Favola: Gigi ed i tre oggetti (per ragazzi)

.
INTRODUZIONE: tre oggetti ereditati non volentieri da Gigi, porteranno invece molta fortuna al nostro protagonista..che vivrà una bella avventura…ma..

INIZIO

Favola: Gigi e i tre oggetti

In un paese lontano ..nel mondo delle favole, nel Sud di Italia, non importa quale paese esso sia in particolare, nell’anno 1740, viveva una famiglia composta da un padre e tre figli.

Il più piccolo si chiamava Gigi e studiava andando a scuola..mentre gli altri due fratelli aiutavano il padre nell’accudire la fattoria e i vigneti..in quanto non volevano saperne di studiare.

I due fratelli e il padre, tornavano stanchi a casa la sera e Gigi comandava la cameriera di casa a servire la cena per tutti….”bravo Gigi sempre fresco e riposato…lui non fatica nei campi come noi eh! é più piccolo” dicevano ridendo di lui i suoi fratelli.

Il padre prima di sposarsi aveva girato il mondo in lungo e in largo..era stato in Cina..in India, nella Penisola Arabica e in Africa..aveva portato in Italia molti ricordi dei suoi numerosi viaggi .

Poi un giorno, tutto ad un tratto, aveva comperato le masserie agricole e si era finalmente sposato con una bella moglie, ed in seguito aveva messo al mondo tre figli maschi..Saverio, Vincenzo, e Gigi il più piccolo…e viveva in pace governando le sue terre.

La famiglia aveva vissuto così in pace per molti anni. Ma la fortuna non sempre è continuativa a questo mondo, un giorno sfortunato la moglie si ammalò e morì.. e lui dovette educare i tre figli da solo..

Il padre si organizzò così: per accudire le sue molte terre e le masserie..decise di contare sui figli più grandi: Saverio il più grande e l’altro Vincenzo, che lo aiutavano nel lavoro dei campi … mentre a Gigi il più piccolo…diede il compito di accudire la casa ed i servi che ci lavoravano e diede a lui il dovere di comandare di far cucinare per tutti…come farebbe una brava governante.

Passarono molti anni ancora e dopo giorni fortunati, arrivarono giorni miseri, nel paese si propagò una grande epidemia causata da una lunga carestia.

Durante questa epidemia sconosciuta, che ammalava per tutto il paese persone e animali , il loro padre malamente diventò infermo anche lui …

I medici dissero ai tre figli che non c’era più niente da fare per lui..infatti il padre dopo qualche giorno morì nel suo letto e Gigi pianse molto per la sua scomparsa.

L’eredità da dividere

Dopo che i giorni del funerale furono passati….. il notaio chiamò tutti i figli nel suo ufficio,..

E lesse loro il testamento del loro padre defunto.

In esso c’era scritto che lasciava tutti i possedimenti ai suoi eredi legittimi e lasciava inoltre loro alcuni ricordi dei suoi viaggi intorno al mondo tra i quali: un vecchio cappotto…un bastone….e una piccola tabacchiera di ferro…dicendo che i tre figli dovevano avere molta cura di quei tre oggetti per lui cari e dovevano dividersi inoltre la proprietà in tutta pace e giustizia.

Essi dovevano anche dimostrare di andare d’accordo per tutta la vita futura..

Ma non fu così facile assecondare il desiderio del padre…i tre fratelli erano egoisti e avidi e litigarono per molti giorni..non volevano fare in parti uguali la proprietà come dovuto .

Fu così che i due più grandi si divisero la terra e le masserie e al piccolo Gigi..non fu lasciato proprio niente…perché secondo loro la terra non era abbastanza per tre persone.

Gigi inutilmente disse agli altri: “Ma non mi lasciate niente ..proprio niente?”
Il più grande Saverio gli disse: “Senti fratellino io e tuo fratello siamo stati noi.. che per molti anni abbiamo aiutato il nostro papà nelle campagne mentre tu andavi a scuola soltanto e non facevi lavori di fatica come noi..quindi spetta a noi la parte migliore… giusto!?”

“Ma non mi date proprio niente di ciò che ha lasciato nostro padre?” chiese Gigi tristemente.

