Favola: Gideon Giulius ed il forziere della carità (per ragazzi)

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(racconto di tipo bianco e verde)

INTRODUZIONE: in un paese dove ogni risorsa è impiegata per arricchire le banche e niente è lasciato per aiutare i poveri, la solidarietà pare dimenticata, ma sarà fatta giustizia con l’aiuto degli angeli amici di Gideon Giulius

INIZIO

Favola: Gideon Giulius ed il forziere della carità

C’era una volta, nel mondo delle favole, un contadino, vi ricordate del nostro eroe Gideon Giulius…amico di tanti racconti, ora vi racconterò un’altra delle sue avventure…

Dovete sapere che nel suo paese, il bel vivere non era possibile a tutti, pareva infatti che qualcuno in quel paese fosse benestante e qualcun’altro fosse povero e disperato economicamente.

Questa realtà era da considerare iniqua in relazione alla giustizia sociale ed all’avere riguardo di ogni vita.

Dovete sapere che nel paese di Giulius, governava anche un re, che aveva nominato un primo ministro con il compito di aiutarlo nel governare i problemi del paese.

Il regno richiedeva impegno nel governare, il re era pervaso da una buona volontà ma nonostante questo, molti erano i poveri nel paese ed inoltre il re aveva un sacco di debiti, il cosiddetto debito pubblico e quindi non poteva aiutare chiunque come voleva.

Purtroppo a causa di questo debito, la solidarietà del governo nei riguardi dei meno ambienti, i cosiddetti vulnerabili, era diventata rara, quasi inesistente.

Nonostante i poveri chiedessero aiuto…i prestiti in denaro che il re otteneva dalle banche, erano utilizzati in altro modo.

Anche il denaro ottenuto dai contribuenti e dagli esattori fiscali, era utilizzato sempre con intenzioni di ottenere il miglior profitto…per scopi che favorivano il commercio ed il guadagno delle banche, ma non per la solidarietà….in quanto era ritenuto che la solidarietà rallentasse la crescita dell’economia..

Voi vi chiederete come mai? Con tutto questo denaro che girava per le mani del primo ministro, il re non potesse mai aiutare i poveri…e adesso vi spiego il motivo di questo egoismo.

Dovete sapere che le banche facevano si!..prestiti al re, ma volevano in cambio onerosi interessi, essi facevano prestiti non per solidarietà, ma solo per averne un guadagno.

Il re si lamentava degli interessi che il suo governo era obbligato a pagare ed il re vedeva il suo debito pubblico aumentare ogni anno.

Cosa poteva fare il re, doveva per forza subire il ricatto delle richieste voluto dalle banche del paese.

Per questo il re, non aveva mai denaro per fare della vera solidarietà ai poveri, le banche lo avrebbero ritenuto un grullo ed un ingenuo, se egli avesse regalato denaro senza guadagnarci…lo avrebbero ritenuto un sognatore un illuso..

E così temendo il giudizio di essere poco furbo, il re aveva abbandonato qualunque iniziativa di solidarietà..e tutti nel suo esempio si sentivano stupidi a comportarsi da altruisti con i poveri.

Oltre che a pensare solo a guadagnare, i banchieri in cambio del prestito comandavano il re anche ad obbedire in segreto alle loro richieste… poichè il re aveva il potere di influenzare la giustizia e l’uso dell’esercito.

“Noi ti prestiamo il denaro se tu ci farai dei favori ed favorirai le nostre richieste!” rispondevano i direttori delle banche al re…e le associazioni massoniche loro complici facevano sempre più affari…

Le banche in cambio del prestito di denaro, pretendevano speculazioni sociali da compiere e intenzioni governative dispettose da parte dello stato verso i loro nemici di opinione, chiedevano al re di fomentare politicamente la guerra nei paesi confinati ed a quelli oltre il mare, per poter vender loro a quei popoli, le armi e le macchine da guerra costruite dalle loro industrie, in questo modo le banche si arricchivano sempre di più, ma niente di questa ricchezza andava ai poveri.

Le banche in cambio dei loro prestiti, chiedevano al re di costruire dighe e laghi artificiali, strade e linee ferroviarie.. opere pubbliche che erano considerate tutte iniziative inutili e deturpanti del paesaggio e dell’equilibrio naturale della regione, che rendevano sempre più ricchi gli amici dei banchieri..

Chiedevano inoltre di costruire per sopportare il freddo inverno, riscaldamenti a carbone molto inquinanti per l’atmosfera terrestre, tutto questo per arricchirsi ulteriormente investendo nelle loro miniere di carbone e ci riuscivano con la complicità del primo ministro loro prezzolato.

