Favola: Piero ed il diritto di essere inutile (per adulti)

INTRODUZIONE: In un paese abitato da gente di buona volontà, esisteva un individuo che non serviva proprio a niente come esempio di vita per gli altri..era proprio inutile..ma..
INIZIO
Favola: Piero ed il diritto di essere inutile
Nel mondo delle favole, c’era una volta un paese,
dove tutti erano obbligati ad avere uno scopo nella vita, essere utili al paese, essere un buon esempio per gli altri era sentito come un dovere.
Il re di questo paese, di nome re Util, decise per far sentire ancora più utile la gente volenterosa, che chi era utile agli altri doveva pagare una tassa ulteriore al re, questo lo avrebbe fatto sentire ancor più utile al paese, poiché causava ricchezza alle casse dello stato, aumentando in questo modo la gioia del contribuente di essere utile al re e alle sue finanze.
Tutti aderivano a questa iniziativa del re, capite quindi il tipo di solerzia che esisteva nella popolazione di questo paese
Si! Gli abitanti erano piuttosto esagerati nel volersi utili, per loro sentirsi utili era una ragione di vita.
Vi parrà strano, ma esisteva in questo paese, un cittadino che non era utile proprio per niente al desiderio di grandezza del popolo e del re..
Questo individuo, pensava l’esistenza umana in modo differente, e diceva che l’essere umano ha il diritto di essere anche inutile.
Egli si chiamava Piero e questi diceva a tutti: “ la gente ha diritto a essere inutile e ad oziare oltre che a pensare solo a divertirsi, poiché il riposo e la pace sono lo scopo della vita, bisogna reagire ai problemi della vita in modo allegro, niente responsabilità, non bisogna avere nessuna preoccupazione grave”
In un paese dove tutti si volevano utili, esisteva quindi qualcuno che la pensava proprio diversamente.
Piero non riusciva proprio a essere utile, era infatti un pessimo esempio sia di uomo che di lavoratore, come persona era proprio un lavativo, non era nemmeno abile a badare agli animali…e durante il periodo scolastico era stato bocciato più volte…ma a lui non importava, si metteva nel suo letto e si faceva delle buone dormite, non aveva responsabilità, quindi il buon sonno non gli mancava…
Era anche un pò imbranato con le donne, tanto che non aveva ne moglie ne fidanzata, e ormai aveva deciso di vivere da solo la sua esistenza inutile e solitaria.
Sarà perché Piero non aveva un lavoro e nemmeno vere iniziative di guadagnare e sapeva che le donne serie per questo motivo non lo cercavano , ed era quindi misogino, anche perché a lui le donne troppe allegre non gli piacevano, erano troppo chiacchierate dalla gente e ambiziose..
Tutti nel paese avevano delle regole di vita severe e si mantenevano perfetti ad una idea, questo per restare utili agli altri come esempio di vita.
Piero che invece non aveva figli, non si voleva perfetto in nessuna regola della vita terrena ne in quella spirituale…e secondo lui si viveva bene lo stesso se si giudicava noi stessi con bontà, non era quindi necessario essere un esempio di vita per il prossimo.
Ed inventò il proverbio: “ chi vive per se stesso, se sbaglia è lo stesso!”
Egli diceva e aggiungeva: “ sono proprio inutile, ma mi piaccio ugualmente, vivo allegramente, al giudicare della gente sono indifferente”.
I ragazzi quando lo incontravano dicevano per prenderlo in giro: “Piero è inutile, Piero è inutile, non serve proprio a niente, forse non è intelligente” e Piero stufo di sopportare questa presa in giro, decise di andare a vivere in un casolare fuori dal paese, dove difficilmente avrebbe incontrato qualcuno che lo rimproverava.
Piero non conosceva nessun tipo di abilità lavorativa, e quindi viveva senza lavorare nutrendosi dei frutti degli alberi di un bosco che si trovava li vicino..ogni tanto, se aveva fortuna, catturava qualche coniglio selvatico..e se lo cucinava su un falò e se lo mangiava..viveva come un selvaggio, senza ambizione, ma era vero che non era mai stressato dall’avere responsabilità.
In paese quindi si dimenticarono tutti di lui.
“Se tutti si comportassero come quel Piero, che ne sarebbe della ricchezza del paese!” diceva il re.
“In questo paese tutta la gente é di buona volontà, e il paese prospera per questo, e quel Piero non ha nessun merito di questo!” aggiunse un ministro.