“Ahh Ahh! risero i due fratelli più grandi..che ti diamo..serve tutto a noi..la terra non si può dividere…tieni va! qualcosa ti diamo, queste tre cose ricordo di nostro padre..egli ha voluto che qualcuno ne debba aver cura…bho! secondo noi servono a niente..tieni ecco..abbine cura tu..qualcuno li deve pur prendere con se:

esse erano tre cose che apparivano inutili a chi le giudicava:

ecco un cappotto vecchio e nero che non si usava più

ecco un bastone per camminare quando ti fanno male i piedi

ecco una piccola tabacchiera di ferro dorato con delle figure su dipinte..

sono questi un ricordo del nostro caro padre e li diamo a te..prenditeli!..è importante devi averne molta cura..AH AH AH!”…dissero i fratelli ridendo di Gigi

“ed ora vattene che sei di troppo qui e trovati un lavoro e non ci disturbare più!” gli dissero i fratelli tutti insieme..”hai tempo tre giorni per fare le valige!.”

Gigi prese le tre cose..le guardò con riluttanza. Per strada affermò: “ma mio padre doveva essere proprio un tipo curioso per mettere nel testamento queste tre cose inutili..i miei fratelli hanno approfittato di me..e d’ora che me ne faccio…che posso fare?.”

Gigi se ne va di casa e comincia l’avventura

Gigi è rimasto senza niente, con queste tre cose ereditate e gli abiti che ha indosso.

“Potrei rivendere queste tre cose ad un rigattiere..e guadagnarci qualche soldo..” pensava il ragazzo.

Gigi prese le sue cose le mise in una valigia e parti per la città più vicina poiché nel lavoro nei campi non era abituato..”farò il cameriere in città…è meglio.” si disse.

Ma per andare in città c’era molta strada da fare..e ci volevano soldi per la corriera coi cavalli..e Gigi non ne aveva.

Così sconfortato si sedette su una pietra vicino ad una strada..e disse:”Adesso mi fumo un sigaretta con il tabacco lasciato da papà..così mi rilasso.”

Apri la tabacchiera e non trovo tabacco..era quasi vuota…trovò invece all’interno un soldo…”tho! che fortuna un soldo” se lo prese e se lo mise in tasca..poi rinchiuse la tabacchiera…mentre riponeva in tasca la tabacchiera, senti un suono metallico provenire dall’interno dell’oggetto..un tintinnio..ebbe una premonizione: “vuoi vedere che è come un salvadanaio…?”

Riaprì subito la tabacchiera..e trovò infatti un altro soldo nel suo interno..”evviva ho capito grazie papà” disse felice il ragazzo…

Richiuse la tabacchiera una altra volta e la riaprì e infatti come intuito da Gigi anche questa volta all’interno c’era ancora un altro soldo..”evviva grazie papà!” disse di nuovo..e capì finalmente che l’oggetto aveva una magia….così aprendo e chiudendo la tabacchiera più volte Gigi ottenne i soldi che occorrevano, era quella infatti la “tabacchiera del risparmiatore”.

Ora Gigi con i soldi ricavati in quel modo, poteva organizzarsi per fare il viaggio..e per pagarsi la carrozza per raggiungere Napoli.

Gigi arriva nella città di Napoli

Napoli nel 1750 non era molto grande come città..si entrava nel borgo circondato dalle mura…. lontano si vedeva il palazzo del Re di Napoli..infine verso il mare il porto con le barche.. e nel centro della città il teatro partenopeo…e tutto intorno molti mercati con commercianti affaccendati a vendere le loro masserizie…poco lontano le case dei pescatori.

Camminando per la città su un albero vide incollato un cartello con un annuncio così scritto:

Attenzione a tutta la popolazione: a causa del dover trovare un marito alla bella figlia del re..il re di Napoli Ferdinando organizza una pranzo eccezionale con molti ospiti principi e nobili..e chiede alla popolazione che cerca lavoro di presentarsi presso il palazzo per offrirsi come cuochi e camerieri.

