Favola: Lo stupido e l’intelligente (per ragazzi)

INTRODUZIONE: pur dimostrando capacità superiori alla norma, ugualmente dovete rispettare per educazione chi sembra mediocre in confronto a voi,…tutte le forme di vita vanno rispettate e mai discriminate…

INIZIO

Favola: Lo stupido e l’intelligente

Esistono nel mondo due categorie di persone, gli stupidi e l’intelligenti.

Gli intelligenti di solito quando si rendono conto di essere più dotati intellettualmente  tendono a prendere il sopravvento su chi ritengono stupido, senza sapere che chi pretende tanto dalla vita dovrà pagare un giorno un prezzo più alto se si sarà comportato male…

C’era una volta, nel mondo delle favole, una fattoria con tanti animali, in essa vivevano anche un asino ed un cavallo.

I due erano trattati alla pari dal padrone..ma il cavallo non era contento di questa parità..si credeva fatto di qualità migliori e brontolava di questo.

Il cavallo stufo di sentirsi un mediocre uguale agli altri, poichè era più vanitoso, un giorno disse all’asino:

“La classe non è acqua..io sono più bello, sono più alto e muscoloso e quindi voglio essere trattato meglio di te..siccome geneticamente ho migliori qualità ..il mio avere qualità fisiche migliori.. deve anche essere pari al mio vivere più comodo rispetto a te..capito stupido asino!”.

Ed il cavallo aggiunse:”Io sono perfetto nel galoppare, nel tirare la carrozza e sono più veloce nella corsa di chiunque animale della fattoria, quindi le mie capacità sono certe e migliori delle tue..e quindi è giusto che io mi senta superiore a te..è una questione di competizione e di meritocrazia..è giusto che io siccome sono più rapido nel correre..sia considerato meglio di te..capito stupido asino! ”.

“Anche perché l’errore più grande che possa fare un essere intelligente nella vita è di comportarsi come un asino..e cioè quello che sei tu!”

Rispose l’asino: “sei tu che ci tieni di più a sentirti superiore di me, siccome sei fatto così… fa come ti pare!” rispose l’asino indifferente.

Ma il cavallo tutti i giorni continuava a brontolare:

“Asino sei… e vuol dire che lo sei… ed é per questo che commetti troppo errori..mi sei inferiore.. convinciti subito!” affermò il cavallo

“Si è come dici tu!”..ammise il mite asino…”sono un asino..un semplice asino..tutto qui! ma anche tu fai arrabbiare ogni tanto il padrone..infatti conosci anche tu il frustino.”.

“Vedi io che sono un cavallo sano, sono stato creato senza avere difetti fisici e più intelligente, ed anche a difendere i miei momenti di vita con furbizia e sagacia..quindi sono io che devo mangiare per primo il fieno migliore e bere per primo l’acqua nella vasca più pulita..non ti pare?”

“Il mio padrone è infatti un nobile istruito” aggiunse il cavallo “egli é padrone della fattoria in cui siamo..ed io sono usato per il giorno della domenica, quando il padrone si veste elegante e va in paese e si fa un grande con i paesani”.

Poi il cavallo girandosi verso l’asino si rivolse con opportunismo:” il tuo padrone caro asino è invece il servo del mio e cioè un contadino ignorante!”,

“Si! è come dici tu!”..rispose rassegnato l’asino al suo dire..

”ma quando la smetti..vedi ti do ragione…. sperando che tu la finisca con questi modi insolenti e così ottengo finalmente un po’ di pace..mangia prima tu e bevi prima tu..se è questo che vuoi..se ti fa contento!” rispose l’asino.

Ma al cavallo non gli bastò e aggiunse, mentre mangiava e beveva:

“Il segreto della vita è di non avere errori nel fisico e neppure nel comportamento, ad esempio quelle brutte orecchie lunghe  e pelose di asino sono certamente un errore di forma e di aspetto, ed infatti come vedi io non c’è l’ho, le mie orecchie sono più belle e lisce, la mia criniera è più  folta ed elegante della tua!” aggiunse il cavallo mentre con vanità si guardava il corpo riflesso nella vasca della fonte da cui stava bevendo…mentre l’asino invece aspettava il suo turno di bere con pazienza.

E così l’asino per vivere in pace e non sentire sempre cattivi giudizi sul suo essere meschino, dovette per giorni e giorni..non per colpa sua..ma per colpa del cavallo, subire in silenzio i suoi paragoni opportunistici,   poiché il cavallo si dava troppe arie ed era anche un arrogante esagerato…e dovette l’asino nella sua vita rassegnarsi  di permettere agli umani…di considerare di più il cavallo rispetto a lui.

Passarono gli anni e la natura comandò di invecchiare a tutti e due gli animali e la buona salute cominciò loro a mancare.

Un giorno come natura vuole entrambi morirono…ma stranamente contemporaneamente…

Tutti è due avevano commesso errori..del tipo di disobbedire al loro padrone nei momenti di lavoro nella fattoria..erano stati testardi e ignoranti …ed anche perchè la perfezione difficilmente esiste per qualcuno sulla terra…infatti molte loro disobbedienze avevano causato l’arrabbiarsi del loro padrone diretto…quindi per i Santi entrambi avevano commesso errori di certo.

Giunse il loro momento e gli angeli portarono tutte e due le loro anime al cospetto dei Santi per essere come tutti, si sa, un giorno da loro giudicati…seppur un sogno tutto questo sembrava realtà…

“Noi sappiamo!” dissero i santi ai due animali che stavano inginocchiati chiedendo clemenza….”noi conosciamo  tutti i segreti della vostra vita, sia nel privato più nascosto che in  pubblico”

“A noi non si può mentire..è inutile mentire al nostro cospetto..è inutile negare l’evidenza..per noi la giutizia è una!”

