Favola: la buona suggestione (per ragazzi)

INTRODUZIONE: Avere una buona immagine ed una buona suggestione, e credere che sicuramente tra noi c’è un individuo posseduto da uno spirito nobile e buono, renderà più lieta la nostra vita e quelli degli altri…
INIZIO
Favola: La buona suggestione
C’era una volta un paese lontano sull’altipiano del Tibet
abitato da poche persone…molto lontano dal rumore del mondo.
Questo paese c’era..è probabilmente esiste ancora…
Una volta questo paese, anche se era un piccolo paesino, era abitato da giovani sposi e uomini e donne occupate nel loro lavoro quotidiano.
Ma poi un giorno uno ad uno essi lasciarono disabitata la loro casa, poiché si chiedevano senza risposta…per quale motivo dovevano abitare in un paese così sperduto e lontano dalla città..senza alcuna modernità e svago…così se ne andarono altrove ad abitare.
Per questo motivo ormai in quel paese vivevano poche persone e tutte anziane.
Si sparse di conseguenza la voce per tutto lo altipiano, che in quel paese regnava la “desolazione” cioè il paese aveva per destino finale la sola “estinzione”..ormai esso era destinato a scomparire pian piano con la morte dei suoi pochi abitanti restanti.
Giunse questa triste voce riguardante quel paese ad un monaco buddista molto famoso in quella provincia per la sua saggezza.
Il monaco capì e fu dispiaciuto per la sorte di quel luogo.
Decise quindi di andare in quel paese, per far visita di cortesia a tutte quelle poche persone che ci abitavano ancora.
E così partì per l’altipiano, cammina e cammina raggiunse il paese per portarvi con la sua saggezza un po’ di pace e speranza.
Pensò come aiutare i pochi abitanti restanti..e decise di comportarsi in questa maniera. Giunto in paese, si presentò come portatore di verità… e si fece invitare da tutti gli abitanti a turno e parlò ad ognuno in questo modo…voleva che quel paese tornasse numeroso di abitanti.
Dal maniscalco
Ricordò al maniscalco che forse tra gli abitanti del paese esisteva la persona che ha incarnato nel suo corpo lo spirito dell’Illuminato…colui che sa…che è la sapienza dell’universo a cui l’umanità si rivolge per trarne consiglio.
Dal pecoraio
Facendosi invitare a cena dal pastore e mangiando il suo formaggio..il monaco ricordò a chi lo ospitava che forse tra i suoi vicini viveva la persona che incarnava in lui lo spirito dell’Illuminato..colui che sa come portare la pace tra le genti.
Dal falegname
Accettando lo invito del falegname…convinse chi lo ospitava che forse tra gli abitanti del paese c’era chi aveva incarnato in lui..lo spirito dell’Illuminato..colui che sa tutto e risolve i problemi..ed era dovere degli abitanti di questo paese di onorarlo.
Dal calzolaio
Ricordò al calzolaio che a volte l’Illuminato si incarnava in vite semplici e secondo lui in questo paese vive proprio la persona che ha il suo spirito incarnato e bisogna rispettarla e volerle bene per santificare la sua vita in modo degno.
Dal signorotto
Il monaco ricordò che bisognava fare la carità ai poveri in onore dello spirito dell’Illuminato che vive a parer suo incarnato in una persona che vive in questo paese “e forse caro signore è proprio il povero che hai aiutato oggi, oppure è un suo vicino…credetemi l’Illuminato…. vive qui tra voi!”
Dalla sarta
Il monaco ricordò che bisogna onorare e amare il proprio lavoro..in riconoscimento alla persona che a parere suo..incarna lo spirito dell’illuminato..e pare che questa persona vive proprio in questo paese e bisogna che sia onorata.
E a tutti disse la buona notizia che “tra voi pochi e solitari abitanti di questo paese c’è una persona che è l’incarnazione dell’Illuminato..spirito saggio e sapiente che predica la bontà e la comprensione della sorte dell’umanità..vera fortuna per tutti noi, siate quindi contenti che voi abitate vicino a lui.”
Detto questo il monaco buddista salutò ognuno e ripartì da quel paese certo di averci portato una speranza.
Le parole del monaco buddista restarono nella mente di tutti e crearono negli abitanti suggestioni positive.