“E’ questa l’occasione che aspettavo!” disse Gigi..”mi farò assumere come cameriere dal re…e conoscerò la principessa di persona…e vedrò se è bella come dicono”…e pieno di ambizione ..aggiunse “ora troverò un lavoro serio!.”

La figlia del re di Napoli si deve sposare

Al banchetto parteciparono ricche persone e nobili..oltre al re e la regina e ovviamente la principessa Giuseppina.

Tutti i pretendenti videro la principessa e la principessa conobbe loro

Ma essi o erano poco ricchi o non erano di bell’aspetto oppure erano anziani.-..troppo vecchi per lei.

Così il matrimonio quel giorno non si decise, per la disdetta del padre Re..la principessa non trovò fidanzato e suo padre non trovò un genero ricco a sufficienza per lui.

Gigi che era stato assunto come cameriere vide tutto..osservò tutto..capì tutto, comprese i modi eleganti che i nobili avevano nel comunicare tra loro e capì che la principessa era molto bella e che lui la voleva..se ne era già innamorato..solo a vederla.

Con i soldi ottenuti con la magia della tabacchiera, poteva diventare ricco quanto bastava e comperandosi un bel vestito e indossandolo avrebbe potuto pretendere in sposa la bella principessa…e pensò.” sposerò la principessa!”.

La bella principessa Giuseppina… e Gigi la vuole sposare..

Sposare la principessa e diventare principe anche lui..era ormai una decisone presa..questa era l’obbiettivo di Gigi..ma un cameriere non può sposare una principessa.. occorreva ricorrere alla magia della tabacchiera..e comperarsi con il denaro ricavato quel che occorreva per sembrare molto ricco ed una persona per bene..

Restato solo ebbe una intuizione e si chiese: “non vorrei che forse anche gli altri oggetti di mio padre sono magici!.”

Così si guardò in torno e vide che proprio nessuno passava per di la..la strada era deserta ..e prese l’altro dono del padre..il bastone…lo prese in una mano e si mise a pensare

“Quale sarà la magia di questo altro oggetto?” Si chiese Gigi

Dapprincipio lo roteò nell’aria..poi lo tenne con due mani..ma non accadeva nessuna magia..fu così che Gigi si accorse che sul legno del bastone c’era una scritta:”Soldati a me!” ma Gigi non capiva cosa volesse dire.

“Ma quale sarà la magia allora!” Disse spazientito Gigi e così ripete con la voce la frase scritta:

“ Soldati a me!” Ma vedendo che non accadeva niente si spazientì e per questo con forza picchiò il bastone sul terreno …e cosa accadde come per magia, per effetto del suono del bastone sul terreno… apparve poco più in là, una persona vestita in uniforme ..che disse:

“ Ai vostri ordini signore!” stupito il ragazzo, non ci pensò su molto e ci provò ancora e picchiò nuovamente il bastone sul terreno con forza e disse le parole magiche e anche questa volta per magia apparve un’ altro soldato che disse “ ai vostri ordini comandi!”..

“ed ora sono due i servi!”.. disse contento Gigi.

Ecco quale era la magia del bastone, esso faceva apparire a chi diceva la frase magica “Soldati a me!” e poi lo picchiava in terra, faceva apparire soldati obbedienti..

Chi aveva quel bastone poteva disporre di soldati ai suoi ordini quanti ne voleva…era infatti quello che aveva Gigi “il bastone del potere”.

Ora Gigi aveva tutto per andare dal re di Napoli a chieder la mano di sua figlia Giuseppina.

Aprendo e chiudendo la tabacchiera tutto il giorno, ottenne molti soldi e picchiando per terra il bastone ottenne servi e soldati obbedienti a lui.

Gigi con il denaro ottenuto con la magia, si recò da un orefice e comperò molti gioielli, tanti da riempire tre cofanetti..poi da un banchiere cambiò il suo denaro con delle monete d’oro tante da riempire altri tre cofanetti.

Ora era pronto doveva solo sembrare ricco e nobile indossando un bel vestito adatto a un principe.

Si comperò quindi una bella carrozza e altri vestiti nuovi degni di un nobile, avendo ori e gioielli poteva fare ora doni superbi al Re Ferdinando, ed ebbe anche per mezzo della magia al suo servizio cocchieri e soldati di scorta alla carrozza.