Passarono gli anni, tutto sembrava funzionare secondo le intenzioni del re in quel paese, quando un giorno qualcosa cambiò.
Qualcosa apparve nel cielo, erano tante, nuvole nere arrivarono dal cielo lontano, spinte da un forte vento, sempre più numerose, e tutte le nuvole coprirono il sole su tutto il regno di re Util.
Dovete sapere che un mago nero, chiamato il “mago del ricatto”, voleva impadronirsi della volontà della gente e di tutto il paese, e così comandò gli spiriti del male, ad avvolgere in forma di nubi nere, tutto il cielo sopra il paese.
Un nebbia nera e grigia riempì le città, e tutti dovettero respirare l’aria resa malvagia dagli spiriti del male.
E cosa accadde?
Tutti i paesani cominciarono senza rendersi conto a subire le suggestioni del male e una volontà irrequieta li prese e commisero tutti infrazioni morali..diventarono tutti negligenti alla moralità di proposito.
Dopo un mese di questa brutta influenza spirituale, tutti in paese avevano ormai disobbedito alle regole del bene almeno una volta.
Nessuno poteva ritenersi più un buon esempio di vita per gli altri, tutte le virtù erano state offese, non c’era in paese un abitante con una vita perfetta.
Chi era un esempio di bontà commise cattiverie, chi era generoso dimostrò in certi momenti di essere tirchio, chi era ritenuto serio commise atti impuri..ect ect..
Se ne resero conto tutti, di non essere più perfetti, nelle virtù ed il male agì sulla psiche e sconvolse le menti degli abitanti, e scoppiò nel paese la rivoluzione civile, re Util fu accusato di tirannia, fu aggredito nella piazza ed i suoi amici ministri bastonati… uno strano odio per le autorità si era diffuso nel paese… tutte quante le persone appartenenti al governo furono mandate in esilio in altre zone della terra oltre il mare… …gli abitanti avevano deciso che tutti dovevano diventare ricchi…ma le risorse del paese non erano sufficienti alla esigenze dei tanti, di conseguenza tutti compivano reati per diventare ricchi in poco tempo, a discapito del prossimo..
Il paese viveva un periodo di terrore, tutti si invidiavano e tutti volevano tutto, ma nessuno in paese faceva più i necessari sacrifici…per questo molti litigarono.
Fu così che il mago nero, il mago del ricatto, giudicò che il maleficio da lui voluto, aveva già fatto il suo compito, aveva ottenuto l’effetto voluto, e quindi comandò che il cielo si riempisse di nubi bianche, ed una nebbia bianca avvolse le città, i paesani respirarono questa nebbia bianca, e la loro coscienza pur non volendo fu resa sincera da un senso di onesta autocritica.
L’effetto sulla psiche degli abitanti fu il seguente: tutti si resero conto delle ingiustizia che avevano commesso e di avere infranto tutte le virtù del bene e tutti piansero la loro purezza perduta, influenzati da una profonda crisi di coscienza essi si vergognarono di se stessi…”chi ci darà fiducia adesso che siamo certamente negligenti..come farà la nostra anima a sopportare la nostra vita impura?…non siamo più affidabili!” dissero gli abitanti del paese.
Fu così che il mago nero, il mago del ricatto, si rivelò e decise di parlare al popolo tutto.
Il mago giunse in paese, scese nella piazza, e disse:
“Popolo avete tutti disobbedito alle buone regole morali, io lo so, dovete vergognarvi. Ora dovete accettare che io vi comandi e vi governi. Non siete più affidabili. Non siete più degni ne dei Santi ne di Re buoni, avete bisogno di un capo forte e deciso, e nessuno di voi lo é”.
Tutti si sentivano apatici per questo, stanchi, depressi, la loro immagine seria e perfetta era distrutta per sempre, non si stimavano più come prima, si sentivano falliti, non essendo più un esempio per il prossimo tutti soffrivano di un senso di apatia e non avevano più la forza di ribellarsi ai ragionamenti di quel mago opportunista…stavano per cedere alla volontà del mago, e di dichiarare re del paese, quel mago nero.
Il mago continuò nel suo comizio, vedendo alcune perplessità in loro:
“Se voglio vi faccio soffrire, obbligandovi a ricordare ed ammettere le vostre incoerenze, dovete obbedirmi e nominarmi vostro re, per rendervi simpatici, perché io se voglio vi umilio dicendo i vostri errori ai vostri vicini, e siccome esiste una competizione severa tra voi per ottenere lavoro, soffrirete uno per uno, se voglio farò ritornare le nuvole del male, la vostra psiche vacillerà di nuovo, causandovi altro dolore, accettate quindi di diventare tutti miei servitori?
