Favola: gli indovinelli di Abel (per ragazzi)

immersi-nella-vegetazione

 

(racconto di tipo nero e bianco)

FAVOLE DI EGIDIO..

GLI INDOVINELLI DI ABEL..

INTRODUZIONE: ravvedersi e poi tornare amici della gente per bene, è più vantaggioso per il nostro rendimento mentale, non farlo e sentire il dovere di litigare di continuo con il mondo perbenista, porterà Cain a rischiare di stare male nella salute..ma..

INIZIO

Favola: Gli indovinelli di Abel

Questa è una storia che capitò nel mondo delle favole, in un paese lontano lontano tanti secoli fa.

In quel paese la gente era semplice come da noi…ma c’era comunque una differenza… in quel tempo governava un rispettato e onorato re… viveva laggiù un re molto saggio e comprensivo…ma questo sappiate non accade oggi in tutti i paesi del mondo.

La storia può incominciare..bisogna pensare di essere in un tempo storico un pò lontano..tra 1700 e il 1750 d.c.

Oltre la montagna c’era una pianura ed un paese non molto grande..intorno la campagna e nel mezzo della campagna un laghetto e sulla collina il palazzo di re Secondo..si chiamava così il re…nel palazzo del re abitava anche il ragazzo di nome Abel.

Il paese era governato dal re e amministrato dal comune..non c’era la polizia che tutelava l’ordine..si poteva fare giustizia da soli.. oppure chiedere consiglio al re unico giudice di tutto il paese..

In quel paese un dramma si stava compiendo…..stavano tentando di linciare….dico rimproverando con tremenda crudeltà..un peccatore un certo Cain….povera persona nulla-tenente e nulla-facente.

Abbandonato dalla madre Cain fu ricoverato in un collegio, dal quale cresciuto e diventato un ragazzo fuggì, poichè si stava male in quel luogo ed erano molto severi con lui, da allora Cain viveva come uno sbandato per le vie e le baracche del paese.

Egli aveva commesso molte malefatte …a volte rubava, a volte imbrogliava a volte diceva bugie…in quanto nessuno lo aiutava..così era obbligato ad aiutarsi da solo e pensava:

” cosi si risparmia… non ce bisogno di dover pagare l’aiuto di altri!” .

“Cain fa peccati e approfitta dell’altra gente… egli si da gioia e svago imbrogliando..”

diceva di lui la gente per bene del paese…”è un tipo strano quel Cain..non c’è da fidarsi!”

I suoi imbrogli non erano però molto abili e Cain era sempre scoperto….malamente viveva ..rincorso per le strade e maltrattato dalla gente…e quindi il povero Cain non stava bene….molti lo minacciavano di morte…e lui Cain aveva spesso sputato sulla porta e sul portone di qualche vicino..dicendo e urlando loro subito dopo: “non vi voglio come capo spirituale!” e poi scappava via..

A causa della fame e dei ripetuti linciaggi morali e fisici Cain non aveva più un lavoro…e senza lavoro ne donne ne soldi…nessuno lo aiutava a sopportare la povertà in quel paese.

Ma Cain nonostante il rubare ai commercianti, ugualmente era povero, poichè aveva il vizio del gioco d’azzardo…giocava ai dadi…perse tutto il suo denaro nelle osterie in questo modo sbadato…ed un giorno Monica una sua amica lo cacciò via di casa..ella disse a Cain:

“Non hai più soldi da darmi…non avrai favori da me!” Disse questo e chiuse la porta in faccia al povero Cain che si mise spaventato nuovamente a rubare ..per la fame.

Cain però aveva scoperto un modo molto furbo..per darsi un po’ di benessere e farsi tollerare….il modo consisteva in questo: dire continuamente a tutti..codeste parole:

”Si! signori ho sbagliato! ma c’è chi ha sbagliato come me.. e di più di me..c’è una graduatoria di merito!”

E faceva continuamente il nome di un altro dicendo inoltre che le colpe dell’altro erano più gravi..nel tentativo che i ben pensanti più arrabbiati si dimenticassero di lui…e se la prendessero invece con quello.

E la gente gli rispondeva..”e chi è costui? Diccelo così lo possiamo punire!”

Ed Cain rispondeva. “Si chiama Abel….ha tanto danneggiato il prossimo..ma vedete l’ingiustizia… ora egli vive come uno che merita  contento e protetto alla corte del re!” ..continuò Cain..”forse i miei peccati non sono gravi..oppure quel Abel ha la furbizia di circuire un ingenuo re..allora voi che sapete giudicare.. che dite?!