E con tutto questo..degno ora di un vero principe, Gigi si recò verso il palazzo di re Ferdinando.

Attraversò tutta Napoli con la carrozza trainata da due cavalli e arrivò nei pressi del palazzo del Re…ai soldati del re..fu detto che il principe di Albania voleva conoscere la principessa Giuseppina per chieder la sua mano al suo onorato padre e quindi il principe chiedeva gentilmente di entrare a palazzo.

I servi del re..vedendo il ricco seguito e gli abiti preziosi che vestivano il giovane lo fecero passare subito.

Gigi portava doni ai nobili

Il Re Ferdinando vide dalla finestra la carrozza con i soldati di scorta e notò i bei vestiti che indossava il giovane..e disse anch’esso ai paggi…”presto fate presto…. fate entrare quel ricco signore accompagnatelo nella sala delle udienze!”

Il re, la regina e sua figlia aspettavano il giovane sconosciuto seduti sui loro troni nel centro della ampia sala…il giovane entrò seguito dai suoi servi, essi portavano doni meravigliosi alla famiglia reale.

“Luigi principe di Albania mi chiamo.. o gentile Re…e giungo da molto lontano per conoscere vostra figlia di cui ho sentito parlare molto in riguardo alla sua bellezza e gentilezza”..e detto questo Gigi fece con eleganza il rituale inchino come aveva visto fare da altri alla festa del banchetto…e restò in attesa.

Dopo qualche minuto di silenzio e notando i regali che i servi del giovane avevano con se..la regina parlò per prima.

“Oh! che bei modi educati” disse la regina
”Questo giovane è proprio degno di te Giuseppina”..disse alla figlia…mentre il Re era molto intento nel contare le monete d’oro avute in regalo..”Tutto qui?” disse il Re

Gigi subito con un gesto, ordinò ai servi di portare altri doni al Re e di mettere ai suoi piedi tutti i cofanetti contenenti altro oro e anche i gioielli preziosi.

“Ora si che questi doni sono graditi e degni di un Re”…disse il Re di Napoli contemplandoli e aprendo gli altri tre scrigni pieni di pietre preziose e monete d’oro.

Maestà! tutto ciò è un mio regalo di fidanzamento e sarà vostro e di vostra figlia Giuseppina se il matrimonio che voglio si compirà al più presto” disse serio il nostro Gigi.

“Sia detto alla conoscenza di tutti! Questo giovane può frequentare mia figlia Giuseppina e rimanere qui a palazzo nostro invitato per tutto il tempo che vorrà!” disse entusiasta dei doni il monarca.

“Grazie per la fiducia oh! Re onorato”….disse Gigi avvicinandosi alla principessa e baciandole le mani con galanteria…”vogliamo fare una passeggiata in giardino mia cara?”

Gigi e la principessa Giuseppina

Erano passati tre giorni e i due giovani passeggiavano ormai amici sull’ampio terrazzo del palazzo reale dopo la solita gustosa cena in compagnia di tutta la corte.

“Come sei bella Giuseppina” disse Gigi..baciandole prima la mano e poi le guance rosa.

“Tu mi incuriosisci molto mio amico principe” disse Giuseppina..”ma dimmi parlami del tuo paese lontano”

“Il mio paese è bello come il sole e limpido come il cielo..pieno di fiori e di frutti buoni…ed è situato oltre il mare”…. Disse Gigi facendo appello a tutta la sua fantasia.

“Dimmi o giovane nobile e come fa una persona così giovane a essere così ricca e così potente alla sua età?”

“E’ un mio segreto..ma se tu bella principessa accetterai di diventare mia moglie..te lo rivelerò volentieri”..rispose l’ingenuo Gigi innamorato di lei.

“Si! Io Giuseppina ti prometto che ti sposerò se mio padre acconsentirà al nostro matrimonio.”

“Se è così allor te lo posso dire”..disse felice Gigi.

