Favola: Un ragazzo che si inventò un lavoro (per ragazzi)

INTRODUZIONE: un ragazzo buono, che vuole aiutare suo padre reso invalido da un incidente di lavoro, e quindi a rischio di povertà, aiuterà se stesso con iniziative coraggiose, molti problemi dovrà risolvere, ma ci riuscirà a causa di un miracolo..
INIZIO
Favola: Un ragazzo che si inventò un lavoro
C’era una volta nella città di Milano, nel mondo delle favole, nel simil periodo del 1950, un ragazzo di nome Luca.
La madre di Luca morì dopo che suo figlio venne alla luce, ella morì delle conseguenze di un difficoltoso parto.
La città di Milano in cui viveva Luca, era una città dinamica e attiva, ma non tutti avevano un lavoro che faceva guadagnare tanto..
Ad esempio Giorgio, padre di Luca, faceva il muratore in un cantiere edile, un giorno a causa di una sua distrazione, egli cadde da venti metri di altezza e si ruppe le ossa e anche la spina dorsale. A causa di quella caduta Giorgio restò invalido e fu messo su una carrozzina.
Oltre alla sfortuna di essere vedovo, ora era anche stato abbandonato dalla buona salute, ed era diventato invalido, suo figlio Luca aveva 10 anni e andava a scuola, frequentava la vicina scuola elementare ed era considerato un bravo studente, stavano per arrivare tempi tristi per lui, a causa dell’incidente di lavoro capitato a suo padre.
Il dottore fu schietto: “vostro padre caro ragazzo, ha bisogno di molte cure e di una infermiera che lo deve seguire ogni giorno, in quanto ha bisogno di aiuto medico e di molta fisioterapia”.
“Ma io come posso fare da solo, siamo poveri!” rispose il ragazzo…”purtroppo caro ragazzo…” aggiunse il medico “la vita è dura e bisogna avere idee e iniziative, per affrontare i problemi del sopravvivere, per ottenere risorse: bisogna impegnarsi!” detto questo il medico si rimise il cappello in testa, prese la sua borsa e se ne uscì di casa.
Il povero Giorgio, padre di Luca, non riusciva e non poteva più camminare, tristemente capiva che la situazione della sua famiglia era diventata disastrosa…e si mise a piangere..il figlio Luca vedendo il viso del padre pieno di lacrime, vedendo suo padre umiliato dalla malattia, si fece forza e prese una decisione, avrebbe abbandonato la scuola e si sarebbe messo a lavorare.
Il giorno dopo Luca con coraggio si mise in cerca di qualche idea, doveva avere delle iniziative, ma era troppo giovane e nessuno gli dava lavoro, camminando per le strade di Milano, aveva notato che la gente che passeggiava, era molto elegante e aveva un atteggiamento vanitoso in quanto si sentiva ricca e benestante..ed aveva notato anche un piccolo particolare: avevano tutti le scarpe sporche, chi di terra, chi di fango, soprattutto quando aveva appena smesso di piovere e la strada era bagnata, molta gente si lamentava con disappunto di avere le scarpe sporche, e così Luca ebbe una idea, con i pochi suoi risparmi, si sarebbe comperato tutto l’occorrente per pulire le scarpe, spazzole tintura e stracci ed anche uno sgabello e si inventò suscià, si! proprio così, sarebbe diventato il ragazzo che pulisce le scarpe ai gentiluomini, il ragazzo che pulisce le scarpe alla gente ricca che cammina per strada.
Così dopo essersi attrezzato, Luca si cercò una via del centro, e trovatala, si mise a sedere sul marciapiede in attesa e urlò: “pulisci scarpe, vi pulisco le scarpe, sono sciuscià per chi lo vuole”.