Nel palazzo del re intanto

Il gran consigliere del re…Pietro… mandò a chiamare Abel e gli disse:“In paese c’è qualcuno che parla male di te caro amico…sei usato per far passare per ingenua… l’indulgenza del nostro amato re!.”

Il gran consigliere Pietro aggiunse: ”tu sei stato perdonato di tutti i tuoi peccati tempo fa dal re in persona..eri colpevole lo so….ma il re ti ha protetto ugualmente….ma devi sapere che ora in paese c’è un peccatore incallito….che vive male e nel peccato e quando lo rimproverano in tanti…. fa il tuo nome di continuo ….sarà la sua disperazione del momento a obbligarlo a questo espediente.. non sappiamo…. Ma lui fa sempre il tuo nome…egli dice “Abel è come me!”..anzi dice : “Abel é peggiore di me!”….e dice anche “Abel ha commesso atti ingiusti.. ha rubato…..come mai a lui non fate niente?”

“In seguito a questa situazione antipatica tutta la gente del paese di conseguenza pensa te Abel con astio e qualcuno crede che il nostro amato re, sia un re ingenuo!.”

Il gran consigliere era affezionato ad Abel, il ragazzo quando viveva in paese era rimasto orfano e dopo aver sofferto molto, Abel a causa della cattiveria umana  di alcuni ladri, aveva chiesto aiuto al re, ed il re che era un generoso lo aveva accolto presso la sua dimora, perdonandolo e proteggendolo.

Ma ora l’amicizia con Abel creava problemi all’immagine del re ed a tutti i suoi amici.

Diceva il gran consigliere Pietro ad Abel….“Quel peccatore quel Cain…fa il tuo nome in momenti di dissidio e tutto il rancore della gente del paese finisce nell’anima del nostro re e nella mia.. che sono vecchio….. deve avere saputo qualcosa di te Abel…. non so da chi…ma forse non sa che sei stato perdonato..bisogna dirglielo!.

” Il nobile Pietro continuò: “E’ deciso! Lo so che tornare in paese ti farà ritrovare vecchi traumi ma è necessario…Abel vai in paese e fai pentire quel Cain dei suoi peccati..in quanto non troverai la vera pace, finché quel peccatore non sarà perdonato come te dal re, fatto questo di conseguenza quel Cain, non avrà più bisogno di usare la tua identità come scusa per restare impunito…e il tuo nome tornerà fonte di gioia e di pace quale era una volta..e il nostro re buono e permissivo non avrà più problemi!”…. “Quindi Abel!” continuò il nobile Pietro…. “ti do un consiglio va in paese…e fai pentire Cain e portalo in questo palazzo con te… per sottoporlo al giudizio del nostro re!”.

Intanto nel paese

In paese Cain ormai correva un brutto rischio…Cain era rimproverato da tutti

Infatti quel giorno.. Cain stava scappando per le strade inseguito da un gruppo di ragazzi che lo avevano riconosciuto e gli lanciavano per questo delle pietre contro..ogni tanto Cain era colpito da qualche pietra e diceva: “ahi! la mia povera schiena..queste pietre dovete tirarle ad Abel che ha preso in giro il re..non a me…Ahi! Che male!” diceva così Cain a quelli che lo inseguivano.

“Te le tiro io le pietre, forza ragazzi!” diceva un ragazzo di nome Sergio armato di bastone, egli correva dietro a Cain..aizzandogli una mazza di legno con malvagità.. mentre tutti e due correvano evitando le masserizie sul percorso.

Mentre Cain inseguito correva per i vicoli e le strade del paese..tra insulti e pietre volanti…Cain urlò al suo inseguitore con il fiato che gli restava…..”anche tu non sei perfetto Sergio…come sei ingiusto ad arrabbiarti con me… non ti pare?”

rispondeva l’altro in modo deciso: ” è permessa la ingiustizia con quelli come te e tu lo sai bene..brutto imbroglione!”, e dai e ridai, tutto il gruppo a rincorrersi per le vie del paese.

“Ma che ingiusto e ingiusto!” rispondevano a Cain gli amici di Sergio..”Lascia che anche noi ci divertiamo un po’ con la tua schiena..lazzarone e fannullone di un Cain…te la insegniamo noi una lezione..così impari a imbrogliare la gente onesta…con te non importa se siamo nel giusto oppure no!.”