E Gigi senza preoccuparsi accecato dall’amore per lei, raccontò tutto ma proprio tutto alla furba e bella principessa..in quanto doveva diventare sua sposa e lui voleva essere sincero con lei…tra innamorati bisogna dirsi tutto.
La principessa restò allibita..Gigi non era un nobile era un semplice contadino.

La principessa saputo che il suo pretendente non era veramente un nobile..si irritò molto e senza farlo capire con una scusa..si allontanò e decise di dire tutto a suo padre il Re.

Nella stanza del padre la principessa si confidò piangendo.

“Ah! e così..vile ingannatore”..disse il Re..”Egli non è nobile.. è solamente un volgare contadino che imbroglia ..costui va punito all’istante!”

“Sai cosa faremo” disse la regina al marito..” in quanto tu suo re, sei stato vittima del suo imbroglio..li confischiamo tutto oggetti magici e soldi..e anche il bastone del potere..gli togliamo tutto…e lo mandiamo via tra la gente uguale a lui.”

“Guardie a me!” Disse il Re…”L’ospite è un imbroglione..requisitegli tutto quello che ha..ricchi vestiti e soprattutto gli oggetti che ha con se e portatemeli ..e poi buttatelo fuori egli voleva ingannare il vostro re..ma il vostro re non è un fesso.”

Subito le guardie del re presero il giovane e lo spogliarono di tutto….e lo accompagnarono suo malgrado fuori dal palazzo.

“E ringrazia il Signore che ti lascio la vita”…gli disse il re dall’alto della sua terrazza….”fa freddo fuori” rispose Gigi..”potrei almeno avere qualcosa per coprirmi?”

“va bhe! guardie dategli pure questo suo vecchio cappotto sgualcito ..non ho bisogno di indumenti poveri…io sono il re”…disse e il re richiuse le finestre del palazzo

“Tieni giovanotto imbroglione!” dissero i suoi soldati che ora obbedivano al re in quanto era il re che aveva il bastone del potere ora ..”l’unica cosa che ti resta è questo cappotto con le toppe….adesso vattene!”

Gigi si ritrovò…sperduto nella strada in mutande e camicia..con in mano solo il suo cappotto dono di suo padre defunto.

“Oh disdetta! La principessa mi ha tradito, ha detto tutto a suo padre..ed ora sono più povero di prima…come farò?!”

E così dicendo senza volere si mise il cappotto sulle spalle in quanto faceva freddo.

E si mise a camminare per il paese a piedi nudi e con il cappotto in dosso e cosa accadde?

Cammina e cammina, Gigi si accorse di una cosa, la gente che incontrava non lo vedeva per niente e come mai…semplice il cappotto che indossava lo rendeva invisibile agli occhi della gente….e così anche questa volta Gigi capì che questo era la terza magia dei regali del padre..era quello un cappotto magico, era quello “il cappotto della invisibilità”.

Gigi infatti potè ora mangiare indisturbato e rubare scarpe e vestiti senza essere visto dai negozianti era proprio invisibile del tutto…infatti è vero che chi è trattato ingiustamente può essere ingiusto con gli altri…ma Gigi volle comunque essere migliore degli altri ..e pur nel rubare pensava facendosi scrupolo “quando tornerò ricco come prima manderò un servo a pagarvi e vi pagherò il doppio di quel che vale questa roba che ora vi ho rubato…ma ora non posso farlo ne dirvelo…tanto non mi vedete!” disse Gigi ridendo di questo.

Gigi si riprende i suoi doni

Ma come fare..doveva essere furbo.. e poi doveva fare giustizia.. il re non poteva farla franca sempre..un nobile comportarsi così..disse Gigi con coraggio: “devo riprendermi tutto ciò che mi hanno tolto..è mio dovere!.”

Si mise il cappotto sulle spalle e si diresse al palazzo del re pronto a tutto.

Era l’alba..di mattino presto..la servitù e anche i cortigiani del palazzo si erano appena svegliati….

Mentre le guardie parlavano davanti all’entrata..lui invisibile come era… si infilò nel portone del palazzo e salì le lunghe scale.

Camminò tra gli ignari paggi e nobili presenti che non lo vedevano in quanto invisibile e si diresse verso la stanza del re Ferdinando.