Ormai alla gente non importava più di vivere, erano delusi di loro stessi, avevano commesso ingiustizia, si sentivano dei falliti, e stavano quindi per aderire alla proposta iniqua del mago nero….volevano farla finita..
Quando all’improvviso: da dietro le spalle del mago del ricatto, ad insaputa del mago, videro avvicinarsi a lui un uomo che portava con se un grossa pietra tra le mani, questi di nascosto al mago lo avvicinò alle spalle, sollevò la grossa pietra più in alto che potè, e stranamente con una forza e grinta che nessuno di loro aveva più ormai, colpì la testa del mago con la grossa pietra..più volte e più volte, e il mago si accasciò sulle ginocchia e subito morì nel suo sangue e poi successivamente, come per magia, il suo corpo morto scomparve in una nube grigia nell’aria, perché egli era lo “spirito della discordia” fattosi persona.
Tutti videro scomparire il mago nero e poi si chiesero:
“Ma chi é stato a commettere questo atto di coraggio e di forza?…
“Lo riconosco è Piero l’inutile….é stato Piero!” urlò qualcuno tra la gente.….
Si! Piero aveva sconfitto lo spirito della discordia…uccidendo a persona malvagia che lo rappresentava, il mago nero che ricattava il popolo tutto.
Lui Piero l’inutile, a differenza di tutti gli altri, aveva ancora molta forza nel corpo e coraggio da dimostrare.
All’improvviso guardando il cielo, tutti capirono, che con la morte del mago nero, il maleficio nel paese era scomparso, e tutti si sentirono un po’ meglio…non c’era più pericolo di diventare schiavi di gente ingiusta, le nuvole strane erano sparite, il cielo era tornato sereno
“Evviva Piero, il nostro liberatore”. Dissero tutti gioendo dello scampato pericolo.
“Ma dicci, tu Piero, come mai a te, il ricatto del mago nero non ha fatto alcuno effetto, noi eravamo vinti e depressi, tutti noi senza forza ne carattere., invece tu no…hai avuto ancora forza per reagire e ribellarti all’ingiustizia rifiutando la punizione….spiegaci come mai?”
“Dovete sapere, che io Piero, sono abituato ad avere qualche errore nella vita da tempo, sono abituato ad avere una vita non perfetta, e pur se mi ritenete in paese tutti un fallito, so darmi forza ugualmente.
La mia immagine di uomo nella vita da molti anni è mediocre, nonostante io in questi giorni, abbia commesso ulteriori azioni immorali a causa del maleficio che tutti noi abbiamo subito, ma per me poco è cambiato infatti riavutomi dall’ipnosi sono restato forte e di carattere ugualmente ed ho trovato il coraggio di vincere il mago nero, che ho capito essere l’autore del sortilegio malefico che ha colpito il paese…
Tutto si è risolto utilizzando il mio essere abituato a essere considerato un mediocre per la gente, sono restato forte lo stesso, nonostante il vostro giudicare severo, ed ho vinto il mago.”
Disse allora uno tra i paesani..:
”Tu Piero sei abituato a essere considerato inutile come esempio di vita, noi invece non siamo abituati a essere inutili alle regole ed alle virtù, per questo eravamo sconvolti dal nostro ravvedimento, eravamo diventati privi di forza psicologica, oltre che in preda all’astenia…fortuna che c’eri tu tra noi,…che ci hai aiutato…”
Purtroppo dopo qualche settimana, qualcuno tra i paesani preferì ugualmente morire d’inedia a causa della depressione che lo prese, per quel senso di impurezza che dava il sentirsi un fallito nella aver dimostrato poca forza morale, sentivano di aver deluso i loro antenati e non lo sopportavano, vivere senza vanità e superbia per loro era impossibile.
Ma molti altri invece, decisero di chiedere aiuto a Piero e al suo forte carattere, e da lui questa gente imparò poche regole per accettare la loro vita non perfetta…e accettarono di vivere aiutati dalla virtù di Piero, che era l’umiltà.
Nel suo esempio di voler restare vivo, Piero diventò un eroe a suo modo.