Fu in quel momento che un oste di nome Fauno..beone e facilone e sempre ubriaco, vedendo la scena dalla sua osteria decise di intervenire ed urlò a Cain:

“Diglielo tu Cain… che andrai all’inferno dopo la morte..la punizione è dopo la morte non prima..diglielo tu Cain …ti apprezzo Cain e ti incoraggio a fregartene della immagine seria che pretendono da te…ma non ti capisco quando metti di mezzo gli altri..corri da questa parte Cain..su presto..nasconditi qui!!”.

“Dammi retta Cain!” diceva l’oste vedendo il malcapitato che prendeva fiato appoggiato contro il muro della sua osteria..”Li ho seminati quegli iniqui ipocriti!” diceva Cain….

”Cain dammi retta… bevi mangia e dormi…… e vai a donne facili…..di pure le bugie…ruba pure a chiunque….e pensa solamente a divertiti….non dar importanza al parere degli altri lo fanno solo per minacciarti….. tacitarti con la loro iniquità….. e influenzare la tua libertà….noi siamo liberi..possiamo fare quello che vogliamo..la vita è divertimento…..dai su divertiti..nasconditi pure nella mia osteria e bevi un po’ di vino… entra e nasconditi…dai ragazzo!” diceva l’oste.

Ma Cain presagiva che qualcosa fosse ormai mutato per sempre..lo pensava mentre beveva il vino aspro donatagli dall’oste…”non era possibile sfuggire alla giustizia dei perbenisti! .

Perfino la donna di nome Bruna una signora contabile del comune che viveva in paese..diceva che qualcuno doveva pur confortare gli spiriti inutili…”tu caro Cain hai sbagliato di certo quindi li tieni tu nella testa..gli spiriti matti…ci sei cascato incoraggiato dai cattivi consigli di certe persone…e quindi ora sei giudicato un “matto”…gli spiriti folli quelli che fanno star male li devi tenere tu…i conti si fanno continuamente ..non solo alla fine!”.

Cain lacrimava e tossiva ed aveva una forte emicrania, la testa gli faceva male..non stava bene era posseduto da ogni tipo di spirito matto..mal-fisiologico..mal-mentale..troppo-impressionista…..non ne poteva più..in quanto voleva un pò dormire per guarire….ma gli spiriti matti comandati a restare in lui dalle maledizioni dei suoi nemici, lo possedevano e non gli conciliavano il sonno..”è una tortura continua!” diceva a se stesso…e Cain non stava più bene…”.troppo grande è il castigo!” si lamentava Cain..era diventato anche poco intelligente per poter lavorare ….in quanto completamente non comandava al meglio se stesso ed i suoi pensieri…ne i suoi nervi… ne il suo cervello…

“Devo pur difendermi ..e reagire alla mancanza di rispetto ed ai dispetti che mi fanno..e dava pugni contro il muro per dimostrare la sua cattiveria…”ahi! Però che male!”

Per questo ..nella disperazione..coinvolgeva un altro…..”Abel..si! è lui che dovete punire non me…ho saputo i peccati di Abel…gli spiriti mi dicono tutto..anche lui deve essere punito non si perdonano certe azioni, va bene perdonare questo…ma non quello..lo avete detto anche voi!”

Ma chi disse a Cain di Abel?

“Si! L’ho saputo da loro…dalla voce magica degli spiriti..me lo hanno detto per farmi soffrire e dimostrare l’iniquità della vita nei miei confronti e farmi capire che tutti c’è lo hanno con me ingiustamente!”..disse Cain mentre dava calci alle pietre e si faceva pure male al piede “ahi che male!…Ma io ho capito come utilizzare questa informazione a mio vantaggio..non mi avvilisco a saperlo..e reagisco con prontezza!”…e aggiunse: “la vera colpa è di Abel l’ipocrita…che non vuole essere punito per i suoi errori..ed con furbizia ha convinto il re a proteggerlo ed è riuscito a farla franca !”

Abel giunge in paese

Abel giunse in paese..e chiese di Cain….dove fosse finito..gli voleva parlare spiegarsi con lui..ma intanto pensava: “Con quali argomenti io Abel riuscirò a convincere Cain a pentirsi dei suoi molti peccati e ad consigliarlo di scegliere la conciliazione e la richiesta di aiuto al re..e quindi a vivere nella pace spirituale che causa il suo perdono …devo convincerlo …così finalmente potrò continuare a vivere ancora in pace io stesso nella mia suggestione di  Paradiso….devo convincere quel Cain al pentimento!.”