La gente che passava lo guardava, qualcuno era incuriosito, ma nessuno si fermava, molti andando di fretta e non avevano tempo per lui, e così non vedendosi notato da tutti e diventato stanco di urlare, decise una iniziativa migliore, con gli ultimi risparmi si comperò un organetto a molla, tornò in seguito nella strada e si mise a suonare della musica alla gente che camminava in quei luoghi, la quale reagì diversamente e cominciò ad interessarsi, i passanti si fermavano in quanto erano richiamati dalla musica dell’organetto, ed il ragazzo allora si rivolgeva a chi ascoltava la musica e diceva loro: “volete che vi pulisca le scarpe signore?”..fu una iniziativa fortunata, in ogni momento si fermava qualcuno che chiedeva di essere pulito le scarpe da Luca, e più si fermavano più arrivano, cinquanta lire per ogni paia di scarpe pulite, il ragazzo guadagnò molto, ogni volta un gentile signore metteva il suo piede sullo sgabello e Luca con umiltà e solertia, puliva le scarpe di quel signore perché erano impolverate.
Luca pulì scarpe tutto il giorno, decine di scarpe di tutti i tipi e forma, e la sera finalmente potè tornare alla sua casa e portare il denaro guadagnato onestamente al proprio padre invalido, che lo ringraziò per la sua iniziativa, anche se disse “non dovevi lasciare la scuola…ma comunque ti capisco..siamo diventati poveri.. sei stato obbligato”.
Il ragazzo intanto comincio a guadagnare molto, recandosi tutti i giorni su quel marciapiede del centro città, e si abituò nel pulire le scarpe con pazienza e umiltà ai tanti gentiluomini.
In fondo quel lavoro era un lavoro onesto, portava guadagno, e lui aveva bisogno di guadagnare.
La Milano del dopo guerra vedeva molti poveri tra i suoi cittadini, e il padre di Luca era un povero muratore era uno dei tanti, ora era pure malato grave…fortuna che aveva come figlio un ragazzo intraprendente.
Il vedere quel piccolo ragazzo lavorare e guadagnare sempre da solo, sempre su quel marciapiede, attirò la curiosità avida, di quattro ragazzi bulli di 15 anni, questi erano si! poveri come Luca, ma però erano disonesti, erano figli di padri rinchiusi in galera, essi dissero a Luca: “ti stai industriando eh? devi sapere che noi siamo i capi di questa via, e garantiamo la pace a tutti, se vuoi la nostra protezione devi pagare un tributo!”, essi chiesero quindi la metà dell’incasso giornaliero al povero Luca, che sgomento e impaurito da una suggestione minacciosa accettò e si accordò con loro.
Tutte le sere essi sarebbero passati e lui il povero sciuscià avrebbe dato loro un premio, e si! la pace a quel tempo aveva un prezzo per tutti…e Luca aveva deciso di pagarlo.
Luca capì che la fortuna nel lavoro andava aiutata, infatti il suo non era un lavoro regolare, così aumento con furbizia i prezzi del suo lavoro, e portò la spesa per farsi pulire le scarpe a cento lire per ogni paia e riuscì così, pur mantenendo tranquilli i quattro bulli, a guadagnare decentemente per lui ed a portare il denaro al suo povero padre ed a pagare la badante infermiera a lui necessaria.
Passarono i giorni e Luca mantenne il suo impegno con serietà pensando al suo padre malato, e la sua famiglia riuscì in questo modo a pagare medicine e infermiera, il ragazzo era contento di se stesso.
Ma un giorno le pretese dei quattro teppisti aumentarono, la loro avidità e furbizia presero il sopravvento, il loro bisogno di soldi aumentò e diventarono avidi vedendo quel piccolo ragazzo indifeso, ebbero intenzioni malvagie ed essi decisero di derubare del tutto quel ragazzo, egli aveva un organetto con il quale attirava i clienti, “quanto sarebbe stato valutato alla borsa nera quel organetto di legno a molla?” pensarono i ragazzacci, i quattro bulli disonesti decisero quindi di rubarglielo.
Si avvicinarono al ragazzo seduto sul marciapied , due di loro lo tennero fermo e gli altri due strapparono dalle sue mani lo strumento, il loro capo lo minacciò mostrandogli un pugno e gli disse:” non ti devi lamentare capito, dovevi stare attento a non nascere povero, sei povero è quindi normale che subisci anche tu… questa è l’ingiustizia della vita ..la vita è dura anche per te!” .