Le banche in nome della competizione chiedevano al re di far fallire aziende appartenenti alla concorrenza di opinione e per questo antipatiche a loro..i padroni di quelle aziende la pensavano in altro modo.. bisognava quindi impoverirle per causare il loro fallimento…

Intanto nel paese i poveri ed i disagiati erano paragonati ai lazzaroni ed ai lavativi..e si diffondeva nel regno la mentalità che non permetteva la comprensione dell’aver meno capacità.

I poveri disagiati si erano impoveriti durante la gioventù, poiché avevano lavorato poco tempo a causa della crisi economica, ed ora che erano anziani e ammalati nella salute, si ritrovavano ad avere pochi risparmi per la loro condizione, il giudicare delle poche famiglie ricche li faceva sentire anche in colpa, ma in realtà non era colpa loro, era colpa del metodo di amministrare voluto dalle banche che arricchiva sempre gli stessi, in quanto le banche erano consigliate da gente più furba e senza scrupoli.

Il re era dispiaciuto nel vedere tanto egoismo nel paese, poiché era in fondo un cuore nobile, fu così che il re pensò che c’era bisogno di chiedere aiuto agli eroi e si ricordò di Gideon Giulius, famoso eroe del paese, e chiese aiuto proprio a lui e mandò a chiamare Giulius per chiedergli consiglio.

Intanto il primo ministro era risoluto in questo poichè non era d’accordo a dover cambiare il metodo organizzativo della economia, poiché essa era favorevole a lui ed ai suoi amici massoni, infatti egli era un prezzolato delle banche avide, il re lo aveva capito questo da tempo e non si fidava molto di lui, ma doveva tollerare quel primo ministro eletto dai politici, non aveva prove della sua corruzione, poiché le scelte governative del paese di quei tempi volevano così.

Il re incontrò Gideon Giulius in segreto e gli disse: “ Giulius sei l’unico eroe che resta al nostro paese, sei l’unico eroe che non mi fa sentire uno stupido quando dico di aiutare di più i disagiati ed i poveri..la situazione che ti ho spiegato è questa..chiedo aiuto a te ed ai tuoi amici angeli che abitano la montagna dei miracoli per risolverla”.

Giulius ascoltò le richieste del re e lo comprese, questa volta Giulius Gideon comprese che bisognava aiutare il re, perché in questo modo avrebbe aiutato anche i numerosi poveri del suo popolo, quindi occorrevano creatività e idee.

Così un mattino Giulius si incamminò in direzione della montagna, e pensò che in quanto lui era un semplice, egli poteva chiedere aiuto al Signore senza vergognarsi, Giulius si incamminò sul sentiero della montagna dei miracoli per chieder consiglio ai suoi amici angeli.. che lo avevano sempre aiutato in passato.

Cammina e cammina per la lunga strada, a volte impervia, a volte in piano, finalmente Giulius arrivò in cima alla montagna degli angeli, in quel luogo poteva chiedere consiglio agli angeli della saggezza. Ed infatti essi apparvero nella loro luce splendida, vestiti di bianche vesti.

Essi avevano già giudicato con rimprovero l’egoismo e la poca solidarietà che il governo aveva per i poveri del paese, ed erano contrari a questo, essi avevano già visto la povertà in cui stava precipitando il regno e decisero di fare un regalo a Giulius.

“Devi sapere Giulius, che lo spirito della solidarietà, ha bisogno della amicizia di persone ricche e generose, ma anche di chi ha intenzioni sincere e di pietà per le sofferenze della condizione umana” dissero gli angeli.

“Noi angeli della saggezza non vogliamo rischiare che facendo solidarietà alla gente, di arricchire invece solo chi la governa, che sappiamo è già ricco!” ammisero gli angeli “ecco quindi in dono a te e al tuo re…un regalo miracoloso che permetterà di far solo solidarietà alla gente più povera”.

Gli angeli fecero apparire in quel luogo e diedero a Giulius un forziere ..”il forziere della solidarietà”

Gli angeli dissero a Giulius “questo è il forziere delle buone intenzioni che commuovono il Signore…se promettete aiuto disinteressato ai poveri..sarete esauditi ed avrete risorse per aiutarli!” dissero gli angeli.