Tutti si chiedevano chi mai fosse tra loro la persona che incarnava lo spirito dell’Illuminato..spirito di ogni saggezza e virtù.
“Forse è il falegname..così generoso e obbediente ai doveri nello stesso tempo..se è così lo tratterò con garbo.” disse il signorotto
“Forse è il maniscalco..così saggio e persuasivo con le sue filosofie morali..sempre pronto a dare consigli..se è così egli merita più riguardo.” disse il falegname.
“Forse è il signorotto del paese… si è lui…così educato e sano di salute..ma no! Il signorotto é ricco..non è possibile..lo sanno tutti che lo spirito dell’illuminato si incarna in vite povere e le preserva nella saggezza, però potrebbe anche essere anche lui a volte è molto generoso..” disse la sarta.
“Di certo non è il calzolaio è così disordinato… però potrebbe essere lui in fondo è così umile e buono” disse il falegname.
Forse invece è la sarta così pura e santa ma forse no.. lei è donna…però potrebbe essere a volte l’Illuminato “colui che sa”..si rivela anche nelle donne poiché comprende il loro vivere con sacrificio.” disse il signorotto.
Da quel giorno nel timore e nella speranza che tra loro vivesse la incarnazione dell’Illuminato “colui che sa”, tra gli abitanti del paese si diffusero la bellezza dei modi e l’atteggiamento gentile tra loro, oltre che la capacità di dare buoni consigli gioviali e di pace ad ognuno.
Tutti capirono e si prodigarono affinché la saggezza di ogni vita favorisse la loro verità in terra..e la loro verità allo stesso tempo per effetto di questa suggestione diventò più benigna di quanto fosse.
Dovete sapere che da quel giorno la gente estranea in visita di quando in quando nel paese, soprattutto i giovani, si rese subito conto del buon vivere nella cordialità, del rispetto e dell’amore e della buona suggestione che si respirava in quel piccolo paese da un po’ di tempo.
A molti piacque l’atmosfera che avvolgeva quel luogo con la sua pace ed i modi gentili degli abitanti e dapprincipio tornarono più spesso a fare visita ed a partecipare alla festa della primavera..ed in seguito molti decisero di abitarci o di passarci il resto della vita..era bello abitare li..c’era molta pace e rispetto di ognuno.
Fu così che quel paese…divenne un luogo di passaggio di molta gente e di conseguenza esso si popolò entro pochi anni di molti abitanti..che intendevano vivere felici laggiù..nel pensare come sappiamo che tra loro viveva una persona che aveva nel suo animo lo spirito dell’Illuminato, così diceva un famoso monaco e lo aveva detto e convinto tutti.
E tutti dicevano che era bello vivere e abitare in quel paese diventato pieno di attenzioni e di gentilezze con tutti.
Probabilmente lo sperare e l’essere convinti che lo spirito dell’Illuminato viveva tra loro, ed era incarnato in uno di loro…causò proprio questo…il rispetto di ognuno…molti sentita dire la lieta notizia..si misero in viaggio..per andare a conoscere chi ci abitava…e restarono per lungo tempo in quel paesino..
Dovete sapere che lo spirito dello Illuminato avendo saputo che in quel villaggio tutti lo rispettavano, saggio e virtuoso come era, andò veramente anche lui a vivere tra gli abitanti di quel paese, incarnandosi veramente e portando fortuna e benessere tra le genti ed accontentando così la loro speranza…che era di non restare soli e di vivere sempre in amicizia.
Morale:
Cercate e suggestionatevi pensando che nel vostro prossimo o vicino ci sia una entità positiva incarnata in lui e con lui sia disponibile la sua saggezza benefica e Santa..e vedrete che dal rispetto che si otterrà da questa suggestione si avrà giovamento in ogni cosa.
Vedrete che qualcuno un giorno dirà presso di voi che è bello vivere e che la vita e pìù bella se si considera il prossimo presenza Santa tra noi.
fine
scritto (Milano, Settembre 2009)
autore: Egidio Zippone
Giudizio: interessante, serio
voto (da 5 a 10): 9

Favola: la buona suggestione (per ragazzi)ultima modifica: 2019-08-06T11:35:03+02:00da scrittore59

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