Il ragazzo dovette subire anche questa umiliazione, fu derubato sotto gli occhi di tutti del suo organetto a molla, ma i passanti presenti non capendo davvero, restarono indifferenti al suo chiedere aiuto.
Fu allora che una voce appartenente ad un signore anziano dai capelli bianchi, attirò la sua attenzione.
“Caro ragazzo puoi pulirmi le scarpe?” disse il vecchio signore.
il ragazzo superò la sua crisi emotiva, e obbedì al suo dovere di lavoratore, prese il suo sgabello e l’occorrente e cominciò il suo lavoro di sciuscià.
Mentre lavorava e puliva le scarpe, il ragazzo ebbe modo di sfogare la sua delusione, raccontò tutto al vecchio signore tra le lacrime, che però sembrava inizialmente indifferente.. ma invece non lo era.
Dovete sapere che quel vecchio era in realtà un Santo e vedendo che il suscià era stato bravo e solerte nel suo lavorare, lo pagò con ben duecento lire e poi gli disse:
“ecco ragazzo per te un regalo che ti sarà molto utile nel tuo lavoro!” e regalò a Luca un oggetto, l’anziano estrasse dal suo cappotto, una spazzola di argento, una spazzola di colore argento con setole vere, utili per pulire le scarpe, era proprio una signora spazzola, e poi quel signore disse sorridendo: “quando questa spazzola userai… ricco diventerai!”.
Il ragazzo osservò la bella spazzola di color argento compiaciuto e poi alzò la testa per ringraziare quel gentile signore, ma quel signore era gia lontano, scomparso tra i numerosi passanti, non si poteva più scorgerlo, così tornò ad osservare la spazzola avuta in dono, si asciugò le lacrime del pianto precedente e lesse la scritta in rilievo posta sul dorso della spazzola: “se un paio di scarpe immaginerai, e presto presto la spazzola strofinerai, subito un regalo avrai”
il ragazzo obbedì a quelle parole, immaginò le più belle scarpe mai viste, e strofinò le setole della spazzola avuta in regalo, come per miracolo poco distante da lui sull’asfalto in quel punto apparì un paio di scarpe identico a quelle immaginate.
Luca capi allora che la spazzola era magica e continuò incuriosito, strofinò la spazzola dopo aver immaginato un altro paio di scarpe differenti, questa volta la strofinò sul marciapiede ed ecco le scarpe immaginate comparvero li vicino..il ragazzo capì e intuì la magia e continuò poco dopo, dopo altri tentativi, vicino a lui c’erano ben 20 paia di scarpe di tutte le forme e colore e soprattutto erano scarpe nuove..mai usate.
Si! cari amici, quell’oggetto magico non era altro che “la spazzola del ciabattino fatato”..che regalava scarpe nuove ogni volta che qualcuno le immaginava e se poi costui strofinava la spazzola magica li vicino, in quel punto subito le scarpe apparivano..erano proprio vere scarpe.
Il ragazzo capì che ora c’era da guadagnare, subito cambiò mestiere e iniziative e si organizzò con un telo di colore bianco e si mise a vendere le scarpe create dalla magia e cosa accadde? Il ragazzo guadagnò molto senza spendere niente, molta gente si rivolgeva a lui convinti non so da chi, per comperare le sue scarpe nuove.
Fu così che Luca anche quella sera, potè obbedire a i suoi doveri di figlio e potè comperare le medicine per il povero padre invalido, e pagare lo stipendio settimanale alla sua badante.
Passarono i giorni e sempre usando quella spazzola magica, giorno dopo giorno, immaginando scarpe e ancora scarpe e altre scarpe, il ragazzo ottenne scarpe da vendere e quindi ancora altro guadagno per lui ..
Per sua fortuna con i soldi guadagnati finalmente un giorno, Luca potè affittare una bottega in una via di Milano poco lontano, dove transitava molta gente e potè sistemare altre scarpe nella sua vetrina, tutte belle e nuove..in una settimana tutte le sue scarpe nuove era già vendute… proprio tutte..come per magia, la gente comperava le sue scarpe, forse pensò Luca: “la gente obbedisce a qualcosa di magico…qualcosa di ipnotico”.