“Dopo che tu ed il tuo re avrete recitato queste parole in tutta sincerità, parole che tra poco ti insegneremo …vedrete accadere un miracolo, il forziere fatato si aprirà..e vedrete all’interno le risorse indispensabili all’aiuto di chi ha problemi di economia ..ma badate.. le risorse che appariranno obbediranno solamente alla vera solidarietà per i poveri..e cioè a quel sentimento di bontà che commuove noi angeli ed il Signore, sentimento che il tuo re non riesce ad assecondare in quanto pieno di debiti…ma sappi che se qualcuno si approprierà con intenzioni illegittime di queste ricchezze..resterà deluso ..poiché queste risorse spariranno da lui.

Quindi assicurati che il tuo re sia davvero sincero…nell’avere l’intenzione che il denaro che troverà in questo forziere sarà da lui utilizzato solo per opere di beneficenza e per aiutare i poveretti del paese”” consigliarono gli angeli.

“Ecco la poesia che tu ed il tuo re dovrete recitare vicino al forziere per far capitare la magia fortunata…dopo aver detto queste parole all’interno del forziere appariranno cose preziose!”

POESIA DEL GENEROSO

monete d’oro… pietre preziose

falle apparire e che siano numerose

in quanto persone gentili vogliamo restare

e vogliamo molta bontà dimostrare

e per non approfittare sempre dei più disagiati

facci trovare il denaro per aiutare anche i disperati

e se noi ti abbiamo un po’ commosso

facci trovare denaro a più non posso

che noi impiegheremo solo per aiutare

chi nella povertà è costretto a stare

e se saremo stati menzogneri in questo

che ci capiti di tutto e anche l’arresto

e se saremo stati traditori della promessa

in punizione la nostra anima sarà messa

ma noi vogliamo aiutare molti in verità

perché dei poveri sappiamo aver pietà

il vedere l’uomo solo e affamato

molto tristezza nel cuore ci ha causato

quindi vogliamo con questo vostro denaro rimediare

a chi dalla vita ha avuto poco e non può dare!

Giulius ringraziò gli “angeli della saggezza” e prese il forziere miracoloso, lo mise sulle spalle e provò che il peso era leggero, Giulius tornò in paese per andare a portare la lieta notizia al suo re.

Cammina e cammina, Giulius discese i sentieri della montagna e tornò in città, in direzione del palazzo del re.

Giulius arrivò al palazzo del re… e regalò al re quel forziere che aveva con se….perché ne facesse buon uso.

Giulius spiegò al re quello che gli avevano detto gli angeli…ma prima bisognava pensare a quale aiuto dover fare con il denaro che si sarebbe ottenuto con il generoso miracolo, dopo avere deciso cosa fare del denaro, Giulius insegnò al re a recitare le parole magiche indispensabili da dire e consigliate dagli angeli a lui:

POESIA DEL GENEROSO

monete d’oro… pietre preziose

falle apparire e che siano numerose

in quanto persone gentili vogliamo restare

e vogliamo molta bontà dimostrare

e per non approfittare sempre dei più disagiati

facci trovare il denaro per aiutare anche i disperati

e se noi ti abbiamo un po’ commosso

facci trovare denaro a più non posso

che noi impiegheremo solo per aiutare

chi nella povertà è costretto a stare

e se saremo stati menzogneri in questo

che ci capiti di tutto e anche l’arresto

e se saremo stati traditori della promessa

in punizione la nostra anima sarà messa

ma noi vogliamo aiutare molti in verità

perché dei poveri sappiamo aver pietà

il vedere l’uomo solo e affamato

molto tristezza nel cuore ci ha causato

quindi vogliamo con questo vostro denaro rimediare

a chi dalla vita ha avuto poco e non può dare!

Al termine di queste parole dette contemporaneamente dal re e da Giulius vicino al forziere.. il baule all’improvviso si aprì come per magia e cosa apparve al suo interno?

Al suo interno apparvero tanto denaro, tante monete, tanto oro e tante pietre preziose.

Il re era così felice adesso, con quelle risorse poteva finanziare iniziative per aiutare i poveri del paese senza che il primo ministro potesse opporsi alle sue intenzioni..e si! il re aveva un pò timore di quel primo ministro e dei suoi amici massoni…ma ora poteva disobbedire a loro, quelle risorse erano vere e non erano di certo risorse date dalle banche.

Il ministro della economia infatti, un uomo basso e vanitoso, vedendo tutta quella ricchezza disse all’improvviso : “mio re! non avrà mica l’intenzione di aiutare la parte peggiore del nostro paese con questo denaro!” ed il primo ministro continuò:” Mio re! Se una persona è povera da vecchio o debosciato da giovane è perché è un lazzarone o si è comportato da fanullone, sarebbe ricco come gli altri se non fosse così non le pare oh! re? meglio investire questo denaro tutto in una banca e approfittare degli interessi che ci daranno in cambio…mio re! mi dia retta..sia più furbo e meno sognatore..cosa è tutto questo buonismo!”