L’oste di nome Fauno sentitolo nominare Cain gli suggerì..”ho visto Cain fuggire inseguito dai bulli del paese in quella direzione…una strada che conduce fuori paese..cercalo li.”

Abel incontra Cain

Alle porte del paese finalmente Abel incontrò Cain e gli può quindi parlare.

Cain era seduto su un grosso tronco di legno intento a medicarsi le ferite causate dalle pietrate dei ragazzi bulli..ed a pulirsi gli abiti impolverati.

“Tu sei Cain?”

La persona seduta fece un segno di assenso con la testa.

Abel si fece coraggio si avvicinò al ragazzo e gli disse :

“Guardati Cain non sei stufo dell’ipocrisia dei ragionamenti fasulli che inventi per vivere..non vedi come ti hanno ridotto i consigli di certa gente!”.

“Cain hai commesso le azioni più terribili…sei di certo colpevole…hai mentito e rubato hai frodato il prossimo..e non vuoi più andare a scuola a imparare le buone maniere..

Ma fortuna vuole che questo sbagliare non ti è capitato in tutti i momenti della vita …..ogni tipo di peccato morale va bene….ma bisogna pentirsi prima o poi…e ricominciare a sperare nel perdono del nostro re!”.

“Si e così! ma tu chi sei?” Chiese Cain allo sconosciuto

“Sono Abel..colui che nomini sempre nei momenti di nervosismo e di astio!”

“Ah! eccolo qui! Abel l’ipocrita!…Colui che ha imbrogliato il re!” disse Cain mettendosi a ridere in modo sgarbato e continuò:

“I peccati che hai commesso tu…. sono come i miei..ed è giusto che non siano perdonati..sono troppo gravi… lo dice la gente non li senti?..quindi anche tu devi diventare come me…un disperato…che ha una battaglia da vincere ..e cioè sopravvivere alle cattiverie della vita tutto da solo!”.

Poi tristemente Cain aggiunse: ”Abel io sono stato solamente un avventuriero coraggioso, curioso di argomenti strani, e menefreghista delle conseguenze poiché incredulo della loro gravità!”…..e aggiunse Cain…..”Si! in effetti ho esagerato poichè non ho famiglia..ho frodato e trascurato la mia istruzione…ma alcuni tra la gente a volte capiscono il mio modo avventuroso di vivere….ma non sempre…ed eccomi qui…incompreso ..sono colpevole ma giustificato in ogni modo sono vivo…la mia vita è così…potrebbe essere la mia vera natura questa…chissà!”

“La situazione è diventata seria, quindi qualcosa deve cambiare”…affermò Abel mettendosi di fronte a lui con aria decisa… “Ci sono passato anch’io in questi problemi!”.

”Cain dammi retta ascolta il parere della gente sulla tua vita e restane deluso…non vedi ti danno tutti del matto…secondo me i consigli dei falsi-moderni che non si pentono mai…sono consigli bugiardi… incoraggiano solo la gente al peccato per far diventare matti più persone possibile, é questa la loro unica intenzione..diffondere la schiavitù del  peccato..in quanto se si incoraggiasse al solo peccato per far stare bene…..non si starebbe così male vivendo come un matto..non ti pare?, invece confusione e caos questo vogliono, vogliono solo la tua distruzione ed il caos…tu sei ricettivo a certi messaggi e li hai ascoltati….ma non potrai resistere a lungo..la tua è una battaglia destinata alla sconfitta!.”

“Inoltre Cain ti senti già vecchio a vent’anni…potresti dirlo a tutti che sei un fallito…. dai porta giudizio…non sei stufo del vivere senza uno scopo nobile……non hai capito che non ci si può più divertire come si vuole…..la gente è cambiata…il re vuole che le persone del paese si comportino bene….ma le persone non possono più aiutare come vogliono e chi vogliono…la gente è prigioniera di un potere magico….non è più come prima…non è più libera di tollerare!”…disse Abel sempre con tono deciso..”hai sentito anche tu..una voce molto diffusa tra la gente del paese, dice a tutti che è da stupidi tollerare ed aiutare chi non merita!”

Ed aggiunse commosso: “Io Abel ho pietà di te Cain per la tua condizione…..ma voglio che anche tu sia perdonato dal re..proprio come me..in quanto siamo stati tutti ragazzi maltrattati in questo paese….errare è umano…lo sappiamo ma qualcuno pensa invece che bisogna per forza castigare chi sbaglia..fortuna che il mio amato re non la pensa proprio così!”