Il ragazzo in pochi mesi diventò ricco senza spendere nulla vendendo scarpe per tutti e ottenne quindi per se molto denaro.
Intanto il povero padre si era abituato alla sua vita di invalido anche perchè aveva stipulato una amicizia sincera con la gentile infermiera che lo accudiva con simpatia nella fisioterapia.
Passarono gli anni, e Luca continuò a guadagnare, ormai era adulto, aveva gia vent’anni e continuò a guadagnare ancora, sempre usando la sua spazzola magica per procurasi le cose da vendere…esse erano vere scarpe nuove. Luca dopo altri cinque anni di guadagno, ebbe denaro a sufficienza e fu quindi in grado di affittare ben dieci negozi in molte vie trafficate della città e le sue vendite aumentarono ancora, assunse per i negozi affittati, anche dei commessi e degli aiutanti e li pagò bene , e sempre strofinando la sua spazzola magica di nascosto, riuscì a rifornire regolarmente i suoi numerosi negozi di scarpe..”da Luca scarpe per tutti!” era questa la scritta sull’insegna dei suoi dieci negozi.
Fu così che la profezia di quel vecchio signore si avverò, Luca diventò veramente ricco, e così il ragazzo che una volta era un povero sciuscià, ebbe un pensiero di ringraziamento per quel signore dai capelli bianchi che lo aveva aiutato…e donò per ringraziamento parte del suo denaro guadagnato in beneficenza, ad esempio ad uno orfanotrofio per bambini poveri.
Luca diventò un ricco borghese, sistemò suo padre invalido in un clinica specializzata per la sua malattia e si assicurò che egli in quanto anziano, avesse tutte le cure necessarie al suo stare bene anche se era ammalato…ora però Luca doveva cercarsi una moglie…era adulto ormai.
A causa della certa e rinomata ricchezza, nella sua città Luca cominciò a frequentare club e sale da the, molto frequentati da artisti e ricchi gentiluomini, conobbe molto gente e conobbe anche belle donne dai modi gentili ed educati e così un giorno si sposò, Luca sposò Clementina, una giovane donna di ricca famiglia, il cui padre era felice di imparentarsi con quel ricco signore borghese, padrone di molti negozi di scarpe in MIlano, e diede a lui in sposa sua figlia volentieri.
Fu un bel matrimonio con tanti invitati e molta gente ricca e importante, fu un bel giorno per Luca.
I due sposi ebbero due figli..che lui rese benestanti con il guadagno del suo lavoro, a causa di questa agiatezza economica i loro animi già gentili divennero anche felici, e Luca e Clementina poterono vivere felici e contenti….
I negozi di Luca prosperarono con il tempo, proprio per il motivo che a Luca le scarpe in vendita non costavano niente ed erano di qualità e lui le rivendeva al prezzo di mercato..Luca vendeva ad un prezzo competitivo..era per questo che i suoi guadagni erano molti.
Direte voi:” Ma chi era quel vecchio signore dai capelli bianchi che aveva regalato a quel povero sciuscià quel magico oggetto facendo giustizia della sua povertà?”.
Dovete sapere che quel vecchio signore dai capelli bianchi era un Santo era “il Santo della Provvidenza” il cui compito nobile é di aiutare i poveri ragazzi che soffrono in quanto abbandonati a se stessi dalla società egoista.
Quel giorno, le lacrime di Luca e il suo probabile destino infelice, lo avevano commosso, e quel Santo decise quindi di aiutarlo e così la Provvidenza aiutò quel povero sciuscià a migliorare il suo destino ed a essere felice risolvendo i suoi problemi famigliari.
La spazzola magica dopo che Luca andò in pensione, come per magia svanì da sola e tornò da dove era arrivata , ma a Luca non importò, era felice ormai della bella vita che aveva vissuto e non aveva più bisogno dell’aiuto di nessuno perchè era ormai benestante…
Fine
Autore: Egidio Zippone (Milano. Giugno 2012)
Giudizio: Interessante, originale
Voto: (da 5 a 10): 9

Favola: Un ragazzo che si inventò un lavoro (per ragazzi)ultima modifica: 2016-12-05T09:58:22+01:00da scrittore59

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