Favola: Niccolò e la cetra magica (per ragazzi)

(racconto di tipo verde)
INTRODUZIONE:
Un vagabondo ebbe fortuna e trovò il modo di fidanzarsi con una principessa, ma il suo passato di giramondo ne impedì il fortunato matrimonio..sarà la magia di una cetra a salvarlo..
INIZIO
Favola: Niccolò e la cetra magica
C’era una volta, nel mondo delle favole, un giovane vagabondo di nome Niccolò.
che se ne andava in giro per il mondo in cerca di fortuna….
Un giorno per una strada di un altipiano incontrò un vecchio mago tutto vestito di nero dalla lunga barba bianca, che gli disse:
“ehi tu! vagabondo vuoi guadagnarti una manciata di gemme preziose? Se mi farai un favore, te le farò guadagnare!”
Niccolò rispose : “Se dice il vero signore, mi farebbe comodo guadagnere di certo qualcosa.”
“Fa così allora!.”disse il mago a Niccolò.
“Tu che sei giovane..sali e cammina su quella fune sottile… che è stata tesa tra quei due strapiombi lontani tra loro… che vedi laggiù…io non posso farlo perché sono vecchio purtroppo..
Fatto questo, cammina su per altopiano che raggiungerai, poco distante vedrai una alta torre con una stanzetta in cima, arrampicati su per i mattoni sporgenti, scala la torre ed entra nella stanzetta da una finestra che sta da un lato in alto.
Ma attento, troverai all’interno della stanza un grosso e lungo serpente con una bocca enorme, stai attento a non farti mangiare.
Ma non temere il serpente …se suonerai questo fischietto di legno… che io ora ti darò…questo non capiterà, al suono del fischietto il serpente resterà immobile come ipnotizzato e non ti farà niente.
Il serpente è li per incutere timore ai visitatori sprovveduti, poiché custodisce un tesoro di gemme preziose..tu prendine quante ne vuoi… io ne ho tante…troverai in quel luogo invece una cetra di legno… quella la voglio… prendila di sicuro e portamela mettendola in un sacco.
Il vagabondo Niccolò, con un po’ di fortuna e l’agilità di un giovanotto, si comportò come gli aveva detto il mago…prima camminò sulla fune tesa tra gli strapiombi…e poi salì su per le mura della torre scalandola.
Arrampicatosi sulla torre, arrivò in cima e riuscì ad entrare dalla finestra che stava di lato…
Niccolò vide il grosso serpente… ne fu intimorito e mise subito fiato al fischietto magico datogli dal mago…secondo suo consiglio…suono poche note…
Il serpente che sembrava inizialmente aizzarsi contro Niccolò..per effetto del suono del fischietto…all’improvviso restò immobile..
Niccolò non più spaventato, prese la cetra che stava su una cassapanca..per portarla al mago… e la mise in un sacco..e per se stesso prese molte gemme che stavano all’interno del mobile e le mise invece nel suo largo cappello che aveva in testa.
Rifacendo il percorso al contrario, Niccolò tornò dal mago che lo aspettava dall’altra parte del precipizio.
Appena il mago vide Niccolò..gli corse incontro trafelato..ed esclamò: “presto vagabondo dammi la cetra!.”
“E perché tanta fretta di averla… spiegami signore!” disse Niccolò incuriosito dalla premura..”aspetta voglio provare prima a capire cosa succede a suonarla un po’..sarà come per il fischietto.. forse é magica?”..disse Niccolò intuendo qualcosa.
Il mago tutto vestito di nero non fece in tempo a impedirlo che già il vagabondo si era messo a suonare alcune note con la cetra di legno e cosa accadde?…. all’improvviso comparve in quel luogo il serpente gigante della torre…. grosso e minaccioso… che disse mostrando la sua grandezza a chi suonava la cetra:
“Io obbedisco a chi ha la cetra magica…Comandami padrone!”
Allora Niccolò comprese perché quello strumento era così importante…aveva un potere grande…e furbescamente cominciò a temere che il mago facesse qualche scherzo contro di lui…”cosa farà con quel serpente il mago ..se prima io gli dò la cetra… forse comanderà il serpente ..contro di me?” pensò il vagabondo..
Intanto il mago sembrò infuriarsi per la disobbedienza di quel vagabondo ingrato…e stava per formulare magie..
Niccolò un po’ per difendersi… un pò temendo una grave magia…visto che il serpente obbediva a lui.. ed anche perché ormai il vagabondo e il mago avevano litigato, fu così che Niccolò ordinò al serpente gigante, che si era messo al suo servizio: “Serpente sono io che ho la cetra …divora questo mago!”… ed il mago tutto vestito di nero fu divorato dal serpente gigante in un sol boccone…le sue fauci di serpente diventarono molto grandi ed il corpo del mago ci finì dentro tutto intero.