“Ascoltami Cain la gente è cambiata nella testa”..continuò a dire Abel…”senza la complicità del prossimo non ci si può più permettere di imbrogliare…devi cambiare!”……non ci si sente più abili nel mentire come prima..senza la complicità di altri non ci si riesce più ad arricchirsi commettendo reati!.”

Cain si alzò in piedi e gli rispose: …”hai ragione …vorrei mettere l’anima in pace…non commettere più azioni malvagie….mi pentirei volentieri ….ma qualcosa frena il mio pentimento formale..il mio smisurato orgoglio mi frena…forse se resisto tutto da solo a questo tormento è meglio…dove mai troverò il coraggio di pentirmi formalmente dei miei peccati davanti ad un re…che figura ci faccio con me stesso…se mi umilio davanti a lui..e se poi lui non mi perdona dopo che mi sono umiliato..e se mi chiede di fare una penitenza traumatica..sappi che io ho esagerato..forse è la mia natura questa..vivere nel peccato!”..poi sgomento..disse subito..”ma anche tu caro Abel sei colpevole come me… io lo so bene!”

Abel rispose:

“Ho chiesto di te in paese..vogliono rinchiuderti in un manicomio un luogo di disagiati gravi! conoscono la tua situazione quindi ti consiglio Cain al ravvedimento!” …

”io Abel ho pietà di te e ti chiedo di pentirti di fronte al re e di subire il suo giudizio saggio…..sarai sicuramente perdonato..proverai la pace del suo animo, re Secondo è comprensivo e vivrai nel suo palazzo come faccio io!.”

Abel disse inoltre: “Se prometti di mettere giudizio il re ti premierà con il permesso di vivere presso di lui .. infatti il re ha detto: “chi si pentirà e metterà giudizio…non sarà punito con la pazzia del nulla e del non essere….il re donerà a lui una nuova identità più positiva e più utile …..la sua anima pentita riporterà a noi ed anche a lui la pace….il buon re Secondo ci da in questo modo una speranza di pace spirituale e di serenità.” ….”Credimi Cain….Convinciti Cain.!”.

intanto in paese i benpensanti si stavano organizzando..

“La gente deve pure sfogare con qualcuno il suo malumore…non si può salvare tutti dal linciaggio morale..Cain ha trascurato dei principi morali importanti e sarà punito…la gente lo ha saputo…è giusto che sia punito!” diceva il sindaco del paese a proposito di Cain..

Ma torniamo ai due ragazzi che si parlavano stando alle porte del paese.

Intanto alle porte del paese

Abel cercava di convincere l’antipatico Cain e diceva:….”tutti i peccati contro il Signore sono uguali nella gravità…gli disse…l’importante è non istigare anche gli altri al peccato che abbiamo commesso.”

“Molti vantano i propri peccati e contemporaneamente offendono quello degli altri…creando malumore…invece il peccato di un altro non guarisce il nostro!” disse Abel…è rivolto ad Cain.” vale anche per te Cain!” e aggiunse: “capito Cain… smetti subito di mettermi in mezzo alle tue questioni!”

Poi tristemente Abel comprese, egli voleva aiutare Cain perché in questo modo avrebbe aiutato anche se stesso a ritrovare la pace…ed un po’ anche perchè gli dispiaceva per la sorte di tutti i peccatori.

Abel chiese a Cain: “ti vuoi pentire Cain oppure no! Dai che non c’è tempo..stanno arrivando i tuoi nemici per imprigionarti e picchiarti…e metterti in un manicomio tra i veri disagiati”

“Non ho paura!..io vincerò i miei nemici!” Affermò Cain con coraggio.

“Ti senti tanto forte Cain..ti senti tanto intelligente?”

“Si! mi ritengo più intelligente di te che hai accettato la pace…ma ritengo che quella che hai scelto tu… è la pace di uno schiavo!” Gli rispose Cain con sfida.

I due rimasero in silenzio poi finalmente Abel ebbe un idea che poteva risolvere la situazione.

Vedendo che Cain non si voleva pentire e sapendo che solo da questo lui..anima perdonata.. avrebbe ottenuta la serenità desiderata..decise di proporgli un patto.

