Favola: il buon vigile (per ragazzi)

(racconto bianco)
INTRODUZIONE: A volte è meglio voler bene di più alle persone, che amare le severe regole anche se queste sono necessarie..
Favola: il buon vigile
C’era una volta ad un incrocio un semaforo, e presso di esso un vigilie ritenuto onesto dai suoi colleghi….
Molti automobilisti transitavano per quello incrocio rispettando i colori del semaforo, il verde, il giallo, ed il rosso..
Ma ogni tanto qualcuno infrangeva le buone regole dell’educazione stradale..
Ad esempio un giorno capitò un uomo, che transito con la sua auto, per quell’incrocio mentre il semaforo dava il segnale di rosso..
Il vigile che era lì di servizio, testimone dell’infrazione dell’autista, fischio subito e chiese di fermare l’automezzo..
Il vigile disse all’autista mentre questi abbassava il finestrino: “Lo sa lei, che é vietato passare con il rosso, lei è in contravvenzione?”
“Si lo so,” rispose l’autista, “ma io mi permetto molte infrazioni ugualmente, ma vieto per furbizia, per non sembrare matto, vieto soltanto di transitare quando sulla strada c’è il segnale di senso unico, quindi io in nome del libero arbitrio non voglio pagare la multa, poiché quello che ho fatto non è vietato dalle mie regole, poiché io vieto un altra cosa..”
Detto questo l’autista disobbediente accellerò il motore dell’auto e scappò via..
Il vigile costernato e stupito, prese subito il numero di targa e affermò: “a quell’uomo iniquo che è scappato via, domani gli manderò la polizia stradale al suo indirizzo che troverò tramite il numero di targa, per autorizzare il ritiro del suo automezzo..
e fu così che questo capitò..
Dopo qualche ora allo stesso incrocio giunse un altra persona che decise di transitare con la sua auto mentre il semaforo era sul rosso..
Anche questa volta, Il vigile che era li, certo dell’infrazione dell’autista fischiò subito e chiese di fermare l’automezzo..
Il vigile disse allora all’autista mentre questi abbassava il finestrino: “Lo sa lei, che é vietato passare con il rosso e farlo è disobbedire alle regole della educazione stradale?”
“Si lo so!”, rispose l’autista, “ma io mi permetto molte infrazioni ugualmente, ma ne vieto una, faccio questo per non sembrare matto, deve sapere che ho la regola di non parcheggiare l’auto in doppia fila, siccome l’infrazione di cui lei mi accusa non è importante per me, ritengo giusto in nome del mio libero arbitrio che non debba pagare la multa, poiché quello che io vieto é un altra cosa..”
Detto questo l’autista disobbediente accellerò e scappò via con la sua auto..
Il vigile costernato prese subito il numero di targa e affermò: “anche a questa persona iniqua domani gli manderò la polizia stradale al suo indirizzo che troverò tramite il numero di targa per autorizzare il ritiro del suo automezzo..
e fu così che questo capitò..
Dopo qualche ora allo stesso incrocio giunse un altra auto, questa volta alla guida c’era un individuo umano, che decise di passare con l’auto mentre il semaforo era sul rosso..
Anche questa volta, Il vigile che era li, certo dell’infrazione dell’autista, fischiò subito e chiese di fermare l’automezzo..
Il vigile disse all’autista mentre questi abbassava il finestrino: “Lo sa lei, che é vietato passare con il rosso ed siccome lo ha fatto ha quindi disobbedito alle regole della educazione stradale?
“Si lo so!”, rispose l’autista, “ha ragione signor vigile, anche io ritengo che passare con il rosso sia vietato, in quanto l’infrazione giusta non esiste nemmeno per me, mi voglio scusare con lei, per aver commesso certamente un errore, ma sappia che io le prometto di non farlo più e di prestare più attenzione in futuro, e signor vigile mi appello alla sua bontà, poiché preferirei non pagare la multa, in quanto sono disoccupato non ho un lavoro e non ho quindi uno stipendio, la prego signor vigile scelga di essere con me come un Santo e mi giudichi con tutta la bontà possibile, non fu infatti la gioia di disobbedire alle sue regole a farmi commettere l’errore, ma bensì a farmi disobbedire fu la mia natura mediocre e la poca determinazione in quel momento…”
Il vigile a queste parole avvertendo che il reo della infrazione era sincero nel dargli ragione , decise individualmente che era giusto aver pietà di quel disoccupato, e lo lascio quindi andare per la sua strada, senza pretendere da lui il pagamento della multa.
Il vigile aveva giudicato quell’autista migliore di quelli di prima, quelli si che meritavano di  pagare la multa poiché avevano contestato con motivi ipocriti le buone regole dell’educazione stradale, creando in quel momento una suggestione di iniquità.
il buon vigile decise di perdonare invece l’autista che gli aveva dato ragione anche se questi aveva sbagliato..poiché aveva capito che nei riguardi di chi giudica umilmente se stesso è giusto essere buoni..
infatti chi sa essere un Santo con il suo prossimo, dimostra che si può amare più le persone che le severe regole, anche se queste consigliano all’obbedienza….
fine

Autore: Egidio Zippone
Milano, 2 Gennaio 2020
Giudizio: racconto saggio, e veritiero
voto:(da 5 a 10): 9

Favola: il buon vigile (per ragazzi)ultima modifica: 2020-01-02T09:20:36+01:00da scrittore59

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