Fu allora che il furbo Niccolò avendo capito tutto il suo potere ordinò: “Serpente adesso scompari!”.
E il serpente scompari in quel luogo e tornò nella alta torre.
Ora Niccolò non era più povero, ora aveva per se gemme preziose ed anche una cetra magica ed un fischietto magico.
Niccolò felice e contento decise di andare alla taverna più vicina e ordinò da mangiare e da bere..ora si sentiva un vero signore e si comperò anche dei bei vestiti puliti e delle belle scarpe lucide scambiandoli con qualche gemma preziosa.
Mentre Niccolò era alla taverna e stava mangiando, senti dire dalla gente che il re di quelle terre aveva un problema e prometteva un ricca ricompensa a chi glielo risolveva.
Dovete sapere che un gruppo di banditi offendeva la pace del suo regno, saccheggiando e rubando le ricchezze del re, essi erano molto pericolosi, ed i soldati del re non riuscivano a sgominarli, essi si nascondevano nella foresta erano furbi, impossibile trovarli.
Niccolò vestito da ricco signore, decise di andare a colloquio dal re, per chiedere lui la ricompensa..aveva un idea… ora che era diventato un ricco signore, a suo parere lui Niccolò, meritava anche un ricco matrimonio, ad esempio con una bella principessa di sangue nobile.
Niccolò ottenne il permesso di essere ricevuto dal re..egli entrò nelle stanze del palazzo del re e si offri per risolvere il problema che riguardava la sicurezza del regno.
“Cosa vuoi come ricompensa se ci riuscirai?” chiese il re.
“Io Niccolò ero un vagabondo.. ma ora sono ricco…quindi ho un unico desiderio..voglio sposare la principessa tua figlia… che so essere molto bella per come la giudica la gente!” dichiarò Niccolò un pò sfrontato..
Il re ascoltò quelle parole con sgomento…dare la figlia ad un individuo poco educato che ha un passato di vagabondo…..giammai!”..pensò inizialmente.. poi ragionando meglio si rassicurò: “ come farà costui, che sembra una nullità, a vincere i pericolosi briganti..di certo morirà.. cosa ho da perdere?”…il re allora decise così..finse di acconsentire e con furbizia promise quindi la mano di sua figlia a Niccolò…
Il vagabondo Niccolò ottenuta la promessa, non si perse di animo…e si avviò per la foresta a cercare il rifugio dei banditi .
Restato solo nel bosco…Niccolò estrasse dal sacco la cetra magica..e la suonò…apparve così il serpente gigante che disse: “Ai tuoi ordini…comanda padrone!”
“Serpente! tu che sei mio servo..va per la foresta e cerca il rifugio dei briganti..e poi legali tutti quanti con una robusta fune, e poi portali quà, che io ti aspetto, che non te ne scappi nemmeno un brigante!” ordinò Niccolò.
Il serpente gigante che era magico.. vagò per la foresta…trovò l’accampamento dei briganti…essi dormivano…e in poco tempo con la sua magia, li spaventò e con una magia li legò per bene con una robusta fune, e poi scomparve e riapparve con i briganti così legati vicino al castello del re, dove lo aspettava Niccolò.
Il serpente gigante tornò da Niccolò e disse: “fatto mio padrone i banditi sono tutti prigionieri!”
“Bravo serpente..adesso scompari e torna sulla torre!” ordinò Niccolò.
Il vagabondo Niccolò, tutto contento, invece andò dal re a riferire che la sua missione era riuscita e terminata..mai più i banditi avrebbero causato problemi al regno, poiché erano tutti stati rinchiusi nelle prigioni del palazzo…
Niccolò disse:“oh re! Fidanzami ora a tua figlia… la principessa Rosaria… così un giorno ella sarà mia moglie!”
Ma il re fu preso di nuovo da sgomento, giudicando il fidanzamento un disonore troppo grande per la sua famiglia nobile e per i suoi antenati illustri.. pensò: “ per adesso lo accontento..costui ha dimostrato forza ed abilità.. è quindi pericoloso contrariarlo..in seguito gli darò quel che merita veramente e cioè un sacco di legnate….questo vagabondo illuso e troppo ambizioso.. sarà punito… ma non adesso.”
“Guardie e nobili di corte! sappiate che costui può far compagnia e passeggiare nel parco con mia figlia la principessa, in quanto sono fidanzati!” disse il re a tutti i presenti..che non mancarono di borbottare alla strana notizia.