La scommessa di Cain e Abel e gli indovinelli

“Cain voglio fare una scommessa con te!” Disse Abel all’improvviso

“Hai appena detto che io sono stato uno stupido a pentirmi e che tu per il motivo che ti ritieni troppo intelligente e superiore rispetto a me..non ti vuoi pentire…allora vediamo chi tra noi è più intelligente..che si dimostri questo giudicare”

“Dai! Facciamo questa scommessa” disse Abel:

“Se tu Cain indovinerai almeno uno dei seguenti cinque enigmi… da me inventati adesso..prometto che resterò insieme a te a combattere e litigare con i perbenisti negli interessi della tua battaglia.. ed io Abel ripudierò il mio pentimento e diventerò come te Cain: un peccatore incallito!..che litiga  per il paese difendendo ogni suo peccato come un cavaliere oscuro e lottando contro i perbenisti integralisti del paese.”

“Ma se non ci riuscirai e perderai la scommessa, cioè non ne indovinerai neanche un indovinello…tu Cain sarai obbligato a sottometterti al cospetto del re ed al suo saggio giudizio.”concluse deciso Abel…

Cain per nulla preoccupato rispose: “Certo ti dimostrerò “schiavetto del re chiamato Abel” che Cain è restato intelligente nonostante i peccati che ha e quindi ti vincerò!” affermò Cain

“Se invece Cain non indovinerà nemmeno un enigma? Vorrà dire che Abel è più intelligente di Cain detto il fanfarone” ….aggiunse Abel.

“Se capiterà questo, Cain farà come dice Abel e si pentirà davanti al re e andrà con lui a vivere nel palazzo..” rispose Cain

“Cain accetta quindi di fare la scommessa con me?” Ripetendosi con chiarezza…”Accetti tu Cain di mettere alla prova la tua intelligenza contro la mia?” chiese Abel ancora una volta.

“Io Cain accetto!” rispose l’altro.

I due in piedi l’uno di fronte all’altro guardandosi con grinta…si sfidarono in questo modo…e si picchiarono il petto con un pugno ..entrambi in segno di impegno formale.

I due restarono a guardarsi entrambi con aria severa..entrambi pensavano finalmente che la situazione in un modo o nell’altro si sarebbe risolta per tutti e due..Abel aveva già delle idee.

“Bene! Cominciamo pure…” disse ad un tratto Abel.

Abel si allontanò da Cain e si mise a pensare..dopo dieci minuti…tornò vicino a lui e si rivolse a Cain:

“Ecco i miei cinque enigmi, sei pronto?” Chiese Abel

“Si! bello di mamma..dai provaci..ti vincerò!” rispose Cain

1)”indovina il primo enigma” disse Abel… “eccolo!”:

”non è giudizio che da esaltazione e non è giudizio che da tristezza

non è giudizio cattivo e non è giudizio troppo buono

non é il giudizio migliore ma ti senti intelligente ugualmente se lo dai o lo ricevi

dimmi tu cosa è?”

Cain non comprese l’indovinello…”dico un indovinello più serio… dico uno più attuale non c’è l’hai..dimmene un altro si fa prima.. questo non lo so…tanto l’importante è che io ne indovini almeno uno…e prima o poi l’indovinerò….sotto con il prossimo!”..rispose Cain

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2)”indovina il secondo enigma..allora!” disse Abel:..”eccolo!”

se ti capita non diventi ricco

ma se ti capita non diventi nemmeno povero

se prima che ti capitava ne sapevi poco

dopo che è ti é capitata ne sai meno di prima

se prima che ti capitava ti annoiavi

dopo che ti è capitata continuerai ad annoiarti lo stesso

molti si divertono ad immaginarla e poi non si sentono obbligati a realizzarla per davvero..

se prima che ti capitava eri giudicato pratico

dopo che ti è capitata hai bisogno di essere pratico ancor di più..

dimmi tu cosa è?

“Nooo! Ma che razza di indovinelli inventi..ma dai!….va bhe! anche su questo passiamo sopra..ma vedrai che il prossimo lo indovino”..rispose Cain..”dimmene un altro su Abel ..ti sfido!”

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3)”indovina il terzo enigma”..disse Abel sicuro di se..”eccolo!”:

ha commesso errori

quindi non é puro

ma disobbedendo a qualcuno

è riuscito a farsi capire da altri

pur avendo capito che ha errori

ritiene giusto che lo lascino in pace

non è un re e quindi non comanda

ma non è schiavo dei suoi errori ugualmente…

ma saranno indulgenti con lui per tutti questi motivi..

dimmi tu chi é?