Per aiutare la gente che voleva sopravvivere, pur essendo certi di avere deluso se stessi, e deluso il ricordo di re Util e del Signore del cielo, Piero decise di consigliare poche regole per tutti:
Regole di Piero dedicate a chi si ritiene inutile come esempio per la società e quindi sente di non poter avvantaggiare il suo paese come gli altri, ma vuole vivere ugualmente sano e nel bene seppur é considerato un mediocre……
1) Non programmate la vostra vita, non guardate troppo lontano nel futuro, vivete alla giornata, vivete nel presente, poichè guardando troppo lontano rischiate di immaginare la vostra morte e questo vi rattristerà….
2) non siate pignoli con voi stessi, ne con gli altri, comprendetevi l’un l’altro
3) sappiate accontentarvi di poco, chiedete per voi solo l’indispensabile
4) non offendete chi non ha capacità ne fortuna nella vita, e nemmeno invidiate chi è più bravo di voi
5) il fatto inutile é semplicemente superfluo, anche se è capitato, non deve causare discriminazione sociale poiché non significa niente, esso é pura allegria senza scopo e non deve ugualmente causare litigio con le cose giuste che abbiamo vissuto…
6) lo scopo della vita è vincere i problemi, ma si può anche perdere, entrambe queste situazioni fanno parte del gioco dell’esistenza..
Molti seguirono i consigli di Piero l’inutile, in quanto avevano capito che anche il loro esempio era impuro, quindi si sentivano uguali a Piero.
Dovete sapere che: chi decise di seguire l’esempio di Piero e di continuare a vivere, anche se aveva capito che non era più perfetto in niente, chi decise di sopravvivere, pur avendo un peso sulla coscienza, imparò a darsi forza, a reagire alle avversità, ed a guarire dalla depressione e permise alla società che dava lavoro di tornare a rifiorire, aiutandola ad riorganizzarsi nella certezza di dar fiducia ai ravveduti, rendendo la società sostanziale nel giudicare i molti imprecisi, essi meritavano fiducia ancora…la loro esperienza di vita li rendeva impuri, ma essi potevano dare ugualmente alla società dei buoni consigli.
Chi invece scelse di giudicarsi perfetto falsamente, diventò di conseguenza sempre arrabbiato con tutti e aveva pensieri violenti su tutti o quasi tutti, odiava spesso quelli come lui, a volte sentiva il bisogno di divorare a morsi il suo prossimo, a causa dell’odio che nutriva per chi si piangeva addosso rimproverandosi , e costui non fu mai felice poiché una forte irascibilità gli governava il comportamento e lo stress conseguente che subiva ogni giorno la sua anima ed il nervosismo accumulato, gli causò un morire di malattia.
A causa di questa consapevolezza , un giorno, dovendo nominare un re, e siccome nel paese tutti avevano errori, e non si sentivano degni, di diventarlo fu nominato dal popolo in seguito ai consigli dati ed alla sua esperienza di vita, Piero l’inutile, che si riteneva normale pur risultando un mediocre, Piero diventò il re del paese…lui era ancora forte nello spirito..
Il popolo lo nominò re, per premiarlo del suo carattere e della pazienza con cui sopportava la poca immagine e per mezzo della quale aveva accettato la sua vita precaria ed incerta a cui lo aveva obbligato la società…questa vita durava da molti anni…e sembrava non farlo soffrire mai…Piero l’inutile aveva un dono…era molto pratico e poco idealista.
Piero l’inutile diventato re, insegnò a tutto il regno come sopravvivere anche se i vicini di confine ritenevano il suo popolo impuro ed inutile come esempio di perfezione..
Piero l’inutile non era ritenuto la causa del loro fallimento, ma diventò per tutti invece un esempio di coraggio nel resistere alle difficoltà della vita.
Morale:
Sopportare anche di essere inutile nell’esempio di vita, è un modo di dimostrare forza e carattere ai nostri antenati….come ha errori molta gente così anche noi ne possiamo avere..quindi non vergognatevi troppo di essere vulnerabili nello spirito..è normale in questa terra esserlo…poiché la perfezione esiste solo in cielo..ed é un dono posseduto solo dalle creature angeliche..
fine
(Milano, Luglio 2015)
Autore: Egidio Zippone
Giudizio: interessante, originale
voto (da 5 a 10): 9
L'immagine può contenere: cielo, pianta, abitazione, albero, nuvola, spazio all'aperto e natura
Favola: Piero ed il diritto di essere inutile (per adulti)ultima modifica: 2019-05-15T13:09:24+02:00da scrittore59

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