La trovò quella stanza..conosceva bene quel palazzo, ci aveva lavorato come cameriere ed era stato anche loro ospite.

Entrò nella stanza del re, il re Ferdinado non c’era e cercò i suoi oggetti magici..e li trovò posti su una scrivania, prese subito il bastone del potere..e si mise la tabacchiera magica in tasca…ora era pronto…si tolse il cappotto ora non serviva più…e tenendo il bastone in mano.. e ordinò “Soldati a me!.. ” e picchio in terra il bastone due volte, subito apparirono due soldati..che dissero:” ai vostri ordini padrone”

In quel momento entrò nella stanza il re che lo vide e disse :” Ancora tu! Guardie arrestate il ladro!” vedendo i soldati presenti..”mi dispiace sire.. ma il bastone c’è lo in mano io e le guardie obbediscono a me..” disse Gigi con ironia.

“Guardie presto bastonate il re!” ..disse allora Gigi agitando il bastone con tono autoritario, e le guardie obbedirono e bastonarono il re…sentiti il vociare ed i lamenti del re…la regina ed la principessa..entrarono nella stanza…”aah! ancora lui..il falso principe”..dissero irritate…
ma Gigi non si perse di animo e disse: ”Guardie presto bastonate anche la regina e la principessa” ordinò Gigi e le guardie bastonarono anche la regina e la principessa oltre al re.

Gigi ridendo usci dalla stanza e si diresse alla carrozza.

Raggiunse il cortile e vide le guardie fedeli al re minacciose andargli incontro per fermarlo.

All’istante dicendo le parole magiche Gigi picchio’ la punta del bastone in terra cinque volte e ordinò ai soldati che apparivano..”Presto soldati affrontate e immobilizzate le guardie fedeli al re” e i soldati magici affrontarono le guardie immediatamente impedendo loro qualsiasi iniziativa.

Gigi raggiunse la sua carrozza seguito dai soldati che portavano il suo tesoro “Servi ho io il bastone del potere”..disse Gigi mostrandolo..”andate nel cortile…prendete il mio tesoro..e mettetelo nella carrozza è un ordine obbedite su!. E tu cocchiere preparati a partire!”.

I soldati creati dalla magia del bastone obbedirono..e subito lo scaltro Gigi..entrò nella carrozza e comandò i cocchieri ad allontanarsi dal palazzo al più presto in direzione del borgo.

E così Gigi tornò padrone della carrozza e del suo tesoro..togliendoli all’ingrato re e alla perfida principessa che glielo avevano rubato….ma lui si era ripreso tutto quanto..

Correva la carrozza per la strada…bisognava fuggire da Napoli..il re si sarebbe ripreso dallo stupore…e avrebbe ordinato di arrestarlo..ma il re non conosceva il suo vero nome, ne sapeva dove stesse andando Gigi in quel momento.

Ma prima Gigi doveva rimediare come promesso…comandò quindi un servo di andare nel borgo e di pagare i debiti che Gigi aveva contratto nel suo momento di povertà…diede a lui le indicazioni necessarie ed i molti soldi in monete di oro, sufficienti a pagare tutti i suoi debiti e di più…fatto questo… tutti insieme partirono.

Fuggire da Napoli

Correva la carrozza verso il paese natio del ragazzo, per la strada di campagna guidata dai cocchieri e l’intrepido Gigi nel suo interno…che felice si congratulava con se stesso per la ritrovata ricchezza e il coraggio dimostrato:

“A mai più Napoli ti rivedrò!”…disse salutando la città con la mano.

Gigi torna al suo paese

Gigi tornò al suo paese vincitore, questa volta appariva ricco e con servi al suo servizio.

Poco prima del paese Gigi fermò la carrozza e capì che ormai tutto era diventato tranquillo.. ordinò quindi ai soldati di sparire nel nulla..”Soldati svanite!” ed essi obbedirono e svanirono come erano apparsi.

Gigi pensò…”ho i soldi..ho dei bei vestiti.. assumerò per mezzo del denaro dei veri servi e li comanderò a custodire gli armenti che comprerò ed a coltivare le terre che acquisterò con il mio tesoro.”