“Ma è possibile che un enigma più serio non ci sia..oibhò!…ma dimmene un altro!”..disse Cain..questa volta un po’ triste.. poichè non riusciva a trovare una risposta era come bloccato nell’intuizione..

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4)”indovina il quarto enigma..vediamo se sei bravo.” disse Abel…”eccolo!”

può essere come uomo fisicamente, ma può anche essere donna nel corpo

può fare del bene, può fare del male, tutto può essere tranne che essere ignorante,

egli diventa ricco, con i sogni della gente, risolve più con le sue idee, che con la sua spada

descrive gli ideali del mondo, ma spesso li infrange, infatti non è un vero idealista

dimmi tu chi è?

“Questa la so..forse è un mago..no no!….aspetta! …uno stregone..no!..povero me..mi scoppia la testa a pensarci…non sono più abituato a riflettere…Va bhe!..dimmene un altro!”..sospirò Cain..ormai deluso di se.

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5)”indovina il quinto enigma”..disse raggiante Abel..”bada Cain questo indovinello è l’ultimo!”

Sono vivo, ma sono anche morto, Sono te.. ma sono anche un altro

Sono qui ma sono anche lontano, Dimmi tu chi sono?

“Dopo averci pensato un pò su….Cain disse seccato: “.ma vada via a quel paese… che ne so io!…non lo so..va bene mi arrendo! troppo difficili i tuoi indovinelli“ rispose deluso Cain

“Cain… non ne hai indovinato nemmeno uno..vergognati!” disse Abel

(per voi cari amici lettori…le risposte agli indovinelli sono alla fine della favola)

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Cain comprese a causa della sconfitta..che il suo intelletto era inferiore a quello di Abel..in quanto nel vivere litigando con tutti di continuo …si impara a non riflettere..e si diventa

impulsivi esagerati nel comportamento…si preferisce litigare invece che concentrarsi nella soluzione del problema..

E Cain pensò: “forse Abel ha ragione..dovrei imitarlo nel suo modo di reagire alle conseguenze del peccato…così mi mantengo più sano di cervello come lui..a quanto pare il suo espediente di vita è migliore del mio! ”

“Vedi Cain convinciti..che la mente diventa stupida se non si ha un amico saggio nel bene dalla nostra parte che ci protegge il buon umore!”..disse in modo calmo Abel vedendo confuso Cain.

“Bene Cain… io Abel ti ho dimostrato che sono più intelligente di te..non ne hai indovinato neanche uno dei miei indovinelli…ora devi mantenere la tua promessa!.” affermò con calma Abel

“Ma si è vero..i miei nemici sono tanti…essere servo di un bifolco qualunque non è vantaggioso nemmeno per me…è molto meglio servire un onesto ed educato re..si! è vero!..adesso capisco… nel palazzo del re continuerò la mia vita…vivrò in quel luogo dell’amicizia di una persona saggia e protettiva… che con il suo esempio mi darà una sicurezza di vita e molta serenità.” Così ragionò Cain dopo la sconfitta.

“Ma tu Abel sei sicuro che la logica della morale di re Secondo non è come quella degli uomini del paese..non è che dovrò pagarlo l’aiuto che mi darà..ad esempio con una penitenza?” Chiese Cain.

Abel gli rispose calmo ….”Il re ha dimostrato un buon senso tutto suo in questo….infatti può comandare per il tuo bene e ordinare gli altri di aiutarti…non perdere la speranza nella saggezza del tuo re!.”

I due si incamminarono in direzione del palazzo del re e continuarono a parlare tra loro.

“Sai Abel sono deluso ed offeso dalla prepotenza degli opportunisti nel dare il giudizio facile di matto a chi sbaglia…non voglio più vivere in un paese con troppa gente falsamente buona che invece si dimostra  pignola…hanno in molti un influenza dannosa su tutto cio’ che non comprendono…soprattutto se la soluzione è un suggerimento degli altri….forse perché hanno timore di ciò che non capiscono…

Cosi Cain trovò finalmente il coraggio e si penti dei suoi peccati e decise di seguire l’esempio di Abel..”ti seguirò nel palazzo del re come ho promesso……fammi strada!”

Abel condusse Cain per la strada giusta e insieme giunsero nel palazzo di re Secondo..

Abel gli disse: “su coraggio Cain parla al re!” …senza rendersene conto infatti i due si trovavano gia nella sala delle udienze del palazzo….

