Favola: i due fratelli ed il drago (per ragazzi)

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(racconto di tipo verde e bianco)

INTRODUZIONE: dove il coraggio e l’arroganza non bastano a risolvere i problemi, in quel momento arrivano l’arte della diplomazia e del compromesso a portare la pace

INIZIO

Favola : I due fratelli ed il drago

C’erano una volta, nel mondo delle favole, durante il periodo feudale della penisola italica, tanti ducati governati da conti, duca e principi.

Viveva in quel tempo una duchessa di nome Germana che aveva due figli di nome Giuseppe ed Eugenio.

Del primo figlio di nome Giuseppe era molto fiera, egli era un coraggioso, vincente e  prepotente nei suoi giochi e nei modi con gli amici, mentre dell’altro figlio Eugenio ne era un po’ delusa, egli si comportava sempre in modo gentile ed educato e quando un bambino lo derubava dei giocattoli, lui non se la prendeva tanto e chiedeva pregando e implorando di ottenere la restituzione del giocattolo:.”dai ti chiedo per favore, restituiscimi il giocattolo..dai ti chiedo per favore….” così diceva il bambino e non sempre Eugenio otteneva la restituzione, e così sua madre la duchessa lo rimproverava spesso di essere come una femminuccia, di essere un debole nel carattere, e gli diceva sempre se non cambi atteggiamento con il prossimo sarai un perdente quando sarai grande ,

poichè si dice che: “se ti farai pecora il lupo ti mangerà!” diceva la duchessa al figlio, a volte la duchessa era così infastidita dai modi da debole del bambino ed a volte lo picchiava per incattivirlo, per causarne una reazione, poiché si sentiva innervosita dai commenti e dai risolini dei suoi cortigiani a causa della bonarietà del figlio..

Ma Eugenio era fatto così,  era quella la sua natura psicologica, e restò un bambino gentile per tutta la sua infanzia.

I due bambini crebbero felici, finchè un giorno diventarono maggiorenni.

Giuseppe diventato adulto, fu nominato cavaliere e dimostrò bravura e fu vincitore di tornei di armi e soldati, mentre l’altro Eugenio, il secondo figlio, diventato adulto, scelse di essere un artista, diventò pittore e poeta, imparò a suonare uno strumento musicale e nemmeno fu furbo poiché molte sue opere artistiche create da lui, nonostante avesse lui faticato molto nel realizzarle, furono però attribuite nel merito ad altri.

Passarono i mesi e gli anni  e ambedue i figli vivevano a loro modo in pace.

Si sa che la fortuna ogni tanto ci lascia per aiutare altri paesi.

Fu così che in quella parte del mondo un giorno la fortuna se ne andò, ed arrivò dalle montagne in quei luoghi volando con le sue ali di rettile, un gigantesco e mostruoso drago di nome Asdrubale.

Affamato come era, questo drago cominciò a nutrirsi delle  mucche, animali che vivevano nelle molte fattorie che erano allestite in quella terra e che erano libere di pascolare i campi, il drago inoltre si divertiva a spaventare le donne ed i bambini dei contadini con i suoi ruggiti e le sue fauci fiammeggianti, ormai non era più sicuro viaggiare per quei luoghi.

Fu così che il popolo si lamentò con la famiglia che governava il paese e tutto il ducato, di tale sciagura..”qualcuno di voi regnanti trovi un rimedio, oppure siete buoni solamente a pretendere tributi dal popolo!” dissero i capi dei villaggi alla duchessa Germana .

Fu allora che la duchessa disse: “tu Giuseppe primo nato..tu che sei più coraggioso e vincente.. vai tu ad affrontare il drago ed a uccidere quel mostro, così tornerà la pace nelle nostre terre”.

Giuseppe ritenuto coraggioso e forte cavaliere da tutti, obbedì e partì per l’avventura..si vestì con la sua armatura da capo a piedi e partì con il suo cavallo ad affrontare il drago..

Dopo qualche giorno incontrò il drago in una radura oltre il colle e gli corse in contro, il drago vedendo quel cavaliere così infuriato e volente di litigare,  essendo il cavaliere armato di lancia  e di spada si impaurì, il drago pieno di spaventò subito agì con il suo fiato fiammeggiante per causar il bruciare del fuoco al cavallo che sopraggiungeva, disarcionò in questo modo il cavaliere facendo imbizzarrire il suo cavallo e poi con un colpo dei suoi grandi artigli, ferì il corpo del cavaliere nonostante l’armatura e così Giuseppe tornò al castello del ducato vinto, sanguinante, ferito e soprattutto a piedi, poiché il suo cavallo era stato arso dal fiato del drago, Giuseppe tornò afflitto al cospetto di sua madre Germana la duchessa.