“Dimmi tu asino sono certo che hai commesso errori, ma perché hai sbagliato?”

Dopo un po’ di silenzio l’asino rispose:”Ho sbagliato perché sono un asino..sono nato asino e quindi per questo ho sbagliato”.

“E’ stato Dio che ti ha creato e voluto un asino, piccolo di statura e un po’ stupido, quindi è giusto che ti perdoniamo, che tu sia perdonato, e ti mettiamo in un luogo di pace per l’eternità dove sarai aiutato nella tua vecchiaia.”

Risposero i santi commossi dalla sua umiltà.. dimostrando in questo modo quanto essi siano esseri giusti e saggi nel giudicare…

“Dimmi tu cavallo perché hai sbagliato? Dissero rivolti all’altro animale.

Il cavallo subito rispose:” io non ho sbagliato e quindi nego di avere errori, anzi ritengo che i miei errori siano invece cose giuste ancora, semmai sono solo delle invenzioni che evolvono la vita e sono dovuti alla mia tanta intelligenza e curiosità..quel che voi santi chiamate errori… non sono errori per me, ma libere scelte.”

I santi  rimasero in silenzio un po’ perplessi nel sentire tanta vanità in un animale ..poi dissero:

“La tua risposta cavallo offende i saggi consigli che Dio ha dato al mondo durante la creazione e ti mette contro le sue regole benigne.”

Fu così che  il cavallo vedendosi perduto e temendo di essere castigato…ricordando quello che era stato detto all’asino poco prima, cambiò atteggiamento e rispose con più furbizia ..fingendosi triste:

“ Si! ho peccato di vanità e opportunismo..pretendendo privilegi rispetto alle altre creature..ma è stato Dio che mi ha creato bello e intelligente e quindi di indole vanitosa e anche il mio brutto carattere è dovuto alla creazione voluta da Dio, infatti sempre pensavo che la competizione tra diversi animali fosse normale..se Dio mi ha creato diverso dagli altri animali è giusto che anch’io sia perdonato..il mio peccato è dovuto alla mia creazione particolare..non vi pare cari santi?

I santi restarono ancor più perplessi a sentire quelle parole furbe dette dal cavallo e dopo un attimo di silenzio affermarono severi:

“Tu potevi utilizzare la tua creazione migliore in modo da comportarti meglio con il prossimo, invece hai scelto di essere antipatico e di dare troppo importanza ai beni genetici  e materiali obbedendo alla sola competizione tra le specie.”

“Quindi ti puniamo cavallo e ti condanniamo all’inferno..che è un mondo dove tutti gli animali sono continuamente in lite..dove il debole e l’anziano non sono difesi dai giovani opportunisti e furbi..dove si premia la legge del più forte solamente”.

“Tu cavallo sei diventato ormai anziano..quindi per te quel luogo sarà un inferno, e nel sogno tutto sembrerà realtà,  ed in quanto credi che approfittare dei più deboli sia normale, ti mandiamo laggiù.”

“Il mondo dove noi ti mandiamo è un deserto senza ombra e senza acqua dove solo i più forti sopravvivono..la solidarietà con il più debole in difesa  dagli abusi del più forte non è capita..laggiù si vive soffrendo in eterno del poco aiuto che si ottiene”.

E gli angeli eseguirono le istruzioni…l’asino fu condotto a passare la sua vecchiaia eterna in un luogo di pace abitato da spiriti buoni e altruisti,

invece il cavallo al contrario, fu mandato, anche se anziano, per l’eternità in un mondo in continua battaglia per la sopravvivenza… senza mai pace e solidarietà per i vinti…dove gli spiriti malvagi comandavano ed il rispetto per gli anziani non era obbligatorio.

E fu così che l’asino andò in paradiso e il cavallo all’inferno.

Morale:

Questi due personaggi da me inventati non sono animali veri, ma sono atteggiamenti che hanno a volte gli esseri umani…immagini della psiche e della filosofia umana.. sincera indole di ogni persona vivente… starà a voi giudicare cari lettori quale filosofia merita il paradiso oppur l’inferno…la prima filosofia oppure la seconda filosofia…

Il consiglio che posso dare, è seppur vi ritenete molto intelligenti, ugualmente trattate con bontà e indulgenza chi rispetto a voi si é dimostrato invece più stupido, poichè non è colpa sua, ma è colpa del Caso e della Coincidenza…che sono forze severe e inesorabili che comandano l’universo ed i doni genetici…

Il paragone della psiche umana  con gli animali è ritrovato molte volte nella narrativa ed è molto istruttivo poiché semplifica la conoscenza nei riguardi dell’esistenzialismo umano…consigliando la visione della vita dell’essere umano ad una comprensione migliore…

Fine

Autore: Egidio Zippone (Milano, Ottobre 2010)

GIudizio: interessante, serio

voto (da 5 a 10):9

Favola: Lo stupido e l’intelligente (per ragazzi)ultima modifica: 2017-02-09T15:41:02+01:00da scrittore59

Un pensiero su “Favola: Lo stupido e l’intelligente (per ragazzi)

  1. L’umiltà insegna all’intelligenza. Non esiste uomo saggio e potente che possa vantarsi di essere intellettualmente superiore, se non possiede l’umiltà di riconoscere, che solo ammettendo i propri errori e le proprie ignoranze, si possono raggiungere mete insperate.

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