E Cain vide finalmente il re Secondo in piedi nella sala che lo stava aspettando …un bell’uomo di mezza età e di bell’aspetto..vestito di un abito verde e bianco con un mantello rosso…ed una corona dorata in testa…una figura nobile…

“Ecco Maestà! ve l’ho portato..e qui! disse Abel

Cain si inginocchio e chiese di parlare al re in privato.

Incoraggiato da Abel… il povero Cain trovò il coraggio di dire tutti i suoi peccati al suo re.. e di chiedere aiuto a Lui…e di avere pietà di un povero peccatore..

Ci volle tutto il pomeriggio per decidere se era giusto perdonarlo…i peccati erano tanti….ed il re ebbe ugualmente indulgenza nei riguardi di Cain… poiché il re Secondo come molte persone, si voleva Santo….ed il re perdonò Cain di tutti i suoi peccati.. anche di quelli che Cain non riteneva gravi …oppure di quei peccati che Cain non ricordava e che il giovanotto  riteneva che forse non erano peccati..ma che un giorno lo sarebbero diventati a causa del giudicare severo di altri..

Egli disse: “il mio nome é re Secondo…e ti prometto che rimedierò per te e consiglierò per il tuo bene, pagherò con il mio denaro i danni che tu hai combinato in paese, in quanto hai chiesto la mia protezione..e soprattutto ricorda che mi hai promesso che ti comporterai bene da ora in poi dimostrando ravvedimento…è questo il dovere ed il tuo sacrificio nel nostro accordo..che tu Cain non farai più le cose sbagliate che facevi!..”

Vivendo nella pace del palazzo..Cain trovò pace ed amicizia, buona salute e buoni consigli..ed Abel potè tornare ai suoi compiti soliti in compagnia del Gran Consigliere Pietro.

Il re affermò davanti a tutta la corte: “Ho anche questa volta rimediato al creato vulnerabile del Signore..che non sempre ha dato vita a creature sagge e sapienti, ma esse ugualmente vanno capite in quanto perfezione non esiste, poiché molti hanno commesso errori sulla Terra.”

“Si! mio sire!” disse il gran Consigliere: “Lo hai visto pentito e lo hai perdonato, gli hai offerto la tua protezione”..e continuò: “ saggio e pietoso è il modo di giudicare di re Secondo, egli ha capito che anche lui Cain è una vittima del bene e del male, energie da sempre padrone ed influenti delle anime dei mortali sulla Terra….e molto spesso esse sono in disaccordo tra loro causando pazzie agli esseri umani..

il re Secondo aveva capito che Cain era stato vittima delle influenze spirituali del mondo sull’individuo e della certa vulnerabilità dell’essere umano a queste forze spirituali…il re Secondo perdonando Cain ha posto davvero rimedio ancora una volta alla creazione iniziale voluta dal Signore al cominciare della vita sulla Terra.”

Morale:

Non bisogna usare la storia di vita degli altri, ne per migliorare la nostra, ne per rendere più grave la nostra situazione, non si deplorano gli altri e nemmeno si invidiano.

Se qualcuno ci dimostra che è più intelligente di noi..è giusto che seguiamo il suo esempio per risolvere i nostri problemi..

Molta gente istruita ritiene che la frase “errare è umano” sia una giusta affermazione, in quanto la loro esperienza li porta a pensare con indulgenza e saggezza l’esistenza umana.

Infatti chi vuole restare intelligente: ammetta i propri errori e si accontenti della sua vera natura..e speri ugualmente nella misericordia del Signore del Bene..

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Ah dimenticavo! le risposte agli enigmi di Abel eccole qua per voi:

1)IL GIUDIZIO SOSTANZIALE

2)LA PERDITA DI TEMPO

3)IL RAVVEDUTO

4)UN ARTISTA

5)UNO SPIRITO

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avete indovinato anche voi le risposte’…

lo sapevo perchè sono indovinelli facili…..

vuol dire che sapete essere ancora intuitivi…..

significa che: nell’ipotesi che avete dei peccati… il vostro espediente di vita è molto valido…ed ha protetto le vostre capacità mentali..

e per questo la vostra abilità ed il pensiero libero non sono ancora danneggiati e sono ancora restati efficienti…

Fine

(Milano, Novembre 2007)

autore: Egidio Zippone..

Giudizio: saggio, originale

voto (da 5 a 10): 9

Favola: gli indovinelli di Abel (per ragazzi)ultima modifica: 2020-12-08T16:07:02+01:00da scrittore59