“Oh! povera me!….. mio figlio… il più coraggioso dei miei figli ha fallito, chi mai difenderà ora i nostri possedimenti…chi mai risolverà i doveri della nostra famiglia nei riguardi del nostro ducato?” diceva la duchessa…

vedendo la madre duchessa preoccupata, Eugenio l’altro figlio disse:

“Madre ma ci sono ancora io per questo, anche io so usare le armi!” disse Eugenio e la madre rispose:…”tu Eugenio puoi salvarci..no! non lo credo..non è per te questa battaglia è molto pericoloso e poi tu sei un artista, non hai un vero carattere da soldato,  ne la vera forza necessaria per riuscire, io lo so, me lo hai dimostrato in tutti questi anni che tu sei un debole, un così buono come te non è utile in questo momento, ma non importa, ormai il mio amore di mamma ti ha accettato anche così!” affermò la duchessa piangendo..

vedendo la madre lamentarsi Eugenio aggiunse: ”non preoccuparti madre!” disse Eugenio accarezzando i capelli della madre piangente “vedrai madre io ci riuscirò a risolvere il nostro problema, affronterò io il drago!”.

Vedendolo comunque deciso la duchessa fu così che ordinò: “Che sia vestito come un cavaliere..mio figlio Eugenio è la nostra unica speranza!” .

E fu così che anche il cavaliere Eugenio partì per la sua avventura ad affrontare il nemico comune.

Dopo qualche giorno di ricerche, incontrò finalmente il drago nella radura oltre la foresta, lo vide da lontano mentre il drago dormiva nel prato, ma non lo affrontò..giunto alla sua vista, il cavaliere si spogliò delle sue armi e restando vestito in un bianco camice, sembrando certamente inoffensivo al giudizio di un drago, che è pur sempre un animale, gli si avvicinò e gli chiese:

“Drago perché sei così cattivo..noi non ti abbiamo fatto niente di male..ti chiedo per favore, ti imploro… smetti di mangiare le nostre mucche e abbandona le nostre terre!” con atteggiamento mite Eugenio cercava di convincere il drago ad andarsene.

E così che Eugenio scoprì ad un tratto che il drago poteva e sapeva parlare (poichè nelle favole questo è possibile) ed il drago rispose:

“io sono un drago, e mi chiamo Asdrubale, sono forte e temuto, ma sono sempre solo ed ho anche avuto un infanzia triste, molti cavalieri pensandomi malvagio mi hanno perseguitato fin da quando sono nato, ovunque sono stato perseguitato ed io molto spesso non so dove andare a rifugiarmi..ed ora tu vuoi mandarmi via anche da qui, sei tu il cattivo non io!”

Capendo che quel drago era un drago buono di indole, e fu questa la  fortuna di Eugenio, il cavaliere disse:

“facciamo così!” continuò Eugenio “se ti accontenterai di una mucca sola al mese potrai restar qui per sempre, ma dovrai accontentarti di mangiare solo una mucca, sola di una ti dovrai nutrire ..e se inoltre in segno di amicizia tra di noi impedirai che altri draghi giungano nel nostro ducato a disturbarci..noi ti adotteremo e ti nomineremo difensore delle nostre terre”

il drago ci pensò, avrebbe avuto un rifugio e un pasto assicurato, ed accettò l’intesa..in cambio di un mucca al mese avrebbe difeso quelle terre dagli altri draghi…che sapete esistevano e non erano tutti buoni come Asdrubale.

Ottenuto questo accordo con il drago, fu così che il cavaliere di nome Eugenio si rivesti della sua armatura e tornò da sua madre la duchessa, dove raccontò tutto a lei e dell’accordo fatto con il drago Asdrubale.

La duchessa contenta del figlio, riunì l’assemblea e convinse i contadini di quelle terre a rispettare l’accordo ideato dal figlio Eugenio e tutti trovarono comprensibile e vantaggioso il patto, in quanto il subire il drago  avrebbe causato il consumare risorse come ben dieci cavalieri arruolati, e inoltre un drago reso amico dava più garanzie di essere un buon difensore delle loro terre..e quindi quel drago si poteva  ritenere un valido alleato…il tributo era coerente..la spesa era necessaria…

Fu così che dove falli l’arroganza, la prepotenza e la forza, riuscirono invece la diplomazia e i modi gentili uniti ad un po’ di volontà di volere la pace…ed il problema del ducato fu risolto.

Eugenio alla morte di sua madre fu nominato Duca, incarico nobile  dove sono necessarie per governare, la diplomazia  e l’intelligenza, esse sono capacità più utili della abilità in battaglia ed invece il fratello Giuseppe fu nominato suo capitano dei soldati…

Morale: Dovete sapere che chi governa deve prima saper rendere efficienti soluzioni pacifiche e democratiche e poi forse per risolvere i differenti problemi che offendono le sue terre e il suo popolo, se queste intenzioni pacifiche falliscono, potrà utilizzare i modi severi di un militare e fare la guerra…ma dovete saper che dove è sconsigliato usare la spada, si può utilizzare invece con più prudenza la penna e l’intelligenza..

fine

scritto (Milano, Settembre 2011)

autore: Egidio Zippone

Giudizio: interessante, originale

voto (da 5 a 10):9

 

Favola: i due fratelli ed il drago (per ragazzi)ultima modifica: 2017-04-17T09:12:56+02:00da scrittore59

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