Gideon andò su tutte le furie quando udì quel dire dalla voce del primo ministro, ma non perse l’auto-controllo e gli rispose: ”i poveri non sono dei lazzaroni, essi hanno subito la poca fortuna casualmente, il metodo della competizione imposto dal suo governo e le loro poche capacità dimostrate li hanno ridotti in povertà ..e poi abbiamo promesso agli angeli di aiutare anche chi non merita con queste ricchezze poiché di aiutare solo chi merita é troppo facile ne sono capaci anche gli avidi e gli strozzini, dico il vero… mia maestà… ricordate la promessa fatta a me!” disse Giulius.

“Ma mio re!” disse il primo ministro..”questo oro e questo denaro dato in regalo ai poveri, causerà una inflazione economica rischiosa, la ricchezza che già possiedono le famiglie ricche diminuirà di molto, la suggestione di utilità che hanno oggi i lingotti di oro e il denaro, causerà nei commercianti ed artigiani un rifiutare il loro uso se ne facciamo un utilizzo sconsiderato, gli appartenenti a queste famiglie benestanti si sono sudati con il duro lavoro il loro denaro, ora esse disapproveranno il fatto che noi regaliamo queste ricchezze al popolo, senza richiedere al popolo in cambio sacrificio alcuno..il denaro non avrà più valore a causa di questo, di conseguenza il sistema economico che adesso utilizziamo nel regno, subirà un tracollo finanziario di certo!” disse il primo ministro.

“il denaro che hanno i ricchi è così tanto che se diventeranno un pò meno ricchi di quanto sono a causa dell’inflazione, non se ne accorgeranno nemmeno un pò, infatti molto denaro di cui dispongono gli resterà ancora nelle loro banche!” rispose il re dimostrandosi molto determinato in questa sua decisione…

Nel paese di Giulius il debito pubblico causato dalle banche sarebbe restato, quei speculatori opportunisti e strozzini dei banchieri, ormai avevano impoverito il paese con la richiesta di interessi ..ma nonostante questo Giulius aveva ugualmente trovato il modo di aiutare i poveri, il re sarebbe stato ricordato dal popolo come un vero benefattore…ora il re aveva a disposizione il “forziere della solidarietà” .

Dovete sapere che a causa della sua avidità, il primo ministro utilizzando i suoi poteri ministeriali cercò di usare ugualmente le risorse del forziere magico per altri scopi..

Una sera, il primo ministro, approfittando del fatto che non c’era nessuno, entrò nella stanza dove era stato messo il forziere aperto, e si impossessò, mettendoli nella borsa che aveva con se, di parte delle ricchezze contenute, il giorno dopo si recò in banca, per depositare la somma rubata, dopo aver fatto accordi con gli amici massoni, ma quando aprì la borsa in loro presenza per dividere il contenuto con i banchieri, quelle risorse erano sparite magicamente dall’interno della borsa del primo ministro..e il primo ministro ricevette un rimprovero, avendo causato molta delusione e quindi nervosismo,…lo rimproverarono dicendo che non era affidabile il suo modo di organizzarsi.

Fu così che il primo ministro tornò a palazzo tutto indispettito, entrò nella stanza del forziere della carità, e prese altre ricchezza dal suo interno e le mise ancora una volta nella borsa…questa volta controllò bene il tutto..

il giorno dopo si recò in banca, per depositare la somma rubata dopo aver fatto accordi con i suoi complici, proprio come la volta prima, ma quando aprì nuovamente la borsa in loro presenza per dividere il contenuto con i suoi amici, quelle risorse erano nuovamente sparite dall’interno della borsa del primo ministro..e il primo ministro non sapeva come spiegare questo imprevisto, ricevette questa volta un rimprovero definitivo…dicendo che non era degno di fiducia da parte di nessuno..”primo ministro lei è tagliato fuori…non ci fidiamo più di lei….poiché o si diverte a prenderci in giro oppure é matto!”.

“ ma lei è un distratto, si è dimenticato il denaro promesso in altro luogo, non ci fidiamo davvero più di lei sa!..lei non mantiene le promesse..lei ci prende in giro! E dove è finito il denaro che lei diceva di avere!” dissero i banchieri delusi nell’avidità tipica che li possedeva..

Le risorse rubate erano sparite dalla borsa…questo era strano davvero..

Dovete sapere che contemporaneamente quelle risorse rubate e poi sparite erano stranamente riapparse, come per miracolo, nella casa di Gideon, che capì in poco tempo cosa era accaduto e riportò le ricchezze apparse in casa sua.. subito a palazzo dove lo aspettava il re..