Mentre passeggiava…mano nella mano… con la principessa Rosaria… per il parco ed i giardini del palazzo del re…nel fare questo… Niccolò era felice.
Ma la principessa Rosaria, questo era il suo nome, si vergognava un po’, era stata ben istruita dal padre re e nonostante suo padre aveva in mente una sua furbizia, il suo turbamento era tanto.
Un giorno, mentre Niccolò la teneva per mano la principessa chiese: “mio futuro sposo, ma come hai fatto quel giorno a vincere e sgominare tutti quei pericolosi banditi e tutto da solo?”
Fu così che Niccolò reso ingenuo dall’amore, rivelò il suo segreto e raccontò della cetra magica che teneva in un sacco e del serpente gigante.
Quella stessa notte. Rosaria raccontò tutto quello che aveva saputo a suo padre il re.
Il re diede ordine ai soldati di impadronirsi della cetra magica di Niccolò…..le guardie entrarono nella stanza di Nicolò…e subito le guardie si impadronirono della cetra..approffitando che Niccolò dormiva..
Fu così che un mattino, mentre i due fidanzati stavano conversando in giardino, il re si avvicinò a Niccolò suonando la cetra magica precedentemente rubata dal sacco del vagabondo,.fu così che apparve in quel luogo il serpente gigante che disse:
“ io obbedisco a chi suona la mia cetra..comandami oh! re!”
Il re disse: “Serpente divora all’istante questo vagabondo ingiustamente ambizioso!”
Niccolò sembrava non avere scampo..ma si ricordò del piccolo fischietto di legno che aveva ancora nella tasca della giacca, lo prese subito e si mise a suonarlo.
A sentire quel famigliare suono…il serpente restò immobile come ipnotizzato con lo stupore del re..che vide la sua iniziativa fallire…subito Niccolò si avvicinò al re, che era reso stranito dall’imprevisto, e gli tolse con forza la cetra magica dalle mani…rimise nella giacca il fischietto e si mise invece lui a suonare la cetra magica..
Il serpente si risvegliò dal torpore e disse: “ comanda Niccolò ora sei tu il mio padrone!”
E Niccolò ordinò, deluso dalla principessa e dal re: “ serpente gigante portami via con te…serpente gigante portami con te alla torre alta che sta sull’altipiano!”
il serpente gigante che era magico, avvolse Niccolò con le numerose spire del suo corpo e insieme scomparirono alla vista di tutti in una nube verde-azzurra
I soldati chiamati dalle urla della principessa e del re che chiedevano aiuto, arrivarono ma non fecero in tempo a catturare Niccolò..
E così Niccolò poté fuggire incolume dalle frecce scagliate dagli archi dei soldati che stavano arrivando.
Il serpente e Niccolò apparvero dopo un attimo nella stanza della torre alta..dove tutto aveva avuto inizio…
Giunto sulla torre, Niccolò mise in un sacco altre gemme preziose….smeraldi, rubini, diamanti e zaffiri.
Suonò la cetra magica e ordinò al serpente:
“Serpente gigante tu che sei magico, portami in un luogo lontano dove i soldati del re non mi troveranno mai e dove io Niccolò potrò vivere indisturbato ed in pace.”
“Ai vostri ordini padrone!” rispose il serpente.
Con la sua magia il serpente gigante portò Niccolò lontano, nel lontano Oriente, in un luogo che si trovava tra la grande Cina e la misteriosa India e lo lasciò laggiù, proprio in un villaggio, e se ne tornò sulla torre alta.
Fu così che Niccolò potè fuggire via dai soldati del re… tornando a fare il giramondo… che era il suo naturale scopo nella vita… un ruolo a lui più adatto, poiché Niccolò aveva imparato che dei nobili e dei re… e questo lo aveva capito proprio bene….bisognava stare attenti e non ci si poteva fidare.
Niccolò visse spensierato e contento molto a lungo..in fondo aveva con se di che pagarsi ogni buona cosa: aveva da mangiare, da bere e da dormire e anche da spendere per vestiti e scarpe, era diventato un ricco signore e quindi visse come voleva, provando felicità…..comandò la costruzione di un bel palazzo…pagò dei servi ..e visse per molto tempo così..
Morale:
Dice il proverbio: moglie e buoi dei paesi tuoi!
Fine
Autore: Egidio Zippone (Milano Settembre 2016)
Giudizio: interessante, divertente
voto (da 5 a 10): 9
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Favola: Niccolò e la cetra magica (per ragazzi)ultima modifica: 2019-07-23T09:31:47+02:00da scrittore59

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