregare il Signore insieme a lui..ed ottenere a volte dei miracoli..
Morale:
Solo la Fede che il Signore non punisce, ma invece perdona volentieri, ed il convincimento che il suo perdonare è sincero..può dare pace al dispiacere della coscienza di aver commesso errori nella vita.il vivere di chi si è ravveduto diventa normale per questo motivo…bisogna avere Fede che il Signore è un Padre Buono e Santo con noi..quindi è coerente nel suo perdonare i nostri peccati..
..Fine
Scritto (Milano, Settembre 2018)
Autore: Egidio Zippone
Giudizio: interessante, originale
voto: (da 5 a 10): 9
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Favola: il rimedio esiste (per adulti)ultima modifica: 2019-02-26T13:56:13+01:00da scrittore59

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