“Cosa mi manca? una moglie certo. ..mi manca solo una devota moglie.”

“Devo solo trovarmi una bella donna che mi ama e me la sposerò!”…di sposarsi una donna nobile non ne voleva più sapere..era troppo pericoloso lo avrebbe saputo il re…”non ci penso nemmeno!” disse e decise quindi che si sarebbe scelto una semplice contadina del paese, lei sarebbe stata devota a lui..lui le avrebbe consigliato come comportarsi, sarebbe stata una buona moglie pur se poco istruita.

Come promesso con i soldi del suo tesoro ottenuto con la tabacchiera magica..Gigi si comprò una fattoria con i terreni attigui..ora aveva oliveti e vigne..assunse al suo servizio dei contadini che abitavano nel paese e ordinò loro di coltivarla e gestirla per lui.

Un giorno sulla strada per la campagna, Gigi incontrò una bella ragazza ..mora di capelli dal bel viso e tutta formosetta…che portava il paniere della frutta sulla testa e camminava allegramente lungo la strada…

Vedendola giovane e bella..Gigi offrì a lei un passaggio in carrozza con lui..i due si presero in simpatia e quell’incontro causò in loro l’amore.

Si innamorarono…la ragazza era si poco istruita ..ma sapeva cucinare e accudire una casa molto bene..come tutte le donne del suo paese..”mogli e buoi dei paesi tuoi!” disse un giorno baciando la fidanzata…”è proprio vero il proverbio!”.

I due innamorati decisero di sposarsi subito…Gigi era ricco e lei era bella…si completavano a vicenda…lei femminile e lui maschile.. per giunta lui padrone di masserie e con tanti soldi…

Alla bella contadina, ora sua moglie, il fortunato Gigi diede il compito di accudire la grande casa che comperò e restaurò con i soldi ottenuti con il denaro del suo tesoro.

E lui felice e contento per tutto il tempo andava a passeggio con la sua carrozza e per le campagne e per le strade del paese come un ricco signore che contemplava i suoi possedimenti…e tutti lo salutavano togliendosi il cappello quando lo incontravano..

Perfino i due fratelli con cui in passato aveva litigato, ebbero parole di ammirazione per lui, e lui decise di fare pace con loro, in fondo anche loro senza volere erano stati complici del suo successo nella vita.

Decise che il segreto dei suoi oggetti magici..non dovesse essere mai rivelato a nessuno…memore della esperienza avuta in precedenza..e così fu ..mai disse a nessuno come era diventato ricco….e Gigi nascose i tre oggetti in una cassapanca nella soffitta..

La moglie di Gigi con il passare del tempo, partorì tre figli maschi..e lui passò il tempo ad educarli ed a insegnarli le bellezze della vita…

E tutti vissero felici e contenti anche se mai seppero come il loro padre fosse diventato così ricco all’improvviso, egli non ne parlava mai volentieri.

Un giorno lontano nel tempo quando Gigi morì, i figli ereditarono quei tre oggetti, il padre Gigi nel testamento aveva chiesto agli eredi di averne cura, poichè per lui erano oggetti molto cari, ma i tre figli non si accorsero mai del potere magico che avevano..poichè si accontentarono della ricca eredità..ed i tre oggetti rimasero sempre nascosti in una soffitta..

Morale: è dalle piccole cose che si può ottenere la vera felicità..bisogna avere fiducia in quel che si ha…un po’ per volta….. e non importa se la qualità di quel che abbiamo non è la migliore e come è capitato al personaggio di questa favola ,bisogna solamente dimostrare ottimismo…e tutto finirà bene…dice il proverbio: chi si accontenta gioisce e dimostra in questo modo intelligenza.

Fine

autore: Egidio Zippone (Milano, Novembre 2007)

Giudizio: interessante, ottimista

voto (da 5 a 10): 9

Nessuna descrizione della foto disponibile.
L'immagine può contenere: persone in piedi
Nessuna descrizione della foto disponibile.
Favola: Gigi ed i tre oggetti (per ragazzi)ultima modifica: 2019-05-21T14:57:43+02:00da scrittore59

Lascia un commento