Il re e Gideon Giulius intuirono lo imbroglio escogitato da quel primo ministro…il primo ministro fu obbligato quindi a confessare, di conseguenza fu smascherato e quindi destituito…privato delle sue amicizie influenti nessuno fu contrario alla sua revoca…i suoi amici massoni lo avevano lasciato solo …ormai era ritenuto quel ministro un imbroglione anche dai banchieri…poichè secondo loro aveva mentito anche agli amici non mantenendo la parola data….

Fu così che Gideon Giulius e il re decisero di occuparsi personalmente di finanziare: ospizi, orfanotrofi, collegi e comunità della carità, dormitori per vagabondi…e perfino mense per i poveri ed organizzazioni che aiutavano chi viveva di stenti e non aveva una dimora per se……

il re e Giulius finanziarono quelle organizzazioni con aiuti onerosi, se queste organizzazioni dimostravano che non avevano motivi di lucro nel loro esercitare e se garantivano che volevano solamente aiutare i poveri ed i disagiati, ed avevano bisogno di denaro pubblico solo per questo…queste organizzazioni adesso erano state informate che il re era in grado di aiutarli per davvero..

Fu così che con tutto il denaro che appariva nel forziere, si potè aiutare molta gente e tutti i poveri del paese furono aiutati, il re organizzò un fondo per finanziare un reddito chiamato di “solidarietà” per aiutare i poveri ed i disoccupati del regno, lo spirito della solidarietà era tornato sincero e sorridente in quei luoghi, compiaciuto della sincerità e dall’amore per la fraternità che la gente dimostrava, lo spirito della solidarietà aveva ritrovato un buon esempio in quel re..

Dovete sapere che erano gli angeli della saggezza a riempire con i loro miracoli il forziere, ogni volta che Giulius ed il re dicevano le parole buone di quella poesia..promettendo al Signore di fare solidarietà ai poveri..ogni volta capitava un miracolo..

Gli angeli vivendo in Paradiso, si avvantaggiavano dell’abbondanza di quel luogo..era quindi possibile da loro ottenere in dono ricchezze e risorse da donare a loro volta al forziere miracoloso di Giulius e permettere in questo modo al re ed a Giulius di aiutare i poveri ed i disagiati del loro paese.

Tutti i poveri poterono da quel giorno vivere saziati e dissetati e quindi contenti grazie a Gideon Giulius ..che ritornò a essere considerato un eroe della povera gente.

Dovete sapere che le banche inesorabilmente continuarono nel tempo ad arricchirsi speculando sugli interessi esosi che pretendevano ..ma tutto questo non impediva più ai poveri di ricevere un aiuto materiale valido dal governo, che ora poteva garantire loro un minimo di dignità, pur nella triste condizione economica in cui vivevano, i poveri adesso ricevevano di certo un discreto sollievo..tramite un reddito garantito tutti i mesi..

Vedendo tutto questo, lo spirito della solidarietà, descrisse il paese di Giulius, come un luogo dove tutti si aiutavano volentieri..

Vedendo tutto questo, chi poteva pagare i contributi fiscali decise di continuare a pagarli con serenità, poichè aveva capito che anche i poveri ed i disagiati avevano un minimo di aiuto dallo stato e stavano bene per questo…tutti capivano che il loro dovere di contribuente fiscale..creava di certo buoni frutti, molti pensavano che era il loro denaro raccolto dalle tasse, che era utilizzato per far la carità alla povera gente…tutti nel paese si sentivano quindi dei benefattori..vedendo i benefici causati dalla carità e dalla generosità..

Anche questa volta l’eroe Gideon Giulius aveva aiutato il suo paese, con l’aiuto dei suoi amici angeli, poichè gli angeli della saggezza si erano prodigati in una raccolta di fondi in oro e cose preziose e miracolosamente riempivano ogni volta che era necessario quel favoloso forziere.

Proprio così, quando il re aveva bisogno di denaro per l’intenzione sincera di aiutare la povera gente, egli chiamava Gideon Giulius e insieme compivano la implorazione benefica agli angeli necessaria per dare anche allo stato la possibilità di aiutare, impedendo così che lo stato monarchico pensasse solo al massimo profitto…

Fine

Autore: Egidio Zippone

(Milano, Giugno 2012)

giudizio: saggio

voto: (da 5 a 10): 9

Favola: Gideon Giulius ed il forziere della carità (per ragazzi)ultima modifica: 2020-06-20T11:37:13+02:00da scrittore59

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